Verdure e sottaceti di Kyoto

May 31, 2018

 

Ortaggi vari, tra cui le carote dorate

verdure Kyoto

Peperoncini

 

 

L’espressione giapponese kyoyasai (京野菜), verdure di Kyoto, indica le verdure prodotte tradizionalmente a Kyoto. Le verdure di Kyoto sono vendute con il marchio di origine controllata dei prodotti di Kyoto (Kyomaku 京マーク), riservato a prodotti agricoli, forestali e ittici di alta qualità. Le verdure di Kyoto sono particolari, grazie alle particolari condizioni orografiche e climatiche della zona, e in ogni stagione ci sono prodotti tipici diversi: in estate sono famosi i germogli di bambù, i peperoni rossi e le melanzane; in inverno sono famose le rape e le caratteristiche “carote dorate”. Quando venite a Kyoto cercate le verdure locali di stagione e provate a mangiarle.
Kyoto è famosa per la produzione di sottaceti tradizionali, chiamati kyotsukemono (京漬物), spesso preparati con le verdure di Kyoto.

verdure Kyoto

Carote e rape

I sottaceti (tsukemono 漬物, cibi in salamoia) sono un elemento importantissimo della cucina tradizionale giapponese, al punto che si dice che anche un pasto succulento viene rovinato se i sottaceti non sono buoni. Non esiste una definizione precisa dei sottaceti di Kyoto, ma in generale hanno un’immagine positiva di prodotti raffinati dal gusto prelibato. Le ragioni principali per cui a Kyoto si è sviluppata una rinomata tradizione di produzione di sottaceti sono le eccelenti tecniche di preparazione sviluppate e tramandate, e la qualità del terreno e le caratteristiche orografiche che permettono la coltivazione di verdure di ottima qualità, quali appunto le kyoyasai.

 

A Kyoto si producono diverse varietà tradizionali di sottaceti, tra cui ad esempio senmaidzuke e shibadzuke (千枚漬,しば漬). Ma oltre ai tipi tradizionali, a Kyoto sono studiati e sviluppati anche nuovi tipi di sottaceti, in uno sforzo costante di migliorare la qualità al di là della tradizione. I metodi di preparazione variano a seconda delle verdure utilizzate e delle caratteristiche climatiche e culutrali delle diverse zone in cui si producono. In alcuni tipi è il processo di fermentazione che determina il gusto finale. Le verdure sono messe in salamoia o in crusca di riso (nukadzuke 糠漬け) e fermentano grazie all’azione di microorganismi come i lattobacilli. Ci sono invece tipi in cuoil gusto finale è dato dal condimento: il gusto degli ingredienti viene assorbito dalleverdure durante il processo di produzione, la cui lunghezza può variare moltissimo, da un solo giorno a cinque anni, a seconda del risultato desiderato.

I sottaceti di Kyoto si possono acquistare facilmente e in qualsiasi stagione, e si possono anche mangiare in molti ristoranti di cucina tradizionale, percui se venite a Kyoto non mancate di assaggiarli.

Tsukemono

Sottaceti di Kyoto

I dolci giapponesi a Kyoto

Asami Kida, Seri Kogisi, Hikari Komatani.

 

Ci sono tanti negozi di dolci occidentali e dolci giapponesi a Kyoto. Vi vogliamo presentare due prodotti tipici di questi negozi: yatsuhashi, nama-yatsuhashi e higashi prodotti con lo zucchero wasanbon.

 

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Yatsuhashi

 

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Lo strumento musicale so

 

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Il ponte Yatsuhashi

 

Yatuhashi è un dolce tipico di Kyoto al sapore di cannella.

Gli ingredienti sono zucchero e farina di riso cotti come biscotti.

 

Lo yatsuhashi è stato prodotto e servito per la prima volta in una sala da tè della zona del tempio Shogoin nel 1689.

Ci sono due teorie sull’origine del nome: secondo alcuni deriva dal nome di un famoso suonatore di so, uno strumento musicale di cui lo yatsuhasi imiterebbe la forma; secondo altri deriva invece dal ponte Yatsuhashi dell’antica regione di Mikawanokuni (si vedano le foto sopra).

 

Il 96% delle persone che comprano souvenir di Kyoto acquistano dolci tradizionali, il 45.6% dei quali sono yatsuhashi.

 

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i fiori di ciliego: la primavera

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la rana e la piogga: la stagione delle piogge (tra primavera ed estate)

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la vespa: l’estate

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Babbo Natale: il natale

 

(ii) Il nama yatsuhashi è fatto con la pasta non biscottata di yatsuhashi (nama significa “crudo”) Per fare il nama yatsuhashi la farina di riso, lo zucchero e la cannella sono mescolati e cotti a vapore. Generalmente si mangia con un ripieno di an, cioè una specie di marmellata fatta impastando fagioli azuki e altri tipi di fagioli, aggiungendo lo zucchero e il sale e cuocendo il tutto.

Ci sono negozi di nama yatsuhashi che cambiano la forma e il colore dei dolci o il sapore del ripieno a seconda della stagione. Ci sono inoltre alcuni negozi nei quali si può scegliere il tipo di marmellata da usare come ripieno.

Nelle foto sopra si vedono lcuni tipi di nama yatsuhashi divisi per stagione:

 

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1. sakura

 

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2. momiji

 

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3. Fujin e Raijin

 

Higashi sono dolci secchi fatti con poca acqua. Nelle foto si vedono higashi di varie forme fatti con lo zucchero wasanbon, mangiati spesso durante la cerimonia del tè. Wasanbon è un tipo di zucchero a cristalli minuti che ha una lavorazione e un sapore particolari. Sono prodotti in tante forme, e alcuni negozi cambiano le forme ogni stagione.

In primavera si usa la forma dei fiori di ciliegio (sakura, foto 1), in autunno la forma delle foglie d’acero momiji (foto 2). Ci sono anche quelli con le facce di Fujin e Raijin (foto 3), il dio del vento e il dio del tuono. Queste due forme esprimono una caratteristica della cultura giapponese: nelal religione autoctona giapponese, come nella mitologia greco-romana, ci sono tanti dei.

 

↓Dove si possono trovare questi dolci?↓

Nama-yatsuhashi; nikiniki (sede) → http://www.shogoin.co.jp/

Wasanbonsei; sichijo kansyundo → http://www.7jyo-kansyundo.co.jp/index.html

 

 

consultazione  →   http://umihamamatsu.hamazo.tv/e5475792.html

http://www.gakki.com/shopping/bunka_koto.html

http://ginjo.fc2web.com/183kaerunoasobi/kaeru_asobi.html

 

 

 

Facciamo la raccolta di Goshuin

Yuna Yahara, Ayano Tanaka

 

Goshuin, letteralmete “sigillo rosso”, è un’usanza che ha avuto origine nei templi buddisti. In passato si trattava di un timbro commemorativo in inchiostro rosso che si riceveva su un foglio di carta quando si visitava un tempio, ma oggi consiste spesso in una calligrafia scritta al momento. Ogni tempio ha il suo stile particolare, e non ci sono design uguali. Quando visiti un tempio o un santuario scintoista a Kyoto, prova anche tu a farti scrivere una calligrafia commemorativa. Ti spieghiamo come fare:

 

In altro ci sono vari tipi

Ci sono tanti tipi di goshuincho

① Acquista un goshuincho. Il goshuincho è un blocchetto di fogli per la raccolta dei goshuin, venduto in molti templi e santuari schintoisti. Anche il goshuincho è diverso in ogni tempio. Ce ne sono molti tipi, da quelli semplici a quelli elaborati. Prova a comprarne uno al primo tempio che visiti.

②Porta il goshuincho quando visiti un tempio. Per visitare i templi famosi di Kyoto ti suggeriamo di comprare un biglietto giornaliero da 500 yen per l’autobus. Dalla stazione JR di Kyoto si possono visitare facilmente i santuari scintoisti di Shimogamojinja (autobus numero 4 oppure 205), Kamigamojinja (9 oppure 4), Heianjingu (5), Fushimiinaritaisha (con un treno locale di JR). Si possono anche visitare i templi buddisti di Kiyomizudera (206 oppure 100), Kinkakuji (205), Ginkakuji (5), Daikakuzi(28), Toji (20 minuti a piedi dalla stazione)

③Prima di tutto non dimenticare che un tempio è un luogo sacro, quindi non ci si deve andare solo per ricevere i goshuin, ma bisogna visitarlo con lo spirito di un pellegrino. In un tempio buddista, metti un’offerta (in generale basta un moneta da 5 yen) e quietamente congiungi le mani raccogliendoti in preghiera. In un santuario scintoista, metti un’offerta e suona la campanella. Saluta due volte con un inchino e due volte battendo le mani, alla fine fai un inchino a mani congiunte. 

design a seconda dei templi

il design è diverso a seconda dei templi

④Fatti scrivere il goshuin. Porgi il goshuincho dicendo: “KONNICHIWA, ONEGAISHIMASU.” Significa: “Buongiorno, (scriva la calligrafia) per favore”. Aspetta in silenzio che te lo scrivano. Se vuoi fare una fotografia devi chiedere il permesso. Generalmente il costo di un goshuin è 300 yen. Prepara prima le monete, in modo da non avere bisogno del resto. Alla fine non dimenticare di ringraziare dicendo: “ARIGATO GOZAIMASHITA”. Il goshuin si può ricevere in tanti templi e santuari di tutto il Giappone, ma ce ne sono alcuni che non lo danno. Nei templi buddisti in genere ci si deve togliere le scarpe per entrare negli edifici. La cosa più importante è non dimenticare che si tratta di luoghi sacri, quindi bisogni entrarci con animo puro e comportarsi propriamente. Custodisci con cura i goshuin che raccoglierai, ed avrai un magnifico ricordo del tuo viaggio.

raccolta di goshuin

un gosuincho

 

Yoroken

Yuri Kamakura, Akane kaneta

 

yoroken dolci

I daifuku in vetrina

Yoroken è un vecchio negozio di daifukuDSC_2568DSC_2568
Daifuku è un tipo di wagashi (dolci giapponesi) che consiste di pasta di riso (mochi) usualmente ripiena di marmellata di fagioli azuki (an).

Ma da Yoroken è popolare il daifuku ripieno di frutta invece che di marmellata di azuki. In particolare è molto rinomato il daifuku con ripieno di mandarini (mikan), che, essendo molto succosi, conferiscono al dolce un ottimo sapore.

interno Yoroken

L’interno del negozio

 

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Italian daifuku

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Daifuku all’arancia

 

 

 

 

 

 

 

La frutta del ripieno cambia a seconda della stagione. Per esempio, in estate ci sono il mirtillo, il kiwi, l’arancia, l’ananas (ananas) e il “daifuku italiano” con il pomodorino.

 

Noi abbiamo scelto di mangiare il daifuku al kiwi e quello alla crema di mango. Sono molto aromatici e buonissimi!!!

Se venite a Kyoto non mancate di provare i deliziosi daifuku all frutta di Yoroken.

autrici dell'articolo

Le autorici con daifuku al kiwi e alla crema di mango

kiwi e crema di mango

I daifuku che abbiamo scelto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

esterno Yoroken

L’esterno del negozio

INDIRIZZO: Mibunishidoinouchicho 21, Nakagyouku, Kyotoshi

604-8847

ACCESSO : Ci si può arrivare facilmente con i treni delle compagnie Keifuku o Hanshin, scendendo alla stazione di Saiin. Dista un minuto a piedi dalla stazione.

URL:  http://kyoto-yoroken.com/access.html

ORARIO DI APERTURA:  9:00~18:00

GIORNI DI CHIUSURA :  martedì, giovedì

 

Kyoto Shabonya

by Mika Yamauchi

Che cosa è Kyoto Shabonya?

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L’esterno di Kyoto shabonya


 

Kyoto shabonya è un negozio di sapone fatto a mano a Kyoto. Dal periodo Edo al periodo Meiji il sapone si chiamava shabon (dal portoghese sabão, o dallo spagnolo jabón), e shabonya significa appunto “negozio di sapone”. Nel negozio si possono acquistare circa venti tipi di sapone, ognuno dei quali aiuta a risolvere diversi problemi della pelle. Inoltre nel negozio si può sperimentare la produzione artigianale del sapone, e c’è la caffetteria Ashiyu cafe.

Il sapone made in Kyoto

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L’interno di Kyoto shabonya


 

II sapone è fatto con ingredienti naturali come frutta, soia o vari tipi di piante. Ci vogliono circa due mesi per produrre il sapone a mano. I saponi venduti da Kyoto shabonya sono usati generalmente per lavare le mani e la faccia, e si vendono anche sali da bagno e cosmetici.

Articoli consigliati

1. Sapone di latte di soia

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Il sapone di latte di soia


 

L’uso regolare di questo sapone fatto col latte di soia rende la pelle soffice a bianca.

2. Spugna naturale per lavarsi la faccia, usata in Europa da molto tempo

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Le spugne


 

Con l’uso regolare della spugna, si possono migliorare la dermatite atopica e l’eczema.

Esperienza della produzione artigianale del sapone

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Vari tipi di sapone


 

Prezzo: 500 yen

L’esperienza della produzione artigianle del sapone dura circa 40 minuti. Si possono scegliere il colore e il profumo.

※Se volete provare, chiedete ai commessi.

Ashiyu cafe

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Il pediluvio


 

Ashiyu significa “pediluvio”. Nella caffetteria si può fare un pediluvio mentre si consuma qualcosa. Tenere i piedi immersi nell’acqua calda riscalda tutto il corpo senza affaticare il cuore, e allevia il gonfiore delle gambe. Per questo fa bene alla salute, e in particolare può alleviare la stanchezza dei viaggiatori, specialmente di chi ha camminato tutto il giorno per visitare i luoghi turistici. Ashiyu cafe si trova in una vecchia machiya rinnovata (la Machiya è una casa nello stile tradizionale del centro di Kyoto), e c’è un piccolo giardino in stile tradizionale che dona all’ambiente una piacevole atmosfera tipicamente giapponese.

Il menù di Ashiyu cafe

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Pediluvio di 20 minuti + una bevanda + tenugui (un asciugamano tradizionale)

Prezzi: Adulti 1000 yen, Studenti di scuola superiore e media 800 yen, Scolari delle elementari 500 yen. Per i bambini che hanno meno di sei anni è gratis.

Informazioni

Indirizzo: 1F Shiratori Bldg. 55 Masuya-chi, Nakagyo-ku, Kyoto 604-8111, Japan

Orario: dalle 10:00 alle 19:00

URL : http://www.shabonya.com/pages/eng/index.html

Le caramelle alle verdure kyoyasai

Anna Watanabe, Fumika Matsushita

 

Avete mai sentito parlare di kyoyasai?
Kyoyasai sono le verdure prodotte tradizionalmente a Kyoto, che si usano sempre per kyoryori, la cucina tipica della zona di Kyoto. Ma non solo: recentemente si fanno con kyoyasai anche torte e marmellate.

Vi presentiamo un nuovo modo di mangiare kyoyasai: le caramelle.

Gion Abeya è un negozio famoso per le caramelle alle verdure kyoyasai.
In origine vendeva zucchero all’ingrosso.
Un giorno il proprietario di Abeya visitò l’orto di un amico, in cui si praticava la coltivazione con concime organico.
Vedendo molta verdura che rimaneva invenduta, pur potendo essere benissimo mangiata, pensò a come si sarebbe potuto utilizzarla. Così iniziò a produrre caramelle. Ancor oggi la sua speranza è che la gente che abita lontano da Kyoto e i bambini a cui non piacciono le verdure possano gustare kyoyasai con piacere.

IMG_2174 Oggi ci sono sette gusti:
Shogoin daikon,
Kintoki ninjin,
Kujo negi,
Shishigatani kabocha,
Kamo tomato,
Tanba kuri,
Tanba kuromame.
Provateli tutti!

 

Gion Abeya dà molta importanza agli ingredienti e alla ricetta delle caramelle. Per quanto riguarda i primi, usa ortaggi biologici e zucchero selezionato da tutto il Giappone, da cui elimina le impurità. Poi utilizza coloranti naturali delle verdure, anziché quelli alimentari artificiali. In quanto alla ricetta, è molto semplice: cuoce il pesto dell’ortaggio, aggiunge lo zucchero, lo sciroppo di amido ed erbe appena prima che bruci e mescola il tutto. La ricetta varia un po’ a seconda delle specie di ortaggio, ma la base è questa. In questo modo sono prodotte caramelle salutari che lasciano in bocca il sapore degli ortaggi.

 

Kamo tomato è il più popolare dei sette gusti. La caramella di kamo tomato ha la dolcezza dei pomodori maturi e si dice che anche molte persone a cui non piace il pomodoro possano mangiarla.

Quanto alla caramella di kujo negi, le opinioni si dividono. Ci sono quelli a cui non piace molto, e chi ne compra dieci confezioni alla volta. Fare buone caramelle con kujo negi, una specie di porro giapponese, è molto difficile, perché ha un gusto particolare, quindi ci sono voluti due anni prima di metterle in commercio.

La caramella di kintoki ninjin è stata prodotta per i bambini a cui non piacciono le carote. Per fare una buona caramella, Abeya l’ha fatta provare molte volte ai bambini delle scuole elementari e ai loro genitori, e procedendo per tentativi finalmente è riuscito a commercializzarla. Questa caramella ha un gusto fruttato, perché contiene succo di mela per attenuare il sapore della carota.

 

Le caramelle fatte con le verdure kyoyasai da Gion Abeya sono salutari e gustose. Perché non provate a mangiarle?

 

 

 

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☆Dove si trova Gion Abeya ?

INDIRIZZO : Higashiyamaku, Yasaka shinmachi,

Tominagacho 107,  Abebiru

〒605-0078    Kyoto

 

URL:   http://www.gion-abeya.jp/

GIORNI DI CHIUSURA :   lunedì , martedì , mercoledì

ORARIO DI APERTURA :   11:00-17:00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Yatsuhashian KAKEHASHI

Ami Ikeda, Shiori Ikeda

 

Yatsuhashi è uno dei dolci giapponesi tradizionali che rappresentano Kyoto, e sono spesso comprati e regalati come souvenir di Kyoto.

Gli yatsuhashi sono fatti usando farina di riso, zucchero e cannella come ingredienti. Ci sono sia gli yatsuhashi cotti, sia gli yatsuhashi crudi (nama yatsuhashi), cioè yatsuhashi ottenuti semplicemente cuocendo a vapore l’impasto.

L’esterno del negozio Yatsuhashian Kakehashi

 

Ci sono tanti negozi di yatsuhashi a Kyoto, ma ve ne vogliamo presantare uno che si trova vicino alla stazione di Nishikyogoku della linea Hankyu, e che si chiama Yatsuhashian Kakehashi. Al pianterreno c’è una buvetta dove si possono mangiare buffet di vari tipi di piatti tradizionali di Kyoto ed esperire la tradizione gastronomica giapponese.

Il locale dove si possono degustare i piatti tipici giapponesi

 

Le teche dei souvenir

 

Potete inoltre comprare un souvenir di Kyoto da portare con voi quando tornate in Italia.

~Menu della buvetta~

・Yatsuhashi → 840~1260 yen per 50 minuti

・Daifuku di fragola → 1365 yen per 50minuti

(Il daifuku è un dolce di riso farcito con marmellata di fagioli.)

Daifuku di fragola

 

・Tofu → 1260 yen per 60minuti

・Manju di verdura → 1200 yen per 50minuti

(Il manju è una specie di gnocchetto di pasta di riso bollita con ripieno, dolce o salato.)

 

Per mangiare il buffet bisogna prenotare, per telefono o tramite internet.

 

~Indirizzo~

Kyotoshi, Ukyouku, Nishikyogokuguncho 8

TEL. : 075-316-0415 / FAX. : 075-315-9706

E-mail : info@yatuhasian.jp

Sito internet : http://yatuhasian.jp/about/

 

Per arrivarci ci vogliono circa 15 minuti dalla stazione di Nishikyougoku della linea ferroviaria Hankyu.

Kyoto Handicraft Center

Ikeda Ami, Kusano Yurika

 

A Kyoto Handicraft Center si può fare esperienza pratica delle tradizione arti decorative che sono state tramandate a Kyoto. Ci sono undici tipi di corsi: musenshippo, ginsenshippo, bambole dorin, trottole di Kyoto, incisioni su legno, nioibukuro, miscela a base di peperoncino di spezie giapponesi in polvere, ventagli di Kyoto, intarsi di Kyoto, ecc…. Nella sede di Amita ci sono solo nove tipi di corsi. L’orario  è dalle 10:00 alle 17:00, e in qualsiasi momento vi sono membri dello staff che parlano inglese. Si deve prenotare in anticipo, per telefono o su Internet, e anche se si prenota in gruppo ognuno può seguire un corso differente. Se un gruppo è composto di più di 15 persone i corsi sono tenuti in un locale apposito.

 

Musensippo (無線七宝) e ginsenshippo (銀線七宝)

Il termine shichiho significa sette tesori (oro, argento, lapislazzuli, agata, perla, corallo), e si trattta di tecniche artigianali decorative su lastre che hanno 2500 anni di storia, e sono arrivate in Giappone passando per la Cina e la Corea. Nel caso di musenshippo si può scegliere la disposizione preferita e disegnare liberamente.Ci vuole un’ora, e costa 1890 yen. Nel caso di ginsenshippo si dispongono i colori su una lastra di metallo a forma di civetta. Il tempo necessario è un’ora, e costa 2940 yen.

 

Pittura di una bambola dorin

Le bambole dorin sono usate come giocattolo artigianali e porafortuna in Giappone. Il loro fascino consiste in parte nel fatto che producono un suono di timbro semplice che non si ottiene con una normale campanella di metallo. Nel corso si possono pitturare le bambole dorin con colori ad acquarello. Ci vuole un’ora, e costa 1890 yen.

 

Trottole di Kyoto

Anticamente le trottole di Kyoto erano giocattoli fatti dalle donne di corte avvolgendo in tessuto di kimono un pezzo di bambù. Sono considerate portafortuna molto efficaci. Nel corso si crea una bambola arrotolando un tessuto a scelta attorno al centro di bambù, la si decora e ci si può anche giocare. Il tempo necessario è un’ora, e il prezzo è 1890 yen.

 

Incisioni su legno

Sono prodotte da tre diversi tipi di artigiani: pittori, scultori, stampatori. Nel corso si stampano due xilografie, sperimentando l’arte dello stampatore nel colorare sei matrici con sei colori diversi. Si usano due disegni, il torii (portale) del tempio Heian Jingu e le maiko (geisha di Kyoto). Anche in questo caso il tempo necessario è un’ora, e il prezzo è 1890 yen.

 

In tutti i piani di Kyoto Handicraft Center ci sono commessi che parlano inglese. Dal pianterreno al terzo piano si possono spedire direttamente all’estero i prodotti acquistati, e si può pagare anche in traveller’s check, carta di credito e valuta estera, anche in euro. Ma il resto è dato in yen giapponesi. Inoltre si pssono cambiare la valuta estera e i traveller’s check in yen. Gli acquisti sono duty free, ma ci sono prodotti su cui si deve pagare l’IVA. Per ottenere l’esenzione dalle tasse bisogna mostrare il passaporto.

Inoltre ci sono un ristorante, negozi di kimono e stampe Ukiyoe, ninja, manga, ceramiche e porcellane.

 

Accesso

In treno:

La stazione più vicina è Jingumarutamachi della linea Keihan. Ci vogliono circa 10 minuti a piedi. La stazione della metropolitana più vicina è Higashiyama. Ci vogliono circa 15 minuti a piedi.

In autobus:.

Dalla stazione di Kyoto la fermata più vicina è Kumanojinja mae. Ci si arriva con l’autobus numero 206 e ci vuole circa un minuto a piedi.

 

Come prenotare

Sul Internet si trova il formulario per la prenotazione. C’è un sito web in inglese.

http://www.kyotohandicraftcenter.com/jp/index.htm

Per telefono: 075-761-0142

Per prenotazioni di gruppo in gruppo: 075-751-9834

 

Kyoto Handicraft Center

Orario d’ufficio 11:00-18:00.

È aperto tutto l’anno, tranne dall’1 al 3 Gennaio.

〒606-8323 Kyotofu, Kyotoshi Sakyoku Seigoinenbimachi 21

Biglietti da visita per geisha

Akichika Taniguchi

Vi voglio parlare delle geisha, che fanno parte della cultura tradizionale di Kyoto.
In Giappone si usa scambiarsi i biglietti da visita durante le presentazioni.
Anche le geisha lo fanno, ma i loro biglietti da visita sono diversi dagli altri, e si chiamano “hanameishi” (hana vuol dire fiori , e meishi biglietti da visita). Le geisha li usano sempre, ma anche le persone normali li possono usare in occasioni particolari
Voglio spiegarvi le caratteristiche di questi biglietti da visita.



①Perché questi biglietti si chiamano hanameishi?
→A Kyoto le maiko e le geiko distribuivano biglietti su cui era scritto il loro nome d’arte nelle zone dove lavoravano come geisha o a volte come yujo. (Si veda la “Guida” sotto.) Queste zone erano chiamate hanamachi (machi vuol dire quartiere), e perciò hanno cominciato a chiamare questi biglietti hanameishi.

② Come sono gli hanameishi?
→Grandezza: sono grandi quasi la metà dei normali biglietti da visita. Quelli che ho potuto vedere direttamente sono alti 8 cm e larghi 2,7 cm.
→Disegni: si possono scegliere disegni che rappresentano le quattro stagioni, il ciclo sessagesimale, giochi o attrezzi tradizionali.
→Colori: si puo’ ordinare il colore preferito. In genere le donne scelgono il rosso e gli uomini il blu.

③ Come si fanno?
→Si stampano il nome e il disegno a mano in modo tradizionale su carta giapponese, utilizzando blocchi di legno usati anche nelle epoche passate.
Poiché sono fatti a mano, sono uno diverso dall’altro.

④ A che scopo ci si scambiano questi biglietti?
Si usano come i biglietti normali, ma per chi come me non è una geisha è importante distinguere le situazioni in cui è opportuno usare hanameishi da quelle in cui conviene usare i biglietti da visita ordinari.Questo perché sugli hanameishi si possono scrivere poche informazioni. Gli hanameishi sono efficaci quando si vuole fare una buona impressione.

⑤ Dove si possono comprare?
Ci sono tanti negozi che li vendono. Vi presento quello dove li ho comprati io, Ikuokaya (幾岡屋).
→Accesso:
Autobus⇒Dalla stazione JR di Kyoto, autobus municipale no. 206, si scende alla fermata Gion (祇園), e da lì sono 3 minuti a piedi
Metropolitana e treno⇒Metro municipale: alla fermata di Kyoto fino a quella di Shijo (四条), da lì 20 minuti a piedi.
⇒Linea Keihan (京阪): due minuti a piedi dalla stazione di Gionshijo (祇園四条駅).
⇒Linea Hankyu (阪急): 5 minuti a piedi dalla stazione di Kawaramachi (河原町駅).

HP:http://www.ikuokaya.com/index.html

⑥Vi descrivo i miei hanameishi.
Poiché mi piace il Togetsukyo (渡月橋, un famoso ponte di Kyoto), ho scelto il disegno della luna (getsu), e il rosso per il testo, perché il giallo della luna sta bene con il rosso che ha una tonalità calda. C’è anche l’immagine di un coniglio, che ho scelto perché mi piace e perché nella mia città c’è una leggenda sul coniglio.

⑦Prezzo: Quando si ordinano su misura il prezzo è alto. Io ne ho ordinati 100 e ci sono voluti circa 15,000 yen.
Non mi è importato pagare molto, perché mi piacciono tantissimo.

 

    • La differenza tra geiko e maiko:

→Geiko: sono le geisha di Kyoto.
→Maiko: sono apprendiste che stanno imparando l’arte delle geiko.

    • Un malinteso sulle geisha: la differenza tra geisha e shogi (yujo);

→Shogi: erano prostitute che lavoravano nelle hanamachi.
→Geisha: sono artiste specializzate nell’intrattenere ospiti con musica, danze, giochi e conversazioni raffinate.

    • Dove si possono vedere le geisha di Kyoto?

→Gionkobu (祇園甲部), Pontocho (先斗町), Miyakawamachi (宮川町), Kamishichiken (上七軒), Gionhigashi (祇園東). Queste cinque zone di Kyoto si chiamano Gokagai (五花街, cinque hanamachi).

  • L’Italia e la carta giapponese usata negli hanemeshi:

→Nella Cappella Sistina la carta giapponese è stata usata nel restauro degli affreschi di Michelangelo.

L’ incenso giapponese

Nahoko Asada, Izumi Adachi, Haruka Inoue

La storia dell’incenso

L’incenso (“okou” in giapponese) fu introdotto in Giappone dalla Cina della dinastia Tang, nell’epoca Asuka (538-710 d.C.), insieme al buddismo.
L’incenso fu uno degli elementi culturali più rappresentativi della cultura Tang (唐: 618 – 907 d.C.), la quale ebbe un ruolo fondamentale nel processo di evoluzione culturale del Giappone.
Verso la fine dell’epoca Nara, si diffuse tra la nobiltà l’abitudine, detta “soradaki”, di bruciare l’incenso nelle proprie case.
Si mischiavano vari tipi di profumi, che venivano poi impastati con il miele.
Questo tipo di incenso (detto “takimono” o “nerikou”) veniva confezionato in palline, e per questo si distingueva dall’incenso usato nei templi buddisti.
Questa abitudine della Cina dei Tang è stata adottata dal Giappone proprio nel periodo in cui quest’ultimo stava cominciando ad affermarsi come Stato.
Fu solo nel periodo Heian (794-1192 d.C.) che si cominciò ad usare l’incenso come in Occidente si usa il profumo: la nobiltà Heian amava infatti abbinare le varie fragranze ai kimono.
Inoltre, uno dei passatempi preferiti dei cortigiani più acculturati di Heian era il cosiddetto“takimonoawase”, una sorta di gara in cui ognuno dei vari partecipanti bruciava le proprie miscele di incenso davanti a una giuria, la quale poi dava il proprio giudizio.
Le fragranze furono spesso abbinate alle stagioni nelle poesie (“waka”) o nei racconti (“monogatari”),
ed ebbero un ruolo importante nella formazione della cultura letteraria giapponese.
Ad esempio, è possibile capire la posizione e il carattere di molti personaggi della famosa “Storia di Genji” (“Genji Monogatari”), anche solo dal modo in cui padroneggiano i più preziosi incensi:
le varie fragranze evidenziano le diverse particolarità dei personaggi, dandoci preziose informazioni su di essi.
Nel periodo Edo (1600-1868 d.C.) furono introdotti, sempre dalla Cina, i bastoncini d’incenso (detti “osenkou”).
Ma soprattutto durante la seconda metà del periodo Edo l’incenso fu introdotto negli spettacoli teatrali di “Kabuki”, la cui popolarità era in continuo aumento; fu in questo modo che l’uso dell’incenso entrò nella vita quotidiana della gente comune.
In questo periodo nacquero inoltre diversi strumenti usati per bruciare l’incenso; spesso erano a forma di bambola ed erano fatti per divertirsi. Nel periodo Edo l’incenso in Giappone gode del suo momento di massimo splendore.
In epoca Meiji (1868-1912), nelle fasi più intense dell’occidentalizzazione del Giappone, l’antica arte di bruciare l’incenso rischiò di andare perduta, perchè considerata inutile alla modernizzazione.
Ma non appena gli europei cominciarono ad apprezzare la cultura tradizionale giapponese, i giapponesi riscoprirono la bellezza e l’armonia delle antiche tradizioni.
In questo modo la cerimonia del tè (“sado”) e l’arte di bruciare l’incenso (“soudou”) diventarono arti nazionali.
Fu così che il Giappone sviluppò la cultura dell’incenso come nessun altro paese al mondo; e noi, ancora oggi, possiamo goderci l’intenso profumo di questa straordinaria e antica tradizione.

Le forme più comuni e le modalità d’uso dell’incenso giapponese.

L’incenso che si brucia a fuoco diretto è molto appropriato per chi non ha molto tempo libero e per chi vuole goderselo facilmente.
La cosa più piacevole è la scelta della forma dell’incenso, che può variare a seconda del luogo e del nostro umore.

    • Incenso a forma di bastoncino (“senko”)
      Questa è la forma più comune. Ce ne sono di varie lunghezze: la lunghezza è una caratteristica importante dell’incenso perchè è in base a essa che varia il suo tempo di combustione.
      I bastoncini bruciano uniformemente, perciò anche il profumo si diffonde nell’ambiente in maniera uniforme.

    • Incenso a forma triangolare (conica)
      Poichè in questo caso la superficie di combustione dell’incenso aumenta gradualmente (dall’alto al basso),
      anche la sua fragranza si fa a mano a mano più intensa.
      Questo incenso è adatto a chi vuole godersi il profumo in un breve periodo di tempo.
      La cenere mantiene la stessa forma conica, perciò non sporca ed è più facile da raccogliere.

    • Incenso a forma di spirale
      Siccome questo incenso ha tempi di combustione molto lunghi, è appropriato a stanze grandi o a luoghi particolarmente aerati.
      Inoltre è possibile spegnerlo quando si vuole.

  • Sacchettini profumati
    Sono sacchettini che contengono incenso.
    Si possono tenere, ad esempio, addosso, in macchina, o nella borsetta.
    Si può anche comprare solamente il contenuto, per poi metterlo in un sacchettino a parte.

 

L’incenso oggi

Anche senza particolari conoscenze e strumenti vari, potete divertirvi con l’incenso.
Il “nioi-bukuro” è un sacchettino dal profumo gradevole, spesso decorato con disegni giapponesi.
Veniva usato nel periodo Heian dalla nobiltá per profumare i vestiti.
Adesso potete metterlo nella borsetta o attaccarlo al cellulare.
Ci sono tanti tipi di “nioi-bukuro”, ed ognuno di essi è disegnato in modo diverso. Ce ne sono,
ad esempio, a forma di “kinchaku” (borsetta tradizionale giapponese) e a forma di bambola.
Ovviamente ci sono anche tantissimi profumi, tra i quali potete scegliere il vostro preferito.

Ci sono molti negozi di incenso a Kyoto, ma uno dei più famosi è certamente Matsuei-dou 【松栄堂】.
Questo negozio è stato fondato ben 300 anni fa, e da allora fabbrica l’incenso per molti templi buddisti.
In questo negozio si vendono anche tutti gli strumenti necessari per chi volesse dedicarsi alla “via dell’incenso” (“koudou”).
Ci sono numerosissimi tipi d’incenso, non c’è che l’imbarazzo della scelta!

  • 松栄堂 (Matsuei-dou)
    Orario di apertura: dalle 9:00 alle 19:00 (fine settimana e festivi: dalle 9:00 alle 17:00).
    Per arrivarci si deve prendere la metropolitana 烏丸線 (linea Karasuma)
    e scendere a 丸太町駅 (stazione di Marutamachi). Dalla stazione ci vogliono 3 minuti a piedi.