Yatsuhashian KAKEHASHI

September 19, 2013

Ami Ikeda, Shiori Ikeda

 

Yatsuhashi è uno dei dolci giapponesi tradizionali che rappresentano Kyoto, e sono spesso comprati e regalati come souvenir di Kyoto.

Gli yatsuhashi sono fatti usando farina di riso, zucchero e cannella come ingredienti. Ci sono sia gli yatsuhashi cotti, sia gli yatsuhashi crudi (nama yatsuhashi), cioè yatsuhashi ottenuti semplicemente cuocendo a vapore l’impasto.

L’esterno del negozio Yatsuhashian Kakehashi

 

Ci sono tanti negozi di yatsuhashi a Kyoto, ma ve ne vogliamo presantare uno che si trova vicino alla stazione di Nishikyogoku della linea Hankyu, e che si chiama Yatsuhashian Kakehashi. Al pianterreno c’è una buvetta dove si possono mangiare buffet di vari tipi di piatti tradizionali di Kyoto ed esperire la tradizione gastronomica giapponese.

Il locale dove si possono degustare i piatti tipici giapponesi

 

Le teche dei souvenir

 

Potete inoltre comprare un souvenir di Kyoto da portare con voi quando tornate in Italia.

~Menu della buvetta~

・Yatsuhashi → 840~1260 yen per 50 minuti

・Daifuku di fragola → 1365 yen per 50minuti

(Il daifuku è un dolce di riso farcito con marmellata di fagioli.)

Daifuku di fragola

 

・Tofu → 1260 yen per 60minuti

・Manju di verdura → 1200 yen per 50minuti

(Il manju è una specie di gnocchetto di pasta di riso bollita con ripieno, dolce o salato.)

 

Per mangiare il buffet bisogna prenotare, per telefono o tramite internet.

 

~Indirizzo~

Kyotoshi, Ukyouku, Nishikyogokuguncho 8

TEL. : 075-316-0415 / FAX. : 075-315-9706

E-mail : info@yatuhasian.jp

Sito internet : http://yatuhasian.jp/about/

 

Per arrivarci ci vogliono circa 15 minuti dalla stazione di Nishikyougoku della linea ferroviaria Hankyu.

Kyoto Handicraft Center

Ikeda Ami, Kusano Yurika

 

A Kyoto Handicraft Center si può fare esperienza pratica delle tradizione arti decorative che sono state tramandate a Kyoto. Ci sono undici tipi di corsi: musenshippo, ginsenshippo, bambole dorin, trottole di Kyoto, incisioni su legno, nioibukuro, miscela a base di peperoncino di spezie giapponesi in polvere, ventagli di Kyoto, intarsi di Kyoto, ecc…. Nella sede di Amita ci sono solo nove tipi di corsi. L’orario  è dalle 10:00 alle 17:00, e in qualsiasi momento vi sono membri dello staff che parlano inglese. Si deve prenotare in anticipo, per telefono o su Internet, e anche se si prenota in gruppo ognuno può seguire un corso differente. Se un gruppo è composto di più di 15 persone i corsi sono tenuti in un locale apposito.

 

Musensippo (無線七宝) e ginsenshippo (銀線七宝)

Il termine shichiho significa sette tesori (oro, argento, lapislazzuli, agata, perla, corallo), e si trattta di tecniche artigianali decorative su lastre che hanno 2500 anni di storia, e sono arrivate in Giappone passando per la Cina e la Corea. Nel caso di musenshippo si può scegliere la disposizione preferita e disegnare liberamente.Ci vuole un’ora, e costa 1890 yen. Nel caso di ginsenshippo si dispongono i colori su una lastra di metallo a forma di civetta. Il tempo necessario è un’ora, e costa 2940 yen.

 

Pittura di una bambola dorin

Le bambole dorin sono usate come giocattolo artigianali e porafortuna in Giappone. Il loro fascino consiste in parte nel fatto che producono un suono di timbro semplice che non si ottiene con una normale campanella di metallo. Nel corso si possono pitturare le bambole dorin con colori ad acquarello. Ci vuole un’ora, e costa 1890 yen.

 

Trottole di Kyoto

Anticamente le trottole di Kyoto erano giocattoli fatti dalle donne di corte avvolgendo in tessuto di kimono un pezzo di bambù. Sono considerate portafortuna molto efficaci. Nel corso si crea una bambola arrotolando un tessuto a scelta attorno al centro di bambù, la si decora e ci si può anche giocare. Il tempo necessario è un’ora, e il prezzo è 1890 yen.

 

Incisioni su legno

Sono prodotte da tre diversi tipi di artigiani: pittori, scultori, stampatori. Nel corso si stampano due xilografie, sperimentando l’arte dello stampatore nel colorare sei matrici con sei colori diversi. Si usano due disegni, il torii (portale) del tempio Heian Jingu e le maiko (geisha di Kyoto). Anche in questo caso il tempo necessario è un’ora, e il prezzo è 1890 yen.

 

In tutti i piani di Kyoto Handicraft Center ci sono commessi che parlano inglese. Dal pianterreno al terzo piano si possono spedire direttamente all’estero i prodotti acquistati, e si può pagare anche in traveller’s check, carta di credito e valuta estera, anche in euro. Ma il resto è dato in yen giapponesi. Inoltre si pssono cambiare la valuta estera e i traveller’s check in yen. Gli acquisti sono duty free, ma ci sono prodotti su cui si deve pagare l’IVA. Per ottenere l’esenzione dalle tasse bisogna mostrare il passaporto.

Inoltre ci sono un ristorante, negozi di kimono e stampe Ukiyoe, ninja, manga, ceramiche e porcellane.

 

Accesso

In treno:

La stazione più vicina è Jingumarutamachi della linea Keihan. Ci vogliono circa 10 minuti a piedi. La stazione della metropolitana più vicina è Higashiyama. Ci vogliono circa 15 minuti a piedi.

In autobus:.

Dalla stazione di Kyoto la fermata più vicina è Kumanojinja mae. Ci si arriva con l’autobus numero 206 e ci vuole circa un minuto a piedi.

 

Come prenotare

Sul Internet si trova il formulario per la prenotazione. C’è un sito web in inglese.

http://www.kyotohandicraftcenter.com/jp/index.htm

Per telefono: 075-761-0142

Per prenotazioni di gruppo in gruppo: 075-751-9834

 

Kyoto Handicraft Center

Orario d’ufficio 11:00-18:00.

È aperto tutto l’anno, tranne dall’1 al 3 Gennaio.

〒606-8323 Kyotofu, Kyotoshi Sakyoku Seigoinenbimachi 21

Biglietti da visita per geisha

Akichika Taniguchi

Vi voglio parlare delle geisha, che fanno parte della cultura tradizionale di Kyoto.
In Giappone si usa scambiarsi i biglietti da visita durante le presentazioni.
Anche le geisha lo fanno, ma i loro biglietti da visita sono diversi dagli altri, e si chiamano “hanameishi” (hana vuol dire fiori , e meishi biglietti da visita). Le geisha li usano sempre, ma anche le persone normali li possono usare in occasioni particolari
Voglio spiegarvi le caratteristiche di questi biglietti da visita.



①Perché questi biglietti si chiamano hanameishi?
→A Kyoto le maiko e le geiko distribuivano biglietti su cui era scritto il loro nome d’arte nelle zone dove lavoravano come geisha o a volte come yujo. (Si veda la “Guida” sotto.) Queste zone erano chiamate hanamachi (machi vuol dire quartiere), e perciò hanno cominciato a chiamare questi biglietti hanameishi.

② Come sono gli hanameishi?
→Grandezza: sono grandi quasi la metà dei normali biglietti da visita. Quelli che ho potuto vedere direttamente sono alti 8 cm e larghi 2,7 cm.
→Disegni: si possono scegliere disegni che rappresentano le quattro stagioni, il ciclo sessagesimale, giochi o attrezzi tradizionali.
→Colori: si puo’ ordinare il colore preferito. In genere le donne scelgono il rosso e gli uomini il blu.

③ Come si fanno?
→Si stampano il nome e il disegno a mano in modo tradizionale su carta giapponese, utilizzando blocchi di legno usati anche nelle epoche passate.
Poiché sono fatti a mano, sono uno diverso dall’altro.

④ A che scopo ci si scambiano questi biglietti?
Si usano come i biglietti normali, ma per chi come me non è una geisha è importante distinguere le situazioni in cui è opportuno usare hanameishi da quelle in cui conviene usare i biglietti da visita ordinari.Questo perché sugli hanameishi si possono scrivere poche informazioni. Gli hanameishi sono efficaci quando si vuole fare una buona impressione.

⑤ Dove si possono comprare?
Ci sono tanti negozi che li vendono. Vi presento quello dove li ho comprati io, Ikuokaya (幾岡屋).
→Accesso:
Autobus⇒Dalla stazione JR di Kyoto, autobus municipale no. 206, si scende alla fermata Gion (祇園), e da lì sono 3 minuti a piedi
Metropolitana e treno⇒Metro municipale: alla fermata di Kyoto fino a quella di Shijo (四条), da lì 20 minuti a piedi.
⇒Linea Keihan (京阪): due minuti a piedi dalla stazione di Gionshijo (祇園四条駅).
⇒Linea Hankyu (阪急): 5 minuti a piedi dalla stazione di Kawaramachi (河原町駅).

HP:http://www.ikuokaya.com/index.html

⑥Vi descrivo i miei hanameishi.
Poiché mi piace il Togetsukyo (渡月橋, un famoso ponte di Kyoto), ho scelto il disegno della luna (getsu), e il rosso per il testo, perché il giallo della luna sta bene con il rosso che ha una tonalità calda. C’è anche l’immagine di un coniglio, che ho scelto perché mi piace e perché nella mia città c’è una leggenda sul coniglio.

⑦Prezzo: Quando si ordinano su misura il prezzo è alto. Io ne ho ordinati 100 e ci sono voluti circa 15,000 yen.
Non mi è importato pagare molto, perché mi piacciono tantissimo.

 

    • La differenza tra geiko e maiko:

→Geiko: sono le geisha di Kyoto.
→Maiko: sono apprendiste che stanno imparando l’arte delle geiko.

    • Un malinteso sulle geisha: la differenza tra geisha e shogi (yujo);

→Shogi: erano prostitute che lavoravano nelle hanamachi.
→Geisha: sono artiste specializzate nell’intrattenere ospiti con musica, danze, giochi e conversazioni raffinate.

    • Dove si possono vedere le geisha di Kyoto?

→Gionkobu (祇園甲部), Pontocho (先斗町), Miyakawamachi (宮川町), Kamishichiken (上七軒), Gionhigashi (祇園東). Queste cinque zone di Kyoto si chiamano Gokagai (五花街, cinque hanamachi).

  • L’Italia e la carta giapponese usata negli hanemeshi:

→Nella Cappella Sistina la carta giapponese è stata usata nel restauro degli affreschi di Michelangelo.

L’ incenso giapponese

Nahoko Asada, Izumi Adachi, Haruka Inoue

La storia dell’incenso

L’incenso (“okou” in giapponese) fu introdotto in Giappone dalla Cina della dinastia Tang, nell’epoca Asuka (538-710 d.C.), insieme al buddismo.
L’incenso fu uno degli elementi culturali più rappresentativi della cultura Tang (唐: 618 – 907 d.C.), la quale ebbe un ruolo fondamentale nel processo di evoluzione culturale del Giappone.
Verso la fine dell’epoca Nara, si diffuse tra la nobiltà l’abitudine, detta “soradaki”, di bruciare l’incenso nelle proprie case.
Si mischiavano vari tipi di profumi, che venivano poi impastati con il miele.
Questo tipo di incenso (detto “takimono” o “nerikou”) veniva confezionato in palline, e per questo si distingueva dall’incenso usato nei templi buddisti.
Questa abitudine della Cina dei Tang è stata adottata dal Giappone proprio nel periodo in cui quest’ultimo stava cominciando ad affermarsi come Stato.
Fu solo nel periodo Heian (794-1192 d.C.) che si cominciò ad usare l’incenso come in Occidente si usa il profumo: la nobiltà Heian amava infatti abbinare le varie fragranze ai kimono.
Inoltre, uno dei passatempi preferiti dei cortigiani più acculturati di Heian era il cosiddetto“takimonoawase”, una sorta di gara in cui ognuno dei vari partecipanti bruciava le proprie miscele di incenso davanti a una giuria, la quale poi dava il proprio giudizio.
Le fragranze furono spesso abbinate alle stagioni nelle poesie (“waka”) o nei racconti (“monogatari”),
ed ebbero un ruolo importante nella formazione della cultura letteraria giapponese.
Ad esempio, è possibile capire la posizione e il carattere di molti personaggi della famosa “Storia di Genji” (“Genji Monogatari”), anche solo dal modo in cui padroneggiano i più preziosi incensi:
le varie fragranze evidenziano le diverse particolarità dei personaggi, dandoci preziose informazioni su di essi.
Nel periodo Edo (1600-1868 d.C.) furono introdotti, sempre dalla Cina, i bastoncini d’incenso (detti “osenkou”).
Ma soprattutto durante la seconda metà del periodo Edo l’incenso fu introdotto negli spettacoli teatrali di “Kabuki”, la cui popolarità era in continuo aumento; fu in questo modo che l’uso dell’incenso entrò nella vita quotidiana della gente comune.
In questo periodo nacquero inoltre diversi strumenti usati per bruciare l’incenso; spesso erano a forma di bambola ed erano fatti per divertirsi. Nel periodo Edo l’incenso in Giappone gode del suo momento di massimo splendore.
In epoca Meiji (1868-1912), nelle fasi più intense dell’occidentalizzazione del Giappone, l’antica arte di bruciare l’incenso rischiò di andare perduta, perchè considerata inutile alla modernizzazione.
Ma non appena gli europei cominciarono ad apprezzare la cultura tradizionale giapponese, i giapponesi riscoprirono la bellezza e l’armonia delle antiche tradizioni.
In questo modo la cerimonia del tè (“sado”) e l’arte di bruciare l’incenso (“soudou”) diventarono arti nazionali.
Fu così che il Giappone sviluppò la cultura dell’incenso come nessun altro paese al mondo; e noi, ancora oggi, possiamo goderci l’intenso profumo di questa straordinaria e antica tradizione.

Le forme più comuni e le modalità d’uso dell’incenso giapponese.

L’incenso che si brucia a fuoco diretto è molto appropriato per chi non ha molto tempo libero e per chi vuole goderselo facilmente.
La cosa più piacevole è la scelta della forma dell’incenso, che può variare a seconda del luogo e del nostro umore.

    • Incenso a forma di bastoncino (“senko”)
      Questa è la forma più comune. Ce ne sono di varie lunghezze: la lunghezza è una caratteristica importante dell’incenso perchè è in base a essa che varia il suo tempo di combustione.
      I bastoncini bruciano uniformemente, perciò anche il profumo si diffonde nell’ambiente in maniera uniforme.

    • Incenso a forma triangolare (conica)
      Poichè in questo caso la superficie di combustione dell’incenso aumenta gradualmente (dall’alto al basso),
      anche la sua fragranza si fa a mano a mano più intensa.
      Questo incenso è adatto a chi vuole godersi il profumo in un breve periodo di tempo.
      La cenere mantiene la stessa forma conica, perciò non sporca ed è più facile da raccogliere.

    • Incenso a forma di spirale
      Siccome questo incenso ha tempi di combustione molto lunghi, è appropriato a stanze grandi o a luoghi particolarmente aerati.
      Inoltre è possibile spegnerlo quando si vuole.

  • Sacchettini profumati
    Sono sacchettini che contengono incenso.
    Si possono tenere, ad esempio, addosso, in macchina, o nella borsetta.
    Si può anche comprare solamente il contenuto, per poi metterlo in un sacchettino a parte.

 

L’incenso oggi

Anche senza particolari conoscenze e strumenti vari, potete divertirvi con l’incenso.
Il “nioi-bukuro” è un sacchettino dal profumo gradevole, spesso decorato con disegni giapponesi.
Veniva usato nel periodo Heian dalla nobiltá per profumare i vestiti.
Adesso potete metterlo nella borsetta o attaccarlo al cellulare.
Ci sono tanti tipi di “nioi-bukuro”, ed ognuno di essi è disegnato in modo diverso. Ce ne sono,
ad esempio, a forma di “kinchaku” (borsetta tradizionale giapponese) e a forma di bambola.
Ovviamente ci sono anche tantissimi profumi, tra i quali potete scegliere il vostro preferito.

Ci sono molti negozi di incenso a Kyoto, ma uno dei più famosi è certamente Matsuei-dou 【松栄堂】.
Questo negozio è stato fondato ben 300 anni fa, e da allora fabbrica l’incenso per molti templi buddisti.
In questo negozio si vendono anche tutti gli strumenti necessari per chi volesse dedicarsi alla “via dell’incenso” (“koudou”).
Ci sono numerosissimi tipi d’incenso, non c’è che l’imbarazzo della scelta!

  • 松栄堂 (Matsuei-dou)
    Orario di apertura: dalle 9:00 alle 19:00 (fine settimana e festivi: dalle 9:00 alle 17:00).
    Per arrivarci si deve prendere la metropolitana 烏丸線 (linea Karasuma)
    e scendere a 丸太町駅 (stazione di Marutamachi). Dalla stazione ci vogliono 3 minuti a piedi.

Jintora e il peperoncino giapponese

Shinya Mizutani


Jintora, situato vicino al mercato di Nishiki, è un negozio che vende ichimi tōgarashi e shichimi tōgarashi.


Ichimi tōgarashi e shichimi tōgarashi

L’ichimi tōgarashi, cioè il peperoncino rosso macinato, è una miscela tipica della cucina giapponese,
consistente in polvere di semi di peperoncino secchi triturati e sale. L’alta percentuale di semi presente
nella mistura la rende un condimento altamente piccante. Lo shichimi tōgarashi invece, letteralmente
“peperoncino dai sette sapori”, è una miscela di sette spezie tipiche della cucina giapponese, tra le
quali il peperoncino tōgarashi è la spezia contenuta in maggiori quantità. L’unione con i vari
ingredienti riduce moderatamente il gusto piccante.


La storia del negozio “Jintora”

Il negozio Jintora fu inaugurato nel 1878 (nell’undicesimo anno dell’Epoca Meiji). All’inizio era un
negozio di zuccheri vari e non vendeva peperoncini. Produceva anche i confetti giapponesi, i konpeitō,
utilizzando solamente zucchero di buona qualità. Dalla seconda generazione ha cominciato a trattare
seriamente anche il commercio di peperoncini. Ma, visto che il negozio a quel tempo era famoso
soprattutto per il commercio dello zucchero, inizialmente gli introiti legati allo zucchero erano più alti.
Gradualmente cominciarono ad aumentare anche quelli legati al peperoncino, finché la situazione non si è capovolta.

La tecnica e il modo di produzione dell’ichimi tōgarashi e dello shichimi tōgarashi

L’ichimi tōgarashi non viene prodotto in grandi quantità in una sola volta, ma in piccole quantità e
artigianalmente. E’ una ricetta che può variare: infatti nella preparazione può cambiare la quantità
e il tipo dei vari ingredienti. Inoltre, la scelta avviene tra cento tipi di peperoncino diversi. Si tratta
anche di controllare la quantità di sale e di regolare il gusto piccante della miscela. La ricetta dello
Shichimi è più complessa. All’inizio si abbrustoliscono il sesamo e la canapuccia, poi li si raffredda,
aggiungendo l’alga marina nori, lo shiso (pianta delle labiate), il sanshō (Pepe di Sichuan), il chinpi
(scorza di mandarino che gli conferisce il tipico colore arancio) e il peperoncino. Il tutto viene mescolato
per circa un’ora. Il negozio Jintora usa peperoncini provenienti da Cina e Corea perché sono migliori
degli altri per il gusto piccante e la fragranza.



La varietà di peperoncino

Ci sono ichimi generici (con tre varietà di gusto piccante), gli shichimi (con quattro varietà di
gusto piccante) e gli shichimi con lo yuzu (bergamotto giapponese). Inoltre il negozio vende
un tipo di gelato cremoso al gusto di peperoncino. Il sapore è un pò strano e il gusto piccante
si sente nella gola solo in un secondo momento.



Consigli per le pietanze

Si utilizza in zuppe, udon (specie di tagliolini), diversi piatti a base di riso, insalate, tsukemono
(vari ortaggi lasciati fermentare in una pasta di crusca di riso), etc.

ぢんとら
〒604-8125京都市中京区錦小路通堺町西入ル中魚屋町494
Nishi-hairu nakauoya-cho 494
Nishikikoji dori sakai-machi
Nakagyo-ku Kyoto-shi
TEL075-221-0038
FAX075-221-0287
(Chiuso il Mercoredì)
http://homepage2.nifty.com/dintora/

La libreria Gake-shobo

Shuhei Yasuda

A Kyoto ci sono tanti luoghi interessanti che spesso passano inosservati. Anche nel mio quartiere, a Kitashirakawa. I turisti che visitano Kitashirakawa, di solito, fanno una passeggiata per la famosa Via della Filosofia (Tetsugaku no Michi) e arrivano fino al Padiglione d’Argento (Ginkakuji). Ma poi se ne vanno subito.
Se venite a Kitashiarakawa, non andatevene subito! Infatti, se camminate sempre diritto verso nord lungo via Kitashirakawa potete trovare un negozio particolarissimo, unico al mondo!

E’ proprio quello che vi voglio presentare: la libreria GAKE-SHOBOU!

Già l’aspetto esteriore di questo negozio è molto particolare, e fa subito venire voglia di scattare qualche foto: c’è un muro composto da migliaia di pietre da cui fuoriesce la metà anteriore di una macchina rossa.

Al suo interno non ci sono solo libri, ma anche tante altre cose che senz’altro attireranno la vostra attenzione, ad esempio CD, oggetti e accessori fatti a mano, vecchi poster di film giapponesi, magliette originalissime, una bacheca su ui tutti possono scrivre ecc… Poiché chiunque può scrivere sulla bacheca, che ne direste di lasciare un messaggio a ricordo della vostra visita?

Vi si organizzano tantissime cose: si fanno concerti di musica dal vivo, si vendono dolci e bevande, e ci si può fare perfino predire il futuro da una cartomante!

Ci saranno sicuramente tante cose che vorrete comprare alla “GAKE-SHOBOU”, ma vi assicuro che, anche solo guardando, vi divertirete un mondo!
Mi raccomando, uno di questi giorni provate a visitarla, così potrete vedere un lato di Kyoto che non conoscete.

Orario di apertura: dalle 12:00 alle 22:00. Giorno di chiusura: variabile.

Yojiya

Haruho Furukawa, Risa Yokouchi

 よーじや

  • La fondazione

Yojiya è una ditta giapponese di cosmetici la cui sede centrale è a Kyoto, ed è il marchio dei cosmetici che produce. È famosa in Giappone, in particolare per i tamponi per sgrassare il viso.
Yojiya è stata fondata nel 1904 a Rokkaku Goko-machi, nell’area urbana di Kyoto.
All’inizio era un negozio chiamato Kunieda.
In seguito si è transferita a Shinkyogoku, il quartiere più animato di Kyoto, e ha cambiato il nome in Yojiya. Il nome deriva dal fatto che a quel tempo la ditta produceva uno spazzolino da denti, “yoji” nella lingua giapponese del tempo, molto popolare.
Al giorno d’oggi Yojiya conta molti punti vendita, e vende pennelli, specchietti portatili, cosmetici e articoli vari per il trucco, tra cui diversi prodotti originali.
La produzione degli articoli originali è cessata per molti anni nel dopoguerra, ma nel 1993 è riconciata, e dal 2000 è cominciata anche la poduzione e la vendita dei cosmetici di base.
Per la produzione degli articoli sono usati principalmente tre colori: il cinabro, il nero e il bianco.
In particolare, il cinabro è il colore che rappresenta Yojiya, e viene distinto dal normale rosso.

  • Aburatorigami

Aburatorigami, i fazzolettini per sgrassare e detergere il viso, sono il prodotto più popolare di Yojiya, e hanno reso famoso il nome della ditta in tutto il Giappone.
Sono stati creati nel 1920, durante l’era Taisho.
Originariamente la grandezza di un fazzolettino era quattro volte quella attuale, e poteva coprire tutta la faccia, ma è stato progressivamente modificato e migliorato, e oggi ha le dimensioni di una piccola agenda.
Il nuovo formato, molto più pratico, ha contribuito ad aumentare notevolmente le vendite. A Kyoto, in particolare, hanno cominciato a usare aburatorigami gli attori e i truccatori del mondo dello spettacolo, teatro e cinema, e le donne di Kagai, il quartiere delle maiko e geiko , ossia le geishe di Kyoto. Questo ha reso famoso in tutto il paese Yojiya come una marca tipicamente kyotese.
Attualmente vengono prodotti vari tipi di aburatorigami. Ad esempio, ci sono come aburatorigami stagionali alle essenze di ciliegio e bergamotto giapponese, e aburatorigami all’estratto di aloe venduti nei negozi duty free per turisti stranieri.
La carta usata per aburatorigami è carta tradizionale giapponese di alta qualità prodotta mescolando la cellulosa a sottilissime lamine d’oro battuto, chiamata furuyagami dalle signore dell’alta società giapponese. I fogli di carta stessi sono battuti molte volte durante il processo di produzione, e il risultato è un fazzolettino che assorbe benissimo il grasso ed è delicato sulla pelle.
Le confezioni di aburatorigami di Yojiya sono immediatamente riconoscibili per l’emblema caratteristico della ditta, un disegno ispirato allo specchietto per il trucco.

  • Caffetterie Yojiya

Nei negozi di Yojiya di Sanjo, Ginkakuji e Saganoarashiyama sono state aperte delle caffetterie.


☆Sanjo

Alla caffetteria Yojiya di Sanjo si possono mangiare pizze cotte nel forno a legna, spaghetti e dolci.

☆Ginkakuji

Al pianterreno c’è una caffetteria arredata in stile giapponese con le tradizionali stuoie tatami, e vi si può vedere un bel giardino in stile tradizionale di Kyoto. Naturalmente si possono mangiare i dolci giapponesi tradizionali.
Al primo piano si può mangiare il bento, il tradizionale cestino del pranzo giapponese, ma è necessaria la prenotazione.

☆Saganoarashiyama

C’è anche un caffè all’aperto, da cui si possono ammirare un giardino e un’antica casa kyotese. Ci sono pasti leggeri e dolci.
Il cappuccino è molto popolare in tutte tre le caffetterie, e viene servito con il simbolo di Yojiya disegnato sulla schiuma. È divertente provare a modificare il disegno con il cucchiano. Ve lo consigliamo!


Il mercato di Nishiki

Akane Miyoshi, Ayako Yanagi

 

錦市場


Il mercato di Nishiki è un quartiere commerciale che si estende da via Teramachi a via Takakura, nel centro di Kyoto. È una strada pedonale coperta lunga 390 metri e larga circa 3 metri, sui due lati della quale si trovano circa 150 negozi di alimentari uno accanto all’altro. In questo mercato si vendono derrate fresche e prodotti alimentari preparati. Il mercato di Nishiki è chiamato familiarmente “Nishiki” dagli abitanti di Kyoto, e poiché vi si vendono molti cibi, è soprannominato “la cucina di Kyoto”. È visitato non solo dalla gente del luogo, ma anche da turisti e studenti in gita scolastica, ed è perciò molto animato. A differenza dei supermercati e dei grandi magazzini, rispecchia le abitudini alimentari e lo stile di vita tradizionale degli abitanti di Kyoto. Vi si vendono le rinomate verdure di Kyoto, gli ortaggi in salamoia, il tofu, la sfoglia di caseina di soia, il pane di grano glutinato, le anguille, il pesce secco ecc. Vi si possono trovare tutti gli ingredienti della cucina tradizionale di Kyoto.


Dal 1965 Kyoto e Firenze sono città gemelle. Il 3 Novembre 2006 l’associazione commerciale di quartiere del mercato di Nishiki si è associata col mercato centrale di Firenze che si trova accanto al campo di San Lorenzo. Si tratta di un raro caso di cooperazione tra due mercati alimentari tradizionali, il cui scopo principale è promuovere la conoscenza reciproca e incrementare il flusso dei turisti stranieri.L’Italia è il paese dove è nato il movimento dello slow food, in opposizione alla diffusione del fast food in stile americano. Per i commercianti di Nishiki, la collaborazione con il mercato centrale di Firenze è un’occasione unica per conoscere e adottare la filosofia dello slow food, che ben si adatta alla cucina e allo stile di vita tradizionale del Giappone e di Kyoto. A tale proposito sono già stati tenuti diversi eventi per fare conoscere la cucina italiana, e in particolare fiorentina, agli abitanti di Kyoto: vendita di prodotti alimentari di Firenze al mercato di Nishiki, offerta di piatti italiani nei ristoranti della zona, degustazione gratuita di vini e piatti tradizioni. Questi eventi, assieme a quelli analoghi tenuti a Firenze, sono un grande contributo per la conoscenza reciproca dell’Italia e del Giappone.