Le machiya a Kyoto

September 30, 2011

Ryota Isobe, Yosuke Isono, Yuki Yoshikawa

Le machiya a Kyoto e i negozi nelle machiya

Le machiya sono un tipo di abitazione per le persone comuni che si può trovare solo in Giappone. Le machiya furono costruite nei periodi di Azuchi-Momoyama e Edo (fra la fine del XVI e la metà del XIX secolo). Molte machiya rimangono ancora a Kyoto perché c’è una legge per la conservazione di questi edifici storici.

Originariamente l’architettura delle machiya fu concepita per rimediare all’alta densità di popolazione a Kyoto, una città racchiusa da montagne su tre lati e quindi con una superficie limitata. La caratteristica delle machiya è che sono strette ma lunghe, estendendosi in profondità anche se la facciata occupa poco spazio. Come tutte le case giapponesi tradizionali, anche le machiya sono costruite interamente in legno.
Oggi poche persone abitano nelle machiya, ma il loro design è stato rivalutato, e molte sono diventate negozi di souvenir o articoli tradizionali, oppure caffetterie e bar. L’interno di alcune machiya è stato lasciato così com’era originariamente, invece altre sono state rinnovate in modo originale, e ci sono quindi tanti stili diversi nelle machiya moderne.
Comunque, sia che siano lasciate com’erano, sia che siano rimodernate, le machiya sono un tipico edificio giapponese, e un tipico edificio della Kyoto tradizionale, e vi consigliamo di visitarle se venite a Kyoto. Potete per esempio scegliere un ristorante o un caffé in una machiya quando volete mangiare o bere qualcosa, godendovi il cibo in un ambiente ricco di storia e tradizione.

A Kyoto si trovano tutti i tipi di locali nelle machiya, dal ristorante giapponese tradizionale – generalmente si chiama ryotei in giapponese – al caffé moderno in stile casual, dunque se volete consumare qualcosa in una machiya avete solo l’imbarazzo della scelta.
Dopo mangiato, potete andare a fare spese in un’altra machiya. I souvenir tradizionali giapponesi si adattano benissimo allo stile tradizionale delle machiya, e l’esperienza sarà più ricca e interessante. I souvenir che vi consigliamo sono i semplici cosmetici tradizionali giapponesi, oppure i fazzoletti chiamati tenugui.
Se vi interessa la cultura giapponese, e vi piacciono le cose antiche e tradizionali, non dovete assolutamente perdere l’occasione di visitare le machiya di Kyoto.

La Torre Di Kyoto

September 28, 2009

Ikumi Miyazaki

Una città in cui coesistono aspetti contrastanti

Kyoto è una città in cui il nuovo e l’antico coesistono. Specialmente la stazione JR di Kyoto (Ferrovie Giapponesi) e le sue vicinanze sono uno spazio pieno di ‘novità.

La stazione di Kyoto presenta un’architettura inorganica e moderna in contrasto con l’immagine generale della città (tra le opere dell’architetto HARA Kouji vi è anche la Sky Tower di Umeda a Osaka).

Appena fuori dall’uscita principale della stazione si vede la Torre di Kyoto che è un simbolo della città.
Per quanto riguarda le altre famose torri del Giappone, ci sono la Torre di Tokyo e la Tsūtenkaku (a Osaka), che però sono molto diverse da quella di Kyoto. Su questo punto però mi soffermerò dopo.
Prima vorrei presentarvi un episodio che risale al periodo precedente al completamento della Torre di Kyoto.

La storia della Torre

Non tutti erano d’accordo alla costruzione, alcuni si opposero.
La prima persona ad opporsi non era giapponese , ma straniera. Jean-Pierre Oshcorne, che allora
insegnava all’Università per gli Studi Stranieri di Kyoto (la mia università!), mandò una lettera di protesta al sindaco di Kyoto.
Secondo Jean-Pierre Oshcorne non si poteva permettere di rovinare la tradizionale atmosfera di Kyoto
costruendo davanti alla stazione centrale una torre alta 131 metri.
Successivamente le colonne dei giornali si riempirono di opinioni favorevoli e contrarie.
Coloro che si opponevano alla costruzione lanciavano critiche come: “la torre distuggerà la bellezza di Kyoto”, “La torre è una volgare attrazione turistica”, e “la torre distrugge il sogno della vecchia città”.
In quegli anni, e tuttora, vi era un’ordinanza municipale che proibiva la costruzione di edifici troppo alti.
D’altra parte, studiosi e critici famosi espressero la loro opinione favorevole. Essi sostenevano che la città non si svilupppa se ci si oppone sempre al cambiamento. Anche se Kyoto è considerata una città antica, si tratta di una città moderna con una popolazione di 1 milione e 300 mila abitanti.”
In tali circostanze il presidente dell’impresa di costruzioni ha detto di avere prestato sufficiente attenzione al problema di armonizzare la torre con l’ambiente circostante. Ha inoltre oservato che anche la Torre Eiffel nella celebre Parigi in un primo momento fu severamente criticata: qualunque cosa si faccia, ci sono sempre diverse opinioni, ma lui non aveva alcuna itenzione di rinunciare alla costruzione.
Ecco l’aspetto definitivo della torre: la superficie è liscia e disegna una bella curva, mentre la struttura interna non è visibile.

Questa è la differenza rispetto alle torri di Tokyo e Osaka.
Questa bella struttura vuole rappresentare un faro che illumina la città, e anche se a Kyoto non c’è il mare, si può immaginare che i tetti di tegole siano le onde.
Ci sono però anche quelli che dicono che sembra una candela.
E così il ‘faro’ di Kyoto si armonizzò con lo scenario della città antica, e ne diventò un simbolo.

Nota

La ragione per cui per la Torre di Kyoto fu stabilita l’altezza di 131 metri, era che la popolazione durante la progettazione raggiungeva 1 milione e 310 mila abitanti (Adesso sono 1 milione e 460 mila).
La mascotte della torre si chiama Tawawa-chan. Tante persone la comprano come souvenir.

Il fiume Kamo

February 27, 2008

Mitoki Nakamura

 

La storia e le caratteristiche del fiume

 

Il nome del fiume Kamo deriva dalla famiglia Kamo, una famiglia molto potente nell’antichità, la cui roccaforte era sui monti del fiume Kamo.
Il fiume fluisce tranquillamente nel centro di Kyoto per circa 23 kilometri.
La fonte è a Kumogahata, a nord della città, e il fiume scorre verso sud ricevendo alcuni affluenti.
Vicino a Demachiyanagi, nell’area a nord-est di Kyoto, si congiunge con il fiume Takano.
Il nome Kamo è scritto con i caratteri cinesi 賀茂 a nord del punto dove il fiume confluisce con il Takano, mentre a sud della confluenza è scritto 鴨.
Quindi il nome del Kamo è scritto in due modi differenti, anche se nei documenti ufficiali si usa solo la seconda forma.

 

La strada principale di Kyoto

Il ponte di Shijo

Ci sono molti ponti sul fiume Kamo. Il ponte di Shijo è quello della strada principale del centro di Kyoto.
Attraversandolo verso est si arriva nel quartiere tradizionale di Gion, dove si possono vedere le maiko, ossia le geisha di Kyoto.
Attraversandolo in direzione opposta si arriva a Kawaramachi, un quartiere molto animato e frequentato dai giovani.

 

Le terrazze

I ristoranti Le terrazze

Durante l’estate (dal primo maggio al 30 settembre), i ristoranti allineati lungo il fiume Kamo allestiscono terrazze lungo la riva del fiume.
Chiunque può godersi un buon pasto ascoltando l’acqua che scorre e la brezza.
Queste terrazze sono chiamate in giapponese noryo-yuka: noryo significa “godersi il fresco”, e yuka significa “pavimento”.
Le terrazze si estendono da via Nijo a via Gojo.

La storia delle terrazze risale al periodo Edo. Si dice che alcuni ricchi mercanti abbiano cominciato a mettere tavoli sui bassofondi e banchi di sabbia del fiume per accogliere i visitatori che venivano da lontano.

 

La festa di Gion e il fiume

Mikoshi Arai

Il fiume ha uno stretto rapporto con la festa di Gion. Oggi la festa di Gion è la festa sacra del santuario di Yasaka, tuttavia originariamente era un rito per allontanare le epidemie che si diffondevano a Kyoto. Una delle cause principali delle epidemie era lo straripamento del Kamo, nei tempi antichi assai frequente.
Ancora oggi nella festa di Gion c’è un rito chiamato Mikoshi-Arai, in cui i partecipanti purificano il palanchino sacro mikoshi con l’acqua del fiume sul ponte di Shijo.
Si dice che il Dio del santuario di Yasaka salga sul mikoshi dopo il rito.

 

Lungo la riva del fiume

Lungo la riva del fiume cè un sentiero in cui si può andare in bicicletta, e ci sono panchine e posti dove si può sedere. Molte persone passano il tempo dedicandosi ai propri hobby sul lungofiume.
Alcuni suonano strumenti musicali sulle panchine o leggono un libro sdraiati sull’erba, mentre altri giocano a tennis o fanno un picnic.
Insomma, il fiume Kamo è il posto dove la gente di Kyoto va a rilassarsi stando all’aria aperta.

 

Il posto degli innamorati

La riva del fiume è famosa come luogo per appuntamenti amorosi.
Specialmente di notte si vedono tante coppie di innamorati sedute sulla riva a intervalli regolari, che si sussurrano dolci parole d’amore sullo sfondo del mormorio del fiume.
Questa è forse la scena più interessante del fiume Kamo.

La Machiya

February 26, 2008

Sayaka Morishita

La Machiya è un edificio tradizionale che unisce la bottega e l’abitazione.La sua struttura è molto particolare e il suo aspetto è molto bello, per questo le Machiya affascinano tanta giapponesi ancora oggi.Ancora oggi molte Machiya rimangono nel centro di Kyoto, ma stanno diminuendo man mano che la città si modernizza.

La storia della Machiya

La Machiya è nata nel Periodo Heian, e la sua forma è cambiata nel tempo con il mutare delle condizioni di vita degli abitanti.
La maggior parte delle Machiya che esistono attualmente sono state ricostruite tra la fine del Periodo Edo e il Periodo Taisho.

Una volta la parola “Machiya” indicava gli edifici nel mercato comunale a Kyoto. Quando il centro del mercato è stato trasferito a via Machi-koji (il nome attuale è via Shinmachi-dori) anche molti negozi si sono trasferiti, allineandosi lungo la strada. Il negozio aveva anche il ruolo di abitazione della famiglia dei negozianti, e questo tipo di edificio è stato chiamato “Machiya”.
Con il passare del tempo la via si è sviluppata in un centro commerciale, e negozi di uno stesso tipo si sono radunati lungo la stessa contrada. Ecco perché nel centro di Kyoto ci sono strade che hanno nomi di attività commerciali: per esempio Hanaya-machi-dori, la via dei fiorai, Shio-koji, la via dei negozi che vendono condimenti, Hari-koji, la via delle sartorie, ecc. Le strade commerciali hanno uno stretto rapporto con la Machiya. Una volta c’erano gabinetti pubblici, pozzi e luoghi per il bucato nelle strade di Kyoto. La strada era un luogo pubblico per lo scambio d’informazioni e la comunicazione, più che una semplice zona di passaggio.
Le Machiya erano allineate lungo le vie, e lo spazio racchiuso dagli edifici era il centro della comunità che viveva e lavorava insieme.
La stessa idea è il principio organizzativo anche della struttura interna della Machiya.

La struttura interna della Machiya


La Machiya è lunga e stretta, quindi è chiamata “casa a forma di anguilla”.
All’interno c’è un passaggio, chiamato Tori-niwa, ossia “il cortile per il passaggio”, che conduce dalla porta principale all’ingresso posteriore attraverso l’interno dell’edificio. Il passaggio comunica con tutti gli ambienti al pianterreno della Machiya, la bottega, la cucina e le stanze d’abitazione, quindi si può dire che il passaggio è in parte un luogo pubblico all’interno dell’edificio. Esso è considerato come esterno dai giapponesi, che distinguono rigorosamente tra interno ed esterno, e hanno l’abitudine di togliersi le scarpe quando entrano dentro alle case. Il passaggio è diviso in due parti, la parte pubblica vera e propria e una parte privata con una porta interna tra la bottega e la cucina.Insomma, nella Machiya pubblico e privato, esterno e interno si mescolano.

Le caratteristiche architettoniche della Machiya


Lungo la parete esterna che dà sulla strada c’è un recinto a forma di arco fatto di
bambù, legno e metallo. Esso non solo protegge il muro dall’urina di cani e gatti, ma protegge anche dai ladri.
La caratteristica principale della Machiya sono le finestre e le porte a grata. Ce ne sono diversi tipi, e ogni grata ha forma e struttura particolari.
Le differenze indicano le diverse professioni. Per esempio, ci sono le grate tipiche delle bottiglierie, quelle dei negozi di riso, delle tintorie e delle sartorie.

La Machiya oggi

Le Machiya sono un tipo di abitazione antico e affascinante, ma è anche vero che la maggior parte delle persone che vi hanno abitato a lungo desiderano demolirle perché sono ormai diventate vecchie e scomode. Perciò ogni anno tante Machiya vengono distrutte, ma per fortuna esiste anche un movimento per la protezione delle Machiya.Vi sono in particolare giovani che rinnovano vecchie Machiya trasformandole in ristoranti, caffè o negozi. Essi riescono ad armonizzare la bellezza tradizionale delle Machiya con la sensibilità di oggi, creando un’atmosfera accogliente e simpatica.
Speriamo che queste Machiya rinnovate aumentino e siano amate dai giapponesi di oggi e di domani!

Arashiyama e il tempio Suzumushi

September 26, 2007

Akane Miyoshi, Ayako Yanagi


Arashiyama

Arashiyama è una zona situata ad ovest di Kyoto, famosa per la fioritura dei ciliegi in primavera e per le foglie rosse degli aceri in autunno. Per questo motivo ogni anno vi si recano molti visitatori ed è diventata una meta turistica tra le più importanti di Kyoto. I luoghi più interessanti da visitare ad Arashiyama sono il Ponte Togetsu e i templi Tenryu, Horin, Nonomiya e Hogonin.

Il Ponte Togetsu è il simbolo di Arashiyama. È lungo 250 metri e percorrendolo, oppure noleggiando una barca a remi per fare una gita lungo il fiume, si può ammirare un panorama incantevole.

Ad Arashiyama c’è anche un centro commerciale con molti bar e ristoranti dove è possibile mangiare e trovare ristoro dopo una passeggiata nei boschi.

Il tempio Suzumushi

Suzumushi è un tempio che si trova a circa 15 minuti di cammino dalla stazione di Matsuo. Il suo nome ufficiale è “Myotokusan-Kekonji” ma è più conosciuto come “Suzumushi” perché durante tutto l’anno vi si può ascoltare il canto dell’omonimo insetto, tradizionalmente amato dai giapponesi.
All’interno del tempio c’è una statuetta di pietra di “Kofuku”, dio della felicità, che si crede esaudisca un solo desiderio. Di solito questa divinità è rappresentata scalza, ma qui invece porta dei sandali di paglia per simboleggiare il fatto che ci viene incontro a piedi per ascoltare le nostre preghiere. Nel tempio si può ascoltare il discorso di un monaco buddista sorseggiando tè e mangiando dolci giapponesi. È un discorso molto interessante e facile da capire con il quale il monaco spiega in dettaglio il modo corretto di pregare. I pellegrini vengono da tutto il Giappone a visitare questo tempio, anche più volte qualora un loro desiderio sia stato esaudito.

Noi siamo andate al tempio Suzumushi in autunno. Era piacevole e tranquillo, e ci siamo sentite molto rilassate e calme. Abbiamo comprato un amuleto e abbiamo pregato davanti alla statuetta di pietra di “Kofuku”. E siccome in seguito il nostro desiderio è stato esaudito, vogliamo visitarlo ancora una volta.