La cultura del periodo del Ginkaku-ji

August 17, 2019

Yuta Morioka e Reno Mitani

Vi vogliamo parlare della cultura del periodo in cui il tempio Ginkaku-ji (il Tempio del padiglione d’argento) è stato costruito.

Innanzitutto, avete mai visto il Ginkaku-ji?

È uno dei monumenti più famosi e visitati di Kyoto, ed è stato costruito nel 1490. Il nome ufficiale è Higashiyama Jishojii, ma viene comunemente chiamato Tempio del padiglione d’argento.

A questo proposito, chi lo vede si pone spesso una domanda: l’altro famoso tempio con padiglione di Kyoto è chiamato Kinkaku-ji, cioè Tempio del padiglione d’oro, perché il padiglione è effettivamente ricoperto d’oro; perché invece il Tempio del padiglione d’argento è chiamato così, visto che il suo padiglione non è ricoperto d’argento?

Ci sono due teorie principali.

Secondo la prima teoria, il motivo sono state difficoltà finanziarie.

Siccome fu dopo una ribellione, lo shogunato (il governo militare del Giappone che allora aveva sede a Kyoto) aveva pochi soldi, quindi non aveva i fondi per le lamine d’argento che avrebbero dovuto ricoprire il padiglione secondo il piano originario.

Secondo l’altra teoria, invece, il padiglione è stato volutamente lasciato in legno perché si voleva costruire un edificio di eleganza sobria e semplice. Essendo meno vistoso del Padiglione d’oro, sarebbe quindi stato chiamato Padiglione d’argento.

La cultura del periodo in cui il Ginakaku-ji è stato construito è chiamata cultura di Higashiyama, dal nome della zona in cui sorge il tempio. Questa cultura è importantissima nella storia culturale e artistica del Giappone, poiché molte delle idee estetiche e delle arti tradizionali giapponesi sono nate o sono state sviluppate e codificate proprio in questo periodo, Per esempio, i concetti estetici di wabi e sabi e la famosa cerimonia del tè sono prodotti della cultura di Higashiyama.

L’estetica del wbu sabi è tipica della cultura giapponese tradizionale. Si basa su un’idea di bellezza semplice e transitoria, ispirata alle idee buddiste sulla natura impermanente ed effimera della realtà.

Per esempio, in questa estetica vengono apprezzate le incrinature e le irregolarità nelle opere in ceramica, in quanto esprimono il carattere imperfetto e passeggero delle cose e della vita.

La cerimonia del tè è una forma ritualizzata di interazione tra persone, basata sul concetto di omotenashi, che significa prendersi cura degli ospiti.

Ci sono molto regole nella cerimonia del tè, e nelle scuole tradizionali ogni mossa è rigorosamente codificata: per esempio, non si può bere d’un fiato, ma bisogna assaporare il tè a piccoli sorsi.

Ci sono molti posti a Kyoto dove si può sperimetare la cerimonia del tè.

Nel period di Muromachi, un gioco per colpire la marca di tè era popolare.

Anche i giardini di questo periodo sono molto particolari ed interessanti. I più tipici sono i giardini secchi, cioè composti da rocce, ciotoli, sabbia e muschio, senza alberi ed erba. I più famosi sono il giardino del tempio Ryoanji e i molti giardini del complesso di templi del Daitokuji, entrambi a Kyoto.

L’immagine della cultura artistica giapponese creata nel periodo in cui fu costruito il Ginkakuji sopravvive ancora oggi, quindi se volete conoscere la cultura giapponese dovete assolutamente vedere le opere e sperimentare le arti della cultura di Higashiyama.

Kyo-yuzen

La storia di kyo-yuzen
Yuzen è una tecnica tradizionale per realizzare disegni ornamentali su tessuti per kimono. Ci sono varie tradizioni di yuzen che prendono il nome dalle zone d’origine, ad esempio Tokyo-yuzen  e Kaga-yuzen, quest’ultima tipica di Kanazawa. Kyo-yuzen, la tecnica yuzen di Kyoto, è la più antica e la più famosa. Si dice che i disegni creati con la tecnica kyo-yuzen rendano la vita più ricca e interessante.
Al giorno d’oggi i tessuti lavorati con kyo-yuzen sono prodotti principalmente nella prefettura di Kyoto, in partcolare nelle città di Kyoto, Uji, Kameoka, Joyo, Muko, Kumiyama.
Si dice che Kyoyuzen sia nato nell’era Genroku del periodo Edo. Prima dell’era Genroku venivano usate varie tecniche di decorazione dei tesuti a ricamo e laminazione, ma tale tecniche erano considerate troppo lussose e perciò furono vietate in base a leggi suntuarie, cioè leggi contro il lusso eccessivo, promulgate dallo Shogunato (il governo del Giappone premoderno). La tecnica kyo-yuzen nacque proprio per sostituire le tecniche vietate, e il nome derivava dal nome del primo artigiano che utilizzò la tecnica, Miyazaki Yuzen (1654-1736), un pittore di ventagli di Gion. Ci sono due varianti principali della tecnica kyo-yuzen, la tecnica del disegno a mano e la tecnica del disegno a stampo, quest’ultima introdotta da Hirose Jisuke (1822-1890).

tessuto kyo-yuzen

Kimono kyo-yuzen

 

L’esecuzione di kyo-yuzen
I tessuti di seta sono tinti a mano o a stampo, e per i disegni più complessi ci sono fino a 14 fasi di lavorazione, ognuno affidato ad artigiani specializzati. Gli stampi di carta utilizzati sono molto elaborati e variopinti.

Caratteristiche
Per i disegni kyo-yuzen sono preferiti colori di tonalità tenue, di cui spesso è difficile capire il colore di base, applicati con grande cura e precisione per ottenere un risultatato elegante e sontuoso. I motivi ornamentali sono motivi tradizionali stilizzati, e oltre al colore vengono utilizzate anche altre tecniche quali ricami e lamine d’oro.

Miyazaki Yuzen
La tecnica originaria di disegno a mano è nata attorno alla metà del periodo Edo ad opera di Miyazaki Yuzen, che utilizzò la tecnica per decorare ventagli e gli indumenti tradizionali leggeri kosode. Miyazaki pubblicò un campionario di disegni che ha contribuito alla diffusione della tecnica.

Hirose Jisuke
All’inizio del periodo Meiji Hirose Jisuke creò una nuova tecnica kyo-yuzen, riuscendo a sviluppare una tecnica di disegno a stampo, utilizzando stampi in carta e colla per applicare i motivi ornamentali su tessuti crêpe.

 

Un disegno kyo-yuzen fatto da me

 

The Kimono Forest of Arashiyama, un’esibizione all’aperto di tessuti kyo-yuzen

Facciamo i dolci tradizionali giapponesi!

Vi piacerebbe provare a preparare i dolci tradizionali giapponesi?

I dolci tradizionali giapponesi (wagashi) sono i dolci cucinati secondo le ricette tradizionali giapponesi, che sono stati sviluppati soprattutto nell’ambito della cerimonia del tè, per la quale sono usati. Gli ingredienti e le forme variano a seconda della stagione, rispecchiando i ritmi della natura.

Ad Arashiyama Sagano e vicino al tempio Kiyomizudera di Higashiyama ci sono laboratori dove si può provare a cucinare i dolci giapponesi. (http://www.kanshundo.co.jp/museum/make/annai.htm Il costo dell’esperienza è 2160 yen a testa.)

Ad Arashiyama e Higashiyama inoltre ci sono tante attrazioni turistiche, percui vale senz’altro la pena passarci una giornata,  sperimentando la pasticceria tradizionale e visitando i luoghi famosi.

 

*L’esperienza della preparazione dei dolci*

 

In ogni stagione si usano ingredienti diversi.

Ad esempio:

Primavera- fiori di ciliegio, fiori di colza

Estate – imomea, iris

Autunno – acero, crisantemo

Inverno – pruno giapponase, camelia

Anche chi non ha mai fatto dolci giapponesi può provare, sotto la guida esperta di un pasticcere e con l’aiuto di un testo esplicativo.

 

Prima di tutto proviamo a fare due dolci semplici dalla forma molto carina (higashi).

dolce giapponese tradizionale

higashi

 

Poi proviamo a fare dolci di pasta di fagioli (nerikiri).

La forma si abbina alla stagione, per esprimere il mutamento della natura. Noi abbiamo fatto fiori di narciso, fiori di pruno e fiori di erba trinità (epatica).

 

docli a forma di fiore

fiori di pruno e narciso

 

Si impasta la pasta di fagioli gialli con il palmo delle mani, assotigliandola al centro.

Si mette al centro la pasta di fagioli bianchi, e si preme leggermente, in modo che guardando da dietro si intraveda il bianco dei fagioli attraverso l’impasto giallo.

In seguito si mette la pasta di fagioli neri, e si chiude delicatamente lasciando la pasta gialla all’esterno.

Infine si modella a forma di fiore, usando uno strumento apposito in legno, e si completa rifinendo i petali con la punta delle dita.

 

dolci giapponesi stagionali

fiori di narciso

 

*Fiori di pruno giapponese (haruhonoka)*

Come nel caso precedente, si mette pasta di fagioli bianca al centro di una sfoglia di pasta di fagioli rossi, poi si aggiunge pasta di fagioli neri e si chiude il tutto.

Infine si incidono leggermente dei solchi con lo strumento di legno, e, senza separare lo strumento dal solco, se ne usa il lato per dare una forma simile alla ruota di un mulino a vento.

 

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fiori di pruno

 

*Fiori di erba trinità (epatica)*

Si passa della pasta di fagioli giallo-verdi in un setaccio, e sopra vi si passa della pasta di fagioli bianchi, per ottenere dei filoncini sottili con una bella gradazione di colore.

Si attacca la pasta a filoncini intorno a un impasto di fagioli neri, usando le bacchette per mangiare.

Infine si aggiungono decorazioni in zucchero a forma di fiori e neve.

Si mangia con il tè sul posto.

 

dolci giapponesi tradizionali

fiori di epatica

lavorazione dei dolci giapponesi tradizionali

preparazione dell’impasto

 

dolci giapponesi tradizionali

istruzioni per fare i dolci, e un sacchetto che si riceve come souvenir

 

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fiori fatti con la pasta dei dolci

 

dolci giapponesi tradizionali

dolci in vendita

dolci giapponesi tradizionali

il laboratorio dove si fanno i dolci

 

 

Cerimonia del tè

Mei Kumamura,  Atsuko Fujii

 

Cerimonia del tè

La cerimonia del tè fin dal passato è un modo per godere il tè e si svolge in varie maniere, derivate dallo stile wabi cha, ideato da Sen no Rikyu. ll modo in cui si beve il tè è molto semplice, e si eliminano tutte le cose superflue: le tazze utilizzate, ad esempio, non sono così preziose come quelle cinesi. Wabi è un concetto estetico tipico della cultura giapponese.

 

Scuole

Oggi ci sono quattro scuole di tè a Kyoto: scuola Omote senke, scuola Ura senke, scuola Mushakouji senke, scuola Yabunouchi. La caratteristica di quest’ultima è il comportamento virile. Inoltre il suo fondatore era in ottimi rapporti con Sen no Rikyu e ne ha ricevuto direttamente gli insegnamenti. Per questo motivo la scuola Yabunouchi ha ereditato l’arte del tè di Sen no Rikyu.

Utensili per il tè  

 

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① Sensu

Ventaglio che si pone davanti alle ginocchia.

Quest’azione traccia una linea di demarcazione fra se stessi e gli altri

e simboleggia la modestia.

② Fukusa

Fazzoletto di seta che si usa per purificare il chashaku e il chaki.

La persona che prepara il tè dopo averlo usato lo infila nella cintura del kimono (obi).

③ Kaishi

Blocchetto di fogli di carta giapponese su cui servire i dolci.

④ Kashikiri

Forchettina per mangiare i dolci.

Quando non si usa, la si infila nel kaishi.

⑤ Chashaku

Utensile a forma di cucchiaio per prendere il tè in polvere.

⑥ Chasen

Si usa per mescolare il tè facendo la schiuma.

⑦ Kensui

Recipiente per gettare l’acqua usata e l’acqua calda.

⑧ Chawan

Ciotola in cui si beve il tè.

⑨ Hishaku

Mestolo utilizzato per prendere l’acqua e l’acqua calda.

 

Abbiamo provato la cerimonia del tè

della scuola Yabunouchi nel negozio di tè

 Bikouen vicino al tempio Nishihonganji.

 

 

① Ci sediamo sul pavimento di tatami e, guardando la nicchia cerimoniale tipica delle case giapponesi tradizionali (tokonoma), diventiamo consapevoli della stagione.

La nicchia è adornata con il kakejiku (calligrafia su un rotolo di carta) appeso alla parete, un fiore di stagione e un bastoncino d’incenso.

 

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② Prima di tutto, mangiamo il dolce principale e beviamo il tè denso, fatto con 3~4 dosi di chashaku e di colore verde scuro.

Spostiamo il dolce principale  dal piattino al kaishi. Tutti i presenti bevono tre sorsi e mezzo da un’unica tazza. Riguardo al modo di bere, si posa la tazza sul fukusa e si sollevano tutti e due insieme, poi, quando si beve, bisogna evitare la parte frontale della tazza. Infine si pulisce la parte da cui abbiamo bevuto con il kaishi.

 

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③ Poi mangiamo il dolce giapponese secco e beviamo il tè leggero.

Se ne beve una tazza ciascuno. Prendiamo in mano la tazza e la giriamo due volte in senso orario, infine beviamo dopo aver sollevato in alto la tazza una volta.

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Lo stile varia leggermente da scuola a scuola.

 Provate la cerimonia del tè quando venite a Kyoto!