Soware, caffè retrò a Kawaramachi

November 14, 2018

Yuji Yamazaki, Yuto Masuda

 

Si dice che le caffetterie abbiano avuto origine nell’Italia del 17° secolo.

Lo scopo originario era quello di vendere caffè, ma col tempo si sono trasformate in locali per passare un po’ di tempo in relax.

 

Storia delle caffetterie giapponesi

In Giappone il primo locale in cui poteva bere caffè fu aperto nel 1888, e in seguito, grazie alla diffusione delle abitudini alimentari occidentali, apparvero numerose caffetterie.

L’importazione di caffè, che era considerato un bene di lusso, fu completamente proibita durante la seconda guerra mondiale, e molte caffetterie furono costrette a cessare l’attività.

Tuttavia dopo la fine della guerra il numero delle caffetterie tornò a crescere.

Negli anni ’70 i popolari videogiochi di Space Invaders cominciarono a essere collocati nelle caffetterie, e di conseguenza gli studenti cominciariono a frequentarle in gran numero.

Siccome molti studenti passavano troppo tempo a giocare ai videogiochi e non studiavano, ci furono addirittura scuole che inserirono nel regolamento scolastico clausole che vietavano esplicitamente agli studenti di mettere piede nelle caffetterie.

L’esigenza di risparmiare tempo ha portato col tempo alla nascita e alla rapida diffusione di caffetterie self-service, come la catena Caffè Doutor, popolare nella regione del Kansai in cui si trova Kyoto.

Anche i minimart hanno cominciato a vendere caffè da consumarsi sul luogo, tra cui il caffè freddo da bere d’estate che sta diventando sempre più popolare.

 

Soware (ソワレ)

Soware è una delle caffetterie nate nel dopoguerra, essendo stata aperta nel 1948.

Il nome rende nella fonetica giapponese il francese soirée, che significa “serata”.

Una delle caratteristiche del locale è l’illuminazione blu dell’interno, pensata per fare risaltare la bellezza delle donne, sulla base dei risultati delle ricerche sugli effetti del colore effettuate dall’eaperto di tintura Rokuro Uemura.

Il menu comprende bevande a base di caffè e tè, e popolari bevande originali a base di gelatina (vedi sotto), create e introdotte nel menu intorno al 1978 dalla moglie del proprietario di seconda generazione.

A Soware si vendono anche souvenir originali, come cartoline e occhiali.

Interno

La luce blu conferisce all’ambiente un’atmosfera surreale e fantastica.

Il locale è diviso in due piani, e gli ambienti sono leggermente diversi. Il primo piano è più luminoso, poiché è più esposto alla luce del sole, quindi se volete godere appieno l’atmosfera particolare del blu di Soware è consigliabile sedersi al secondo piano.

Le illustrazioni che si vedono negli occhiali e nei sottobicchieri del locale, come i dipinti che decorano l’interno, sono del pittore Togo Seiji.

 

Jelly punch ¥700

Jelly punch è la bevanda più venduta di Soware.

Consiste di gelatina in vari colori (blu, giallo, rosso e verde) in soda fredda.

La luce blu all’interno del locale vi si riflette e fa brillare i cubi di gelatina come gioielli.

La gelatina si sposa perfettamente con la soda al limone, e il gusto è eccezionale.

 

〇Jelly coffee¥700

La tipica gelatina di caffè è servita con sciroppo dolce, quindi la si può rendere dolce a piacere.

 

Accesso

Soware si trova a a Shijo Kawaramachi, il centro della moda e della cultura a Kyoto, vicino alla stazione di Hankyu Kawaramachi, ed è quindi facilmente accessibile.

 

Indirizzo : 600-8001 Shinmachi 95 Shimogyoku Kyotoshi

Orario : 13:00~19:30

Tel : 075-221-0351

Giorno di chiusura: Lunedì

Il ramen di Men Bistro Nakano

Yuji Yamazaki, Yuto Masuda

Il ramen è un piatto che ormai rappresenta il Giappone nel mondo, ed è conosciuto e apprezzato quasi quanto la pasta.

Il ramen è infatti uno dei piatti più noti della cucina giapponese moderna, insieme al riso al curry e alla cotoletta di maiale. Grazie al boom di interesse per il ramen, recentemente le maggiori catene di ristoranti di ramen giapponesi hanno aumentato il numero di filiali all’estero.

 

〇La storia del Ramen

1697: Secondo una tradizione, Mito Komon è il primo giapponese a mangiare gli spaghetti cinesi. Il letterato confuciano cinese Zhu Zhiyu (Shu Shunshu nella lettura giapponese) viene in Giappone, e per ringraziare Mito Komon dell’ospitalità gli fa assaggiare una zuppa di tagliatelle cinesi di grano. Tuttavia per lungo tempo le tagliatelle cinesi non si diffondono tra la gente comune.

1859: Con l’apertura del paese entrano in Giappone molti stranieri, e con loro arrivano varie cucine di oltreoceano. In seguito a questo fenomeno, le tagliatelle cinesi cominciano a diffondersi in Giappone.

1870: Il primo ristorante cinese del Giappone appere nell’insediamento per stranieri di Yokohama.

1899: Con l’abolizione degli insediamenti per stranieri comincia a diffondersi tra i giapponesi la cucina cinese, compresi i piatti a base di tagliatelle cinesi.

1910: Apre il primo ristorante di ramen giapponese, Rairaiken ad Asakusa, un quartiere nel centro di Tokyo, che unisce i piatti cinesi a base di tagliatelle e la cultura culinaria giapponese.

1923: A causa del grande terremoto del Kanto, i ristoranti di ramen che si trovavano principalmente a Tokyo e Yokohama si spargono in tutto il paese. A causa della distruzione degli edifici, aumenta il numero delle bancarelle, tra cui molti ristoranti di ramen.

1939: Inizia la seconda guerra mondiale e molti ristoranti di ramen devono chiudere. Alcuni di essi riapriranno dopo la fine della guerra.

1945: Dopo la guerra il ramen ricomincia a diffondersi in ogni parte del Giappone.

1958: Viene lanciato sul meracto il primo ramen istantaneo “Nissin Chicken Ramen”. Fino a questo momento il ramen era generalmente chiamato “shina soba” (“tagliatelle cinesi”), ma grazie al ramen istantaneo ora si diffonde il termine “ramen”.

 

〇Il nome del Ramen

La parola giapponese ramen è generalmente scritta “ramen”, ma a volte  è scritta “raumen” e “raamen”. Raramente sono ancora usate le espressioni “soba cinese” e “shina soba”, ma si tratta dello stesso tipo di piatto chiamato con nomi diversi. Non si usa invece più il primo nome dato al ramen in Giappone, “Nankin soba” (tagliatelle di Nanchino).

 

〇I ramen a Kyoto

La preparazione del ramen è diversa nelle varie zone del Giappone, e i ramen mangiati in una particolare area sono chiamati ramen locali.

A Kyoto ci sono molti ristoranti di ramen famosi, in particolare nella zona di Ichijoji-Higashioji nel quartiere di Sakyo-ku. A csusa della competizione fra i vari ristoranti, questa zona è  soprannominata “il campo di battaglia dei ramen”.

〇Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

Vi presentiamo dunque un ristorante di ramen del “campo di battaglia dei ramen”, Men Bistro Nakano, che fa un ramen un po’ particolare. Ha aperto tre anni fa con il nome Shimafukuro (シマフクロウ), e dopo un anno hanno cambiato il nome in Men Bistro Nakano (麺 ビストロ Nakano).

Il brodo di questo ristorante è un brodo alla francese, in quanto sono usate erbe aromatiche usate nella cucina francese per insaporirlo: alloro, bouquet garni ecc. Le erbe aromatiche attenuano il gusto forte della carne e del pesce e danno al brodo un sapore più delicato.

Naturalmente ci sono anche ingredienti tipici della cucina giapponese, per avvicinare il gusto al palato dei giapponesi.

 

Il ramen con salsa di soia nera (黒しょうゆめん)  ¥750

Il ramen con salsa di soia nera (黒しょうゆめん)  ¥750

 

Il ramen con la zuppa pomodoro alla trippa (トリッパ入りとまとめん) ¥900

Il ramen con brodo di pomodoro alla trippa (トリッパ入りとまとめん) ¥900

 

Molto particolare nel menu di Men Bistro Nakano è il ramen con il brodo pomodoro alla trippa, preparato in un brodo di pomodoro al sapore di basilico, e le tagliatelle sono elastiche come l’udon. La trippa è fresca, e il brodo di pomodoro ne attenua il gusto che per alcuni è un po’ sgradevole, quindi hanno un sapore abbastanza delicato. Anche se l’accostamento di ramen e trippa sembra strano a prima vista, mangiandolo non abbiamo avuto nessun problema.

 

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

■Indirizzo

Nishinishikikojicho 269 Nakagyoku Kyotoshi

■Tel.

075-241-0907

■Orario

11:30~15:00 , 18:00~22:00

■Giorno di chiusura

Lunedì

■Sito web

http://menbistronakano.net/001.html

Verdure e sottaceti di Kyoto

 

Ortaggi vari, tra cui le carote dorate

verdure Kyoto

Peperoncini

 

 

L’espressione giapponese kyoyasai (京野菜), verdure di Kyoto, indica le verdure prodotte tradizionalmente a Kyoto. Le verdure di Kyoto sono vendute con il marchio di origine controllata dei prodotti di Kyoto (Kyomaku 京マーク), riservato a prodotti agricoli, forestali e ittici di alta qualità. Le verdure di Kyoto sono particolari, grazie alle particolari condizioni orografiche e climatiche della zona, e in ogni stagione ci sono prodotti tipici diversi: in estate sono famosi i germogli di bambù, i peperoni rossi e le melanzane; in inverno sono famose le rape e le caratteristiche “carote dorate”. Quando venite a Kyoto cercate le verdure locali di stagione e provate a mangiarle.
Kyoto è famosa per la produzione di sottaceti tradizionali, chiamati kyotsukemono (京漬物), spesso preparati con le verdure di Kyoto.

verdure Kyoto

Carote e rape

I sottaceti (tsukemono 漬物, cibi in salamoia) sono un elemento importantissimo della cucina tradizionale giapponese, al punto che si dice che anche un pasto succulento viene rovinato se i sottaceti non sono buoni. Non esiste una definizione precisa dei sottaceti di Kyoto, ma in generale hanno un’immagine positiva di prodotti raffinati dal gusto prelibato. Le ragioni principali per cui a Kyoto si è sviluppata una rinomata tradizione di produzione di sottaceti sono le eccelenti tecniche di preparazione sviluppate e tramandate, e la qualità del terreno e le caratteristiche orografiche che permettono la coltivazione di verdure di ottima qualità, quali appunto le kyoyasai.

 

A Kyoto si producono diverse varietà tradizionali di sottaceti, tra cui ad esempio senmaidzuke e shibadzuke (千枚漬,しば漬). Ma oltre ai tipi tradizionali, a Kyoto sono studiati e sviluppati anche nuovi tipi di sottaceti, in uno sforzo costante di migliorare la qualità al di là della tradizione. I metodi di preparazione variano a seconda delle verdure utilizzate e delle caratteristiche climatiche e culutrali delle diverse zone in cui si producono. In alcuni tipi è il processo di fermentazione che determina il gusto finale. Le verdure sono messe in salamoia o in crusca di riso (nukadzuke 糠漬け) e fermentano grazie all’azione di microorganismi come i lattobacilli. Ci sono invece tipi in cuoil gusto finale è dato dal condimento: il gusto degli ingredienti viene assorbito dalleverdure durante il processo di produzione, la cui lunghezza può variare moltissimo, da un solo giorno a cinque anni, a seconda del risultato desiderato.

I sottaceti di Kyoto si possono acquistare facilmente e in qualsiasi stagione, e si possono anche mangiare in molti ristoranti di cucina tradizionale, percui se venite a Kyoto non mancate di assaggiarli.

Tsukemono

Sottaceti di Kyoto

I ramen di Kyoto

Abbiamo fatto una ricerca sui ristoranti di ramen a Kyoto. I ramen sono uno dei piatti favoriti degli studenti giapponesi, e siccome Kyoto è una città universitaria ci sono molti ristoranti di ramen. Abbiamo dunque deciso di limitare la nostra indagine a tre zone, di cui vi presentiamo alcuni ristoranti buonissimi: l’area di Ichijoji, la più famosa a Kyoto per i ramen , Kawaramachi, il centro e cuore pulsante della città, Gion, il quartiere più tradizionale e più famoso, e la zona di Saiin, l’area vicini alla nostra università.

 

Gion

Muragi  (ramen al limone)

La zuppa di tonkotsu (brodo di ossa di maiale) con fette di limone è rinfrescante e gradevole.

È consigliabile mangiarli senza perdere tempo, perché dopo un po’ il gusto diventa amarognolo.

 

Kawaramachi

Ichiran

La caratteristica principale di questo ristorante è il fatto che è possibilile scegliere non solo il grado di cottura e la durezza delle tagliatelle, come in molti altri locali, ma anche la quantità di grasso nella propria zuppa. Un’altra caratteristica postiva è il fatto che tutti i tavoli sono in stanze separate. Tuttavia va tenuto presente che non si può vedere il volto dei camerieri che servono.

 

Ichijioji

Gokkei (ramen alla zuppa di pollo)

È un locale notissimo a Kyoto perché è stato scelto molte volte nei sondaggi come ristorante di ramen migliore della città.che le persone che conoscono il ramen numero uno di Kyoto brillano molte volte. Probabilmente la ragione per cui piace tanto ai giovani giapponesi è che la zuppa è molto densa e sostanziosa.

 

Yuhi no kirameki (“Scintillio del sole al tramonto”)

L’abbinamento delle tagliatelle con la zuppa è fantastico. Il gusto di limoneli rende gradevoli, e sono molto adatti per chi vuole gustare diversi tipi di ramen in un pasto solo, visitando diversi ristoranti uno dopo l’altro. Questa pratica si chiama tabearuki in giapponese. Tabearuki significa letteralmente “camminare mangiando”, ma mentre in italiano, camminare mangiando significa mangiare mentre si passeggia, cosa che i giapponesi raramente fanno, in giapponese significa andare in diversi ristoranti durante lo stesso pasto per poter gustare cose diverse.

 

Saiin

Tsurumusha

Il brodo di pollo ha la consistenza giusta, né troppo denso né troppo acquoso, e il sapore è delicato. Colpisce la gentilezza del personale, e si nota l’impegno nel servire i clienti in modo sollecito, qualità molto apprezzata dai giapponesi.

 

Toritani  (soba alla zuppa di pollo)

Si possono scegliere due tipi di zuppa, corposa o leggera, e le fettine di carne di maiale cotta al sangue servite sopra alle tagliatelle sono molto buone. Soba, in questo caso, ha lo stesso significato di ramen, e indica le tagliatelle cinesi di frumento, più precisamente chiamate chuka soba, ossia soba cinesi.

 

Risultati della ricerca

A seguto della nostra approfodita indagine scientifica, abbiamo scoperto che i ramen a Kyoto sono in genere assai corposi, e serivti con abbondante carne di maiale. Probabilmente la ragione sta nel fatto che i principali consumatori di ramen sono i numerosissimi studenti universitari che vivono a Kyoto, e gli studenti vogliono riempirsi la pancia spendendo poco. I ramen di Kyoto sono dunque un piatto  ideale per gli studenti squattrinati. Naturalmente il gusto è diverso nei diversi locali, ma ogni ristorante ha le sue caratteristiche e la sua bontà particolare, e grazie alla nostra ricerca ci è venuta ancora più voglia di mangiare i ramen.

 

 

 

 

Il tè verde in polvere

Keiya Tokuda

Riho Yamashita

 

Abbiamo chiesto ai nostri compagni di corso qual’è secondo loro la cosa più tipica di Kyoto.

La risposta più frequente è stata il tè verde in polvere matcha. Quindi abbiamo deciso di visitare e presentarvi alcuni famosi negozi di matcha in tre aree storiche di Kyoto: il quartiere tradizionale di Gion, la stazione di Kyoto e Arasiyama.

 

GION

1 Yojiya

Il pezzo forte del locale Yojiya è il “matcha latte”, una specie di caffelatte fatto con il tè verde in polvere al posto del caffè. La polvere del matcha, con cui è fatto il disegno, ha un gusto amarognolo, mentre il latte, servito separato dal matcha, è dolce. Anche se non c’entra niente con il matcha, vale la pena notare che qui si può mangiare un tramezzino con prosciutto italiano.

 

2 Tsujiri

In questo locale si mangiano il gelato parfait gli udon al matcha. Gli udon sono una specie di spaghetti giapponesi di farina di grano tenero, simili ai pici senesi. Nel parfait, oltre al tè verde in polvere, si usa il Castella, un pan di Spagna giapponese, il cui gusto si abbina perfettamente a quello del matcha. Siccome gli udon sono un piatto semplice e leggero si possono tranquillamente ordinare assieme al parfait.

 

3 Jouvencelle

È un locale famoso che è stato spesso presentato in televisione e su altri media. I dolci più famosi è la monaka, un dolce tradizionale che normalmente consiste di pasta di fagioli tra due cracker di riso, ma qui è fatto con crema al matcha, e “fonduta di Gion”, un dolce originale ma di carattere tipicamente kyotese in cui si intinge frutta di stagione in cioccolata al matcha. Se la cioccolata al matcha avanza, si può aggiungere un po’ di latte per ottenere una cioccolata in tazza al tè verde in polvere.

 

ZONA DI ARASHIYAMA

1 Arinco

Quando siamo andati in questo locale, vicino alla stazione di Arashiyama, era freddissimo, ma ci siamo riscaldati con il latte caldo al matcha, che ha un gusto denso e corposo. Lo si può ordinare assieme al cioccolato al matcha.

 

2 Fujiyama pudding

Questo locale si trova a Nishikyogoku, vicino alla nostra università, e tanti studenti lo frequentano.

È un ristorante di riso al curry giapponese che fa un ottimo budino al matcha. Anche i piatti di curry sono buonissimi!

 

VICINO ALLA STAZIONE DI KYOTO

 

1 NakamuraTokichi

È un vecchio locale molto popolare che ha una filiale dentro alla stazione di Kyoto, e spesso per entrare bisogna fare una lunga fila. Vi si mangiano parfait e gelatine al matcha, fatti con ghiaccio e pasta granulosa di fagioli rossi. Sono buonissimi e tipicamente kyotesi, ma non vi consigliamo i dolci con la pasta di fagioli se i fagioli rossi (azuki) non vi piacciono.

 

Per concludere, a Kyoto ci sono tantissimi negozi dove si possono mangiare ottimi dolci fatti con il tradizionale tè verde in polvere. Ce ne sono vicino alla nostra università, ma anche vicino alla stazione dei treni per cui transitano quasi tutti i turisti che vengono a Kyoto. Quelli che vi abbiamo presentato sono solo alcuni dei locali consigliati, ma tanto per cominciare vi suggeriamo di visitarli per sperimentare il gusto tipico di Kyoto.

 

Preparazione del dolce tradizionale “otabe”

L’otabe è uno dei dolci più popolari a Kyoto, se non addirittura il più popolare di tutti. Chiunque abbia visitato Kyoto almeno una volta lo ha senz’altro visto in qualche negozio. Vi vogliamo spiegare come si fanno gli otabe, e presentare una luogo dove si può fare l’esperienza della loro preparazione: la sede centrale della ditta Otabe, in cui accanto alla fabbrica di dolci c’è un locale adibito all’esperienza della preparazione.  

Nel locale possono entrare quaranta clienti alla volta, divisi in dieci tavoli a quattro posti.

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Sui tavoli ci sono istruzioni scritte, ma c’è anche personale della ditta che assiste nella preparazione dei dolci, in giapponese, cinese e inglese. Adesso vi raccontiamo l’esperienza come l’abbiamo vissuta noi due.

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Prima di tutto, si mescolano gli ingredienti già pronti (farina di riso e zucchero), si aggiunge acqua e si mescola di nuovo. In seguito si versa il preparato negli appositi stampi, e si fa cuocere a vapore.

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Durante la cottura, il personale mostra la fabbrica ai visitatori, spiegando la lavorazione dei dolci, dagli ingredienti al prodotto finito. Si possono anche assaggiare dolci appena sfornati.

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Continuando la preparazione, si cospargono di farina di soia tostata il tavolo e il mattarello per evitare che l’impasto si attacchi.

Quando l’impasto di farina di riso è cotto, si divide ancora caldo in due parti, e poi ulteriormente in tre parti.

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Si possono aggiungere cannella o maccha (il tè verde in polvere giapponese), per ottenere l’impasto al gusto che si desidera.

Si stende l’impasto col mattarello, e si taglia in forma quadrata.

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Si aggiunge il ripieno di marmellata di azuki, di cui si possono scegliere tre tipi, si chiude come un tortello, e l’otabe è pronto.

 

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In seguito si prepara il tè maccha, e quando è pronto si mangia l’otabe con il tè.

L’eserienza solitamente dura tra un’ora e mezzo e due ore, a seconda delle condizioni dell’impasto.

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Durante l’esperienza si possono fare foto, che a richiesta sono stampate su una cartolina.

(La stampa è inclusa nel prezzo.)

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Lungo la scala dell’edificio principale sono spiegate la storia e la filosofia della ditta.

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Tariffa: 600 yen a persona

Mappa d’accesso: 35-2 Takahata-machi Nishikujo Minamiku Kyoto

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Url: http://otabe.dt-r.com/

Facciamo i dolci tradizionali giapponesi!

Vi piacerebbe provare a preparare i dolci tradizionali giapponesi?

I dolci tradizionali giapponesi (wagashi) sono i dolci cucinati secondo le ricette tradizionali giapponesi, che sono stati sviluppati soprattutto nell’ambito della cerimonia del tè, per la quale sono usati. Gli ingredienti e le forme variano a seconda della stagione, rispecchiando i ritmi della natura.

Ad Arashiyama Sagano e vicino al tempio Kiyomizudera di Higashiyama ci sono laboratori dove si può provare a cucinare i dolci giapponesi. (http://www.kanshundo.co.jp/museum/make/annai.htm Il costo dell’esperienza è 2160 yen a testa.)

Ad Arashiyama e Higashiyama inoltre ci sono tante attrazioni turistiche, percui vale senz’altro la pena passarci una giornata,  sperimentando la pasticceria tradizionale e visitando i luoghi famosi.

 

*L’esperienza della preparazione dei dolci*

 

In ogni stagione si usano ingredienti diversi.

Ad esempio:

Primavera- fiori di ciliegio, fiori di colza

Estate – imomea, iris

Autunno – acero, crisantemo

Inverno – pruno giapponase, camelia

Anche chi non ha mai fatto dolci giapponesi può provare, sotto la guida esperta di un pasticcere e con l’aiuto di un testo esplicativo.

 

Prima di tutto proviamo a fare due dolci semplici dalla forma molto carina (higashi).

dolce giapponese tradizionale

higashi

 

Poi proviamo a fare dolci di pasta di fagioli (nerikiri).

La forma si abbina alla stagione, per esprimere il mutamento della natura. Noi abbiamo fatto fiori di narciso, fiori di pruno e fiori di erba trinità (epatica).

 

docli a forma di fiore

fiori di pruno e narciso

 

Si impasta la pasta di fagioli gialli con il palmo delle mani, assotigliandola al centro.

Si mette al centro la pasta di fagioli bianchi, e si preme leggermente, in modo che guardando da dietro si intraveda il bianco dei fagioli attraverso l’impasto giallo.

In seguito si mette la pasta di fagioli neri, e si chiude delicatamente lasciando la pasta gialla all’esterno.

Infine si modella a forma di fiore, usando uno strumento apposito in legno, e si completa rifinendo i petali con la punta delle dita.

 

dolci giapponesi stagionali

fiori di narciso

 

*Fiori di pruno giapponese (haruhonoka)*

Come nel caso precedente, si mette pasta di fagioli bianca al centro di una sfoglia di pasta di fagioli rossi, poi si aggiunge pasta di fagioli neri e si chiude il tutto.

Infine si incidono leggermente dei solchi con lo strumento di legno, e, senza separare lo strumento dal solco, se ne usa il lato per dare una forma simile alla ruota di un mulino a vento.

 

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fiori di pruno

 

*Fiori di erba trinità (epatica)*

Si passa della pasta di fagioli giallo-verdi in un setaccio, e sopra vi si passa della pasta di fagioli bianchi, per ottenere dei filoncini sottili con una bella gradazione di colore.

Si attacca la pasta a filoncini intorno a un impasto di fagioli neri, usando le bacchette per mangiare.

Infine si aggiungono decorazioni in zucchero a forma di fiori e neve.

Si mangia con il tè sul posto.

 

dolci giapponesi tradizionali

fiori di epatica

lavorazione dei dolci giapponesi tradizionali

preparazione dell’impasto

 

dolci giapponesi tradizionali

istruzioni per fare i dolci, e un sacchetto che si riceve come souvenir

 

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fiori fatti con la pasta dei dolci

 

dolci giapponesi tradizionali

dolci in vendita

dolci giapponesi tradizionali

il laboratorio dove si fanno i dolci

 

 

I ramen di Gokkei

Akane Kaneta, Yuri Kamakura

Non è esagerato dire che Gokkei è il più popolare ristorante di ramen a Kyoto. In una città come Kyoto dove, per l’alto numero di studenti, la competizione è particolarmente feroce, a nostro parere Gokkei si distingue nettamente dagli altri ristoranti.

Nonostante il fatto che il brodo dei ramen di Gokkei sia preparato usando non solo le ossa, ma anche carne di pollo in gran quantità, sorprendentemente non è grasso e ha un profumo delicato. Nessun altro ristorante di ramen è riuscito a creare un brodo di così alta qualità, e Gokkei merita certamente il proprio nome, che significa letteralmente “eccellenza del pollo”!

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Toridaku

La densità del brodo viene paragonata dagli avventori alla densità della carbonara o di una minestra.

Toridaku è il il brodo di pollo, e costituisce la base per gli altri tre tipi. Akadaku è ottenuto aggiungendo peperoncino, kurodaku aggiungendo mayu (olio di sesamo in cui è stato rosolato aglio), uodaku aggiungendo farina di pesce.

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Akadaku

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Kurodaku

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Uodaku

Pagando un extra, si possono aggiungere fettine di maiale o un uovo insaporito.

Siccome nella zona di Ichijoji si trovano tanti ristoranti di ramen, la competizione è molto forte, e per questo tutti i ristoranti che riescono a sopravvivere sono molto buoni.

Se venite a Kyoto non mancate di venire a Ichijoji a mangiare i buonissimi ramen di Gokkei o degli altri ristoranti, tutti di qualità eccellente.

+Indilizzo+

Nishitojikawaracho 20-7, Ichijyoji, Sakyoku, Kyotoshi

+Tel+

075 711 3133

+Orario+

11:30〜22:00

+Giorno di chiusura+

lunedi

il parfait di maccha

Asami Kida, Seri Kogishi, Hikari Komatani

 

Maccha è un tipo di tè tradizionale giapponese in polvere, usato nella cerimonia del tè. Il maccha si usa anche in tanti dolci e piatti come ingrediente.

Gli ingredienti del parfait di maccha sono shiratama (gnocchi di farina di riso), anko (pasta dolce di fagioli) e gelato, cioè i dolci che stanno bene con il maccha.

A Kyoto ci sono tanti locali dove lo si può mangiare. Per esempio…

parfait te' in polvere

PARFAIT DI MACCHA   a: gelato al maccha; b: gelato alla vaniglia;   c: warabimochi (gelatina vegetale dolce):  d: chiffon cake (simile alla torta paradiso) al maccha;   e: anko;   f: castagna;   g: agar-agar

 

Ci sono tanti altri dolci al maccha.  Per esempio torte, financier, cioccolatini, gelati ecc.

Quando venite a Kyoto provate a mangiarne tanti tipi

Il parfair di maccha nella foto sopra si mangia a Gion Komori.

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URL: http://www.gowon-komori.com/

 

 

 

Ricette per cucinare OBANZAI

Yuna Yahara, Ayano Tanaka

 

Obanzai è il nome della cucina casalinga tradizionale di Kyoto. Vi vogliamo insegnare due ricette che potete cucinare a casa vostra in Italia, usando le verdure italiane. Se avete in progetto di venire a Kyoto, vi consigliamo comunque di aggiungere qualche ristorante di obanzai alla vostra lista di posti da visitare e cose da fare. Se invece avete già mangiato obanzai a Kyoto, leggendo le nostre ricette potrete ricordarvi del tempo passato in Giappone.

 

condimenti obanzai

Condimenti necessari:
salsa di soia, sakè oppure vino bianco, zucchero, aceto, basilico

 

1. NASUNO NIBITASHI

Uno dei piatti tipici della cucina obanzai. Preparate due melanzane per due persone.

tagliare melanzane

1. Tagliate

 

Tagliate le melanzane trasversalmente e fate delle tacche sulla superficie. Fate friggere dell’olio, aggiungete le melanzane e cuocete. In un’altra pentola mettete ① salsa di soia, 15ml (un cucchiaio) ② sakè o vino bianco, 15ml (un cucchiaio) ③ un po’ di zucchero ④ acqua, 30ml (due cucchiai). Alla fine aggiungete le melanzane. Cuocete a fuoco lento, e quando comincia a bollire fermate il fuoco.  Aggiungete un po’ di aceto balsamico ed è pronto! È più buono mangiato il giorno dopo. Siccome le melanzane assorbono i liquidi, regolate la quantità di succo.

friggere melanzane

2. Mettete in padella

 

 

 

 

 

 

completamento melanzane

3. È pronto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2, KABOCHANOTAITAN

tagliate la zucca

1. Tagliate

Preparate un quarto di zucca tagliandola a pezzetti. Metteteli in una pentola, poi versate acqua fino allo stesso livello della zucca, cuocete e aggiungete i condimenti, lessate. I condimenti sono ① salsa di soia, 15ml (un cucchiaio) ② vino bianco, 15ml (un cucchiaio) ③ un po’ di zucchero ④ un po’ di aceto balsamico. È pronto!

completamento della zucca

2. Completamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3, JAKOPIMAN

Jako è novellame di pesce seccato, e piman significa peperone. Se volete preparare questo piatto in Italia potete sostituire i pesci con le nocciole. In Giappone i peperoni si usano verdi, ma potete usare anche paprica. Vi consigliamo di usare peperoni rossi e gialli. Tagliate i peperoni verticalmente, tritate le nocciole, friggete i peperoni in padella con un po’ di olio. Aggiungete i condimenti: ① un po’ di salsa di soia ② un po’ di vino bianco ③ un po’ di zucchero. Alla fine aggiungete le nocciole e fate soffriggere. È pronto!

 

tagliare peperoni

1. Tagliate

completamento

In alto a sinistra JAKO,                                    in in alto a destra le nocciole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adesso che è tutto pronto, non ci resta che augurarvi buon appetito! E anche se cucinate obanzai in Italia, appena potete venite a Kyoto per gustare l’autentica cucina obanzai.

cucina kyoto

OBANZAI