Ricette per cucinare OBANZAI

October 26, 2015

Yuna Yahara, Ayano Tanaka

 

Obanzai è il nome della cucina casalinga tradizionale di Kyoto. Vi vogliamo insegnare due ricette che potete cucinare a casa vostra in Italia, usando le verdure italiane. Se avete in progetto di venire a Kyoto, vi consigliamo comunque di aggiungere qualche ristorante di obanzai alla vostra lista di posti da visitare e cose da fare. Se invece avete già mangiato obanzai a Kyoto, leggendo le nostre ricette potrete ricordarvi del tempo passato in Giappone.

 

condimenti obanzai

Condimenti necessari:
salsa di soia, sakè oppure vino bianco, zucchero, aceto, basilico

 

1. NASUNO NIBITASHI

Uno dei piatti tipici della cucina obanzai. Preparate due melanzane per due persone.

tagliare melanzane

1. Tagliate

 

Tagliate le melanzane trasversalmente e fate delle tacche sulla superficie. Fate friggere dell’olio, aggiungete le melanzane e cuocete. In un’altra pentola mettete ① salsa di soia, 15ml (un cucchiaio) ② sakè o vino bianco, 15ml (un cucchiaio) ③ un po’ di zucchero ④ acqua, 30ml (due cucchiai). Alla fine aggiungete le melanzane. Cuocete a fuoco lento, e quando comincia a bollire fermate il fuoco.  Aggiungete un po’ di aceto balsamico ed è pronto! È più buono mangiato il giorno dopo. Siccome le melanzane assorbono i liquidi, regolate la quantità di succo.

friggere melanzane

2. Mettete in padella

 

 

 

 

 

 

completamento melanzane

3. È pronto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2, KABOCHANOTAITAN

tagliate la zucca

1. Tagliate

Preparate un quarto di zucca tagliandola a pezzetti. Metteteli in una pentola, poi versate acqua fino allo stesso livello della zucca, cuocete e aggiungete i condimenti, lessate. I condimenti sono ① salsa di soia, 15ml (un cucchiaio) ② vino bianco, 15ml (un cucchiaio) ③ un po’ di zucchero ④ un po’ di aceto balsamico. È pronto!

completamento della zucca

2. Completamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3, JAKOPIMAN

Jako è novellame di pesce seccato, e piman significa peperone. Se volete preparare questo piatto in Italia potete sostituire i pesci con le nocciole. In Giappone i peperoni si usano verdi, ma potete usare anche paprica. Vi consigliamo di usare peperoni rossi e gialli. Tagliate i peperoni verticalmente, tritate le nocciole, friggete i peperoni in padella con un po’ di olio. Aggiungete i condimenti: ① un po’ di salsa di soia ② un po’ di vino bianco ③ un po’ di zucchero. Alla fine aggiungete le nocciole e fate soffriggere. È pronto!

 

tagliare peperoni

1. Tagliate

completamento

In alto a sinistra JAKO,                                    in in alto a destra le nocciole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adesso che è tutto pronto, non ci resta che augurarvi buon appetito! E anche se cucinate obanzai in Italia, appena potete venite a Kyoto per gustare l’autentica cucina obanzai.

cucina kyoto

OBANZAI

 

 

 

I dolci giapponesi a Kyoto

Asami Kida, Seri Kogisi, Hikari Komatani.

 

Ci sono tanti negozi di dolci occidentali e dolci giapponesi a Kyoto. Vi vogliamo presentare due prodotti tipici di questi negozi: yatsuhashi, nama-yatsuhashi e higashi prodotti con lo zucchero wasanbon.

 

kkp000

Yatsuhashi

 

kkp0

Lo strumento musicale so

 

kkp00

Il ponte Yatsuhashi

 

Yatuhashi è un dolce tipico di Kyoto al sapore di cannella.

Gli ingredienti sono zucchero e farina di riso cotti come biscotti.

 

Lo yatsuhashi è stato prodotto e servito per la prima volta in una sala da tè della zona del tempio Shogoin nel 1689.

Ci sono due teorie sull’origine del nome: secondo alcuni deriva dal nome di un famoso suonatore di so, uno strumento musicale di cui lo yatsuhasi imiterebbe la forma; secondo altri deriva invece dal ponte Yatsuhashi dell’antica regione di Mikawanokuni (si vedano le foto sopra).

 

Il 96% delle persone che comprano souvenir di Kyoto acquistano dolci tradizionali, il 45.6% dei quali sono yatsuhashi.

 

kkp7

i fiori di ciliego: la primavera

kkp4]

la rana e la piogga: la stagione delle piogge (tra primavera ed estate)

kkp5

la vespa: l’estate

kkp6

Babbo Natale: il natale

 

(ii) Il nama yatsuhashi è fatto con la pasta non biscottata di yatsuhashi (nama significa “crudo”) Per fare il nama yatsuhashi la farina di riso, lo zucchero e la cannella sono mescolati e cotti a vapore. Generalmente si mangia con un ripieno di an, cioè una specie di marmellata fatta impastando fagioli azuki e altri tipi di fagioli, aggiungendo lo zucchero e il sale e cuocendo il tutto.

Ci sono negozi di nama yatsuhashi che cambiano la forma e il colore dei dolci o il sapore del ripieno a seconda della stagione. Ci sono inoltre alcuni negozi nei quali si può scegliere il tipo di marmellata da usare come ripieno.

Nelle foto sopra si vedono lcuni tipi di nama yatsuhashi divisi per stagione:

 

kkp2

1. sakura

 

kkp

2. momiji

 

kkp3

3. Fujin e Raijin

 

Higashi sono dolci secchi fatti con poca acqua. Nelle foto si vedono higashi di varie forme fatti con lo zucchero wasanbon, mangiati spesso durante la cerimonia del tè. Wasanbon è un tipo di zucchero a cristalli minuti che ha una lavorazione e un sapore particolari. Sono prodotti in tante forme, e alcuni negozi cambiano le forme ogni stagione.

In primavera si usa la forma dei fiori di ciliegio (sakura, foto 1), in autunno la forma delle foglie d’acero momiji (foto 2). Ci sono anche quelli con le facce di Fujin e Raijin (foto 3), il dio del vento e il dio del tuono. Queste due forme esprimono una caratteristica della cultura giapponese: nelal religione autoctona giapponese, come nella mitologia greco-romana, ci sono tanti dei.

 

↓Dove si possono trovare questi dolci?↓

Nama-yatsuhashi; nikiniki (sede) → http://www.shogoin.co.jp/

Wasanbonsei; sichijo kansyundo → http://www.7jyo-kansyundo.co.jp/index.html

 

 

consultazione  →   http://umihamamatsu.hamazo.tv/e5475792.html

http://www.gakki.com/shopping/bunka_koto.html

http://ginjo.fc2web.com/183kaerunoasobi/kaeru_asobi.html

 

 

 

Andiamo a Hanamikoji! Una via dove si può percepire l’atmosfera della Kyoto di una volta

Juri kimura, Chisato Koike

 

Volete vedere la Kyoto tradizionale, ma avete poco tempo…

Non sapete dove andare a Kyoto…

 

A chi non sa bene cosa fare per vedere Kyoto, raccomandiamo la strada principale della zona più tradizionale del centro di Kyoto, il quartiere di Gion.

 

Via Hanamikoji è un vicolo lungo circa 1 km.

Ci sono antichi e famosi ristoranti di cucina kyotese e sale da tè frequentate dalle geiko e dalle maiko, le geisha di Kyoto, e tanti altri edifici antichi che ci fanno rivivere il passato.

La strada è stata riparata di recente e ha una bella pavimentazione di pietra, ma dovete fare attenzione alle macchine perché c’è molto traffico.

Andando dritti verso sud potete visitare il tempio Kenninji.

 

ochaya

Sala da te’ (ochaya) a Hanamikoji

 

Cammindo per il centro di Kyoto si possono vedere tanti turisti che guardano e fotografano le maiko. Siccome a Kyoto ci sono tante sale da tè tradizionali (ochaya), con un po’ di fortuna potrete vedere le geiko e le maiko vere!

 

ristorante giapponese Gion

Un ristorante tradizionale a Hanamikoji

 

Ci sono tanti ristoranti famosi per la cucina a base di carne o per i sushi. I prezzi di questi locali sono un po’ cari, ma i piatti tradizionali sono serviti con grande senso estetico, percui sono molto belli oltre a essere buoni. L’atmosfera di questi ristoranti è quella del Giappone di una volta, e ci si possono passare ore piacevoli e rilassate, che diventeranno senz’altro uno dei ricordi più belli del vostro soggiorno in Giappone. Siccome quasi tutti i ristoranti sono spesso al completo, è meglio prenotare molto in anticipo.

 

 

地図

Mappa di Gion con Hanamikoji

 

Per arrivare in via Hanamikoji potete prendere l’autobus municipale (Shibasu) numero 206 e scendere a Gion; il treno della compagnia Keihan fino alla stazione di Gion Shijo e camminare circa tre minuti; oppure il treno della compagnia Hankyu fino alla stazione di Kawaramachi e camminare circa dieci minuti. Vicino c’è un parcheggio a pagamento, ma non c’è un parcheggio per le biciclette.

 

 

Yoroken

Yuri Kamakura, Akane kaneta

 

yoroken dolci

I daifuku in vetrina

Yoroken è un vecchio negozio di daifukuDSC_2568DSC_2568
Daifuku è un tipo di wagashi (dolci giapponesi) che consiste di pasta di riso (mochi) usualmente ripiena di marmellata di fagioli azuki (an).

Ma da Yoroken è popolare il daifuku ripieno di frutta invece che di marmellata di azuki. In particolare è molto rinomato il daifuku con ripieno di mandarini (mikan), che, essendo molto succosi, conferiscono al dolce un ottimo sapore.

interno Yoroken

L’interno del negozio

 

daifuku_itarian

Italian daifuku

daifuku_mikan

Daifuku all’arancia

 

 

 

 

 

 

 

La frutta del ripieno cambia a seconda della stagione. Per esempio, in estate ci sono il mirtillo, il kiwi, l’arancia, l’ananas (ananas) e il “daifuku italiano” con il pomodorino.

 

Noi abbiamo scelto di mangiare il daifuku al kiwi e quello alla crema di mango. Sono molto aromatici e buonissimi!!!

Se venite a Kyoto non mancate di provare i deliziosi daifuku all frutta di Yoroken.

autrici dell'articolo

Le autorici con daifuku al kiwi e alla crema di mango

kiwi e crema di mango

I daifuku che abbiamo scelto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

esterno Yoroken

L’esterno del negozio

INDIRIZZO: Mibunishidoinouchicho 21, Nakagyouku, Kyotoshi

604-8847

ACCESSO : Ci si può arrivare facilmente con i treni delle compagnie Keifuku o Hanshin, scendendo alla stazione di Saiin. Dista un minuto a piedi dalla stazione.

URL:  http://kyoto-yoroken.com/access.html

ORARIO DI APERTURA:  9:00~18:00

GIORNI DI CHIUSURA :  martedì, giovedì

 

Le caramelle alle verdure kyoyasai

Anna Watanabe, Fumika Matsushita

 

Avete mai sentito parlare di kyoyasai?
Kyoyasai sono le verdure prodotte tradizionalmente a Kyoto, che si usano sempre per kyoryori, la cucina tipica della zona di Kyoto. Ma non solo: recentemente si fanno con kyoyasai anche torte e marmellate.

Vi presentiamo un nuovo modo di mangiare kyoyasai: le caramelle.

Gion Abeya è un negozio famoso per le caramelle alle verdure kyoyasai.
In origine vendeva zucchero all’ingrosso.
Un giorno il proprietario di Abeya visitò l’orto di un amico, in cui si praticava la coltivazione con concime organico.
Vedendo molta verdura che rimaneva invenduta, pur potendo essere benissimo mangiata, pensò a come si sarebbe potuto utilizzarla. Così iniziò a produrre caramelle. Ancor oggi la sua speranza è che la gente che abita lontano da Kyoto e i bambini a cui non piacciono le verdure possano gustare kyoyasai con piacere.

IMG_2174 Oggi ci sono sette gusti:
Shogoin daikon,
Kintoki ninjin,
Kujo negi,
Shishigatani kabocha,
Kamo tomato,
Tanba kuri,
Tanba kuromame.
Provateli tutti!

 

Gion Abeya dà molta importanza agli ingredienti e alla ricetta delle caramelle. Per quanto riguarda i primi, usa ortaggi biologici e zucchero selezionato da tutto il Giappone, da cui elimina le impurità. Poi utilizza coloranti naturali delle verdure, anziché quelli alimentari artificiali. In quanto alla ricetta, è molto semplice: cuoce il pesto dell’ortaggio, aggiunge lo zucchero, lo sciroppo di amido ed erbe appena prima che bruci e mescola il tutto. La ricetta varia un po’ a seconda delle specie di ortaggio, ma la base è questa. In questo modo sono prodotte caramelle salutari che lasciano in bocca il sapore degli ortaggi.

 

Kamo tomato è il più popolare dei sette gusti. La caramella di kamo tomato ha la dolcezza dei pomodori maturi e si dice che anche molte persone a cui non piace il pomodoro possano mangiarla.

Quanto alla caramella di kujo negi, le opinioni si dividono. Ci sono quelli a cui non piace molto, e chi ne compra dieci confezioni alla volta. Fare buone caramelle con kujo negi, una specie di porro giapponese, è molto difficile, perché ha un gusto particolare, quindi ci sono voluti due anni prima di metterle in commercio.

La caramella di kintoki ninjin è stata prodotta per i bambini a cui non piacciono le carote. Per fare una buona caramella, Abeya l’ha fatta provare molte volte ai bambini delle scuole elementari e ai loro genitori, e procedendo per tentativi finalmente è riuscito a commercializzarla. Questa caramella ha un gusto fruttato, perché contiene succo di mela per attenuare il sapore della carota.

 

Le caramelle fatte con le verdure kyoyasai da Gion Abeya sono salutari e gustose. Perché non provate a mangiarle?

 

 

 

あべや 店舗image

☆Dove si trova Gion Abeya ?

INDIRIZZO : Higashiyamaku, Yasaka shinmachi,

Tominagacho 107,  Abebiru

〒605-0078    Kyoto

 

URL:   http://www.gion-abeya.jp/

GIORNI DI CHIUSURA :   lunedì , martedì , mercoledì

ORARIO DI APERTURA :   11:00-17:00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kawadoko (cene estive all’aperto lungo i fiumi)

 

Kawadoko significa letteralmente ‘letto di ruscello’, ma è un’espressione che indica la tradizione estiva di passare il tempo cercando un po’ di frescura nella calda e umida estate di Kyoto.

Sopra delle piattaforme montate sulla superficie dell’acqua o lungo le rive, si gustano piatti tipici dell’estate e il sakè. È un passatempo popolare.

Kamogawa, Kibune e Takao sono tutti fiumi famosi, ognuno con kawadoko che hanno caratteristiche diverse.

In particolare la storia del kawadoko del fiume Kamogawa è antica: dopo numerose battaglie, grazie alla ricostruzione dei ponti Sanjo e Gojo da parte di Toyotomi Hideyoshi nel XVI secolo, il lungofiume del Kamogawa si popolò di visitatori e di negozi ambulanti. I ricchi sistemarono dei sedili sul guado e sui banchi di sabbia, e apparvero bancarelle e negozi di tè. Questo è stato l’inizio della tradizione dei ‘letti di ruscello’.

Nel periodo Edo, in seguito alla costruzione di muri di pietra e di argini, sono diventati centri di divertimento, particolarmente animati durante la festa di Gion.

turismo a Kyoto periodo Edo

“Giri turistici a Kyoto nel periodo Edo, scena pittoresca” disegno di Shirahata Youzaburou

 

 

Kawadoko del Kamogawakamogawa

Le piattaforme sono situate tra i ponti Nijo e Gojo.

La loro attrattiva è l’abbondanza e varietà di locali: cucina di Kyoto, cucina cinese, italiana, ristoranti di carne ai ferri e bar.

Per questo sono consigliati ai giovani e ai visitatori venuti a Kyoto per la prima volta.

Si possono gustare i cibi nella fresca brezza del fiume, a contatto con la natura.

 

 

Kawadoko del Takao

La zona di Takao, luogo famoso per gli aceri, è più fresca di 3-5 gradi rispetto al centro di Kyoto, e fin dal passato è conosciuta come un paradiso estivo.

Le passerelle, costruite in modo da sporgere sul fiume che scorre con i suoi bianchi spruzzi d’acqua, hanno il tetto, che protegge dai forti raggi del sole ma anche dalla pioggia.

Inoltre ogni anno tra la metà di giugno e l’inizio di luglio si possono vedere anche le lucciole Genji, una specie protetta.

takao

 

 

Kawadoko del Kibune

I kawadoko del Kibune hanno origine nel periodo Taisho.

Si narra che quando gli asceti si riposavano nel fiume per rinfrescarsi e lavarsi i piedi, c’erano persone che servivano loro cibo e tè.

Kibune è soprannominato “il salotto buono di Kyoto”.

Le passerelle sono montate a un’altezza quasi a sfiorare la superficie dell’acqua, proprio come se fossero dei condizionatori d’aria naturali!

La corrente fredda del fiume trasmette una piacevole sensazione di fresco.

In una natura lussureggiante ricca di alberi, anche l’animo troverà ristoro.

 

kibune

 

 

*Periodo e orario di apertura variano in base ai posti.

*Spesa indicativa:¥5000~

Cerimonia del tè

Mei Kumamura,  Atsuko Fujii

 

Cerimonia del tè

La cerimonia del tè fin dal passato è un modo per godere il tè e si svolge in varie maniere, derivate dallo stile wabi cha, ideato da Sen no Rikyu. ll modo in cui si beve il tè è molto semplice, e si eliminano tutte le cose superflue: le tazze utilizzate, ad esempio, non sono così preziose come quelle cinesi. Wabi è un concetto estetico tipico della cultura giapponese.

 

Scuole

Oggi ci sono quattro scuole di tè a Kyoto: scuola Omote senke, scuola Ura senke, scuola Mushakouji senke, scuola Yabunouchi. La caratteristica di quest’ultima è il comportamento virile. Inoltre il suo fondatore era in ottimi rapporti con Sen no Rikyu e ne ha ricevuto direttamente gli insegnamenti. Per questo motivo la scuola Yabunouchi ha ereditato l’arte del tè di Sen no Rikyu.

Utensili per il tè  

 

photo1 (1)          photo1

① Sensu

Ventaglio che si pone davanti alle ginocchia.

Quest’azione traccia una linea di demarcazione fra se stessi e gli altri

e simboleggia la modestia.

② Fukusa

Fazzoletto di seta che si usa per purificare il chashaku e il chaki.

La persona che prepara il tè dopo averlo usato lo infila nella cintura del kimono (obi).

③ Kaishi

Blocchetto di fogli di carta giapponese su cui servire i dolci.

④ Kashikiri

Forchettina per mangiare i dolci.

Quando non si usa, la si infila nel kaishi.

⑤ Chashaku

Utensile a forma di cucchiaio per prendere il tè in polvere.

⑥ Chasen

Si usa per mescolare il tè facendo la schiuma.

⑦ Kensui

Recipiente per gettare l’acqua usata e l’acqua calda.

⑧ Chawan

Ciotola in cui si beve il tè.

⑨ Hishaku

Mestolo utilizzato per prendere l’acqua e l’acqua calda.

 

Abbiamo provato la cerimonia del tè

della scuola Yabunouchi nel negozio di tè

 Bikouen vicino al tempio Nishihonganji.

 

 

① Ci sediamo sul pavimento di tatami e, guardando la nicchia cerimoniale tipica delle case giapponesi tradizionali (tokonoma), diventiamo consapevoli della stagione.

La nicchia è adornata con il kakejiku (calligrafia su un rotolo di carta) appeso alla parete, un fiore di stagione e un bastoncino d’incenso.

 

photo1 (3)

② Prima di tutto, mangiamo il dolce principale e beviamo il tè denso, fatto con 3~4 dosi di chashaku e di colore verde scuro.

Spostiamo il dolce principale  dal piattino al kaishi. Tutti i presenti bevono tre sorsi e mezzo da un’unica tazza. Riguardo al modo di bere, si posa la tazza sul fukusa e si sollevano tutti e due insieme, poi, quando si beve, bisogna evitare la parte frontale della tazza. Infine si pulisce la parte da cui abbiamo bevuto con il kaishi.

 

photo8 (1) photo3      photo4

③ Poi mangiamo il dolce giapponese secco e beviamo il tè leggero.

Se ne beve una tazza ciascuno. Prendiamo in mano la tazza e la giriamo due volte in senso orario, infine beviamo dopo aver sollevato in alto la tazza una volta.

photo7 (1)      photo7      photo8

Lo stile varia leggermente da scuola a scuola.

 Provate la cerimonia del tè quando venite a Kyoto!

 

Museo Internazionale dei Manga di Kyoto

Ayane Okubo, Kyoko Kasami

 Il Museo Internazionale dei Manga di Kyoto è nato dalla cooperazione tra la città di Kyoto e l’Università Seika di Kyoto in cui esiste una Facoltà di Manga. Originariamente l’edificio era la sede della scuola elementare di Tatsuike, però col tempo gli scolari sono diminuiti, e la scuola ha dovuto chiudere definitivamente. Ancora oggi all’esterno si possono vedere elementi che appartenevano alla vecchia scuola elementare, come parti degli edifici e gli alberi di ciliegio.

Museo Manga Kyoto

L’esterno del museo

 

Il museo svolge tre funzioni principali: è una biblioteca dove si possono leggere liberamente i manga; è un museo nel senso stretto del termine, ossia una galleria per l’esposizione dei manga (soprattutto al primo piano); è un centro di ricerca, sede del Centro Studi Internazionale sui Manga dell’Università Seika di Kyoto e dell’ufficio della Società dei Fumetti Giapponesi.

 

P1010266P1010300

All’interno c’è la biblioteca per bambini in cui si trovano tremila libri illustrati. Si entra a piedi scalzi, e i bambini possono leggere i libri illustrati in libertà come a casa propria. (In Giappone si entra nelle case a piedi scalzi). Anche gli adulti possono entrare, e quindi tutta la famiglia può passarvi il tempo piacevolmente.

 

P1010249P1010226

Nel museo si può vedere Kamishibai, un teatrino ambulante in cui il racconto viene accompagnato da illustrazioni su carta. Kamishibai è una delle forme di intrattenimento tradizionali del Giappone, ed è l’origine dei manga e dei cartoni animati. Alcuni famosi fumettisti, come ad esempio Shigeru Mizuki, prima di diventare fumettisti disegnavano le illustrazioni di Kamishibai. Una delle opere più popolari, famosa anche all’estero, è Fantaman. Al museo il narratore di Kamishibai vende anche dagashi, merendine giapponesi di una volta.

Orari degli spettacoli:

lunedì-venerdì sabato-domenica
mattina 11:30
pomeriggio 14:00 12:00
13:3
15:00

 

tavole fumetti

Nel museo ci sono cinque sale per l’esposizione dei manga. La sala principale ospita l’esposizione permanente, mentre le altre quattro ospitano mostre speciali o a tema, e cambiano tre o quattro volte all’anno. Nelle esposizioni si possono vedere le tavole originali dei fumetti, che sono molto importanti per comprendere le intenzioni dell’autore, e  forniscono materiali di studio indispensabili per gli aspiranti fumettisti. Nelle foto sopra si vede la mostra “43 anni, 18000 tavole. Tutte le tavole originali di Tsuchida Seiki”  che era in corso quando abbiamo visitato il museo. Le tavole erano esposte sulle pareti e sul pavimento. Il contenuto delle esposizioni è vario: ad esempio, in passato ci sono state esposizioni di costumi creati imitando quelli dei personaggi dei manga.

Nel museo sono conservati circa trecentomila manga, e se ne possono leggere liberamente circa quarantamila. Nella “parete dei manga” sono raccolti manga a partire dal 1970. Il pianoterra è per i manga per ragazzi, il primo piano per quelli per ragazze. Il secondo piano è per i giovani adulti. Ad ogni piano ci sono cataloghi elettronici per la ricerca delle opere.

libreria manga

La “parete dei manga”

 

Al museo nei fine settimana si tengono corsi di disegno e colorazione dei manga. (Per i corsi di gruppo è necessaria la prenotazione.) Inoltre tutti i giorni si possono usare liberamente i computer per creare fumetti. E c’è l’angolo “bottega dei manga”, dove si possono vedere fumettisti professionisti al lavoro e fargli domande. Due o tre volte al mese si tengono anche eventi di cosplay (si veda il sito internet per i dettagli).
Inoltre c’è un angolo dove ci si può far fare il ritratto (giovedì, sabato, domenica e giorni festivi, dalle 11:00 alle 17:00; una persona 1000 yen, due 1800 yen, tre 2500 yen).

esibizione manga

La bottega dei manga

 

C’è naturalmente un negozio di souvenir dove si possono comprare tanti oggetti legati al mondo dei manga. Fra i visitatori italiani è molto popolare tenugui, un asciugamano giapponese, con motivi del manga Mazinga-Z. C’è un caffè ristorante sulle cui parete si vedono le firme di tanti fumettisti famosi, e alla ricezione c’è una signora che parla italiano!

Informazioni per la visita

• apertura: lunedì – domenica (10:00-18:00; ammissione visitatori fino alle 17:30)
• il mercoledì è chiuso
• biglietto: adulti 800 yen/ scuola media, liceo 300 yen/ scuola elementare 100yen

Indirizzo

Karasuma-Oike, Nakagyo-ku, Kyoto 604-0846 Giappone
Tel: +8175-254-7414
Fax: +8175-254-7424

Accesso
Prendete la metropolitana e scendete alla stazione di Karasumaoike. Potete prendere la metropolitana dalla stazione JR di Kyoto, dalla stazione Hankyu di Karasuma e dalla stazione Keihan di Keihansanjo.

※ Nel museo non si possono fare foto. Noi abbiamo ottenuto un permesso speciale per fotografare all’interno. ※

 

storia manga

La sala principale è molto grande, e alle pareti sono esposti i capolavori della storia dei manga. Al centro ci sono sezioni in cui il mondo dei manga è presentato da vari punti di vista: storico, economico, ecc.

 

disegni aiko

Sulle pareti dei corridoi del pianoterra e del primo piano si trova l’esposizione di cento disegni di Maiko (le giovani geisha). Ce n’è qualcuna che vi piace?

 

fumetti del momento

Scaffali con i manga popolari al momento.

 

manga internazionali

Nell’angolo “Esposizione Internazionale di Manga” ci sono fumetti stranieri

 

museo manga prato

Nelle belle giornate si possono leggere i manga sdraiati sull’erba

 

fenice tezuka osamu

©Tezuka Productions: Hi no Tori (la fenice) Riproduzione di un personaggio dei manga Osamu Tezuka, realizzata in legno con le tecniche tradizionali dell’artigianato buddista di Kyoto. Gli occhi sono di vetro.

 

Yatsuhashian KAKEHASHI

Ami Ikeda, Shiori Ikeda

 

Yatsuhashi è uno dei dolci giapponesi tradizionali che rappresentano Kyoto, e sono spesso comprati e regalati come souvenir di Kyoto.

Gli yatsuhashi sono fatti usando farina di riso, zucchero e cannella come ingredienti. Ci sono sia gli yatsuhashi cotti, sia gli yatsuhashi crudi (nama yatsuhashi), cioè yatsuhashi ottenuti semplicemente cuocendo a vapore l’impasto.

L’esterno del negozio Yatsuhashian Kakehashi

 

Ci sono tanti negozi di yatsuhashi a Kyoto, ma ve ne vogliamo presantare uno che si trova vicino alla stazione di Nishikyogoku della linea Hankyu, e che si chiama Yatsuhashian Kakehashi. Al pianterreno c’è una buvetta dove si possono mangiare buffet di vari tipi di piatti tradizionali di Kyoto ed esperire la tradizione gastronomica giapponese.

Il locale dove si possono degustare i piatti tipici giapponesi

 

Le teche dei souvenir

 

Potete inoltre comprare un souvenir di Kyoto da portare con voi quando tornate in Italia.

~Menu della buvetta~

・Yatsuhashi → 840~1260 yen per 50 minuti

・Daifuku di fragola → 1365 yen per 50minuti

(Il daifuku è un dolce di riso farcito con marmellata di fagioli.)

Daifuku di fragola

 

・Tofu → 1260 yen per 60minuti

・Manju di verdura → 1200 yen per 50minuti

(Il manju è una specie di gnocchetto di pasta di riso bollita con ripieno, dolce o salato.)

 

Per mangiare il buffet bisogna prenotare, per telefono o tramite internet.

 

~Indirizzo~

Kyotoshi, Ukyouku, Nishikyogokuguncho 8

TEL. : 075-316-0415 / FAX. : 075-315-9706

E-mail : info@yatuhasian.jp

Sito internet : http://yatuhasian.jp/about/

 

Per arrivarci ci vogliono circa 15 minuti dalla stazione di Nishikyougoku della linea ferroviaria Hankyu.

Cafe Buzz

da Rikako Ono & Yurika Kusano

Il Cafe Buzz è un locale specializzato in shiratama-dango. Prima vi  vogliamo parlare di shiratama-dango e wa-sanbon, che si usa sempre in questo negozio, poi vi presentiamo il menu.

Shiratama-dango

Shiratama-dango sono gnocchi di farina di riso. La farina per shiratama è un tipo di farina di riso, fatta con il riso che si usa per la farina dei mochi, seguendo però un diverso processo di lavorazione.

Come si fa la farina dei mochi

Si lava con l’acqua il riso per mochi, si fa asciugare, poi si macina e si fa seccare.

Come si fa la farina per shiratama

Si lava con l’acqua il riso per mochi, lo si mette a bagno nell’acqua, si macina il riso nell’acqua, lo si fa andare a fondo, e poi si fa seccare. Si macina poi ancora più finemente per ottenere la farina e lo si fa seccare.

In confronto alla farina per mochi, la farina per shiratama richiede più tempo di lavorazione. Quindi questi gnocchi di riso cotti a vapore diventano molto lisci. La farina per shiratama si è diffusa in Giappone durante l’epoca Edo, quando anche la gente del popolo è diventata capace di comprare alimentari prima rari come lo zucchero e la marmellata di fagioli azuki.

Wa-sanbon

“Wa-sanbon” è una specie di zucchero che si produce tradizionalmente, sopratutto nelle prefetture di Kagawa e di Tokushima, ecc. Lo zucchero originariamente importato dalla Cina si chiamava kara-sanbon (zucchero cinese), e quindi quando si cominciò a produrlo anche in Giappone lo si chiamò wa-sanbon, cioè “zucchero giapponese”.

Processo di lavorazione:

La materia prima di wa-sanbon è la canna da zucchero, in particolare un tipo chiamato chikuto (letteralmente “zucchero di bambù). Dopo che si è spremuta la canna da zucchero raccolta a fine autunno, si neutralizza il succo ottenuto facendolo reagire con la calce, poi lo si filtra e lo si fa cristallizzare. Si impasta il prodotto che risulta, chiamato shiroshitato, con acqua in un vassoio, e lo si macina finemente per ottenere i grani di zucchero (questo processo si chiama togi). In seguito si mette lo zucchero in un tessuto di lino, lo si depone in un’apposito contenitore chiamato oshibune (un tipo di imbarcazione, ma si può tradurre letteralmente come “vascello per comprimere”), dove viene compattato con dei pesi. Il processo è ripetuto alcune volte, a alla fine lo zucchero viene fatto seccare per una settimana, dopodiché il prodotto è completo.

Il nome wa-sanbon deriva deriva dal fatto che la lavorazione chiamata togi viene fatta tre volte su un vassoio (sanbon significa letteralmente “tre vassoi”). Tuttavia recentemente sia togi sia il compattamento con oshibune si fanno più di cinque volte per aumentare la bianchezza del prodotto.

Grazie a questo processo di lavorazione, wa-sanbon ha una grana simile allo zucchero in polvere, una dolcezza non eccessiva e un buon retrogusto. Ma siccome, oltre a richiedere una lavorazione lunga e complessa, lo si produce solo nei periodi di bassa tempuratura, wa-sanbon è considerato un prodotto di lusso.

Il menu di Cafe Bazz

Il menu

In questa foto si vede tè verde in polvere e dango con kazari-e. Il tè non è molto amaro e si beve senza problemi. I piatti con cui si servono i prodotti sono decorati con un disegno fatto con lo zucchero wa-sanbon, che rappresenta una scena tipica della Kyoto tradizionale. Questi disegni si chiamano Kyo-kazari-e (“disegni ornamentali di Kyoto”).
In questa foto si vede Il dango spalmato di wa-sanbon. Anche se è un peccato, il dango si deve mangiare spalmato nello zucchero della decorazione.Ci sono anche piatti senza kazari-e, ma vi raccomandiamo vivamente di scegliere quelli decorati!
zuppa di fagioli rossi In questa foto si vede shiruko, la zuppa di fagioli rossi dolci con shiratama-dango, servita in un piatto con un kazari-e che rappresenta una maiko (vedi sotto), e con contorno di tsukemono (ortaggi in salamoia tradizionali) tipici di Kyoto.
Questo locale è uno dei preferiti dalle maiko, le giovani geishe di Kyoto, e alla parete sono appesi ventagli usati dalle maiko come biglietti da visita. Non mancate di contemplare questa scena tipica della Kyoto tradizionale!
Inoltre nel locale c’è un angolo dove sono esposti vari oggetti ornamentali fatti a mano, come ad esempio pendagli, tazze da tè verde in polvere ecc. Il tè verde in polvere (maccha) del locale si puòbere in queste tazze.

Accesso

Ci sono 28 posti a sedere, e il personale può comunicare in inglese con gli stranieri. Non c’è parcheggio, ed è vietato fumare in tutto il locale.

INDIRIZZO: Gojobashihigashi 6-538-37, Higashiyamaku, Kyotoshi 605-0846

TELEFONO: 075-525-0100

ACCESSO: Si prende l’autobus numero 100 dalla stazione JR di Kyoto, si scende alla fermata di Gojozaka e si cammina per 7 minuti. Oppure si scende alla stazione di Kiyomizugojoeki della linea ferroviaria Keihan di Keihandentetsu e si cammina per 13 minuti.

ORARIO DI APERTURA: 10.30-18.00 (Quando shiratama-dango è esaurito il negozio chiude.)

GIORNO DI CHIUSURA: martedì