Sette meraviglie del Kiyomizudera

August 17, 2019

Reno Mitani e Yuta Morioka 

 

Vi presentiamo le sette meraviglie del tempio Kiyomizudera.

Il Kiyomizudera è una delle attrazioni turistiche più famose a Kyoto. È un tempio buddista costruito nell’anno 788 d.C. Per poterlo apprezzare appieno quando lo si visita, è opportuno conoscere le cosiddette “sette meraviglie”, sette caratteristiche architettoniche o sculturee che lo rendono unico e molto interesasante. Conoscendole, la nostra visita al tempio risulterà senz’altro più fruttuosa.

La prima meraviglia sono i cani-leoni (komainu) di pietra posti a guardia dell’ingresso del tempio. Si vedono spesso nei santuari scintoisti e in alcuni templi budddisti, e hanno la funzione simbolica di proteggere il luogo sacro dalle influenze malefiche. Essendo posti all’ingresso, simboleggiano anche l’inizio e l’origine.

La seconda meraviglia è un foro sul lato destro del portale d’ingresso, largo circa quanto un dito. Appoggiandovi l’orecchio si sente un suono peculiare.

La terza è il baldacchino che protegge la campana sul lato sinistro dell’ingresso. Di solito i baldacchini per le campane sono sorretti da quattro colonne, ma questo è sorretto da sei colonne.

baldacchino campana kiyomizudera

la campana all’ingresso del tempio

La quarta meraviglia sono le sculture di draghi posto negli angoli sudorientali dei tre tetti della pagoda a tre piani. I draghi sono su ogni piano, ma solo in questa direzione.

La quinta è la lanterna di pietra sul lato occidentale del tempio, sulla cui superfice è scolpita a bassorilievo una tigre accovacciata dallo sguardo penetrante.

tigre lanterna kiyomizudera

la lanterna di pietra con la tigre

 

 La sesta è una pietra posta davanti allo storico padiglione Asakurado, su cui sono scolpite le impronte di due piedi lunghi 50 centimetri.

La settima meraviglia è il famoso è il palco costruito di fronte al padiglione principale. Si tratta di una struttura sopraelevata sorretta da un’intelaiatura in legno di 13 metri che non ha paragoni nell’architettura buddista e rende l’immagine del Kiyomizudera riconoscibile a prima vista. La struttura è stata costruita con tronchi di alberi di 400 anni di età, e dimostra la grande maestria dei carpentieri che la realizzarono quasi 1300 anni fa.

palco kiyomizudera

il famoso palco sopraelevato

Molti turisti stranieri che visitano il Kiyomizudera non conoscono queste sette meraviglie, e di conseguenza la loro visita è meno interessante di quello che potrebbe essere. Ora che voi le conoscete, cercatele quando andate a visitare il Kiyomizudera.

 

La cultura del periodo del Ginkaku-ji

Yuta Morioka e Reno Mitani

Vi vogliamo parlare della cultura del periodo in cui il tempio Ginkaku-ji (il Tempio del padiglione d’argento) è stato costruito.

Innanzitutto, avete mai visto il Ginkaku-ji?

È uno dei monumenti più famosi e visitati di Kyoto, ed è stato costruito nel 1490. Il nome ufficiale è Higashiyama Jishojii, ma viene comunemente chiamato Tempio del padiglione d’argento.

A questo proposito, chi lo vede si pone spesso una domanda: l’altro famoso tempio con padiglione di Kyoto è chiamato Kinkaku-ji, cioè Tempio del padiglione d’oro, perché il padiglione è effettivamente ricoperto d’oro; perché invece il Tempio del padiglione d’argento è chiamato così, visto che il suo padiglione non è ricoperto d’argento?

Ci sono due teorie principali.

Secondo la prima teoria, il motivo sono state difficoltà finanziarie.

Siccome fu dopo una ribellione, lo shogunato (il governo militare del Giappone che allora aveva sede a Kyoto) aveva pochi soldi, quindi non aveva i fondi per le lamine d’argento che avrebbero dovuto ricoprire il padiglione secondo il piano originario.

Secondo l’altra teoria, invece, il padiglione è stato volutamente lasciato in legno perché si voleva costruire un edificio di eleganza sobria e semplice. Essendo meno vistoso del Padiglione d’oro, sarebbe quindi stato chiamato Padiglione d’argento.

La cultura del periodo in cui il Ginakaku-ji è stato construito è chiamata cultura di Higashiyama, dal nome della zona in cui sorge il tempio. Questa cultura è importantissima nella storia culturale e artistica del Giappone, poiché molte delle idee estetiche e delle arti tradizionali giapponesi sono nate o sono state sviluppate e codificate proprio in questo periodo, Per esempio, i concetti estetici di wabi e sabi e la famosa cerimonia del tè sono prodotti della cultura di Higashiyama.

L’estetica del wbu sabi è tipica della cultura giapponese tradizionale. Si basa su un’idea di bellezza semplice e transitoria, ispirata alle idee buddiste sulla natura impermanente ed effimera della realtà.

Per esempio, in questa estetica vengono apprezzate le incrinature e le irregolarità nelle opere in ceramica, in quanto esprimono il carattere imperfetto e passeggero delle cose e della vita.

La cerimonia del tè è una forma ritualizzata di interazione tra persone, basata sul concetto di omotenashi, che significa prendersi cura degli ospiti.

Ci sono molto regole nella cerimonia del tè, e nelle scuole tradizionali ogni mossa è rigorosamente codificata: per esempio, non si può bere d’un fiato, ma bisogna assaporare il tè a piccoli sorsi.

Ci sono molti posti a Kyoto dove si può sperimetare la cerimonia del tè.

Nel period di Muromachi, un gioco per colpire la marca di tè era popolare.

Anche i giardini di questo periodo sono molto particolari ed interessanti. I più tipici sono i giardini secchi, cioè composti da rocce, ciotoli, sabbia e muschio, senza alberi ed erba. I più famosi sono il giardino del tempio Ryoanji e i molti giardini del complesso di templi del Daitokuji, entrambi a Kyoto.

L’immagine della cultura artistica giapponese creata nel periodo in cui fu costruito il Ginkakuji sopravvive ancora oggi, quindi se volete conoscere la cultura giapponese dovete assolutamente vedere le opere e sperimentare le arti della cultura di Higashiyama.

I tessuti di Nishijin

Abbiamo fatto una ricerca sui tessuti di Nishijin, uno dei prodotti artigianali tradizionali di Kyoto.
Nishijin ha una lunga storia, e la produzione di tessuti tradizionali giapponesi si può fare risalire al periodo Kofun.

A Kyoto non esiste un’area ufficialmente chiamata Nishijn. Nishijin è il nome informale di un’area di circa tre chilometri quadrati, delimitata a nord da via Kitaooji, a sud da via Marutamachi, a est da via Karasuma, e a ovest da via Nishioji. In questa zona sono riunite le ditte artigianali che producono i tessuti noti come Nishijin, e vi si producevano tessuti sin dal periodo Heian. Furono i funzionari del periodo Heian chiamati Oribe no Tsukasa, responsabili dei tessuti usati a corte, a fare radunare gli artigiani tessili più capaci, dando originane alla tradizione di Nishijin.

II tessuti di Nishijin sono tessuti broccati ottenuti intrecciando fili tinti multicolori, e il loro fascino sta nel fatto che i fili policromi permettono la realizzazione di bei motivi ornamentali. La loro produzione richiede una tecnica estremamente raffinata ed è molto lunga e laboriosa, ed è  per questo e per la loro lunga storia che godono di grande fama.
I tessuti di Nishijin sono utilizzati per adornare i carri che si utilizzano al festival di Gion, il più importante festival religioso tradizionale di Kyoto, che è un elemento importantissimo della cultura tradizionale della città,  e questo ha contribuito a renderli una delle arti tradizionali più famose di Kyoto.

Ci sono 12 tecniche fondamentali di tessitura Nishijin, ma ve ne presentiamo tre esempi rappresentativi.

1. Tsudzuri (legatura)
Per delineare il motivo ornamentale con i fili, si intrecciano i fili dell’ordito con un filo della trama da tre a cinque volte più denso dei fili dell’ordito.

2. Tatenishiki (broccato ordito)
Sia il motivo sia lo sfondo broccato sono ottenuti letteralmente usando solo i fili dell’ordito. Se, per esempio, si tratta di un tessuto in tre colori si intrecciano insieme tre fili dell’ordito di tre colori per ottenere un filo multicolore, e in seguito si intrecciano tali fili multicolori per creare il disegno del tessuto.

3. Mojiriori (tessitura intrecciata)
Normalmente i tessuti broccati si ottengono intrecciando i fili dell’ordito paralleli tra loro ad angolo retto con i fili della trama, ma nella tecnica mojiriori si varia la posizione dei fili o dell’ordito a destra e a sinistra rispetto ai fili della trama, in modo da creare degli spazi fra i fili della trama..

Anche se questi e altri tessuti sono chiamati collettivamente tessuti di Nishiki, il modo di produzione è diverso, e questo permette la creazione di una gran varietà di motivi ornamentali.
Ai turisti stranieri che vogliono vedere i tessuti di Nishiki per conscere ed esperire la cultura tradizionale del Giappone e di Kyoto raccomandiamo di visitare Nishijin Ori Kaikan (Nishijin Textile Center).

  • kimono

Il ramen di Men Bistro Nakano

Yuji Yamazaki, Yuto Masuda

Il ramen è un piatto che ormai rappresenta il Giappone nel mondo, ed è conosciuto e apprezzato quasi quanto la pasta.

Il ramen è infatti uno dei piatti più noti della cucina giapponese moderna, insieme al riso al curry e alla cotoletta di maiale. Grazie al boom di interesse per il ramen, recentemente le maggiori catene di ristoranti di ramen giapponesi hanno aumentato il numero di filiali all’estero.

 

〇La storia del Ramen

1697: Secondo una tradizione, Mito Komon è il primo giapponese a mangiare gli spaghetti cinesi. Il letterato confuciano cinese Zhu Zhiyu (Shu Shunshu nella lettura giapponese) viene in Giappone, e per ringraziare Mito Komon dell’ospitalità gli fa assaggiare una zuppa di tagliatelle cinesi di grano. Tuttavia per lungo tempo le tagliatelle cinesi non si diffondono tra la gente comune.

1859: Con l’apertura del paese entrano in Giappone molti stranieri, e con loro arrivano varie cucine di oltreoceano. In seguito a questo fenomeno, le tagliatelle cinesi cominciano a diffondersi in Giappone.

1870: Il primo ristorante cinese del Giappone appere nell’insediamento per stranieri di Yokohama.

1899: Con l’abolizione degli insediamenti per stranieri comincia a diffondersi tra i giapponesi la cucina cinese, compresi i piatti a base di tagliatelle cinesi.

1910: Apre il primo ristorante di ramen giapponese, Rairaiken ad Asakusa, un quartiere nel centro di Tokyo, che unisce i piatti cinesi a base di tagliatelle e la cultura culinaria giapponese.

1923: A causa del grande terremoto del Kanto, i ristoranti di ramen che si trovavano principalmente a Tokyo e Yokohama si spargono in tutto il paese. A causa della distruzione degli edifici, aumenta il numero delle bancarelle, tra cui molti ristoranti di ramen.

1939: Inizia la seconda guerra mondiale e molti ristoranti di ramen devono chiudere. Alcuni di essi riapriranno dopo la fine della guerra.

1945: Dopo la guerra il ramen ricomincia a diffondersi in ogni parte del Giappone.

1958: Viene lanciato sul meracto il primo ramen istantaneo “Nissin Chicken Ramen”. Fino a questo momento il ramen era generalmente chiamato “shina soba” (“tagliatelle cinesi”), ma grazie al ramen istantaneo ora si diffonde il termine “ramen”.

 

〇Il nome del Ramen

La parola giapponese ramen è generalmente scritta “ramen”, ma a volte  è scritta “raumen” e “raamen”. Raramente sono ancora usate le espressioni “soba cinese” e “shina soba”, ma si tratta dello stesso tipo di piatto chiamato con nomi diversi. Non si usa invece più il primo nome dato al ramen in Giappone, “Nankin soba” (tagliatelle di Nanchino).

 

〇I ramen a Kyoto

La preparazione del ramen è diversa nelle varie zone del Giappone, e i ramen mangiati in una particolare area sono chiamati ramen locali.

A Kyoto ci sono molti ristoranti di ramen famosi, in particolare nella zona di Ichijoji-Higashioji nel quartiere di Sakyo-ku. A csusa della competizione fra i vari ristoranti, questa zona è  soprannominata “il campo di battaglia dei ramen”.

〇Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

Vi presentiamo dunque un ristorante di ramen del “campo di battaglia dei ramen”, Men Bistro Nakano, che fa un ramen un po’ particolare. Ha aperto tre anni fa con il nome Shimafukuro (シマフクロウ), e dopo un anno hanno cambiato il nome in Men Bistro Nakano (麺 ビストロ Nakano).

Il brodo di questo ristorante è un brodo alla francese, in quanto sono usate erbe aromatiche usate nella cucina francese per insaporirlo: alloro, bouquet garni ecc. Le erbe aromatiche attenuano il gusto forte della carne e del pesce e danno al brodo un sapore più delicato.

Naturalmente ci sono anche ingredienti tipici della cucina giapponese, per avvicinare il gusto al palato dei giapponesi.

 

Il ramen con salsa di soia nera (黒しょうゆめん)  ¥750

Il ramen con salsa di soia nera (黒しょうゆめん)  ¥750

 

Il ramen con la zuppa pomodoro alla trippa (トリッパ入りとまとめん) ¥900

Il ramen con brodo di pomodoro alla trippa (トリッパ入りとまとめん) ¥900

 

Molto particolare nel menu di Men Bistro Nakano è il ramen con il brodo pomodoro alla trippa, preparato in un brodo di pomodoro al sapore di basilico, e le tagliatelle sono elastiche come l’udon. La trippa è fresca, e il brodo di pomodoro ne attenua il gusto che per alcuni è un po’ sgradevole, quindi hanno un sapore abbastanza delicato. Anche se l’accostamento di ramen e trippa sembra strano a prima vista, mangiandolo non abbiamo avuto nessun problema.

 

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

■Indirizzo

Nishinishikikojicho 269 Nakagyoku Kyotoshi

■Tel.

075-241-0907

■Orario

11:30~15:00 , 18:00~22:00

■Giorno di chiusura

Lunedì

■Sito web

http://menbistronakano.net/001.html

Ninna-ji e le storie ambientate al Ninna-ji

Yoshiki Tanabe, Koga Ohashi

Una mappa storica del Ninnaji

 

Il Ninna-ji (仁和寺)

Il tempio di Ninna si trova a Omuro, circoscrizione di Ukyo, nel Comune di Kyoto. È il tempio principale della eetta buddista Shingon Omuro. È stato edificato nell’ 888 (quarto anno del periodo Ninna secondo il calendario tradizionale).

 

Le strutture architettoniche

Il tempio consiste di sette edifici , due giardini e una costruzione adibita alla cerimonia del tè.

Il parco settentrionale(北庭)

 

Il giardino meridionale(南庭)

 

Un corridoio di collegamento (渡り廊下)

 

La porta dei messaggeri imperiali (勅使門)

 

 

Come arrivarci

Il tempio Ninna si trova nella parte occidentale di Kyoto, e ci si può arrivare con i mezzi pubblici dalla stazione di Kyoto, siccome è troppo lontano per arrivarci a piedi. Il mezzo di trasporto più veloce è il tassì: ci vuole circa mezz’ora e costa circa 2500 yen. Altrimenti ci si può arrivare in treno seguendo vari itinerari: si può prendere la linea Sagano di JR dalla stazione di Kyoto alla stazione di Hanazono e poi camminare per 25 minuti fino al tempio. Bisogna camminare molto, ma costa solo 200 yen. Ci si può andare anche in autobus, prendendo il numero 26 dell’azienda municipale (gli autobus di colore verde). Ci vuole 1 ora e costa 230 yen.

 

Storie ambientate al Ninna-ji

 

Yosida Kenko

Il monaco di Ninna-ji (仁和寺にある法師)

“Il monaco di Ninnna-ji ” è una storia compresa nell’opera Tsureduregusa (徒然草 Momenti d’ozio)   scritto dal monaco Kenkohoshi (Yoshida Kenko). Parla di un monaco del tempio di Ninna che vuole visitatare il santuario scintoista di Iwashimizu una volta prima di diventare vecchio. Quando finalmente si decide, va al luogo dove si trova il santuario e visita il santuario di Koura e il tempio buddista di Gokuraku. Durante la visita nota meravigliato che molti pellegrini salgono sulla cima di un monte, ma pensando di avere raggiunto il suo scopo decide di non salire. Al ritorno chiede se qualcuno sa perché tanti pellegrini salgono sul monte, e un monaco gli spiega che il santuario più importante si trova sulla cima del monte, e  lui non essendoci salito è tornato dal pellegrinaggio senza senza veramente fare quello che si era prefisso. Se avesse chiesto prima di partire, il compagno gli avrebbe spiegato la situazione e lui avrebbe potuto realizzzare il suo desiderio. La morale della storia è che nella vita bisogna avere l’umiltà di chiedere e seguire i consigli delle persone più esperte di noi.

Detective Conan

Anche in Italia è noto il Detective di Conan, un famoso personaggio dei manga giapponesi. Nel cartone animato Detective Conan : La mappa del mistero Conan va al Ninna-ji.

 

porta interna Ninnaji

La porta interna (中門)

 

porta tempio ninnaji

La porta dei due re (二王門)

 

Andiamo a Hanamikoji! Una via dove si può percepire l’atmosfera della Kyoto di una volta

Juri kimura, Chisato Koike

 

Volete vedere la Kyoto tradizionale, ma avete poco tempo…

Non sapete dove andare a Kyoto…

 

A chi non sa bene cosa fare per vedere Kyoto, raccomandiamo la strada principale della zona più tradizionale del centro di Kyoto, il quartiere di Gion.

 

Via Hanamikoji è un vicolo lungo circa 1 km.

Ci sono antichi e famosi ristoranti di cucina kyotese e sale da tè frequentate dalle geiko e dalle maiko, le geisha di Kyoto, e tanti altri edifici antichi che ci fanno rivivere il passato.

La strada è stata riparata di recente e ha una bella pavimentazione di pietra, ma dovete fare attenzione alle macchine perché c’è molto traffico.

Andando dritti verso sud potete visitare il tempio Kenninji.

 

ochaya

Sala da te’ (ochaya) a Hanamikoji

 

Cammindo per il centro di Kyoto si possono vedere tanti turisti che guardano e fotografano le maiko. Siccome a Kyoto ci sono tante sale da tè tradizionali (ochaya), con un po’ di fortuna potrete vedere le geiko e le maiko vere!

 

ristorante giapponese Gion

Un ristorante tradizionale a Hanamikoji

 

Ci sono tanti ristoranti famosi per la cucina a base di carne o per i sushi. I prezzi di questi locali sono un po’ cari, ma i piatti tradizionali sono serviti con grande senso estetico, percui sono molto belli oltre a essere buoni. L’atmosfera di questi ristoranti è quella del Giappone di una volta, e ci si possono passare ore piacevoli e rilassate, che diventeranno senz’altro uno dei ricordi più belli del vostro soggiorno in Giappone. Siccome quasi tutti i ristoranti sono spesso al completo, è meglio prenotare molto in anticipo.

 

 

地図

Mappa di Gion con Hanamikoji

 

Per arrivare in via Hanamikoji potete prendere l’autobus municipale (Shibasu) numero 206 e scendere a Gion; il treno della compagnia Keihan fino alla stazione di Gion Shijo e camminare circa tre minuti; oppure il treno della compagnia Hankyu fino alla stazione di Kawaramachi e camminare circa dieci minuti. Vicino c’è un parcheggio a pagamento, ma non c’è un parcheggio per le biciclette.

 

 

L’architettura moderna di stile occidentale

Haruyuki Kambe

A Kyoto ci sono tante opere di architettura in stile occidentale, costruite nei primi decenni dell’epoca della modernizzazione del Giappone. Tuttora conservano l’aspetto di una volta, perché Kyoto non ha subito bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Ancora oggi questi edifici vengono utilizzati come banche, supermercati, biblioteche, negozi e teatri. Soprattutto lungo la strada Sanjo-dori ci sono tante opere di architettura in stile occidentale. Fin dal passato Sanjo-dori è stato un punto importante di viabilità.

Vi presento alcuni edifici tipici delle epoche Meiji, Taisho e Showa.

1. Museo culturale di Kyoto

(in precedenza sede della Banca del Giappone,  succursale di Kyoto )  1906  (Meiji 39)

IMGP0590-2

Costruzione:  Edificio in mattoni

Architetti:  Tatsuno Kingo, Nagano Uhei

È stato edificato da Tatsuno Kingo, celebre architetto giapponese che ha progettato anche la Stazione di Tokyo. Ha adottato una forma tipicamente inglese, sviluppandola in modo originale.

Tatsuno ha lasciato numerosi esempi di architettura in questo stile di mattoni rossi fasciati di bianco, tipico degli edifici all’occidentale di epoca Meiji.

2. Shimpukan

(in precedenza Società telefonica centrale di Kyoto) 1926 (Taisho 15)

587-2

Costruzione: Cemento armato

Architetto: Yoshida Tetsuro

È stato costruito in era Taisho come edificio della Società telefonica.  Nel  periodoTaisho si utilizzava spesso il cemento, quindi questo è un esempio tipico.

Restaurato conservando il muro esterno, adesso è diventato un centro commerciale.

3. Museo civico d’arte di Kyoto

1933 (Showa 8)

595-2

Costruzione:  Cemento armato

Architetto:  Maeda Kenjiro, sezione di Kyoto

Questo palazzo è stato costruito nella forma di una combinazione di stile tradizionale giapponese e architettura occidentale, inserendo elementi in stile giapponese, come il soffitto e l’illuminazione, e, in particolare, un tetto giapponese posto in cima alla struttura in cemento. Lo “stile corona imperiale” era popolare nei primi anni Showa. Una forma che combina l’unicità del Giappone a un modernismo che pone l’enfasi sulla funzionalità.

Come arrivarci:

Edifici 1 e 2:   Stazione Karasuma-Oike

Linea Karasuma o Tozai  (metropolitana di Kyoto)

Edificio 3:   Stazione Higashiyama

Linea Tozai  (metropolitana di Kyoto)

(Tutte le foto sono mie.)

Testo di riferimento: Rakutabi bunko, Kyoto-no kindai kenchiku, Kotokoto, 2008.

Il Ponte di Gojo

Kyoichi Yoneoka, Takuro Yoshimura

Il Ponte di Gojo
Il luogo d’incontro di Ushiwakamaru e Benkei

Vi vogliamo parlare del ponte di Gojo.
Questo ponte ha una lunga storia,
e su di esso ci sono tante leggende e racconti.
Il ponte di Gojo è famoso perché
è il posto in cui si incontrarono Ushiwakamaru e Benkei.
Vi raccontiamo dunque la storia di Ushiwakamaru e Benkei,
due personaggi molto famosi in Giappone.
Durante il periodo Kamakura (1185-1333), volendo rubare mille spade, ogni sera
Benkei, un monaco guerriero di corporatura gigantesca,
cercava spade nella città di Kyoto.
Avendone già rubate 999, aspettava l’occasione per rubare la millesima al ponte di Gojo.
Una notte passò sul ponte Ushiwakamaru, membro del potente clan dei Minamoto, ammantato in un vestito da donna, e i due si affrontarono in duello.
Sopraffatto dall’incredibile agilità di Ushiwakamaru, che poteva saltare su e giù dal parapetto del ponte come un’ uccelino,
Benkei fu sconfitto, e si sottomise a Ushiwakamaryu, diventando suo fedele vassallo .
(Il ponte si trovava allora in una parte diversa di Kyoto.
In seguito fu trasferito da Hideyoshi Toyotomi nel luogo presente.)
Ushiwakamaru cambiò in seguito il proprio nome in Yoshitsune, e combatté a fianco del fido Benkei in una guerra di sei anni contro il clan rivale dei Taira o Heike, comandando la flotta dei Minamoto nella battaglia navale di Dannoura (presso la città di Shimonoseki, nella prefettura di Yamaguchi) contro Taira no Munenori, in cui i Taira furono definitivamente sconfitti.
Grazie alla sconfitta dei Taira, il fratello di Yoshitsune, Minamoto no Yoritomo, fondò il Kamakura Bakufu, il governo di Kamakura incentrato sulla figura dello Shogun, o generalissimo. In seguito però Yoritomo e Yoshitsune combatterono tra di loro, e Yoshitsune e Benkei morirono nella battaglia del fiume Koromo.
La guerra tra i Minamoto e i Taira è molto importante e famosa in Giappone.
Tutti i giapponesi la imparano sui libri di testo a scuola, ed è famosa anche la grande devozione di Benkei per il suo signore Yoshitsune.
Però non sono in molti a conoscere la leggenda dell’incontro tra
Ushiwakamaru e Benkei.

Ushiwakamaru e Benkei

Accesso:

  • È vicinissimo alla Stazione Kiyomizu Gojo della linea ferroviaria Keihan, uscita numero 3.
  • Dalla stazione di Kyoto delle ferrovie JR si prende l’autobus numero 4, 17, oppure 205, e si scende alla fermata Gojo Ohashimae, a cui il ponte è vicinissimo.

Shinsengumi-

Nahoko Asada, Izumi adachi, Haruka Inoue

新撰組



Conoscete lo Shinsengumi?
Era un corpo speciale di polizia formatosi nel 1863 (verso la fine del periodo Edo) per proteggere l’Imperatore e Kyoto da eventuali attacchi.
Esso gode tuttora di grande popolarità in Giappone, e le sue gesta hanno ispirato numerosi romanzi, film, e telefilm.
Lo Shinsengumi è popolare ed appassiona i giapponesi di oggi perché i suoi membri erano samurai di basso rango che con grande tenacia essi sono riusciti a salire fino al più alto gradino della gerarchia sociale in un’epoca in cui ciò era considerato praticamente impossibile.
Essi hanno creduto fino in fondo nei loro ideali, nonostante vivessero in un tempo in cui il futuro del Giappone era incerto. Lo Shinsengumi finirà per venire travolto dai turbolenti eventi verificatisi negli anni successivi, senza mai comunque abbandonare lo spirito del Bushido (il codice d’onore dei samurai). Proprio questo è il segreto della sua popolarità.

Ci sono tanti posti a Kyoto che, per diverse ragioni, sono legati allo “Shinsengumi”.
Vediamone qualcuno.

Tempio di Mibu (Mibudera)




Il tempio di Mibu è stato fondato nell’era Heian (dal 794 al 1185): questo è il luogo in cui, nel marzo 1863, si è formato lo Shinsengumi.
Nei piazzali del tempio, i membri dello Shinsengumi si esercitavano nelle arti militari e nell’uso dei cannoni.
A Soji Okita, un Capitano dello Shinsengumi, piacevano i bambini, e si dice che spesso giocasse con loro nei giardini del tempio.
Ci sono quattro tombe sul tumulo del tempio di Mibu, costruite dagli stessi membri del gruppo e dai loro familiari. Ogni anno il 16 luglio si celebrano funzioni commemorative per i membri dello Shinsengumi, a cui tutti possono partecipare liberamente. Ne vale assolutamente la pena!
Al giorno d’oggi lo Shinsengumi è diventato famoso grazie ai romanzi o alla televisione, e per questo il tempio di Mibu viene spesso associato ad esso. Ogni giorno numerosi appassionati dello Shinsengumi lo visitano.

Come raggiungere il tempio di Mibu:

  • In autobus (servizio urbano): scendere a Mibuderamichi e proseguire verso sud per circa 200 m. lungo via Bojo (坊城).
  • In treno (linea Hankyu): scendere a Omiya e proseguire verso sud per circa 300 m. lungo via Shijo. Prendere poi via Bojo e proseguire ancora verso sud.
  • In treno (linea Arashiyama): scendere a Shijoomiya e seguire le indicazioni per la linea Hankyu.Orari:
  • Tempio di Mibu: aperto dalle 8:00 alle 17:00.
  • Tumulo di Mibu: aperto dalle 8:30 alle 16:30.Non c’è il parcheggio.

    Il Tempio di Nishihongan (Nishihonganji)




    Il Tempio di Nishihongan è conosciuto anche con il nome ufficiale di Ryuukokuzanhongan.
    È stato costruito nell’ epoca Kamakura (nel 1272), e nel Dicembre 1994 è stato dichiarato patrimono culturale dell’umanità. La Sala di Amida, ovvero l’edificio principale del tempio, è larga 45 metri e alta 25, mentre la sala di Goei, molto grande, è larga 48 metri, profonda 62 e alta 29. Durante gli ultimi anni del governo shogunale dei Tokugawa il tempio di Nishihongan divenne la base dello Shinsengumi perché il numero dei suoi membri era arrivato a 150, e nel tempio di Mibu c’era poco spazio per così tante persone. Perciò lo Shinsengumi vi trasferì il proprio quartier generale.
    Durante le esercitazioni con il cannone, i membri dello Shinsengumi sparavano colpi a salve simultaneamente ai rintocchi della campana del tempio, pur sapendo quanto il rombo dei cannoni desse fastidio ai monaci. Un giorno i monaci del tempio di Nishihongan persero la pazienza e mobilitarono il dominio di Aizu, i cui ufficiali ammonirono il capo dello Shinsengumi, Isami Kondo, con le seguenti parole: “ Il rombo dei cannoni nella città di Kyoto è un oltraggio alla Casa Imperiale!” Si dice che da allora lo Shinsengumi abbia smesso di esercitarsi con i cannoni.

    Nel tempio, oltre ai saloni di Amida e Goei, c’è il portale a quattro colonne di Kara, che è decorato con sculture dorate di peonie, leoni ecc. È un portale magnifico, da vedere assolutamente.

  • Come raggiungere il tempio di Nishihongan:
    • In autobus: salire alla stazione JR di Kyoto, e scendere alla fermata dell’autobus Nishihonganji-mae.
    • A piedi: circa15 minuti dalla stazione JR di Kyoto.
    • In taxi: circa 5 minuti dalla stazione JR di Kyoto.
  • Il tempio di Nishihongan apre alle 5:30 o 6:00 e chiude alle 17:00Infine c’è il museo storico di Ryozen, nella circoscrizione di Higashiyama, unico museo in tutto il Giappone in cui sono esposti circa 5000 reperti storici collegati allo Shinsengumi e ad altri personaggi che vissero negli anni a cavallo tra la fine del periodo Edo e la Restaurazione Meiji, avvenuta nel 1868.
  • Come raggiungere il museo storico di Ryozen:
    (Dalla stazione JR o Kintetsu di Kyoto)

      • Salire sull’autobus numero 206 (via Higashiyama) e scendere alla fermata di Kiyomizumichi o Higashiyama yasui. Poi proseguire a piedi per circa 5 minuti.

    (Dalla stazione Hankyu Kawaramachi)

    • Salire sull’autobus numero 207 (via Higashiyama) e scendere alla fermata di Kiyomizudo o Higashiyama yasui. Poi proseguire a piedi per circa 5 minuti, oppure verso est per 20 minuti.
  • Orari: apertura 10:00; chiusura 16:00
  • Giorni di chiusura: il lunedì, gli ultimi e i primi giorni dell’anno.
  • Tariffa d’ingresso: 400 yen (in caso di mostre o eventi speciali: 600 yen)
  • Indirizzo
    Kyoto shi Higashiyama ku Seikanji Ryouzen cho 1

Amanohashidate

Nahoko Asada, Izumi Adachi, Haruka Inoue

★ Amanohashidate

Amanohashidate è un ponte naturale formato da un banco di sabbia che fa parte del Parco di Karakasamatsu, sulla costa della prefettura di Kyoto. È considerato uno dei più bei paesaggi del Giappone.
È lungo 3.6 km, e la larghezza varia tra 20 e 170 metri. Vi crescono circa 8000 alberi di pino.

C’è l’usanza di ammirare Amanohashidate dall’alto di una collina inchinandosi e guardando fra le proprie gambe. Si chiama matanozoki, letteralmente “sbirciare fra le cosce”.
La vista appare a rovescio, come se il ponte fosse sospeso nel cielo (il nome Amanohashidate significa proprio “ponte sospeso nel cielo”). Se ci andate, cercate i piedistalli installati apposta per poter godere della vista migliore e provate a fare matanozoki.
La vista è buona sia dal lato nord sia dal lato sud, e siccome ambedue i lati sono facilmente accessibili, metà dei turisti si recano a nord e metà a sud.
Dal lato nord si può accedere al Parco di Karakasamatsu, e si può comprare dango, un famoso dolciume tradizionale giapponese,
Nel lato sud si trova Amanohashidate View Land, un parco dei divertimenti per bambini.

È facile passare da un lato all’altro perché cè una teleferica.

★ Amanohashidate e Sesshu.

Amanohashidate è conosciuto in tutto in Giappone perchè Sesshu (雪舟, 1420 –1506), un grande artista e monaco buddista zen dell’ epoca Muromachi(1336-1573), lo ha raffigurato in un disegno a inchiostro di china (Amanohashidatezu, 天橋立図), un capolavoro considerato tesoro artistico nazionale conservato al Museo Nazionale di Kyoto.
Si dice che Sesshu abbia dipinto il paesaggio dal punto chiamato oggi “luogo del panorama di Sesshu” (天橋立雪舟観展望休憩所), presso cui si trova un bel santuario scintoista (Shishizakiinazumajinja, 獅子崎稲荷神社) con un portale torii .
Per andarci si può prendere un tassì dalla stazione di Miyazu della linea ferroviaria Kita Kinki Tango. Ci vogliono cinque minuti.

Il tempio Chion

Il tempio Chion (智恩寺) è uno dei tre più famosi templi giapponesi dedicati al bodhisattva Manjushri (Monju, 文殊). È il bodhisattva della saggezza, e perciò vi si recano in pellegrinaggio da tutto il Giappone coloro che vogliono pregare per la riuscita negli studi o nel lavoro, per esempio gli studenti che devono sostenere un esame. Nel padigione principale si trova il famoso motto “tre persone assieme sono sagge come Manjushri” (ossia “due teste sono meglio di una sola”). La facciata del tempio Chion viene chiamata “Ogon kaku” ( padiglione dell’oro) perché all’inizio dell’epoca Edo un imperatore donò dell’oro al tempio.
Vicino al tempio, presso il molo per le imbarcazioni turistiche, si trova una famosa lanterna tradizionale in pietra, chiamata “lanterna dell’anello della saggezza” (知恵の輪灯篭). Secondo la leggenda se si passa attraverso il cerchio della lanterna per tre volte si ottiene la saggezza del bodhisattava. In epoca Edo si accendeva un fuoco all’interno dell’anello, e si dice che avesse la funzione di faro per le navi, oppure che servisse per invocare il dragone, dio della pioggia e dell’acqua.
Si arriva al tempio Chion camminando per tre minuti dalla stazione Amanohashidate della linea ferroviaria Kita Kinki Tango.

★ Feste

Vi presentiamo alcune delle più ìmportanti feste religiose (matsuri 祭り) di Amanohashidate.

Monjudou-debune-sai (文殊堂出船祭): festa per pregare per la sicurezza delle navi. È nata da una leggenda secondo cui Manjushri venne dalla Cina per combattere contro un drago malvagio che provocava violente tempeste sul mare. La leggenda è rappresentata in una danza molto espressiva accompagnata dal suono del gong e del tamburo a cornice giapponese. Si tiene il 24 luglio.
Hono-no-kakehasi (炎の架け橋) : festa propiziatoria per un buon matrimonio che si tiene in luglio. Prima una coppia di fidanzati accende un fuoco, e poi si accendono contemporaneamente 300 torce disposte lungo Amanohashidate. Il ponte di sabbia si staglia illuminato dalle fiamme nella sera nel golfo di Miyazu, e si dice che il ponte unisce i cuori degli innamorati.

★Accesso

Si va in treno dalla Stazione JR Kyoto alla stazione KTR (Kitakinki-Tango) di Miyazu, poi fino alla stazione KTR di Amanohasidate.