Facciamo la raccolta di Goshuin

October 26, 2015

Yuna Yahara, Ayano Tanaka

 

Goshuin, letteralmete “sigillo rosso”, è un’usanza che ha avuto origine nei templi buddisti. In passato si trattava di un timbro commemorativo in inchiostro rosso che si riceveva su un foglio di carta quando si visitava un tempio, ma oggi consiste spesso in una calligrafia scritta al momento. Ogni tempio ha il suo stile particolare, e non ci sono design uguali. Quando visiti un tempio o un santuario scintoista a Kyoto, prova anche tu a farti scrivere una calligrafia commemorativa. Ti spieghiamo come fare:

 

In altro ci sono vari tipi

Ci sono tanti tipi di goshuincho

① Acquista un goshuincho. Il goshuincho è un blocchetto di fogli per la raccolta dei goshuin, venduto in molti templi e santuari schintoisti. Anche il goshuincho è diverso in ogni tempio. Ce ne sono molti tipi, da quelli semplici a quelli elaborati. Prova a comprarne uno al primo tempio che visiti.

②Porta il goshuincho quando visiti un tempio. Per visitare i templi famosi di Kyoto ti suggeriamo di comprare un biglietto giornaliero da 500 yen per l’autobus. Dalla stazione JR di Kyoto si possono visitare facilmente i santuari scintoisti di Shimogamojinja (autobus numero 4 oppure 205), Kamigamojinja (9 oppure 4), Heianjingu (5), Fushimiinaritaisha (con un treno locale di JR). Si possono anche visitare i templi buddisti di Kiyomizudera (206 oppure 100), Kinkakuji (205), Ginkakuji (5), Daikakuzi(28), Toji (20 minuti a piedi dalla stazione)

③Prima di tutto non dimenticare che un tempio è un luogo sacro, quindi non ci si deve andare solo per ricevere i goshuin, ma bisogna visitarlo con lo spirito di un pellegrino. In un tempio buddista, metti un’offerta (in generale basta un moneta da 5 yen) e quietamente congiungi le mani raccogliendoti in preghiera. In un santuario scintoista, metti un’offerta e suona la campanella. Saluta due volte con un inchino e due volte battendo le mani, alla fine fai un inchino a mani congiunte. 

design a seconda dei templi

il design è diverso a seconda dei templi

④Fatti scrivere il goshuin. Porgi il goshuincho dicendo: “KONNICHIWA, ONEGAISHIMASU.” Significa: “Buongiorno, (scriva la calligrafia) per favore”. Aspetta in silenzio che te lo scrivano. Se vuoi fare una fotografia devi chiedere il permesso. Generalmente il costo di un goshuin è 300 yen. Prepara prima le monete, in modo da non avere bisogno del resto. Alla fine non dimenticare di ringraziare dicendo: “ARIGATO GOZAIMASHITA”. Il goshuin si può ricevere in tanti templi e santuari di tutto il Giappone, ma ce ne sono alcuni che non lo danno. Nei templi buddisti in genere ci si deve togliere le scarpe per entrare negli edifici. La cosa più importante è non dimenticare che si tratta di luoghi sacri, quindi bisogni entrarci con animo puro e comportarsi propriamente. Custodisci con cura i goshuin che raccoglierai, ed avrai un magnifico ricordo del tuo viaggio.

raccolta di goshuin

un gosuincho

 

Matuo Taisha

September 27, 2011

Takuro Yoshimura, Koichi Yoneoka


Siamo andati a visitare Matsuo Taisha, chiamato anche Matsunoo Taisha, un santuario che si trova nel quartiere di Sakyoku a Kyoto.
In questo santuario è venerato il dio del sake, il tradizionale liquore di riso giapponese, ed esso è ufficialmente riconosciuto dallo stato giapponese come importante bene culturale.
Siamo andati a vedere due feste tradizionali del santuario (matsuri), la festa di Shinko e la festa di Kanko.
La festa di Shinko si tiene a Matsuo Taisha il 25 aprile, ed è comunemente chiamata festa di Oide (benvenuto). Matsuo Taisha è il più grande santuario del Rakusai, la zona occidentale di Kyoto, tuttavia gli abitanti dell’area di Katsura non sono i suoi ujiko (ujiko significa fedele della divinità locale, cioè del Dio che protegge un territorio e i suoi abitanti).
Prima sei palanchini sacri (mikoshi, santuari portatili) sono portati a spalla dagli ujiko da Matsuo Taisha al ponte di Katsura, poi sono portati sull’altra sponda del fiume su barche dalla villa imperiale Katsura Rikyu. Dopo che tutti i palanchini hanno attraversato il fiume Katsura si tiene una cerimonia religiosa, e i palanchini fanno il giro di vari santuari della zona.
La festa di Kanko invece si tiene in giugno, ed è nota come Okaeri (bentornato) perché consiste nel ritorno dei palanchini sacri al santuario, seguendo un percorso leggermente diverso da quello della festa di Shinko, in quanto non passa attraverso Katsura.
Per gli ujiko è molto difficile mantenere i palanchini in equilibrio mentre li scaricano dalle barche, visto che pesano più di una tonnellata, e il trasbordo è il momento più drammatico della processione, e il culmine della festa. Ci sono circa 200 metri dalla riva del fiume, e mentre i santurari portatili sono trasportati su barche a remi tradizionali, i parrocchiani sono trasportati in barche con motore fuoribordo.
I portatori sollevano il palanchino simultaneamente, seguendo il segnale del caposquadra, e quando il palanchino è sollevato, la barca ritorna all’altra sponda per caricarne un’altro. Per trasportare tutti i sei santuari portatili ci vogliono circa tre ore. In passato gli ujiko probabilmente guadavano il fiume portando il palanchino sacro a spalla. Sarebbe veramente interessante poter vedere il guado del fiume come si svolgeva nei tempi antichi! Le barche che trasportano i santuari portatili passano sotto il ponte per arrivare alla piazza dove viene eseguita una cerimonia religiosa, e in quel momento il ponte è chiuso sia ai veicoli sia ai pedoni.

Mentre portano i santuari portatili a spalla, i fedeli gridano all’unisono “Hoitto!… Hoitto!”, e alzano le gambe come se stessero ballando. Non c’è dubbio che si tratta di una grande prova fisica.
Infine tornano al santuario Matsuo Taisha, per riporre i palanchini nel loro luogo d’appartenenza. Con le ultime energie rimaste, i portatori comunicano al Dio che il palanchino è ritornato al santuario facendolo oscillare su e giù ripetutamente.
Siamo rimasti veramente impressionati dall’energia e dalla forza della performance degli ujiko.
Se venite a Kyoto in aprile o in giugno, non mancate di andare a vedere le feste sacre di Matsuo Taisha!※ Come arrivare a Matsuo Taisha

  • Prendere la linea Hankyu Arashiyama fino alla stazione di Matsuo. Il santuario dista cinque minuti a piedi.

Il santuario scintoista di Yasaka

February 27, 2010

Minami Kudo

八坂神社 (Yasaka jinja)

Il santuario scintoista di Yasaka è uno dei santuari più famosi a Kyoto. Si trova nella zona di Higashiyama all’estremità orientale di via Shijo, vicino all’area di Gion. famosa per le maiko-san e geiko-san, cioè le geishe di Kyoto. La festa di questo santuario è la festa di Gion (祇園祭), una delle cerimonie più maestose e famose di tutto il Giappone.

 

L’origine del santuario

Secondo la leggenda, la creazione del santuario scintoista di Yasaka risale al 656, circa 150 anni prima che la capitale fosse trasferita a Kyoto (allora chiamata Heian-kyo). Da allora in tutto il Giappone sono stati costruiti circa 3000 santuari dedicati agli stessi dei. La festa di Gion ha una storia di più di 1000 anni.
Il santuario è dedicato a vari dei: Susanowonomikoto (素戔嗚尊) , sua moglie Kushiinadahimenomikoto (櫛稲田姫命) e i suoi otto figli, chiamati Yahashiranomikogami (八柱御子神). Susanowonomikoto è un dio potente che compare nella mitologia giapponese: secondo il mito vinse Yamatanoorochi (八岐大蛇), un serpente gigantesco che causava sciagure. In seguito salvò Kushiinadahimenomikoto, dea delle risaie, con grande gioa dei mortali. Quindi molti giapponesi hanno fede nei suoi poteri. Il santuario è stato dedicato principalmente a questi dei a partire dal periodo Meiji; prima vi si praticava una forma mista di buddismo e scintoismo, ed è per questo che vi sono venerate molte divinità. Precedentemente si chiamava Gion-sha (祇園社) o Gion Kanjin-in (祇園感神院), e ha acquisito il suo nome attuale in seguito alla separazione fra buddismo e scintoismo avvenuta nel periodo Meiji.

 

Il santuario della Bellezza 美御前社 (Utsukushi gozensha)

Il recinto sacro (keidai) è spazioso e contiene tanti piccoli santuari. Uno di essi è dedicato a tre dee. Originariamente era dedicato solo a Ichikishimahimenomikoto (市杵島比売命), che è la dea più bella, e nel periodo della mescolanza di buddismo e scintoismo le sono state associate Benzaiten (弁財天), una delle sette divinità cinesi della fortuna (七福神), e Kisshoten (吉祥天), dea del bel volto. Quindi è famoso come santuario della ricchezza, dello spettacolo e della bellezza, e molte donne, incluse le maiko-san, ci vanno a pregare. Davanti alla sala del santuario sgorga un’acqua divina chiamata “acqua di bellezza” (美容水), che ha il potere di procurare non solo la bellezza del corpo ma anche quella dello spirito. Per questo il santuario è visitato per impetrare la bellezza interiore ed esteriore.

Passeggiando nell’ampio recinto sacro di Yasaka jinja, uno dei luoghi sacri più rappresentativi di Kyoto, si possono scoprire tanti altri dei a cui il santuario è dedicato. È molto interessante anche osservare i vari amuleti e tavolette votive che i fedeli acquistano per protezione o per pregare gli dei.

 


Yasaka jinja 八坂神社
Divinità principali:
Susanowonomikoto,
Kushiinadahimenomikoto,
Yahashiranomikogami.
Acceso:
8 minuti a piedi dalla stazione Gion-Shijo di Keihan,
10 minuti a piedi dalla stazione di Kawaramachi di Hankyu,
Si può prendere l’autobus 206 e scendere a Gion.
Tel: 075-561-6615
Sito:http://web.kyoto-inet.or.jp/org/yasaka/

Lo scintoismo

September 27, 2009

Minami Kudo

Il significato dei santuari scintoisti per i giapponesi

Noi giapponesi di solito non siamo consapevoli del carattere religioso dei santuari scintoisti, poiché essi sono parte integrante della nostra vita quotidiana. Per esempio, i santuari scintoisti sono un campo da gioco per i bambini e un luogo per passeggiare o per comprare i dolci nelle bancarelle alle feste. In particolare, non si può parlare di riti di passaggio senza parlare dei santuari scintoisti. I riti e le celebrazioni proncipali che al giorno d’oggi si tengono nei santuari nei giorni propizi (晴れの日) sono:
La preghiera per il parto facile (安産祈願): nel giorno del Cane del quinto mese di gravidanza secondo l’oroscopo cinese si svolge una cerimonia in cui si avvolge la pancia della gestante con un’apposita cintola in cotone, chiamata obi-iwai (帯祝い).
La prima visita del neonato (お宮参り): si va a pregare per la salute e la crescita del bambino e a ringraziare gli dei per il felice esito della gravidanza.
Shichi-go-san (七五三): il 15 novembre si celebra la festa dei bambini di tre e cinque anni e delle bambine di tre e sette anni, per ringraziare gli dei della crescita.
La festa per il campiamento della maggior età (成人式): si comunica agli dei che i bambini sono diventati adulti indossando un abito da cerimonia.
Il matrimonio scintoista (結婚式): ci sono molte coppie che celebrano le nozze secondo il rito scintoista. In genere la sposa indossa un kimono completamente bianco e lo sposo un kimono nero con lo stemma di famiglia e i pantaloni hakama.
La prima visita dell’anno nuovo (初詣): è la visita per pregare per il nuovo anno che si fa tra l’1 e il 7 gennaio. Nel computo tradizionale dell’età, il capodanno è il giorno in cui tutti compiono gli anni.

Le modalità e il significato della visita al santuario

Il torii (鳥居), il tradizionale portale scintoista, è la linea di confine tra il santuario, dimora degli dei, e il mondo terreno dove abitano gli uomini. Prima di passare sotto il torii si fa un inchino in segno di rispetto. Appena entrati c’è il temizuya (手水舎), una sorgente d’acqua per purificarsi prima di compiere la deambulazione rituale. L’abluzione scintoista è molto importante, perché noi giapponesi tradizionalmente aborriamo kegare (l’impurità che accompagna la vita quotidiana), e crediamo che l’abluzione ci consenta di ripristinare la purezza originaria del corpo e dello spirito.
Le modalità della purificazione rituale:
1, Prendere il mestolo con la mano destra, attingere l’acqua e lavarsi la mano sinistra.
2. Passare il mestolo nella mano sinistra e lavarsi la mano destra.
3. Passarlo di nuovo nella mano destra, versare acqua nella mano sinistra e sciacquarsi la bocca.
4. Tenere il mestolo in posizione verticale e fare scorrere l’acqua lungo il manico.
Non si deve toccare il mestolo con la bocca, e la procedura va eseguita con cura attingendo acqua una sola volta.
In seguito sio cammina lungo il sando (参道), la via per il pellegrinaggio, tenendosi ai lati del sentiero perché il centro (正中) è il passaggio per gli dei.
Arrivati allo haiden (拝殿), l’edificio per la preghiera, per prima cosa ci si inchina verso l’edificio prioncipale, honden (本殿).
Le modalità della preghiera:
1. Si inseriscono delicatamente delle monete (l’offerta chiamata saisen 賽銭) nella cassetta delle offerte, si fa tintinnare il sonaglio vicino alla cassetta e si fa un passo indietro.
2. Si fanno due inchini.
3. Si battono le mani due volte e si prega.
4. Si fa un altro un inchino.
Il saisen deve essere inserito delicatamente nella cassetta e non gettato perché in passato consisteva in un’offerta di riso novello appena raccolto. Oggi offriamo delle monete perché sono ugualmente importanti ma più vicine alla nostra esperienza quotidiana. La somma da offrirsi non è fissata, ma molte persone offrono una moneta da cinque yen, in quanto go-en (五円 cinque yen) suona come “buona fortuna” (ご縁).



Ema

Minami Kudo

EMA (絵馬)
Quando si va in un santuario scintoista, si vede un’area dove sono appese tante tavolette di legno. Questa scena puó apparire molto curiosa, ma è comune a ogni santuario scintoista. Che cosa sono queste tavolette di legno? Si chianano ema, e sono tavolette votive che si offrono agli dei per ringraziarli per ascoltare le nostre preghiere. Si scrive un desiderio sul verso della tavoletta e la si offre al santuario. Per esempio, al santuario scintoista di Kitano Tennmangu dedicato al dio degli studi, Sugawarano Michizane, ci sono tanti ema per pregare il successo nello studio.
In generale hanno forma pentagonale, come le stelle, e sulla superficie sono dipinti tanti tipi di immagini. In particolare ci sono tanti ema su cui sono raffigurati gli animali di eto ( 干支 i segni dell’oroscopo nel calendario astrologico cinese).

La storia degli ema

Al giorno d’oggi il disegno degli ema è vario, ma originariamente vi si disegnava un cavallo. Da qui deriva il nome, che significa letteralmente cavallo disegnato. Nell’antichità si usava sacrificare cavalli perché si pensava che il cavallo fosse sacro in quanto mezzo di trasporto degli dei. Nel testo antico Shokunihongii (続日本紀), seguito della famosa narrazione storico-mitologica di Nihonshokii (日本書紀), sono registrate offerte di cavalli alle divinità dell’acqua in periodi di siccità o pioggia torrenziale: per impetrare la pioggia si offriva un cavallo nero, e per fermare la pioggia torrenziale un cavallo rosso. Ma col tempo divenne difficile sacrificare un cavallo vivente, e progressivamente lo si sostituì con modelli di cavalli in legno, in terra o in carta. Si conservano ancora le registrazioni di offerte di ema di carta (色紙絵馬) nel periodo Heian al santuario scintoista di Kitano Tenmangu. Nel successivo periodo Kamakura si cominciarono a raffigurare altri soggetti oltre ai cavalli, e nel periodo Azuchi Momoyama i fedeli facoltosi, per esempio i signori feudali daimyo o i ricchi mercanti, facevano a gara a offrire ema di elevata qualità artistica. Nel periodo Edo diventarono di moda ema più piccoli, e questa è l’origine degli ema usati oggi.
Nell’antichità inoltre gli ema erano offerti per preghiere pubbliche, ma nel periodo Edo le preghiere divennero più personali: la guarigione di una malattia, il parto senza difficoltà, la crescita sana dei bambini e il benessere della famiglia ecc. Nello stesso periodo il disegno degli ema cominciò a essere scelto in relazione al contenuto della preghiera.

Per vedere molti ema, si può visitare Yoshida Jinja (il santuario di Yoshida).
Divinità: Takemikazuchinomikoto
Iwahinushinomikoto
Amenokoyanenomikoto
Himegami
Acceso: si può prendere l’autobus 203 e scendere a Kyodai-Nogakubumae e camminare per 5 minuti, o l’autobus 206 e scendere a Kyodai-Seimonmae e camminare per 5 minuti.
Tel: 075-771-3788
Sito:http://www5.ocn.ne.jp/~yosida/
Blog: http://blogs.yahoo.co.jp/yosidajinnjya

Il santuario di Shimogamo e il rituale scintoista

February 28, 2009

Shuhei Yasuda, Yuki Yoshikawa, Yosuke Isono

Vi presentiamo il santuario scintoista di Shimogamo, un famoso patrimonio culturale dell’umanità a Kyoto.
Il nome vero è Santuario Kamomioya, ma spesso neppure le persone del luogo lo sanno.
Quel nome appare già nel Kojiki, il più antico testo scritto giapponese.
Nel Kojiki si parla del rapporto che il santuario di Shimogamo ha con un altro famoso patrimonio culturale dell’umanità, il santuario di Kamigamo (il vero nome è Santuario Kamowakeikazuchi).
Il santuario di Shimogamo ha una lunga storia e uno stretto rapporto con la vita quotidinana degli abitanti di Kyoto, tanto che non si può parlare delle feste e delle attività religiose a Kyoto senza menzionarlo. In particolare vi si tengono la “festa della malva” e “Yabusame”, una festa in cui arceri a cavallo in costumi tradizionali tirano al bersaglio mentre galoppano.
Per arrivare agli edifici del santuario si attraversa il bosco di Tadasu, una vasta distesa alberata che fa scordare che ci si trova nel bel mezzo di una città.

Il portale (Romon) è ufficialmente riconosciuto come monumento di grande importanza storica nazionale.
Il portale (Romon)

Quando si entra nel tempio per pregare, si devono osservare le buone maniere del rituale scintoista.
Vi vogliamo descrivere le regole rituali che neppure la maggior parte dei giapponesi conoscono bene.

①Prima di passare sotto il portale (torii), ci si inchina leggermente, poi ci si riaggiustano i vestiti

②Andando dal torii al luogo per lavarsi ritualmente le mani (shusuisha) si evita di camminare al centro del sentiero, perché il centro è riservato al Dio.

③Quando si arriva al shusuisha, si fa l’abluzione rituale (misogi) per lavare via le impurità del mondo profano. Ci si deve concentrare per purificare la mente assieme al corpo.

1.Si prende il mestolo di bambù (hishaku) per il manico con la mano destra e si spruzza l’acqua sulla mano sinistra.

2.Si sposta hishaku nella mano sinistra e si spruzza l’acqua sulla mano destra

3.Si riprende hishaku con la mano destra, si versa acqua nella mano sinistra e ci si sciacqua la bocca.

4.Si purifica di nuovo la mano sinistra.

5.Si alza hishaku verticalmente, facendo colare l’acqua rimasta sul manico per purificarlo.

6.Si rimette hishaku al suo posto

④Dopo avere purificato il corpo e la mente con misogi, si accede finalmente al santuario. Anche in questo caso si evita il centro della strada. Quando si arriva davanti all’edificio principale si prega.

1.Ci si inchina leggermente.

2.Stando in piedi davanti all’edificio, si dà un piccolo obolo e poi suona la campanella.

3.Ci si inchina profondamente due volte. L’inchino deve essere a un angolo di 45°e le braccia devono essere diritte ai lati del corpo.

4.Si congiungono i palmi delle mani davanti al petto e si battono le mani due volte muovendo solo la mano destra.

5.Ci si inchina pofondamente una volta.

Questo serie rituale di movimenti si chiama nihai nihaku ippai (due inchini, due battute, un inchino).

A questo punto la preghiera è finita, e nel tempo che si rimane ci si può rilassare ammirando gli edifici antichi e i giardini tradizionali.

L’edificio principale è un tesore artistico nazionale, e i luoghi dove si tengono gli incontri di composizione poetica chiamati saiden o le sedute di cerimonia del tè chiamate chakai sono monumenti di grande importanza storica nazionale.

L’edificio principale Saiden

Quando visitate i santuari di Kyoto, non andate di fretta come fanno tanti turisti, ma provate a pregare e ad ammirare con calma la bellezza antica del Giappone.

Ciao!!

Amanohashidate

February 27, 2009

Nahoko Asada, Izumi Adachi, Haruka Inoue

★ Amanohashidate

Amanohashidate è un ponte naturale formato da un banco di sabbia che fa parte del Parco di Karakasamatsu, sulla costa della prefettura di Kyoto. È considerato uno dei più bei paesaggi del Giappone.
È lungo 3.6 km, e la larghezza varia tra 20 e 170 metri. Vi crescono circa 8000 alberi di pino.

C’è l’usanza di ammirare Amanohashidate dall’alto di una collina inchinandosi e guardando fra le proprie gambe. Si chiama matanozoki, letteralmente “sbirciare fra le cosce”.
La vista appare a rovescio, come se il ponte fosse sospeso nel cielo (il nome Amanohashidate significa proprio “ponte sospeso nel cielo”). Se ci andate, cercate i piedistalli installati apposta per poter godere della vista migliore e provate a fare matanozoki.
La vista è buona sia dal lato nord sia dal lato sud, e siccome ambedue i lati sono facilmente accessibili, metà dei turisti si recano a nord e metà a sud.
Dal lato nord si può accedere al Parco di Karakasamatsu, e si può comprare dango, un famoso dolciume tradizionale giapponese,
Nel lato sud si trova Amanohashidate View Land, un parco dei divertimenti per bambini.

È facile passare da un lato all’altro perché cè una teleferica.

★ Amanohashidate e Sesshu.

Amanohashidate è conosciuto in tutto in Giappone perchè Sesshu (雪舟, 1420 –1506), un grande artista e monaco buddista zen dell’ epoca Muromachi(1336-1573), lo ha raffigurato in un disegno a inchiostro di china (Amanohashidatezu, 天橋立図), un capolavoro considerato tesoro artistico nazionale conservato al Museo Nazionale di Kyoto.
Si dice che Sesshu abbia dipinto il paesaggio dal punto chiamato oggi “luogo del panorama di Sesshu” (天橋立雪舟観展望休憩所), presso cui si trova un bel santuario scintoista (Shishizakiinazumajinja, 獅子崎稲荷神社) con un portale torii .
Per andarci si può prendere un tassì dalla stazione di Miyazu della linea ferroviaria Kita Kinki Tango. Ci vogliono cinque minuti.

Il tempio Chion

Il tempio Chion (智恩寺) è uno dei tre più famosi templi giapponesi dedicati al bodhisattva Manjushri (Monju, 文殊). È il bodhisattva della saggezza, e perciò vi si recano in pellegrinaggio da tutto il Giappone coloro che vogliono pregare per la riuscita negli studi o nel lavoro, per esempio gli studenti che devono sostenere un esame. Nel padigione principale si trova il famoso motto “tre persone assieme sono sagge come Manjushri” (ossia “due teste sono meglio di una sola”). La facciata del tempio Chion viene chiamata “Ogon kaku” ( padiglione dell’oro) perché all’inizio dell’epoca Edo un imperatore donò dell’oro al tempio.
Vicino al tempio, presso il molo per le imbarcazioni turistiche, si trova una famosa lanterna tradizionale in pietra, chiamata “lanterna dell’anello della saggezza” (知恵の輪灯篭). Secondo la leggenda se si passa attraverso il cerchio della lanterna per tre volte si ottiene la saggezza del bodhisattava. In epoca Edo si accendeva un fuoco all’interno dell’anello, e si dice che avesse la funzione di faro per le navi, oppure che servisse per invocare il dragone, dio della pioggia e dell’acqua.
Si arriva al tempio Chion camminando per tre minuti dalla stazione Amanohashidate della linea ferroviaria Kita Kinki Tango.

★ Feste

Vi presentiamo alcune delle più ìmportanti feste religiose (matsuri 祭り) di Amanohashidate.

Monjudou-debune-sai (文殊堂出船祭): festa per pregare per la sicurezza delle navi. È nata da una leggenda secondo cui Manjushri venne dalla Cina per combattere contro un drago malvagio che provocava violente tempeste sul mare. La leggenda è rappresentata in una danza molto espressiva accompagnata dal suono del gong e del tamburo a cornice giapponese. Si tiene il 24 luglio.
Hono-no-kakehasi (炎の架け橋) : festa propiziatoria per un buon matrimonio che si tiene in luglio. Prima una coppia di fidanzati accende un fuoco, e poi si accendono contemporaneamente 300 torce disposte lungo Amanohashidate. Il ponte di sabbia si staglia illuminato dalle fiamme nella sera nel golfo di Miyazu, e si dice che il ponte unisce i cuori degli innamorati.

★Accesso

Si va in treno dalla Stazione JR Kyoto alla stazione KTR (Kitakinki-Tango) di Miyazu, poi fino alla stazione KTR di Amanohasidate.

Lo Scintoismo a Kyoto

September 27, 2008

Minami Kudo

Lo scintoismo giapponese

Lo scintoismo è la religione autoctona in Giappone. I giapponesi hanno la tendenza a dimenticare che molte delle loro cerimonie e abitudini sono in relazione allo scintismo perché lo scintoismo è fin troppo assimilato nella vita dei giapponesi. E per lo scintoismo non c’è una verità assoluta come nel monoteismo, quindi si dice spesso che i giapponesi non hanno alcuna religione. Ma anche questo lo si deve al forte rapporto che lo scintoismo ha con la vita quotidiana.

Le caratteristiche dello scintoismo

Che cosa è lo scintoismo? Lo scintoismo è una religione che venera gli dei della natura. Secondo i seguaci dello sitoismo ci sono tanti dei del cielo e della terra. La natura da una parte è fonte di terrore, come nel caso dei terremoti e delle alluvioni, dall’altra è fonte di felicità, come nel caso del clima temperato che in Giappone ha consentito lo sviluppo dell’agricoltura. I santuari scintisti sono edificati in vari luoghi della città, e sono dedicati a vari dei.
Nella vita di ogni popolo ci sono la quotidianità (ke) e la non quotidanità (hare o kegare). I giapponesi aborrono kegare. La parola significa letteralmente ke appassito (kareta), ed esempi di kegare sono la malattia, la morte, il crimine e il peccato, o qualsiasi altra cosa che si voglia evitare nella vita. Ci si purifica periodicamente da kegare con cerimonie e rituali nei santuari scintoisti. Questa pratica si chiama harae.

Cosa c’è in un santuario scintoista?



Torii è il portale isolato che si attraversa lungo il viale d’accesso a un santuario. Esso rappresenta la separazione tra il mondo profano e l’area sacra.
Sando è il viale d’acceso a un santuario.

Komainu sono due statue rappresentanti cani o leoni poste davanti all’ingresso per proteggere dalle influenze malefiche.


Toro sono le lanterne poste nel santuario per offrire la luce in onore degli dei.

Keidai è il giardino interno di un santuario scintoista.


Temizuya è la fonte per purificarsi prima di compiere la deambulazione rituale in un santuario.

Honden è l’edificio principale in cui si trovano gli oggetti sacri che incarnano le divinità. In alcuni santuari non c’è lo honden perché essi sono dedicati a una montagna, un’albero o un oggetto naturale come dimora della divinità.

Butai è un palcoscenico per le danze offerte in onore degli dei (kaguramai) e il teatro No.

Santuari scintoisti famosi a Kyoto

Yasaka jinja (il santuario di Yasaka)

Divinità: Susanoonomikoto,
Nadahimenomikoto,
Yahashiranomikogami.
Acceso: 5 minuti a piedi dalla stazione Shijo di Keihan,
8 minuti a piedi dalla stazione di Kawaramachi di Hankyu,Si può prendere l’autobus 206 e scendere a Gion.
Tel: 075-561-6615
Sito:http://web.kyoto-inet.or.jp/org/yasaka/

Matsunoo Taishya (il santuario di Matsunoo)

Divinità: Ooyamaikunokami,
Nakatsushimahimenomikoto.
Acceso: vi si arriva subito dalla stazione di Matsuo di Hankyu.
Tel: 075-871-5016
Sito:http://www1.neweb.ne.jp/wa/matsuo/index.html

Kitano Tenmangu (il santuario di Kitano Tenmangu)

Divinità: Sugawaranomichizane
Acceso: autobus numero 50 o 101 dalla stazione di Kyoto,
51 o 203 dalla stazione di Imadegawa della metropolitana,
55 dalla stazione di Omiya di Hankyu,
si scende a Kitanotenmangu-mae.
Tel: 075-461-0005
Sito: http://www.kitanotenmangu.or.jp/

Fushimi Inari Taisha (il santuario di Fushimi Inari)

Divinitaà: Tanakanoookami,
Satahikonoookami,
Ukanomitamanoookami,
Oomiyanomenoookami,
Shinoookami.
Acceso: 3 minuti a piedi dalla stazione di Inari di JR.
Tel: 075-461-7331
Sito:http://www.inari.jp/

Il santuario di Jishu (Jishu Jinja)

Mitoki Nakamura

    • Storia e informazioni fondamentali

Il santuario scintoista Jishu-jinja si trova all’interno dell’area del tempio buddista KIYOMIZU-DERA, situato nella parte orientale di Kyoto. Il santuario è molto famoso per il Dio delle nozze, quindi è visitato quotidianamente da tante donne e studentesse in gita scolastica.

Secondo la tradizione storica sul santuario, la sua costruzione precedette la fondazione della nazione giapponese.
La storia antica del santuario non è ben conosciuta, ma recentemente un fisico americano ha dimostrato che le “pietre dell’amore” sono di epoca Jomon.
La zona intorno al santuario, chiamata Meisho-Horaisan fin dall’antichità, è venerata come montagna sacra alla giovinezza.

Nel 1994 Jishu jinja è stato dichiarato patrimonio culturale dell’umanità.

    • La sala principale del santuario e il Dio

【La sala principale】
【Okuninushino Mikoto】
La sala principale è dedicata a Okuninushino Mikoto, famoso come Dio delle nozze.
Egli non solo aiuta chi si vuole sposare, ma concede anche il parto facile, il benessere della famiglia, la salute, ecc.
La prima e la terza domenica di ogni mese, dall’una di pomeriggio, si tiene una cerimonia solenne di preghiere propiziatorie per le nozze.
Ogni anno vi partecipano 150.000 persone.
La cerimonia è aperta a tutti, ma prima bisogna iscriversi e fare un’offerta per la preghiera.

    • Le pietre dell’amore

Ci sono due pietre famose chiamate “pietre dell’amore ” in questo santuario.
Esse permettono di conoscere il destino in amore.
Le due pietre sono poste a dieci metri una dall’altra, e secondo la tradizione chi può camminare da una pietra all’altra ad occhi chiusi e senza l’aiuto di altre persone realizzerà i propri desideri in amore.
Chi invece ha bisogno della guida di qualcuno, deve farsi consigliare da altri per realizzare i propri desideri.

    • Rikko Inari

In questo santuario è venerato il Dio della prosperità nei commerci, il benessere della famiglia, e la fortuna.

    • Ema (tavolette votive)

Le tavolette votive nei santuari giapponesi sono chiamate Ema.
In generale, i desideri che si desiderano realizzati e le preghiere vengono scritte su queste tavolette.

In particolare, sulle tavolette di questo santuario si scrivono i desideri d’amore.

Al giorno d’oggi sulle tavolette c’è di solito l’immagine dell’animale che dà il nome all’anno corrente secondo il calendario astrologico cinese, ma sulle tavolette di Jishu Jinja è raffigurato il Dio Okuninushino-Mikoto.

    • Omikuji (oracoli)

Gli oracoli predicono la sorte in amore, nel matrimonio, nei viaggi, il gioco d’azzardo, e fanno ritrovare gli oggetti perduti.
Si può comprarne uno per 200 yen.
Si dice che gli oracoli di questo santuario sono i più venduti di tutto il Giappone.
Se si prende un oracolo fortunato, è meglio portarlo a casa e custodirlo nel portafoglio o nella borsa.
Invece se si prende un oracolo sfortunato, bisogna legarlo al ramo di un albero, perché in tal modo il Dio muterà la sfortuna in buona sorte.

  • Omamori (amuleti)

Nel santuario si vendono tanti tipi di amuleti (Omamori).
Per esempio, gli omamori nella foto sono per chi vuole rafforzare il rapporto di coppia.
A sinistra, quello rosso è per la donna e quello blu per l’uomo.
A destra, quello dorato è per la donna e quello argentato per l’uomo.
Ci sono vari omamori per la salute, la longevità, il successo negli esami, la sicurezza sulle strade; oppure omamori collegati al segno zodiacale cinese, ecc.

Il Santuario di Takenobu Inari

Minami Kudo


武信稲荷神社


Il Santuario scintoista di Takenobu Inari si trova nel centro di Kyoto, ed è relativamente piccolo. Nonostante che vi passino accanto strade molto trafficate, via Shijo, via Sanjo e via Omiya, l’interno del santuario è molto tranquillo. Nel piccolo e accogliente keidai (境内, l’area sacra entro i limiti del recinto del santuario), crescono varie piante rigogliose, e il santuario è come un piccolo bosco nella zona urbana. Nella tradizione occidentale a volte si immaginava il bosco come la sede di creature malvage, ma in Giappone i boschi sono da sempre considerati le dimore degli dei. Visitando questo santuario, molte persone si commuovono di fronte alla natura percepita come luogo del divino. Perciò voglio presentare ai conoscitori del Giappone Takenobu Inari, un piccolo bosco sacro che attecchisce nel cuore di una città.

L’origine del santuario di Takenobu Inari

Questo santuario fu creato da un ministro di corte che si chiamava Fujiwarano Yoshisuke (藤原良相), all’inizio del periodo Heian, e fu dedicato alla divinità tutelare di Enmeiin (延命院), il servizio sanitario dell’epoca. Siccome qui Yoshisuke diede il nome a vari membri della potente famiglia Fujiwara, questo santuario divenne famoso per i battesimi. In seguito il nome cambiò in Takenobu Inari, perché Fujiwarano Takenobu fu un fervente fedele del santuario scintoista e diede un grande contributo al suo sviluppo.

L’albero sacro di enoki

C’è un grande albero di enoki (bagolaro giapponese), che assolve la funzione di shinboku (神木, albero sacro) del santuario e copre completamente il piccolo keidai. Chiunque entra nel santuario e lo vede la prima volta, rimane col fiato sospeso e prova una strana emozione di timore reverenziale. L’albero, che ha più di 850 anni ed è stato ufficialmente designato patrimonio naturale di Kyoto, è alto 23 metri e il tranco ha una circonferenza di quattro metri. Secondo la leggenda, nacque quando Tairano Shigemori (平重盛) trapiantò una piantina portata dal santuario scintoista di Itsukushima. Si dice che la vitalità di quest’albero sia dovuta al fatto che vi dimora una dea, Benzaiten (弁財天), venerata come protettrice della salute e della longevità. Secondo una leggenda, se dopo avere toccato l’albero si tocca il proprio corpo si può tornare in salute. E la parola “enoki” si può leggere anche “en-no-ki”, che significa “albero delle relazioni d’amore”: Benzaiten è famosa anche come dea delle nozze e dell’amore.
Un episodio famoso relativo a quest enoki riguarda Sakamoto Ryoma (坂本龍馬), un famosissimo propugnatore della modernizzazione del Giappone della fine del periodo Edo, il quale vi scolpì il carattere cinese 龍 (letteralmente “dragone”, primo carattere del nome Ryoma), per comunicare la sua presenza alla fidanzata Oryo.

In chiusura,,,
Il sacerdote principale è una persona molto aperta e gentile. Se visitate il santuario, fategli pure qualsiasi domanda. Vi spiegherà qualsiasi cosa su Takenobu Inari con grande cortesia, ma naturalmente in giapponese!
Se volete conoscere lo stato d’animo dei giapponesi di fronte al sacro che dimora nella natura, non c’è posto migliore di questo piccolo ma suggestivo santuario.

Il santuario scintoista di Takenobu Inari 武信稲荷神社

Dei venerati:

Uganomitamanookami
Sadahikonookami
Omiyanomenookami

Accesso:

5 minuti piedi dalla stazione di Omiya della ferrovia Hankyu, 10 minuti a piedi dalla stazione di Nijo della ferrovia JR.

Sito ufficiale: http://takenobuinari.jp/index.html
Blog del sacerdote principale del santuario: http://jinjakannushi.blog89.fc2.com/