Facciamo la raccolta di Goshuin

October 26, 2015

Yuna Yahara, Ayano Tanaka

 

Goshuin, letteralmete “sigillo rosso”, è un’usanza che ha avuto origine nei templi buddisti. In passato si trattava di un timbro commemorativo in inchiostro rosso che si riceveva su un foglio di carta quando si visitava un tempio, ma oggi consiste spesso in una calligrafia scritta al momento. Ogni tempio ha il suo stile particolare, e non ci sono design uguali. Quando visiti un tempio o un santuario scintoista a Kyoto, prova anche tu a farti scrivere una calligrafia commemorativa. Ti spieghiamo come fare:

 

In altro ci sono vari tipi

Ci sono tanti tipi di goshuincho

① Acquista un goshuincho. Il goshuincho è un blocchetto di fogli per la raccolta dei goshuin, venduto in molti templi e santuari schintoisti. Anche il goshuincho è diverso in ogni tempio. Ce ne sono molti tipi, da quelli semplici a quelli elaborati. Prova a comprarne uno al primo tempio che visiti.

②Porta il goshuincho quando visiti un tempio. Per visitare i templi famosi di Kyoto ti suggeriamo di comprare un biglietto giornaliero da 500 yen per l’autobus. Dalla stazione JR di Kyoto si possono visitare facilmente i santuari scintoisti di Shimogamojinja (autobus numero 4 oppure 205), Kamigamojinja (9 oppure 4), Heianjingu (5), Fushimiinaritaisha (con un treno locale di JR). Si possono anche visitare i templi buddisti di Kiyomizudera (206 oppure 100), Kinkakuji (205), Ginkakuji (5), Daikakuzi(28), Toji (20 minuti a piedi dalla stazione)

③Prima di tutto non dimenticare che un tempio è un luogo sacro, quindi non ci si deve andare solo per ricevere i goshuin, ma bisogna visitarlo con lo spirito di un pellegrino. In un tempio buddista, metti un’offerta (in generale basta un moneta da 5 yen) e quietamente congiungi le mani raccogliendoti in preghiera. In un santuario scintoista, metti un’offerta e suona la campanella. Saluta due volte con un inchino e due volte battendo le mani, alla fine fai un inchino a mani congiunte. 

design a seconda dei templi

il design è diverso a seconda dei templi

④Fatti scrivere il goshuin. Porgi il goshuincho dicendo: “KONNICHIWA, ONEGAISHIMASU.” Significa: “Buongiorno, (scriva la calligrafia) per favore”. Aspetta in silenzio che te lo scrivano. Se vuoi fare una fotografia devi chiedere il permesso. Generalmente il costo di un goshuin è 300 yen. Prepara prima le monete, in modo da non avere bisogno del resto. Alla fine non dimenticare di ringraziare dicendo: “ARIGATO GOZAIMASHITA”. Il goshuin si può ricevere in tanti templi e santuari di tutto il Giappone, ma ce ne sono alcuni che non lo danno. Nei templi buddisti in genere ci si deve togliere le scarpe per entrare negli edifici. La cosa più importante è non dimenticare che si tratta di luoghi sacri, quindi bisogni entrarci con animo puro e comportarsi propriamente. Custodisci con cura i goshuin che raccoglierai, ed avrai un magnifico ricordo del tuo viaggio.

raccolta di goshuin

un gosuincho

 

Il tempio Chion-in

September 28, 2009

Masaki SAITO, Shohei TAKASO

Introduzione
Il CHION-IN è uno dei tempi principali della setta buddhista della Terra Pura (JŌDO-SHŪ)
Questo tempio è conosciuto con il nome di KACHŌ-SAN, dal nome della montagna ai cui piedi soorge il tempio.
Il CHION-IN fu costruito nel 1234, nel periodo KAMAKURA, da GENCHI, un discepolo di HŌNEN, il fondatore della scuola buddhista della Terra Pura. È stato costruito sul luogo dove HŌNEN aveva trascorso quasi metà della sua vita e dove morì.
Il tempio si trova al centro della città di KYŌTO. vicino al tempio scintoista YASAKA.
Le attuali costruzioni risalgono al periodo EDO (1600-1868)
Il CHION-IN è sempre stato molto popolare tra i giapponesi, dallo SHŌGUN alle persone comuni.

Tesori nazionali

Al CHION-IN ci sono due tesori nazionali, lo HONDŌ, che significa “edificio principale” ed è anche chiamato MIEIDŌ, e il SANMON.
Lo HONDŌ fu fatto costruire nel 1639 da TOKUGAWA IEMITSU, il terzo SHŌGUN dell’epoca EDO.
All’interno dell’edificio si trova la statua di HŌNEN. La sua architettura è tipica delle costruzioni buddiste del periodo premoderno. Questa struttura è stata dichiarata patrimonio culturale nazionale nel 2002, per il suo valore culturale.
La porta SANMON è a due piani con un’altezza di 24 metri. Al piano superiore si trova una stanza sul cui soffitto è dipinto un drago.

I sette fatti curiosi
Ai giapponesi piacciono le sorie curiose e misteriose tradizionalmente legate a un luogo, spesso chiamate “i sette misteri” o “sette fatti curiosi” (NANAFUSHIGI).
Anche nel caso del CHION-IN ci sono storie misteriose interessanti, tra cui il WASUREGASA.
WASUREGASA significa letteralmente “l’ombrello dimenticato”. Secondo la tradizione, una volta una volpe bianca lasciò un ombrello al CHION-IN. Si dice che questo ombrello protegga il tempio dagli incendi.

Scalinata degli uomini e scalinata delle donne

Al CHION-IN ci sono due scalinate.
Una è appunto chiamata OTOKOZAKA (scalinata degli uomini), perché è molto ripida, l’altra è chiamata ONNAZAKA (scalinata delle
donne) perché è relativamente dolce.

SANMON

Shinsengumi-

Nahoko Asada, Izumi adachi, Haruka Inoue

新撰組



Conoscete lo Shinsengumi?
Era un corpo speciale di polizia formatosi nel 1863 (verso la fine del periodo Edo) per proteggere l’Imperatore e Kyoto da eventuali attacchi.
Esso gode tuttora di grande popolarità in Giappone, e le sue gesta hanno ispirato numerosi romanzi, film, e telefilm.
Lo Shinsengumi è popolare ed appassiona i giapponesi di oggi perché i suoi membri erano samurai di basso rango che con grande tenacia essi sono riusciti a salire fino al più alto gradino della gerarchia sociale in un’epoca in cui ciò era considerato praticamente impossibile.
Essi hanno creduto fino in fondo nei loro ideali, nonostante vivessero in un tempo in cui il futuro del Giappone era incerto. Lo Shinsengumi finirà per venire travolto dai turbolenti eventi verificatisi negli anni successivi, senza mai comunque abbandonare lo spirito del Bushido (il codice d’onore dei samurai). Proprio questo è il segreto della sua popolarità.

Ci sono tanti posti a Kyoto che, per diverse ragioni, sono legati allo “Shinsengumi”.
Vediamone qualcuno.

Tempio di Mibu (Mibudera)




Il tempio di Mibu è stato fondato nell’era Heian (dal 794 al 1185): questo è il luogo in cui, nel marzo 1863, si è formato lo Shinsengumi.
Nei piazzali del tempio, i membri dello Shinsengumi si esercitavano nelle arti militari e nell’uso dei cannoni.
A Soji Okita, un Capitano dello Shinsengumi, piacevano i bambini, e si dice che spesso giocasse con loro nei giardini del tempio.
Ci sono quattro tombe sul tumulo del tempio di Mibu, costruite dagli stessi membri del gruppo e dai loro familiari. Ogni anno il 16 luglio si celebrano funzioni commemorative per i membri dello Shinsengumi, a cui tutti possono partecipare liberamente. Ne vale assolutamente la pena!
Al giorno d’oggi lo Shinsengumi è diventato famoso grazie ai romanzi o alla televisione, e per questo il tempio di Mibu viene spesso associato ad esso. Ogni giorno numerosi appassionati dello Shinsengumi lo visitano.

Come raggiungere il tempio di Mibu:

  • In autobus (servizio urbano): scendere a Mibuderamichi e proseguire verso sud per circa 200 m. lungo via Bojo (坊城).
  • In treno (linea Hankyu): scendere a Omiya e proseguire verso sud per circa 300 m. lungo via Shijo. Prendere poi via Bojo e proseguire ancora verso sud.
  • In treno (linea Arashiyama): scendere a Shijoomiya e seguire le indicazioni per la linea Hankyu.Orari:
  • Tempio di Mibu: aperto dalle 8:00 alle 17:00.
  • Tumulo di Mibu: aperto dalle 8:30 alle 16:30.Non c’è il parcheggio.

    Il Tempio di Nishihongan (Nishihonganji)




    Il Tempio di Nishihongan è conosciuto anche con il nome ufficiale di Ryuukokuzanhongan.
    È stato costruito nell’ epoca Kamakura (nel 1272), e nel Dicembre 1994 è stato dichiarato patrimono culturale dell’umanità. La Sala di Amida, ovvero l’edificio principale del tempio, è larga 45 metri e alta 25, mentre la sala di Goei, molto grande, è larga 48 metri, profonda 62 e alta 29. Durante gli ultimi anni del governo shogunale dei Tokugawa il tempio di Nishihongan divenne la base dello Shinsengumi perché il numero dei suoi membri era arrivato a 150, e nel tempio di Mibu c’era poco spazio per così tante persone. Perciò lo Shinsengumi vi trasferì il proprio quartier generale.
    Durante le esercitazioni con il cannone, i membri dello Shinsengumi sparavano colpi a salve simultaneamente ai rintocchi della campana del tempio, pur sapendo quanto il rombo dei cannoni desse fastidio ai monaci. Un giorno i monaci del tempio di Nishihongan persero la pazienza e mobilitarono il dominio di Aizu, i cui ufficiali ammonirono il capo dello Shinsengumi, Isami Kondo, con le seguenti parole: “ Il rombo dei cannoni nella città di Kyoto è un oltraggio alla Casa Imperiale!” Si dice che da allora lo Shinsengumi abbia smesso di esercitarsi con i cannoni.

    Nel tempio, oltre ai saloni di Amida e Goei, c’è il portale a quattro colonne di Kara, che è decorato con sculture dorate di peonie, leoni ecc. È un portale magnifico, da vedere assolutamente.

  • Come raggiungere il tempio di Nishihongan:
    • In autobus: salire alla stazione JR di Kyoto, e scendere alla fermata dell’autobus Nishihonganji-mae.
    • A piedi: circa15 minuti dalla stazione JR di Kyoto.
    • In taxi: circa 5 minuti dalla stazione JR di Kyoto.
  • Il tempio di Nishihongan apre alle 5:30 o 6:00 e chiude alle 17:00Infine c’è il museo storico di Ryozen, nella circoscrizione di Higashiyama, unico museo in tutto il Giappone in cui sono esposti circa 5000 reperti storici collegati allo Shinsengumi e ad altri personaggi che vissero negli anni a cavallo tra la fine del periodo Edo e la Restaurazione Meiji, avvenuta nel 1868.
  • Come raggiungere il museo storico di Ryozen:
    (Dalla stazione JR o Kintetsu di Kyoto)

      • Salire sull’autobus numero 206 (via Higashiyama) e scendere alla fermata di Kiyomizumichi o Higashiyama yasui. Poi proseguire a piedi per circa 5 minuti.

    (Dalla stazione Hankyu Kawaramachi)

    • Salire sull’autobus numero 207 (via Higashiyama) e scendere alla fermata di Kiyomizudo o Higashiyama yasui. Poi proseguire a piedi per circa 5 minuti, oppure verso est per 20 minuti.
  • Orari: apertura 10:00; chiusura 16:00
  • Giorni di chiusura: il lunedì, gli ultimi e i primi giorni dell’anno.
  • Tariffa d’ingresso: 400 yen (in caso di mostre o eventi speciali: 600 yen)
  • Indirizzo
    Kyoto shi Higashiyama ku Seikanji Ryouzen cho 1

Amanohashidate

February 27, 2009

Nahoko Asada, Izumi Adachi, Haruka Inoue

★ Amanohashidate

Amanohashidate è un ponte naturale formato da un banco di sabbia che fa parte del Parco di Karakasamatsu, sulla costa della prefettura di Kyoto. È considerato uno dei più bei paesaggi del Giappone.
È lungo 3.6 km, e la larghezza varia tra 20 e 170 metri. Vi crescono circa 8000 alberi di pino.

C’è l’usanza di ammirare Amanohashidate dall’alto di una collina inchinandosi e guardando fra le proprie gambe. Si chiama matanozoki, letteralmente “sbirciare fra le cosce”.
La vista appare a rovescio, come se il ponte fosse sospeso nel cielo (il nome Amanohashidate significa proprio “ponte sospeso nel cielo”). Se ci andate, cercate i piedistalli installati apposta per poter godere della vista migliore e provate a fare matanozoki.
La vista è buona sia dal lato nord sia dal lato sud, e siccome ambedue i lati sono facilmente accessibili, metà dei turisti si recano a nord e metà a sud.
Dal lato nord si può accedere al Parco di Karakasamatsu, e si può comprare dango, un famoso dolciume tradizionale giapponese,
Nel lato sud si trova Amanohashidate View Land, un parco dei divertimenti per bambini.

È facile passare da un lato all’altro perché cè una teleferica.

★ Amanohashidate e Sesshu.

Amanohashidate è conosciuto in tutto in Giappone perchè Sesshu (雪舟, 1420 –1506), un grande artista e monaco buddista zen dell’ epoca Muromachi(1336-1573), lo ha raffigurato in un disegno a inchiostro di china (Amanohashidatezu, 天橋立図), un capolavoro considerato tesoro artistico nazionale conservato al Museo Nazionale di Kyoto.
Si dice che Sesshu abbia dipinto il paesaggio dal punto chiamato oggi “luogo del panorama di Sesshu” (天橋立雪舟観展望休憩所), presso cui si trova un bel santuario scintoista (Shishizakiinazumajinja, 獅子崎稲荷神社) con un portale torii .
Per andarci si può prendere un tassì dalla stazione di Miyazu della linea ferroviaria Kita Kinki Tango. Ci vogliono cinque minuti.

Il tempio Chion

Il tempio Chion (智恩寺) è uno dei tre più famosi templi giapponesi dedicati al bodhisattva Manjushri (Monju, 文殊). È il bodhisattva della saggezza, e perciò vi si recano in pellegrinaggio da tutto il Giappone coloro che vogliono pregare per la riuscita negli studi o nel lavoro, per esempio gli studenti che devono sostenere un esame. Nel padigione principale si trova il famoso motto “tre persone assieme sono sagge come Manjushri” (ossia “due teste sono meglio di una sola”). La facciata del tempio Chion viene chiamata “Ogon kaku” ( padiglione dell’oro) perché all’inizio dell’epoca Edo un imperatore donò dell’oro al tempio.
Vicino al tempio, presso il molo per le imbarcazioni turistiche, si trova una famosa lanterna tradizionale in pietra, chiamata “lanterna dell’anello della saggezza” (知恵の輪灯篭). Secondo la leggenda se si passa attraverso il cerchio della lanterna per tre volte si ottiene la saggezza del bodhisattava. In epoca Edo si accendeva un fuoco all’interno dell’anello, e si dice che avesse la funzione di faro per le navi, oppure che servisse per invocare il dragone, dio della pioggia e dell’acqua.
Si arriva al tempio Chion camminando per tre minuti dalla stazione Amanohashidate della linea ferroviaria Kita Kinki Tango.

★ Feste

Vi presentiamo alcune delle più ìmportanti feste religiose (matsuri 祭り) di Amanohashidate.

Monjudou-debune-sai (文殊堂出船祭): festa per pregare per la sicurezza delle navi. È nata da una leggenda secondo cui Manjushri venne dalla Cina per combattere contro un drago malvagio che provocava violente tempeste sul mare. La leggenda è rappresentata in una danza molto espressiva accompagnata dal suono del gong e del tamburo a cornice giapponese. Si tiene il 24 luglio.
Hono-no-kakehasi (炎の架け橋) : festa propiziatoria per un buon matrimonio che si tiene in luglio. Prima una coppia di fidanzati accende un fuoco, e poi si accendono contemporaneamente 300 torce disposte lungo Amanohashidate. Il ponte di sabbia si staglia illuminato dalle fiamme nella sera nel golfo di Miyazu, e si dice che il ponte unisce i cuori degli innamorati.

★Accesso

Si va in treno dalla Stazione JR Kyoto alla stazione KTR (Kitakinki-Tango) di Miyazu, poi fino alla stazione KTR di Amanohasidate.

Kennin-ji

September 28, 2008

Shota Komegaw,a Shohei Takaso, Masaki Saito

建仁寺

Kennin-ji è il tempio zen più antico a Kyoto, costruito circa 800 anni fa, durante il periodo Kamakura.
Vi vogliamo parlare di tre opere interessanti che si trovano a Kennin-ji e meritano di essere viste.

≪Paravento del Dio del vento e del Dio del tuono≫

Il pittore Tawaraya Sotatsu ha dipinto questo paravento nel 17esimo secolo (periodo Edo in Giappone). Era un pittore della scuola Rin, e questa è la sua opera più importante, considerata tesoro nazionale. Misura 169.8×154.5 cm., ed è una delle opere più famose nella storia dell’arte giapponese. Quando i giapponesi immaginano gli Dei del vento e del tuono, anche oggi li immaginano sempre come sono raffigurati in questo paravento. Purtroppo non è rimasto alcun documento antico relativo all’opera. Quello che colpisce maggiormente chi la guarda è l’espressione al tempo stesso felice e minacciosa degli Dei.

≪Giardino di ○△□≫

Che cosa significa ○△□??
Queste figure significano le forme che danno origine al cosmo e simbolizzano i quattro elementi (terra, acqua, fuoco, vento) del buddismo Zen.
○ rappresenta l’acqua. Al centro del giardino c’è un circolo con una camelia.
△ rappresenta il fuoco. Il giardino è coperto di sabbia bianca ammucchiata in forma di triangolo.
□ rappresenta la terra. Nel giardino c’è un pozzo con un coperchio di bambù quadrato.
In questo momento il lettore si starà probabilmente chiedendo dov’è il vento.
Il vento è l’aria nel giardino. Il vento non si può vedere, e quindi neppure rappresentare con una figura geometrica. Nel giardino di ○△□ si può avvertire l’energia che vibra nello spazio cosmico.

≪Soryu‐zu≫

Nell’anno 2002, per celebrare gli 8oo anni dalla fondazione del tempio, il pittore Junsaku Koizumi ha dipinto su un soffitto un’opera chiamata Soryu-zu. Le dimensioni sono 11.4×15.7 m., ed è dipinto su robusta carta giapponese con un’inchiostro chiamato teikunbo.
A volta un drago è dipinto sui soffitti dei templi Zen come protettore della pratica del buddismo. Viene inoltre coniderato un dio d’acqua, e siccome si pensa che faccia piovere, si paragona la pioggia che arricchisce la terra all’insegnamento del buddismo che arricchisce la mente dei novizi. Ma fino a pochi anni fa non era stato dipinto niente sul soffitto del Kennin-ji. Perciò Soryu-zu è il primo soffitto dipinto nella storia del tempio dalla sua fondaziojne.
Di solito viene dipinto un solo drago, ma qui si vede l’immagine dinamica di due draghi aggrovigliati che occupano l’intero soffitto. Non rappresenta di una lotta fra due draghi, bensì la loro armoniosa unione.

Kyomizudera

September 28, 2007

Kazuhito Takahashi

Benvenuti a Kiyomizudera!

 

La storia di kiyomizudera

Kiyomizudera, il cui nome vuol dire “il tempio dell’acqua pura”, fu costruito nel 780 da un’antica setta buddista. È uno dei templi più famosi del Giappone, e nel 1994 è stato dichiarato patrimonio culturale dell’umanità. Si trova sulle colline orientali di Kyoto, in mezzo ai boschi, e dal suo ampio terrazzo in legno, che dà al tempio il suo aspetto unico, i visitatori possono ammirare il panorama della città. Sotto il terrazzo scorrono tre rivoli di acqua pura che si dice abbia virtù terapeutiche. Il nome del tempio deriva proprio dall’acqua che scorre dalle colline formando una cascata all’interno del recinto sacro. Dietro la costruzione principale del tempio si trova il santuario di Jishu, dedicato al dio dell’amore. Di fronte al santuario ci sono due rocce, molto distanti tra loro, e si crede che se si riesce a percorrere ad occhi chiusi il cammino che le separa si ottenga la fortuna in amore.

 

Alcune informazioni su Kiyomizudera

☆Per dire che qualcuno sta prendendo una decisione difficile e rischiosa si dice “buttarsi giù dal terrazzo di Kiyomizudera” (Kiyomizu no butai kara tobioriru).

☆ Ogni anno, il 12 dicembre, nel tempio viene esposto un carattere cinese scritto a mano dai monaci, il cui significato è scelto per designare la caratteristica dell’anno venturo.

☆Qualche volta il tempio è aperto anche di notte.

☆Dal tempio si gode di una vista meravigliosa.

☆Nel tempio ci sono 16 edifici e 9 opere d’arte considerati patrimonio culturale del Giappone.

☆Lungo la strada che dai piedi della collina porta al tempio ci sono numerosi negozi di souvenir che vendono prodotti dell’artigianato locale.

☆All’interno del tempio ci sono tre cascate la cui acqua, se bevuta, si crede che aiuti la salute, l’intelligenza e l’amore (le cascate sono ordinate da destra a sinistra secondo la loro virtù).

Kiyomizudera è aperto dalle 6:00 alle 18:00.

L’ingresso costa 300 yen per gli adulti e 200 yen per i bambini in età scolare (fino alla scuola media).

Il padiglione d’Oro

Takatomo Kaihara

Kinkakuji (Rokuonji)

La storia

A partire dall’ottavo secolo, molti nobili di Kyoto fecero edificare numerose ville a Kitayama, una zona che si trova a nord-ovest della città. Particolarmente sontuosa si dice fosse quella che il ministro Saionji no Kintsune (conosciuto anche come Fujiwara no Kintsune) costruì nel 1224. Molti anni più tardi, lo shogun Yoshimitsu Ashikaga, dopo aver rinunciato al suo incarico, entrò in possesso di Kitayama e lì fece costruire e stabilì la propria dimora. Alla sua morte, avvenuta nel 1408, il figlio di Yoshimitsu, in conformità alla volontà del padre, trasformò la sua proprietà in un tempio Zen, che prese il nome di Rokuonji. In seguito, durante la guerra di Ōnin che imperversò a Kyoto dal 1467 al 1477, fu interamente distrutto dal fuoco per poi essere successivamente ricostruito nel periodo Momoyama, e arrivare così, grazie anche a numerosi restauri, fino ai nostri giorni.

Kinkaku (Shariden)


All’interno di Rokuonji si trova il padiglione Shariden, noto a tutti con il nome di “Padiglione d’Oro” perché quasi interamente dorato. In cima al tetto è stata collocata una statua d’oro raffigurante una fenice, uccello al quale l’antica mitologia cinese attribuiva poteri straordinari. Il Padiglione ha tre piani, ciascuno dei quali costruito in uno stile architettonico diverso: il piano terra è in stile Shinden, il secondo piano è in stile Buze e il terzo è in stile Karayo. Il risultato della commistione dei tre stili è un insieme ben armonizzato. Nel 1950 il Padiglione è stato distrutto da un incendio doloso, ma cinque anni dopo è stato ricostruito in modo completamente fedele all’originale.

Il pino a forma di barca


Nell’ampio parco di Rokuonji si trova uno dei pini più belli di Kyoto, un pino a forma di barca, volto a ovest per rappresentare il viaggio delle anime verso il paradiso buddista della terra pura d’occidente.

La cascata di Ryumon


All’interno del parco di Rokuonji c’è anche una cascata, chiamata Ryumon. Ai piedi della cascata è stata posta una larga pietra per commemorare la mitica impresa di un pesce che, secondo una leggenda cinese, risalì una cascata e divenne un drago.

Anmintaku


Un’altra attrazione del parco è Anmintaku, un laghetto al cui interno si trova un isolotto su cui sorge una pagoda interamente in pietra, chiamata “la tomba del serpente bianco”.

Sekkatei

Infine, all’interno di Rokuonji, si può visitare il Sekkatei, ovvero un chiosco adibito alla cerimonia del tè, il cui nome significa letteralmente “il Kinkaku è bello al tramonto”. Davanti al chiosco c’è un piccolo giardino nel quale si trovano ancor oggi una lanterna di pietra e una scodella per raccogliere l’acqua che Yoshimasa, il nipote di Yoshimitsu, usava abitualmente.

Murin-an

Mami Tanaka, Junko Morimoto


Murin-an è il nome di una villa che originariamente il Principe Aritomo Yamagata aveva fatto costruire a Kiyamachi, tra il 1894 e il 1896. La villa che vediamo ora e che ha lo stesso nome fu fatta costruire successivamente e fu completata solo dopo la guerra russo-giapponese(1904-1905). Il nome deriva in parte da quello di un’altra abitazione che il Principe Aritomo aveva precedentemente fatto edificare nel Choshu e che si chiamava “So-an”, ovvero “la casa semplice e piccola”.

Dopo aver attraversato la porta del muro di recinzione che circonda Murin-an, si possono vedere a sinistra un palazzo in stile occidentale a due piani, costruito nel 1990, e a destra la casa principale in stile giapponese e interamente di legno, nella quale i visitatori possono bere il tè. In mezzo ai due edifici c’è un ampio giardino, che fu particolarmente amato dal Principe Aritomo e che fu realizzato sotto la sua supervisione dal maestro Tihei Ogawa, nello stile tradizionale dei giardini Meiji.



La sala adibita alla cerimonia del tè è stata costruita nello stile della scuola Yabunouci. Al primo piano del palazzo in stile occidentale c’è una pittura in stile Karino.

Nella villa ebbe lungo un episodio famoso nella storia del Giappone moderno. Il 21 aprile 1903 il Principe Aritomo Yamagata, il Primo Ministro Hirobumi Ito, Taro Katura e Jutaro Kobayashi vi si riunirono per stabilire le linee guida della strategia diplomatica del Giappone alla vigilia del conflitto con la Russia.

Il tempio Tōji

Risa Takahashi, Natsumi Yamamoto, Yumi Yoshida
Tutti lo chiamano Tōji, ovvero “il tempio dell’Est”, ma il suo vero nome è Kyōgokokuji. Fu costruito nel 796 a est della porta principale della nuova capitale, che due anni prima era stata trasferita da Nagaoka-kyō a Heian-kyō, l’odierna Kyoto. Ad ovest, in posizione simmetrica rispetto alla porta, fu costruito invece il tempio Saiji (il cui nome significa “il tempio dell’Ovest”) che ora non esiste più perché nel 1233 fu distrutto da un incendio. Nell’823 il Tōji fu donato dall’Imperatore Saga a Kōbō Daishi (Kūkai), il fondatore della setta Shingon.

Kōbō Daishi Gojū-no-tō

Kōbōsan (il mercato)

 

Il ventuno di ogni mese, l’anniversario della morte di Kōbō Daishi, si tiene all’interno del Tempio il mercato chiamato Kōbōsan. Ci sono sempre almeno mille bancarelle e più di duecentomila visitatori, tra cui anche molti stranieri. In questo mercato si possono trovare molti oggetti interessanti e a buon prezzo, come ad esempio kimono, vasellame, bonsai, bambole, vestiti e generi alimentari. Per i visitatori il divertimento è assicurato.



 

Gojū-no-tō (la pagoda a cinque piani)

La pagoda a cinque piani è il simbolo del Tempio, ed è considerata un tesoro artistico nazionale. Fu costruita da Kōbō Daishi nell’826, ma è stata successivamente distrutta dal fuoco quattro volte. L’edificio che si vede attualmente è del diciassettesimo secolo (periodo Edo). La pagoda è alta cinquantacinque metri ed è l’edificio antico più alto del Giappone.

 

Kondō (la sala dorata per i riti buddisti)

Kondō significa letteralmente “la sala dorata per i riti buddisti”, ma a dispetto del nome non è veramente dorata. Il suo appellativo si collega invece al fatto che al suo interno si trova una sontuosa statua dorata del Buddha. L’edificio, costruito in stile tradizionale giapponese, è considerato un tesoro artistico nazionale. Nella sala si trova anche la statua di Yakushinyorai a cui è dedicato il Tempio. Il Buddha Yakushinyorai viene venerato come un santo e si crede che possa guarire dalle sofferenze e dalle malattie gravi. La sua statua fu costruita nel 1630 ed è considerata un importante bene culturale.


Kondō Kōdō

 

Kōdō (la sala per i riti buddisti)

La costruzione di questa sala, progettata da Kōbō Daishi, fu completata solo dopo la sua morte.
Al suo interno si trovano ventuno antiche statue del Buddha, disposte come un mandala (diagramma sacro) in modo da rappresentare il cosmo ideale del buddismo che Kōbō Daishi aveva concepito.


 

Toji

Sho Yamamoto


Toji, “il tempio dell’est”, è stato edificato a Kyoto nel 796 e nell’823 è stato donato dall’imperatore Saga a Kukai*, fondatore della setta Shingon. A quell’epoca risale anche la costruzione di un altro tempio, Saiji, “il tempio dell’ovest”, che però in seguito fu distrutto da un incendio e non fu mai più ricostruito. Ora al suo posto è stato eretto un monumento di pietra. Toji e Saiji dovevano proteggere rispettivamente il Giappone orientale e occidentale.

*Kukai(774- 835)
È il fondatore della setta Shingon e dei templi di Toji e Kongobuji. All’età di trent’anni si recò in Cina per studiare i segreti del mikkyo, il buddismo tantrico esoterico, e poi tornò in Giappone per fondare la setta giapponese del buddismo tantrico.

Mikagedo

Edificato originariamente da Kukai e successivamente distrutto da un incendio, è stato ricostruito nel 1380. Nell’edificio a nord si trovano reliquie di Kukai e un suo ritratto, a cui i devoti anche oggi si rivolgono in preghiera alle 6 di mattina, l’ora della colazione.

Goju no to (la pagoda a cinque piani)

Questa pagoda è il simbolo di Kyoto ed è la più alta del Giappone (m. 54,8). Costruita da Kukai, è andata distrutta quattro volte a causa di incendi. La pagoda che possiamo vedere oggi è stata edificata dal terzo shogun della dinastia Tokugawa.