Due famosi alberghi a Kyoto

August 17, 2019

Ayano Tanaka, Yusuke Hiroshima

Kyoto è una delle città turistiche più visitate non solo del Giappone ma del mondo intero. Ogni giorno numerosissimi turisti visitano i suoi templi, santuari scintoisti ed edifici antichi di grande bellezza e importanza storica. La cosa più importante per un turista è visitare i luoghi famosi, ma siccome fare turismo è stancante, è anche molto importante poter riposare a proprio agio in un buon albergo dopo aver girato per la città. Anche a Kyoto, come in tutte le località turistiche famose, c’è un’ampia scelta di alberghi e alloggi.

Vogliamo dunque presentarvi e consigliarvi due albeghi famosi fra i tanti che si trovano a Kyoto.

Il primo è l’Hotel Granvia Kyoto.

Innanzitutto è raccomandato in quanto facilmente accessibile. Si trova infatti all’interno del complesso della stazione centrale di Kyoto, ed è quindi accessibile direttamente dalla stazione senza neppure bisogno di uscire, a differenza degli altri alberghi della città. Non solo quasi tutti i turisti raggiungono Kyoto in treno arrivando alla stazione centrale, ma per visitare al città si servono degli autobus o della metropolitana: moltissimi autobus partono proprio dal capolinea di fronte alla stazione centrale, in cui si trova anche una stazione della metropolitana. Dunque alloggiare dentro la stazione è comodissimo sia per chi arriva o parte sia per chi visita Kyoto coi mezzi pubblici. La qualità dell’albergo non è poi per nulla inferiore alla sua comodità geografica. Il prezzo non è tra i più economici, ma la le belle camere e la colazione a buffet valgono senz’altro la spesa. Lo staff parla inglese e anche altre lingue.

    

la colazione dell’hotel                                   una camera

Il secondo è l’albergo Mitsuki  Kyoto.

Visto che siete a Kyoto, l’antica capitale del Giappone e il centro della cultura tradizionale giapponese, è naturale che vogliate soggiornare in un albergo in stile giapponese tradizionale. Se questo è quello che desiderate, vi consigliamo l’albergo Mitsuki Kyoto. Anche questo albergo è in una posizione molto comoda per i turisti: si trova infatti a soli tre minuti a piedi dalla stazione della metropolitana di Marutamachi, raggiungibile dalla stazione centrale senza cambi, ed è vicino ad alcune delle attrazioni turistiche principali di Kyoto, quali il castello di Nijo e il Museo internazionale dei manga. Le camere al pianoterra si affacciano direttamente sul giardino interno in stile giapponese, e vi si può godere appieno l’autentica atmosfera della Kyoto di una volta. Le camere stesse sono disegnate e arredate sul modello delle abitazioni kyotesi tradizionali, e permettono un’immersione completa nell’atmosfera tipica della città vecchia. Anche la cucina è completamente tradizionale e di alta qualità. Non sappiamo se lo staff sia in grado di comunicare bene in inglese, ma provare a comunicare con i locali che non parlano altre lingue fa parte delle esperienze divertenti e interessanti di un viaggio all’estero.

una camera in stile tradiazionale

la colazione

Vi abbiamo voluto presentare questi due alberghi, ma naturalmente a Kyoto ce ne son tanti altri, per tutti i gusti e tutte le tasche. Se venite a Kyoto e vi interessano o un albergo moderno in posizione comoda per girare la città, o un’albergo tradizionale dove assaporare la cultura della Kyoto di una volta crediamo che questi due alberghi facciano per voi.

La ferrovia Eizan

La ferrovia Eizan

Yuji Yamazaki     Ryota Fuji

treno eiden bosco

Un treno Eizan nel paesaggio naturale

Eizan Electric Railway (spesso abbreviato in Eiden) è una compagnia ferroviaria che gestisce il percorso dalla stazione Demachiyanagi nel quartiere Sakyoku a Yase e Kurama nel comune di Kyoto.

I sedili dei treni sono normalmente allieneati sui lati del convoglio e rivolti verso l’interno, ma ci sono anche treni panoramici in cui i sedili sono rivolti verso gli ampi finestrini, permettendo di vedere il paesaggio e di ammirare i mutamenti stagionali della natura.

Come si prendono i treni della compagnia Eizan

 

  1. Quando si sale

Si sale dalla porta posteriore. Nelle stazioni presidiati si acquistano i biglietti ai distributori automatici. Nelle stazioni non presidiate non vi è alcun distributore per i biglietti e quindi si deve pagare nel treno. Quando si sale si deve ritirare il biglietto che riporta il numero della stazione di salita dalla macchina erogatrice che si trova a sinistra della porta. Ci sono anche stazioni non presidiate in cui sono installati i distributori automatici di biglietti, ma si tratta solo di quelle più affollate.

  1. Quando si scende

Nelle stazioni presidiate si paga in contanti al cancello della biglietteria, mostrando il biglietto che riporta il numero della stazione di salita, oppure si consegna il biglietto precedentemente acquistato all’addetto. Nelle stazioni non presidiate si devono inserire nella casella tariffaria vicino al posto di guida il biglietto col numero della stazione di salita e il contante corrispondente alla tartiffa dovuta o il biglietto precedentemente acquistato. Solamente nella stazione di Demachiyanagi si trovano macchine per l’esame dei biglietti ai cancelli automatici di uscita in cui si devono inserire i biglietti acquistati nella stazione di salita.

Mappa del percorso

Alla stazione di Takaragaike la linea si divide in due, la linea Eizan e la linea Kurama.

Tariffe

Le tariffe sono basate su un sistema a settori. I confini dei settori sono alla stazione di Shugakuin, alla stazione di Iwakura, alla stazione di Nikenchaya e alla stazione di Ninose, e quando si attraversano queste stazioni aumenta il numero dei distretti percorsi, quindi anche la tariffa cresce.

1º settore: adulti 210 yen, bambini 110 yen

2º settore: adulti 260 yen, bambini 130 yen

3º settore:  adulti 330 yen, bambini 170 yen

4º settore:  adulti 380 yen, bambini 190 yen

5º settore: adulti 420 yen, bambini 210 yen

(Adulti: maggiori di 12 anni; bambini: da 6 a 12 anni)

I bambini fino a un anno non pagano, e un passeggero pagante può accompagnare fino a due bambini tra 1 e 6 anni non paganti.

treno eiden

Un treno in città

Esempi di tariffe

Demachiyanagi → Ichijoji, Shugakuin

Adulti 210 yen, bambini 110 yen

Demachiyanagi → Yase-Hieizanguchi

Adulti 260 yen, bambini 130 yen

Demachiyanagi → Kibuneguchi, Kurama

Adulti 420 yen bambini 210 yen

Lo staff della compagnia è sempre presene alla stazione principale di Demachiyanagi, dove sono sempre in funzione anche i distributori automatici di biglietti e i cancelli automatici di uscita. Non ci sono altre stazioni in cui il personale è sempre presente.

Nei periodi di maggior affluenza turistica le stazioni di Kibuneguchi e Yase-Hieizanguchi sono presidiate in via straordinaria, come anche la stazione di Iwakura durante il periodo in cui si vanno ad ammirare le foglie autunnali.

In alcuni giorni feriali sono presidiate le stazioni di Chayama, Ichinariji, Shugakuin, Iwakura, Kino, Kyoto Seika University e la stazione di Nikenchaya.

Biglietto giornaliero Eizan Railway 1 Day Pass

Si possono acquistare biglietti giornalieri che consentono un uso illimitato dei treni Eizan per un giorno, molto convenienti per i turisti.

  1. Dove si possono acquistare i biglietti giornalieri

Stazioni di Demachiyanagi, Shugakuin, Kurama(dalle 9:40 alle 16:30)

  1. Tariffe

Adulti 1,000 yen, bambini 500 yen

Collaborazione con fumetti e anime

Nell’ambito delle attività per il rilancio della città, Eizan Railways sta collaborando con vari fumetti, cartoni animati e video giochi, tramite l’esposizione di disegni su pannelli o cartelli all’interno dei treni o nelle stazioni.

URL

Eizan Railway – English

https://eizandensha.co.jp/en/

Sette meraviglie del Kiyomizudera

Reno Mitani e Yuta Morioka 

 

Vi presentiamo le sette meraviglie del tempio Kiyomizudera.

Il Kiyomizudera è una delle attrazioni turistiche più famose a Kyoto. È un tempio buddista costruito nell’anno 788 d.C. Per poterlo apprezzare appieno quando lo si visita, è opportuno conoscere le cosiddette “sette meraviglie”, sette caratteristiche architettoniche o sculturee che lo rendono unico e molto interesasante. Conoscendole, la nostra visita al tempio risulterà senz’altro più fruttuosa.

La prima meraviglia sono i cani-leoni (komainu) di pietra posti a guardia dell’ingresso del tempio. Si vedono spesso nei santuari scintoisti e in alcuni templi budddisti, e hanno la funzione simbolica di proteggere il luogo sacro dalle influenze malefiche. Essendo posti all’ingresso, simboleggiano anche l’inizio e l’origine.

La seconda meraviglia è un foro sul lato destro del portale d’ingresso, largo circa quanto un dito. Appoggiandovi l’orecchio si sente un suono peculiare.

La terza è il baldacchino che protegge la campana sul lato sinistro dell’ingresso. Di solito i baldacchini per le campane sono sorretti da quattro colonne, ma questo è sorretto da sei colonne.

baldacchino campana kiyomizudera

la campana all’ingresso del tempio

La quarta meraviglia sono le sculture di draghi posto negli angoli sudorientali dei tre tetti della pagoda a tre piani. I draghi sono su ogni piano, ma solo in questa direzione.

La quinta è la lanterna di pietra sul lato occidentale del tempio, sulla cui superfice è scolpita a bassorilievo una tigre accovacciata dallo sguardo penetrante.

tigre lanterna kiyomizudera

la lanterna di pietra con la tigre

 

 La sesta è una pietra posta davanti allo storico padiglione Asakurado, su cui sono scolpite le impronte di due piedi lunghi 50 centimetri.

La settima meraviglia è il famoso è il palco costruito di fronte al padiglione principale. Si tratta di una struttura sopraelevata sorretta da un’intelaiatura in legno di 13 metri che non ha paragoni nell’architettura buddista e rende l’immagine del Kiyomizudera riconoscibile a prima vista. La struttura è stata costruita con tronchi di alberi di 400 anni di età, e dimostra la grande maestria dei carpentieri che la realizzarono quasi 1300 anni fa.

palco kiyomizudera

il famoso palco sopraelevato

Molti turisti stranieri che visitano il Kiyomizudera non conoscono queste sette meraviglie, e di conseguenza la loro visita è meno interessante di quello che potrebbe essere. Ora che voi le conoscete, cercatele quando andate a visitare il Kiyomizudera.

 

La cultura del periodo del Ginkaku-ji

Yuta Morioka e Reno Mitani

Vi vogliamo parlare della cultura del periodo in cui il tempio Ginkaku-ji (il Tempio del padiglione d’argento) è stato costruito.

Innanzitutto, avete mai visto il Ginkaku-ji?

È uno dei monumenti più famosi e visitati di Kyoto, ed è stato costruito nel 1490. Il nome ufficiale è Higashiyama Jishojii, ma viene comunemente chiamato Tempio del padiglione d’argento.

A questo proposito, chi lo vede si pone spesso una domanda: l’altro famoso tempio con padiglione di Kyoto è chiamato Kinkaku-ji, cioè Tempio del padiglione d’oro, perché il padiglione è effettivamente ricoperto d’oro; perché invece il Tempio del padiglione d’argento è chiamato così, visto che il suo padiglione non è ricoperto d’argento?

Ci sono due teorie principali.

Secondo la prima teoria, il motivo sono state difficoltà finanziarie.

Siccome fu dopo una ribellione, lo shogunato (il governo militare del Giappone che allora aveva sede a Kyoto) aveva pochi soldi, quindi non aveva i fondi per le lamine d’argento che avrebbero dovuto ricoprire il padiglione secondo il piano originario.

Secondo l’altra teoria, invece, il padiglione è stato volutamente lasciato in legno perché si voleva costruire un edificio di eleganza sobria e semplice. Essendo meno vistoso del Padiglione d’oro, sarebbe quindi stato chiamato Padiglione d’argento.

La cultura del periodo in cui il Ginakaku-ji è stato construito è chiamata cultura di Higashiyama, dal nome della zona in cui sorge il tempio. Questa cultura è importantissima nella storia culturale e artistica del Giappone, poiché molte delle idee estetiche e delle arti tradizionali giapponesi sono nate o sono state sviluppate e codificate proprio in questo periodo, Per esempio, i concetti estetici di wabi e sabi e la famosa cerimonia del tè sono prodotti della cultura di Higashiyama.

L’estetica del wbu sabi è tipica della cultura giapponese tradizionale. Si basa su un’idea di bellezza semplice e transitoria, ispirata alle idee buddiste sulla natura impermanente ed effimera della realtà.

Per esempio, in questa estetica vengono apprezzate le incrinature e le irregolarità nelle opere in ceramica, in quanto esprimono il carattere imperfetto e passeggero delle cose e della vita.

La cerimonia del tè è una forma ritualizzata di interazione tra persone, basata sul concetto di omotenashi, che significa prendersi cura degli ospiti.

Ci sono molto regole nella cerimonia del tè, e nelle scuole tradizionali ogni mossa è rigorosamente codificata: per esempio, non si può bere d’un fiato, ma bisogna assaporare il tè a piccoli sorsi.

Ci sono molti posti a Kyoto dove si può sperimetare la cerimonia del tè.

Nel period di Muromachi, un gioco per colpire la marca di tè era popolare.

Anche i giardini di questo periodo sono molto particolari ed interessanti. I più tipici sono i giardini secchi, cioè composti da rocce, ciotoli, sabbia e muschio, senza alberi ed erba. I più famosi sono il giardino del tempio Ryoanji e i molti giardini del complesso di templi del Daitokuji, entrambi a Kyoto.

L’immagine della cultura artistica giapponese creata nel periodo in cui fu costruito il Ginkakuji sopravvive ancora oggi, quindi se volete conoscere la cultura giapponese dovete assolutamente vedere le opere e sperimentare le arti della cultura di Higashiyama.

Nishijin

Nishijin è il nome con cui sono comunemente conosciuti diversi tipi di tessuti tradizionali di Kyoto. È il nome di una zona della città a ovest del palazzo imperiale, nel quartiere di Kamigyoku. Sebbene non sia un’area amministrativa designata, fin dai tempi antichi in questa zona si sono radunati i tessitori della città. In particolare, i laboratori tessili si sono diffusi a Nishijin dopo la Guerra di Onin (1467-1477), durante la ricostruzione successiva alla devastazione della città causata dalla guerra. Anche il nome Nishin ha origine nel periodo della Guerra di Onin

I nomi “Nishijin” e “tessuti Nishijin” sono marchi registrati presso l’Associazione degli Artigiani Tessili di Nishijin (陣織工業組合Nishijin Textile IndustryAssociation).

 

La produzione dei tessuti Nishijin

Si tratta di tessuti fantasia tinti in cui i disegni sono ottenuti intrecciando fili colorati. Prima della tessitura sono sottoposti a vari processi di lavorazione, la maggior parte dei quali sono affidati a specialisti di ogni singolo processo. La produzione si suddivide nelle fasi di pianificazione, preparazione delle materie prime, preparazione dei macchinari, tessitura e finitura. Con i tessuti Nishijin vengono prodotti vari articoli: kimono, cravatte, ombrelli, ecc.

I tessuti Nishijin sono definiti come prodotti tessili tinti ottenuti con metodi di lavorazione graduali. Sono prodotti vari tipi di tessuti di seta, quali spelling (legatura), broccato, castagna (dente di leone), Zhu Shin (Shuchin), kasuri, pongee, ecc. Questi tessuti che utilizzano filati multicolori di alta qualità sono estremamente raffinati e decorati con splendidi motivi.

 

Al giorno d’oggi ci sono molte iniziative per fare conoscere e diffondere i tessuti di Nishijin

L’Associazione degli Artigiani Tessili di Nishijin è impegnata in varie attività di pubbliche relazioni che coinvolgono sia i produttori sia i consumatori. Le iniziative principale sono la composizione e pubblicazioni di vari materiali informativi, quali grafici, opuscoli, mappe, annuari.

A Nishijin si possono visitare Nishjinkaikan Orinasukan, un museo dei tessuti Nishijin dove sono esposti tanti tessuti e capi di abbigliamento antichi e moderni, e si può vedere come vengono prodotti, nonché fare esperienza diretta del processo di produzione. Nishijinkaikan è specializzato nei tessuti Nishijin, ma a Orinasukaikan si possono vedere anche altri tipi di tessuti giapponesi.

http://nishijin.or.jp/eng/ (in inglese)

http://orinasukan.com/ (in giapponese)

 

Le mie scarpe sportive in tessuto di Nishijin

 

 

Borse in tessuto di Nishijin

 

 

 

Nishijinkaikan

Kyo-yuzen

La storia di kyo-yuzen
Yuzen è una tecnica tradizionale per realizzare disegni ornamentali su tessuti per kimono. Ci sono varie tradizioni di yuzen che prendono il nome dalle zone d’origine, ad esempio Tokyo-yuzen  e Kaga-yuzen, quest’ultima tipica di Kanazawa. Kyo-yuzen, la tecnica yuzen di Kyoto, è la più antica e la più famosa. Si dice che i disegni creati con la tecnica kyo-yuzen rendano la vita più ricca e interessante.
Al giorno d’oggi i tessuti lavorati con kyo-yuzen sono prodotti principalmente nella prefettura di Kyoto, in partcolare nelle città di Kyoto, Uji, Kameoka, Joyo, Muko, Kumiyama.
Si dice che Kyoyuzen sia nato nell’era Genroku del periodo Edo. Prima dell’era Genroku venivano usate varie tecniche di decorazione dei tesuti a ricamo e laminazione, ma tale tecniche erano considerate troppo lussose e perciò furono vietate in base a leggi suntuarie, cioè leggi contro il lusso eccessivo, promulgate dallo Shogunato (il governo del Giappone premoderno). La tecnica kyo-yuzen nacque proprio per sostituire le tecniche vietate, e il nome derivava dal nome del primo artigiano che utilizzò la tecnica, Miyazaki Yuzen (1654-1736), un pittore di ventagli di Gion. Ci sono due varianti principali della tecnica kyo-yuzen, la tecnica del disegno a mano e la tecnica del disegno a stampo, quest’ultima introdotta da Hirose Jisuke (1822-1890).

tessuto kyo-yuzen

Kimono kyo-yuzen

 

L’esecuzione di kyo-yuzen
I tessuti di seta sono tinti a mano o a stampo, e per i disegni più complessi ci sono fino a 14 fasi di lavorazione, ognuno affidato ad artigiani specializzati. Gli stampi di carta utilizzati sono molto elaborati e variopinti.

Caratteristiche
Per i disegni kyo-yuzen sono preferiti colori di tonalità tenue, di cui spesso è difficile capire il colore di base, applicati con grande cura e precisione per ottenere un risultatato elegante e sontuoso. I motivi ornamentali sono motivi tradizionali stilizzati, e oltre al colore vengono utilizzate anche altre tecniche quali ricami e lamine d’oro.

Miyazaki Yuzen
La tecnica originaria di disegno a mano è nata attorno alla metà del periodo Edo ad opera di Miyazaki Yuzen, che utilizzò la tecnica per decorare ventagli e gli indumenti tradizionali leggeri kosode. Miyazaki pubblicò un campionario di disegni che ha contribuito alla diffusione della tecnica.

Hirose Jisuke
All’inizio del periodo Meiji Hirose Jisuke creò una nuova tecnica kyo-yuzen, riuscendo a sviluppare una tecnica di disegno a stampo, utilizzando stampi in carta e colla per applicare i motivi ornamentali su tessuti crêpe.

 

Un disegno kyo-yuzen fatto da me

 

The Kimono Forest of Arashiyama, un’esibizione all’aperto di tessuti kyo-yuzen

I tessuti di Nishijin

Abbiamo fatto una ricerca sui tessuti di Nishijin, uno dei prodotti artigianali tradizionali di Kyoto.
Nishijin ha una lunga storia, e la produzione di tessuti tradizionali giapponesi si può fare risalire al periodo Kofun.

A Kyoto non esiste un’area ufficialmente chiamata Nishijn. Nishijin è il nome informale di un’area di circa tre chilometri quadrati, delimitata a nord da via Kitaooji, a sud da via Marutamachi, a est da via Karasuma, e a ovest da via Nishioji. In questa zona sono riunite le ditte artigianali che producono i tessuti noti come Nishijin, e vi si producevano tessuti sin dal periodo Heian. Furono i funzionari del periodo Heian chiamati Oribe no Tsukasa, responsabili dei tessuti usati a corte, a fare radunare gli artigiani tessili più capaci, dando originane alla tradizione di Nishijin.

II tessuti di Nishijin sono tessuti broccati ottenuti intrecciando fili tinti multicolori, e il loro fascino sta nel fatto che i fili policromi permettono la realizzazione di bei motivi ornamentali. La loro produzione richiede una tecnica estremamente raffinata ed è molto lunga e laboriosa, ed è  per questo e per la loro lunga storia che godono di grande fama.
I tessuti di Nishijin sono utilizzati per adornare i carri che si utilizzano al festival di Gion, il più importante festival religioso tradizionale di Kyoto, che è un elemento importantissimo della cultura tradizionale della città,  e questo ha contribuito a renderli una delle arti tradizionali più famose di Kyoto.

Ci sono 12 tecniche fondamentali di tessitura Nishijin, ma ve ne presentiamo tre esempi rappresentativi.

1. Tsudzuri (legatura)
Per delineare il motivo ornamentale con i fili, si intrecciano i fili dell’ordito con un filo della trama da tre a cinque volte più denso dei fili dell’ordito.

2. Tatenishiki (broccato ordito)
Sia il motivo sia lo sfondo broccato sono ottenuti letteralmente usando solo i fili dell’ordito. Se, per esempio, si tratta di un tessuto in tre colori si intrecciano insieme tre fili dell’ordito di tre colori per ottenere un filo multicolore, e in seguito si intrecciano tali fili multicolori per creare il disegno del tessuto.

3. Mojiriori (tessitura intrecciata)
Normalmente i tessuti broccati si ottengono intrecciando i fili dell’ordito paralleli tra loro ad angolo retto con i fili della trama, ma nella tecnica mojiriori si varia la posizione dei fili o dell’ordito a destra e a sinistra rispetto ai fili della trama, in modo da creare degli spazi fra i fili della trama..

Anche se questi e altri tessuti sono chiamati collettivamente tessuti di Nishiki, il modo di produzione è diverso, e questo permette la creazione di una gran varietà di motivi ornamentali.
Ai turisti stranieri che vogliono vedere i tessuti di Nishiki per conscere ed esperire la cultura tradizionale del Giappone e di Kyoto raccomandiamo di visitare Nishijin Ori Kaikan (Nishijin Textile Center).

  • kimono

Soware, caffè retrò a Kawaramachi

Yuji Yamazaki, Yuto Masuda

 

Si dice che le caffetterie abbiano avuto origine nell’Italia del 17° secolo.

Lo scopo originario era quello di vendere caffè, ma col tempo si sono trasformate in locali per passare un po’ di tempo in relax.

 

Storia delle caffetterie giapponesi

In Giappone il primo locale in cui poteva bere caffè fu aperto nel 1888, e in seguito, grazie alla diffusione delle abitudini alimentari occidentali, apparvero numerose caffetterie.

L’importazione di caffè, che era considerato un bene di lusso, fu completamente proibita durante la seconda guerra mondiale, e molte caffetterie furono costrette a cessare l’attività.

Tuttavia dopo la fine della guerra il numero delle caffetterie tornò a crescere.

Negli anni ’70 i popolari videogiochi di Space Invaders cominciarono a essere collocati nelle caffetterie, e di conseguenza gli studenti cominciariono a frequentarle in gran numero.

Siccome molti studenti passavano troppo tempo a giocare ai videogiochi e non studiavano, ci furono addirittura scuole che inserirono nel regolamento scolastico clausole che vietavano esplicitamente agli studenti di mettere piede nelle caffetterie.

L’esigenza di risparmiare tempo ha portato col tempo alla nascita e alla rapida diffusione di caffetterie self-service, come la catena Caffè Doutor, popolare nella regione del Kansai in cui si trova Kyoto.

Anche i minimart hanno cominciato a vendere caffè da consumarsi sul luogo, tra cui il caffè freddo da bere d’estate che sta diventando sempre più popolare.

 

Soware (ソワレ)

Soware è una delle caffetterie nate nel dopoguerra, essendo stata aperta nel 1948.

Il nome rende nella fonetica giapponese il francese soirée, che significa “serata”.

Una delle caratteristiche del locale è l’illuminazione blu dell’interno, pensata per fare risaltare la bellezza delle donne, sulla base dei risultati delle ricerche sugli effetti del colore effettuate dall’eaperto di tintura Rokuro Uemura.

Il menu comprende bevande a base di caffè e tè, e popolari bevande originali a base di gelatina (vedi sotto), create e introdotte nel menu intorno al 1978 dalla moglie del proprietario di seconda generazione.

A Soware si vendono anche souvenir originali, come cartoline e occhiali.

Interno

La luce blu conferisce all’ambiente un’atmosfera surreale e fantastica.

Il locale è diviso in due piani, e gli ambienti sono leggermente diversi. Il primo piano è più luminoso, poiché è più esposto alla luce del sole, quindi se volete godere appieno l’atmosfera particolare del blu di Soware è consigliabile sedersi al secondo piano.

Le illustrazioni che si vedono negli occhiali e nei sottobicchieri del locale, come i dipinti che decorano l’interno, sono del pittore Togo Seiji.

 

Jelly punch ¥700

Jelly punch è la bevanda più venduta di Soware.

Consiste di gelatina in vari colori (blu, giallo, rosso e verde) in soda fredda.

La luce blu all’interno del locale vi si riflette e fa brillare i cubi di gelatina come gioielli.

La gelatina si sposa perfettamente con la soda al limone, e il gusto è eccezionale.

 

〇Jelly coffee¥700

La tipica gelatina di caffè è servita con sciroppo dolce, quindi la si può rendere dolce a piacere.

 

Accesso

Soware si trova a a Shijo Kawaramachi, il centro della moda e della cultura a Kyoto, vicino alla stazione di Hankyu Kawaramachi, ed è quindi facilmente accessibile.

 

Indirizzo : 600-8001 Shinmachi 95 Shimogyoku Kyotoshi

Orario : 13:00~19:30

Tel : 075-221-0351

Giorno di chiusura: Lunedì

Tè a Kyoto


Studiando le lingue straniere abbiamo spesso occasione di incontrare studenti di altri paesi che vengono a studiare il giapponese. Spesso gli studenti stranieri dicono che gli piace molto il maccha, il tè verde in polvere usato nella cerimonia del tè, e ci chiedono se conosciamo negozi dove si può comprare del maccha di qualità. Per questo pensiamo che molti stranieri siano interessati al tè giapponese, e vi vogliamo parlare del tè che si produce a Kyoto. Il tè è uno dei prodotti tradizionali più famosi del Giappone, essendo associato non solo alla cucina ma anche alle arti e alla cultura, come dimostrato dalla cerimonia del tè. Il tè più famoso e rinomato del Giappone è quello che si produce nella prefettura di Kyoto, in particolare quello prodotto nella cittadina di Uji. Altri tè famosi sono il tè di Shizuoka e il tè di Sayama, ma quello di Uji vanta la tradizione più antica ed è considerato il migliore da molti. Gustosità è veramente fresco.

Nel 1191, durante l’epoca Kamakura, il monaco buddista Eisai tornando dalla Cina portò in Giappone, assieme a testi del buddismo Zen, i primi semi di tè, e fu iniziata la coltivazione de tè di Uji. Nel successivo periodo Muromachi Ashikaga lo shogun Yoshimitsu fece avviare tante piantagioni di tè e la produzione e la diffusione del tè si espansero notevolmente. Il tè non veniva bevuto semplicemente per assaporarne il gusto, ma anche come occasine per intrattenere ospiti e socializzare. I questo periodo il tè di Uji divenne famoso come il tè per eccellenza, al punto che si diffuse l’epressione “Chi dice tè dice Uji” (お茶は宇治). Sia i membri della famiglia dello shogun che i membri della famiglia imperiale cominciarono infatti a usare esclusivamente il tè di Uji, consolidandone la fama di tè di alta qualità.
Pe rla contivazione del tè sono necessari più di 1300 mm di pioggia in un anno e una temperatura media circa 14°-16°. Queste condizioni rendono Kyoto e Uji idelai per la coltivazione. Inoltre se l’escursione termica tra il giorno e la notte è ampia l’aroma del te diventa migliore, e anche questa caratteristica rende il tè di Uji eccellente.
Ci sono otto tipi diversi di Ujicha, cioè tè di Uji. Hojicha e genmaicha sono i piu economici e anche quelli con il gusto meno particolare e quindi più apprezzabili per i non intenditori. Siccome l’aspetto è simile, spesso si pensa erroneamente che queste due varietà di tè non idfferiscano molto, ma in realtà sono prodotte con foglie diverse. Le foglie sono molto scure, quindi si pensa che abbiano un gusto molto aspro e amaro, ma in realtà siccome sono arrostite a lungo perdono molta caffeina e molti tannini, quindi hanno un gusto leggero e sono facilmente bevibili. Il genmaicha ha un aroma diverso perché vi si aggiunge riso integrale (genmai) torrefatto. Il tè gyokuro è il più raffinato fra tutte le varietà di tè giapponese, ed è molto rinomato per il gusto eccellente che si dà alla bevanda anche in piccole quantità. Anche il tè kariganecha è molto rinomato. È prodotto con il gambo delle foglie di gyokuro, che contengono molti dei principi attivi che danno un sapore dolce all’infusione. Il tè maccha è prodotto facendo seccare le foglie stufae a vapore e polverizzandole. Più la qualità è alta, più il tè ha un gusto forte e un aroma ricco. Mentre gli altri tipi di tè sono usati in infusione, nel caso del maccha la foglia intera polverizzata viene sciolta in acqua calda e ingerita, quindi il tè maccha contiene tutti i principi attivi della foglia.

Riho Yamashita

Yuko Hoshide

Kosuke Harada

Il ramen di Men Bistro Nakano

Yuji Yamazaki, Yuto Masuda

Il ramen è un piatto che ormai rappresenta il Giappone nel mondo, ed è conosciuto e apprezzato quasi quanto la pasta.

Il ramen è infatti uno dei piatti più noti della cucina giapponese moderna, insieme al riso al curry e alla cotoletta di maiale. Grazie al boom di interesse per il ramen, recentemente le maggiori catene di ristoranti di ramen giapponesi hanno aumentato il numero di filiali all’estero.

 

〇La storia del Ramen

1697: Secondo una tradizione, Mito Komon è il primo giapponese a mangiare gli spaghetti cinesi. Il letterato confuciano cinese Zhu Zhiyu (Shu Shunshu nella lettura giapponese) viene in Giappone, e per ringraziare Mito Komon dell’ospitalità gli fa assaggiare una zuppa di tagliatelle cinesi di grano. Tuttavia per lungo tempo le tagliatelle cinesi non si diffondono tra la gente comune.

1859: Con l’apertura del paese entrano in Giappone molti stranieri, e con loro arrivano varie cucine di oltreoceano. In seguito a questo fenomeno, le tagliatelle cinesi cominciano a diffondersi in Giappone.

1870: Il primo ristorante cinese del Giappone appere nell’insediamento per stranieri di Yokohama.

1899: Con l’abolizione degli insediamenti per stranieri comincia a diffondersi tra i giapponesi la cucina cinese, compresi i piatti a base di tagliatelle cinesi.

1910: Apre il primo ristorante di ramen giapponese, Rairaiken ad Asakusa, un quartiere nel centro di Tokyo, che unisce i piatti cinesi a base di tagliatelle e la cultura culinaria giapponese.

1923: A causa del grande terremoto del Kanto, i ristoranti di ramen che si trovavano principalmente a Tokyo e Yokohama si spargono in tutto il paese. A causa della distruzione degli edifici, aumenta il numero delle bancarelle, tra cui molti ristoranti di ramen.

1939: Inizia la seconda guerra mondiale e molti ristoranti di ramen devono chiudere. Alcuni di essi riapriranno dopo la fine della guerra.

1945: Dopo la guerra il ramen ricomincia a diffondersi in ogni parte del Giappone.

1958: Viene lanciato sul meracto il primo ramen istantaneo “Nissin Chicken Ramen”. Fino a questo momento il ramen era generalmente chiamato “shina soba” (“tagliatelle cinesi”), ma grazie al ramen istantaneo ora si diffonde il termine “ramen”.

 

〇Il nome del Ramen

La parola giapponese ramen è generalmente scritta “ramen”, ma a volte  è scritta “raumen” e “raamen”. Raramente sono ancora usate le espressioni “soba cinese” e “shina soba”, ma si tratta dello stesso tipo di piatto chiamato con nomi diversi. Non si usa invece più il primo nome dato al ramen in Giappone, “Nankin soba” (tagliatelle di Nanchino).

 

〇I ramen a Kyoto

La preparazione del ramen è diversa nelle varie zone del Giappone, e i ramen mangiati in una particolare area sono chiamati ramen locali.

A Kyoto ci sono molti ristoranti di ramen famosi, in particolare nella zona di Ichijoji-Higashioji nel quartiere di Sakyo-ku. A csusa della competizione fra i vari ristoranti, questa zona è  soprannominata “il campo di battaglia dei ramen”.

〇Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

Vi presentiamo dunque un ristorante di ramen del “campo di battaglia dei ramen”, Men Bistro Nakano, che fa un ramen un po’ particolare. Ha aperto tre anni fa con il nome Shimafukuro (シマフクロウ), e dopo un anno hanno cambiato il nome in Men Bistro Nakano (麺 ビストロ Nakano).

Il brodo di questo ristorante è un brodo alla francese, in quanto sono usate erbe aromatiche usate nella cucina francese per insaporirlo: alloro, bouquet garni ecc. Le erbe aromatiche attenuano il gusto forte della carne e del pesce e danno al brodo un sapore più delicato.

Naturalmente ci sono anche ingredienti tipici della cucina giapponese, per avvicinare il gusto al palato dei giapponesi.

 

Il ramen con salsa di soia nera (黒しょうゆめん)  ¥750

Il ramen con salsa di soia nera (黒しょうゆめん)  ¥750

 

Il ramen con la zuppa pomodoro alla trippa (トリッパ入りとまとめん) ¥900

Il ramen con brodo di pomodoro alla trippa (トリッパ入りとまとめん) ¥900

 

Molto particolare nel menu di Men Bistro Nakano è il ramen con il brodo pomodoro alla trippa, preparato in un brodo di pomodoro al sapore di basilico, e le tagliatelle sono elastiche come l’udon. La trippa è fresca, e il brodo di pomodoro ne attenua il gusto che per alcuni è un po’ sgradevole, quindi hanno un sapore abbastanza delicato. Anche se l’accostamento di ramen e trippa sembra strano a prima vista, mangiandolo non abbiamo avuto nessun problema.

 

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

Men Bistro Nakano

Men Bistro Nakano

 

■Indirizzo

Nishinishikikojicho 269 Nakagyoku Kyotoshi

■Tel.

075-241-0907

■Orario

11:30~15:00 , 18:00~22:00

■Giorno di chiusura

Lunedì

■Sito web

http://menbistronakano.net/001.html