il parfait di maccha

October 26, 2015

Asami Kida, Seri Kogishi, Hikari Komatani

 

Maccha è un tipo di tè tradizionale giapponese in polvere, usato nella cerimonia del tè. Il maccha si usa anche in tanti dolci e piatti come ingrediente.

Gli ingredienti del parfait di maccha sono shiratama (gnocchi di farina di riso), anko (pasta dolce di fagioli) e gelato, cioè i dolci che stanno bene con il maccha.

A Kyoto ci sono tanti locali dove lo si può mangiare. Per esempio…

parfait te' in polvere

PARFAIT DI MACCHA   a: gelato al maccha; b: gelato alla vaniglia;   c: warabimochi (gelatina vegetale dolce):  d: chiffon cake (simile alla torta paradiso) al maccha;   e: anko;   f: castagna;   g: agar-agar

 

Ci sono tanti altri dolci al maccha.  Per esempio torte, financier, cioccolatini, gelati ecc.

Quando venite a Kyoto provate a mangiarne tanti tipi

Il parfair di maccha nella foto sopra si mangia a Gion Komori.

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URL: http://www.gowon-komori.com/

 

 

 

I dolci giapponesi a Kyoto

Asami Kida, Seri Kogisi, Hikari Komatani.

 

Ci sono tanti negozi di dolci occidentali e dolci giapponesi a Kyoto. Vi vogliamo presentare due prodotti tipici di questi negozi: yatsuhashi, nama-yatsuhashi e higashi prodotti con lo zucchero wasanbon.

 

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Yatsuhashi

 

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Lo strumento musicale so

 

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Il ponte Yatsuhashi

 

Yatuhashi è un dolce tipico di Kyoto al sapore di cannella.

Gli ingredienti sono zucchero e farina di riso cotti come biscotti.

 

Lo yatsuhashi è stato prodotto e servito per la prima volta in una sala da tè della zona del tempio Shogoin nel 1689.

Ci sono due teorie sull’origine del nome: secondo alcuni deriva dal nome di un famoso suonatore di so, uno strumento musicale di cui lo yatsuhasi imiterebbe la forma; secondo altri deriva invece dal ponte Yatsuhashi dell’antica regione di Mikawanokuni (si vedano le foto sopra).

 

Il 96% delle persone che comprano souvenir di Kyoto acquistano dolci tradizionali, il 45.6% dei quali sono yatsuhashi.

 

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i fiori di ciliego: la primavera

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la rana e la piogga: la stagione delle piogge (tra primavera ed estate)

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la vespa: l’estate

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Babbo Natale: il natale

 

(ii) Il nama yatsuhashi è fatto con la pasta non biscottata di yatsuhashi (nama significa “crudo”) Per fare il nama yatsuhashi la farina di riso, lo zucchero e la cannella sono mescolati e cotti a vapore. Generalmente si mangia con un ripieno di an, cioè una specie di marmellata fatta impastando fagioli azuki e altri tipi di fagioli, aggiungendo lo zucchero e il sale e cuocendo il tutto.

Ci sono negozi di nama yatsuhashi che cambiano la forma e il colore dei dolci o il sapore del ripieno a seconda della stagione. Ci sono inoltre alcuni negozi nei quali si può scegliere il tipo di marmellata da usare come ripieno.

Nelle foto sopra si vedono lcuni tipi di nama yatsuhashi divisi per stagione:

 

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1. sakura

 

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2. momiji

 

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3. Fujin e Raijin

 

Higashi sono dolci secchi fatti con poca acqua. Nelle foto si vedono higashi di varie forme fatti con lo zucchero wasanbon, mangiati spesso durante la cerimonia del tè. Wasanbon è un tipo di zucchero a cristalli minuti che ha una lavorazione e un sapore particolari. Sono prodotti in tante forme, e alcuni negozi cambiano le forme ogni stagione.

In primavera si usa la forma dei fiori di ciliegio (sakura, foto 1), in autunno la forma delle foglie d’acero momiji (foto 2). Ci sono anche quelli con le facce di Fujin e Raijin (foto 3), il dio del vento e il dio del tuono. Queste due forme esprimono una caratteristica della cultura giapponese: nelal religione autoctona giapponese, come nella mitologia greco-romana, ci sono tanti dei.

 

↓Dove si possono trovare questi dolci?↓

Nama-yatsuhashi; nikiniki (sede) → http://www.shogoin.co.jp/

Wasanbonsei; sichijo kansyundo → http://www.7jyo-kansyundo.co.jp/index.html

 

 

consultazione  →   http://umihamamatsu.hamazo.tv/e5475792.html

http://www.gakki.com/shopping/bunka_koto.html

http://ginjo.fc2web.com/183kaerunoasobi/kaeru_asobi.html

 

 

 

Kyoto Shabonya

by Mika Yamauchi

Che cosa è Kyoto Shabonya?

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L’esterno di Kyoto shabonya


 

Kyoto shabonya è un negozio di sapone fatto a mano a Kyoto. Dal periodo Edo al periodo Meiji il sapone si chiamava shabon (dal portoghese sabão, o dallo spagnolo jabón), e shabonya significa appunto “negozio di sapone”. Nel negozio si possono acquistare circa venti tipi di sapone, ognuno dei quali aiuta a risolvere diversi problemi della pelle. Inoltre nel negozio si può sperimentare la produzione artigianale del sapone, e c’è la caffetteria Ashiyu cafe.

Il sapone made in Kyoto

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L’interno di Kyoto shabonya


 

II sapone è fatto con ingredienti naturali come frutta, soia o vari tipi di piante. Ci vogliono circa due mesi per produrre il sapone a mano. I saponi venduti da Kyoto shabonya sono usati generalmente per lavare le mani e la faccia, e si vendono anche sali da bagno e cosmetici.

Articoli consigliati

1. Sapone di latte di soia

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Il sapone di latte di soia


 

L’uso regolare di questo sapone fatto col latte di soia rende la pelle soffice a bianca.

2. Spugna naturale per lavarsi la faccia, usata in Europa da molto tempo

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Le spugne


 

Con l’uso regolare della spugna, si possono migliorare la dermatite atopica e l’eczema.

Esperienza della produzione artigianale del sapone

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Vari tipi di sapone


 

Prezzo: 500 yen

L’esperienza della produzione artigianle del sapone dura circa 40 minuti. Si possono scegliere il colore e il profumo.

※Se volete provare, chiedete ai commessi.

Ashiyu cafe

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Il pediluvio


 

Ashiyu significa “pediluvio”. Nella caffetteria si può fare un pediluvio mentre si consuma qualcosa. Tenere i piedi immersi nell’acqua calda riscalda tutto il corpo senza affaticare il cuore, e allevia il gonfiore delle gambe. Per questo fa bene alla salute, e in particolare può alleviare la stanchezza dei viaggiatori, specialmente di chi ha camminato tutto il giorno per visitare i luoghi turistici. Ashiyu cafe si trova in una vecchia machiya rinnovata (la Machiya è una casa nello stile tradizionale del centro di Kyoto), e c’è un piccolo giardino in stile tradizionale che dona all’ambiente una piacevole atmosfera tipicamente giapponese.

Il menù di Ashiyu cafe

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Pediluvio di 20 minuti + una bevanda + tenugui (un asciugamano tradizionale)

Prezzi: Adulti 1000 yen, Studenti di scuola superiore e media 800 yen, Scolari delle elementari 500 yen. Per i bambini che hanno meno di sei anni è gratis.

Informazioni

Indirizzo: 1F Shiratori Bldg. 55 Masuya-chi, Nakagyo-ku, Kyoto 604-8111, Japan

Orario: dalle 10:00 alle 19:00

URL : http://www.shabonya.com/pages/eng/index.html

Kawadoko (cene estive all’aperto lungo i fiumi)

 

Kawadoko significa letteralmente ‘letto di ruscello’, ma è un’espressione che indica la tradizione estiva di passare il tempo cercando un po’ di frescura nella calda e umida estate di Kyoto.

Sopra delle piattaforme montate sulla superficie dell’acqua o lungo le rive, si gustano piatti tipici dell’estate e il sakè. È un passatempo popolare.

Kamogawa, Kibune e Takao sono tutti fiumi famosi, ognuno con kawadoko che hanno caratteristiche diverse.

In particolare la storia del kawadoko del fiume Kamogawa è antica: dopo numerose battaglie, grazie alla ricostruzione dei ponti Sanjo e Gojo da parte di Toyotomi Hideyoshi nel XVI secolo, il lungofiume del Kamogawa si popolò di visitatori e di negozi ambulanti. I ricchi sistemarono dei sedili sul guado e sui banchi di sabbia, e apparvero bancarelle e negozi di tè. Questo è stato l’inizio della tradizione dei ‘letti di ruscello’.

Nel periodo Edo, in seguito alla costruzione di muri di pietra e di argini, sono diventati centri di divertimento, particolarmente animati durante la festa di Gion.

turismo a Kyoto periodo Edo

“Giri turistici a Kyoto nel periodo Edo, scena pittoresca” disegno di Shirahata Youzaburou

 

 

Kawadoko del Kamogawakamogawa

Le piattaforme sono situate tra i ponti Nijo e Gojo.

La loro attrattiva è l’abbondanza e varietà di locali: cucina di Kyoto, cucina cinese, italiana, ristoranti di carne ai ferri e bar.

Per questo sono consigliati ai giovani e ai visitatori venuti a Kyoto per la prima volta.

Si possono gustare i cibi nella fresca brezza del fiume, a contatto con la natura.

 

 

Kawadoko del Takao

La zona di Takao, luogo famoso per gli aceri, è più fresca di 3-5 gradi rispetto al centro di Kyoto, e fin dal passato è conosciuta come un paradiso estivo.

Le passerelle, costruite in modo da sporgere sul fiume che scorre con i suoi bianchi spruzzi d’acqua, hanno il tetto, che protegge dai forti raggi del sole ma anche dalla pioggia.

Inoltre ogni anno tra la metà di giugno e l’inizio di luglio si possono vedere anche le lucciole Genji, una specie protetta.

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Kawadoko del Kibune

I kawadoko del Kibune hanno origine nel periodo Taisho.

Si narra che quando gli asceti si riposavano nel fiume per rinfrescarsi e lavarsi i piedi, c’erano persone che servivano loro cibo e tè.

Kibune è soprannominato “il salotto buono di Kyoto”.

Le passerelle sono montate a un’altezza quasi a sfiorare la superficie dell’acqua, proprio come se fossero dei condizionatori d’aria naturali!

La corrente fredda del fiume trasmette una piacevole sensazione di fresco.

In una natura lussureggiante ricca di alberi, anche l’animo troverà ristoro.

 

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*Periodo e orario di apertura variano in base ai posti.

*Spesa indicativa:¥5000~

L’architettura moderna di stile occidentale

Haruyuki Kambe

A Kyoto ci sono tante opere di architettura in stile occidentale, costruite nei primi decenni dell’epoca della modernizzazione del Giappone. Tuttora conservano l’aspetto di una volta, perché Kyoto non ha subito bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Ancora oggi questi edifici vengono utilizzati come banche, supermercati, biblioteche, negozi e teatri. Soprattutto lungo la strada Sanjo-dori ci sono tante opere di architettura in stile occidentale. Fin dal passato Sanjo-dori è stato un punto importante di viabilità.

Vi presento alcuni edifici tipici delle epoche Meiji, Taisho e Showa.

1. Museo culturale di Kyoto

(in precedenza sede della Banca del Giappone,  succursale di Kyoto )  1906  (Meiji 39)

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Costruzione:  Edificio in mattoni

Architetti:  Tatsuno Kingo, Nagano Uhei

È stato edificato da Tatsuno Kingo, celebre architetto giapponese che ha progettato anche la Stazione di Tokyo. Ha adottato una forma tipicamente inglese, sviluppandola in modo originale.

Tatsuno ha lasciato numerosi esempi di architettura in questo stile di mattoni rossi fasciati di bianco, tipico degli edifici all’occidentale di epoca Meiji.

2. Shimpukan

(in precedenza Società telefonica centrale di Kyoto) 1926 (Taisho 15)

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Costruzione: Cemento armato

Architetto: Yoshida Tetsuro

È stato costruito in era Taisho come edificio della Società telefonica.  Nel  periodoTaisho si utilizzava spesso il cemento, quindi questo è un esempio tipico.

Restaurato conservando il muro esterno, adesso è diventato un centro commerciale.

3. Museo civico d’arte di Kyoto

1933 (Showa 8)

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Costruzione:  Cemento armato

Architetto:  Maeda Kenjiro, sezione di Kyoto

Questo palazzo è stato costruito nella forma di una combinazione di stile tradizionale giapponese e architettura occidentale, inserendo elementi in stile giapponese, come il soffitto e l’illuminazione, e, in particolare, un tetto giapponese posto in cima alla struttura in cemento. Lo “stile corona imperiale” era popolare nei primi anni Showa. Una forma che combina l’unicità del Giappone a un modernismo che pone l’enfasi sulla funzionalità.

Come arrivarci:

Edifici 1 e 2:   Stazione Karasuma-Oike

Linea Karasuma o Tozai  (metropolitana di Kyoto)

Edificio 3:   Stazione Higashiyama

Linea Tozai  (metropolitana di Kyoto)

(Tutte le foto sono mie.)

Testo di riferimento: Rakutabi bunko, Kyoto-no kindai kenchiku, Kotokoto, 2008.

Gli sforzi per proteggere il paesaggio a Kyoto

Haruyuki Kambe

 

Kyoto, oltre ad avere una lunga storia, conserva ancora vecchi edifici e l’aspetto della città antica. In seguito all’urbanizzazione avvenuta di pari passo con lo sviluppo economico del dopoguerra, il vecchio paesaggio urbano di molte città giapponesi è andato perduto. A Kyoto, dove fin dall’inizio sono stati compiuti molti sforzi per proteggere il panorama e luoghi di interesse paesaggistico, anche in numerosi edifici moderni rimane traccia dello stile antico. Per quanto riguarda ad esempio le insegne e l’altezza dei palazzi, sono state poste norme e limitazioni più severe che in altre città.

Insegne di negozi

 

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Insegna di un negozio di alimentari

 

Nel quartiere storico di Kyomachiya sono vietate le insegne dai colori appariscenti e non si possono costruire edifici di oltre 30 metri d’altezza lungo le strade principali.

 

Armonia con il vecchio paesaggio

 

tempio e caffetteria

Tempio visibile attraverso le vetrare di una caffetteria

 

Ogni tipo di architettura che ostruisca il paesaggio o gli edifici di valore storico è vietato a Kyoto. Nella foto si può notare il Rokkakudo, un tempio dalla forma esagonale che si dice sia stato eretto dal Principe Shotoku. La caffetteria davanti è stata costruita con delle grandi vetrate in modo da poter vedere il tempio dalla strada.

Progettazione degli edifici

 

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Supermercao

 

Esistono anche molti palazzi moderni progettati con un design in vecchio stile. L’edificio nella foto mostra, nel muro esterno e nel tetto, un’aria nipponizzante, in uno stile che lo integra in modo naturale con l’aspetto tipico di Kyoto.

 

(Tutte le foto sono mie.)

 

Testo di riferimento: “Volantino per una nuova politica del paesaggio”,  Municipio di Kyoto , 2012

 

 

Museo Internazionale dei Manga di Kyoto

Ayane Okubo, Kyoko Kasami

 Il Museo Internazionale dei Manga di Kyoto è nato dalla cooperazione tra la città di Kyoto e l’Università Seika di Kyoto in cui esiste una Facoltà di Manga. Originariamente l’edificio era la sede della scuola elementare di Tatsuike, però col tempo gli scolari sono diminuiti, e la scuola ha dovuto chiudere definitivamente. Ancora oggi all’esterno si possono vedere elementi che appartenevano alla vecchia scuola elementare, come parti degli edifici e gli alberi di ciliegio.

Museo Manga Kyoto

L’esterno del museo

 

Il museo svolge tre funzioni principali: è una biblioteca dove si possono leggere liberamente i manga; è un museo nel senso stretto del termine, ossia una galleria per l’esposizione dei manga (soprattutto al primo piano); è un centro di ricerca, sede del Centro Studi Internazionale sui Manga dell’Università Seika di Kyoto e dell’ufficio della Società dei Fumetti Giapponesi.

 

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All’interno c’è la biblioteca per bambini in cui si trovano tremila libri illustrati. Si entra a piedi scalzi, e i bambini possono leggere i libri illustrati in libertà come a casa propria. (In Giappone si entra nelle case a piedi scalzi). Anche gli adulti possono entrare, e quindi tutta la famiglia può passarvi il tempo piacevolmente.

 

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Nel museo si può vedere Kamishibai, un teatrino ambulante in cui il racconto viene accompagnato da illustrazioni su carta. Kamishibai è una delle forme di intrattenimento tradizionali del Giappone, ed è l’origine dei manga e dei cartoni animati. Alcuni famosi fumettisti, come ad esempio Shigeru Mizuki, prima di diventare fumettisti disegnavano le illustrazioni di Kamishibai. Una delle opere più popolari, famosa anche all’estero, è Fantaman. Al museo il narratore di Kamishibai vende anche dagashi, merendine giapponesi di una volta.

Orari degli spettacoli:

lunedì-venerdì sabato-domenica
mattina 11:30
pomeriggio 14:00 12:00
13:3
15:00

 

tavole fumetti

Nel museo ci sono cinque sale per l’esposizione dei manga. La sala principale ospita l’esposizione permanente, mentre le altre quattro ospitano mostre speciali o a tema, e cambiano tre o quattro volte all’anno. Nelle esposizioni si possono vedere le tavole originali dei fumetti, che sono molto importanti per comprendere le intenzioni dell’autore, e  forniscono materiali di studio indispensabili per gli aspiranti fumettisti. Nelle foto sopra si vede la mostra “43 anni, 18000 tavole. Tutte le tavole originali di Tsuchida Seiki”  che era in corso quando abbiamo visitato il museo. Le tavole erano esposte sulle pareti e sul pavimento. Il contenuto delle esposizioni è vario: ad esempio, in passato ci sono state esposizioni di costumi creati imitando quelli dei personaggi dei manga.

Nel museo sono conservati circa trecentomila manga, e se ne possono leggere liberamente circa quarantamila. Nella “parete dei manga” sono raccolti manga a partire dal 1970. Il pianoterra è per i manga per ragazzi, il primo piano per quelli per ragazze. Il secondo piano è per i giovani adulti. Ad ogni piano ci sono cataloghi elettronici per la ricerca delle opere.

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La “parete dei manga”

 

Al museo nei fine settimana si tengono corsi di disegno e colorazione dei manga. (Per i corsi di gruppo è necessaria la prenotazione.) Inoltre tutti i giorni si possono usare liberamente i computer per creare fumetti. E c’è l’angolo “bottega dei manga”, dove si possono vedere fumettisti professionisti al lavoro e fargli domande. Due o tre volte al mese si tengono anche eventi di cosplay (si veda il sito internet per i dettagli).
Inoltre c’è un angolo dove ci si può far fare il ritratto (giovedì, sabato, domenica e giorni festivi, dalle 11:00 alle 17:00; una persona 1000 yen, due 1800 yen, tre 2500 yen).

esibizione manga

La bottega dei manga

 

C’è naturalmente un negozio di souvenir dove si possono comprare tanti oggetti legati al mondo dei manga. Fra i visitatori italiani è molto popolare tenugui, un asciugamano giapponese, con motivi del manga Mazinga-Z. C’è un caffè ristorante sulle cui parete si vedono le firme di tanti fumettisti famosi, e alla ricezione c’è una signora che parla italiano!

Informazioni per la visita

• apertura: lunedì – domenica (10:00-18:00; ammissione visitatori fino alle 17:30)
• il mercoledì è chiuso
• biglietto: adulti 800 yen/ scuola media, liceo 300 yen/ scuola elementare 100yen

Indirizzo

Karasuma-Oike, Nakagyo-ku, Kyoto 604-0846 Giappone
Tel: +8175-254-7414
Fax: +8175-254-7424

Accesso
Prendete la metropolitana e scendete alla stazione di Karasumaoike. Potete prendere la metropolitana dalla stazione JR di Kyoto, dalla stazione Hankyu di Karasuma e dalla stazione Keihan di Keihansanjo.

※ Nel museo non si possono fare foto. Noi abbiamo ottenuto un permesso speciale per fotografare all’interno. ※

 

storia manga

La sala principale è molto grande, e alle pareti sono esposti i capolavori della storia dei manga. Al centro ci sono sezioni in cui il mondo dei manga è presentato da vari punti di vista: storico, economico, ecc.

 

disegni aiko

Sulle pareti dei corridoi del pianoterra e del primo piano si trova l’esposizione di cento disegni di Maiko (le giovani geisha). Ce n’è qualcuna che vi piace?

 

fumetti del momento

Scaffali con i manga popolari al momento.

 

manga internazionali

Nell’angolo “Esposizione Internazionale di Manga” ci sono fumetti stranieri

 

museo manga prato

Nelle belle giornate si possono leggere i manga sdraiati sull’erba

 

fenice tezuka osamu

©Tezuka Productions: Hi no Tori (la fenice) Riproduzione di un personaggio dei manga Osamu Tezuka, realizzata in legno con le tecniche tradizionali dell’artigianato buddista di Kyoto. Gli occhi sono di vetro.

 

La stazione di kyoto

Ami Ikeda, Shiori Ikeda

 

La stazione di Kyoto è la via d’accesso principale a Kyoto, la più importante città turistica del Giappone.

Vi si fermano tutti i treni ad alta velocità della linea Tokaido Shinkansen, che collegano le principali città giapponesi, e i treni della compagnia JR che collegano Kyoto a Hokuriku, San-in, Nanki e all’Aeroporto Internazionale del Kansai. Vi si fermano inoltre i treni della compagnia Kintetsu per Nara, Kashihara Jingu, Ise Shima ecc.

La stazione di Kyoto originaria

 

Il secondo edificio in stile classico-rinascimentale

 

È la stazione giapponese per cui passa il maggior numero di tipi di treni rapidi JR delle linee tradizionali (si veda sotto).

Oltre ai numerosissimi turisti, vi passano anche molti pendolari che si recano ogni giorno al lavoro o frequentano le tante università di Kyoto, o che cambiano linea. Questo la rende uno dei principali nodi ferroviari del Giappone, per il quale transitano in media in un giorno, o sui treni di JR o sui treni dei Kintetsu, oltre 630.000 passeggeri.

È stata inoltre selezionata come una delle cento migliori stazioni ferroviarie della regione del Kinki.

 

Tra gli edifici della stazione, quello che si trova sul lato dell’uscita centrale su via Karasuma della compagnia JR Giappone Occidentale è una rinomata opera di architettura contemporanea chiamata  “Kyoto Eki Biru”,  cioè letteralmente “edificio della stazione di Kyoto”. È alto 60 metri, e ha a sedici piani sopraelevati e tre piani interrati. È uno degli edifici di stazioni ferroviarie più grandi del Giappone: è lungo 470 metri sull’asse est-ovest, occupa una superficie di terreno di 38.000 metri quadrati e ha una superficie lorda complessiva (cioè la superficie comprendente tutti i piani) di 238.000 metri quadrati.

L’edificio attuale è il quarto dalla creazione della stazione di Kyoto, e sta divenendo il nuovo volto di Kyoto.

L’edificio originario fu costruito nel 1877, e nel 1914, in seguito all’aumento dei passaggeri in transito, e in occasione della cerimonia di incoronazione ufficiale dell’imperatore Taisho che sarebbe avvenuta a Kyoto nel 1915, fu costruito un nuovo edificio in legno in stile classico rinascimentale su disegno di Setsu Watanabe (vedi le foto sopra). Dopo la distruzione in un incendio del secondo edificio, ne fu costruito un terzo in stile modernistico in cemento armato nel 1952. Tuttavia, la continua espansione della struttura per fare fronte alla crescita del traffico ferroviario, la costruzione della metropolitana, e l’estensione del centro commerciale annesso, insieme all’invecchiamento strutturale dell’edificio principale, hanno reso necessaria un’ulteriore ricostruzione. Nel 1994, in occasione della celebrazione dei 1200 anni dalla fondazione di Kyoto, fu finalmente costruito l’edificio attuale.

Per i turisti, la stazione di Kyoto è molto comoda per andare a visitare Nara (60 minuti con la liena Kintetsu) e per andare all’Aereoporto Internazionale del Kansai (90 minuti con la linea JR).

*Di oggi la stazione di Kyoto (take a picture from Wikipedia)

In agosto se viene alla stazione di Kyoto, può vedere tanti lanterne di carta.

Foto n. 1 di Tomomarusan, GDFL. Foto n. 2 di Suizan Kurokawa (1882 – 1944), dominio pubblico. Foto n. 3 di 663highland,

GFDL+creative commons2.5.

 

 

Togaden

Rikako Ono, Yurika Kusano

 

 

Tougaden è un negozio di cucina a base di tofu che si trova in una machi-ya, una casa tradizionale di Kyoto rinnovata. Al pianterreno si vendono tofu, tofu fritto, ciambelle di yuba ecc (folgi di caseina di soia) e altri prodotti della casa; al primo piano c’è un locale per mangiare tofuyuba, dolci ecc.

 

Yudofu

Yudofu è un piatto di tofu bollito, fatto con tofu, acqua e alghe kombu.

Per prepararlo si stendono le alghe in una pentola, vi si pone sopra il tofu, si scalda il tutto in acqua e poi si  scola. Si serve in  un piattino e si mangia con una salsa. Oppure si può bollire il  in brodo il tofu precedentemente condito con salsa di soia e altri ingredienti. Quando  è pronto si aggiungono spezie e si mangia con il brodo. Questo tipo di yudofu è chiamato anche niyakko.

○ Il brodo e le spezie

Nel brodo per lo yudofu si può mettere solo la salsa di soia, oppure la salsa di soia mescolata ad altri condimenti, ad esempio sakè e mirin (una sorta di sakè dolce da cucina), oppure succo di arancia amara. Come spezie si usano spesso la cipolla gallese, il bergamotto giapponese, il rafano bianco grattugiato (a volte con peperoncino), scaglie di tonno essiccato ecc.

 

Yuba

Yuba è un foglio di caseina di soia.

○ Preparazione

Si immerge la soia nell’acqua per una notte, la si macina finemente senza scolare, e poi si cuoce nell’acqua. In questo modo si ottiene il tonyu, cioè il latte di soia. Si cuoce poi ancora il latte di soia, finché sulla superficie si forma un sottile strato solido di caseina di soia. Il foglio così ottenuto è yuba. Yuba fa parte della cucina giapponese fin dal IX secolo, e all’inizio era un ingrediente della cucina vegetariana per i monaci buddisti, chiamata shojin ryori (cucina ascetica). Si mangia in tanti modi diversi: con salsa, con sashimi, insieme a riso bollito con altre pietanze ecc.

 

Nelle foto potete vedere varie combinazioni di piatti del locale, tutte ottime e abbondanti!

Sopra yudofu, a sinistra ortaggi in salamoia e una ciotola di riso e tempura di tofu, a destra una salsa, al centro rafano bianco grattugiato con peperoncino.

 

Sopra torta di formaggio al tofu; a sinistra riso e unohana (pietanze preparate con la feccia del tofu); a destra oboru tofu (tofu morbido acquoso), salsa per tempura e zuppa di miso; al centro il morbidissimo tempura di yuba con tempura di funghi

 

Dengaku: spiedini di tofu e konnyaku (gelatina di amido), bolliti, spalmati con miso dolce e poi arrostiti

 

INDIRIZZO : Nakajimacho 87, Nakagyouku, Kyotoshi 604-8004

TELEFONO : 075-212-1209

ACCESSO : Si prende l’autobus numero 5 dalla stazione JR di Kyoto, si scende alla fermata di Kawaramachi Sanjo e si cammina per 5 minuti. Oppure si scende alla stazione Sanjoeki della linea ferroviaria Keihan di Keihandentetsu e si cammina per 3 minuti.

ORARIO DI APERTURA : 11.00-20.30

Nel negozio è disponibile un menu in inglese per stranieri.

È vietato fumare in tutto il locale.

È chiuso solo l’ultimo e il primo giorno dell’anno.

 

 

 

 

Yokai Street

Ami Ikeda, Eriko Okuno

 

A Kyoto c’e’ una strada chiamata Yokai Street, la strada dei mostri.

Una volta all’anno in questa strada, che in realtà si chiama via Ichijoji, si tiene una parata in costume di mostri giapponesi. Anche il 20 ottobre di quest’anno tanti mostri sono sfilati nella zona commerciale della strada dalle 18:30 alle 19:30.

La parata dei mostri del 20/10/2012

La parata dei mostri del 20/10/2012

Di solito si possono vedere alcuni ornamenti sul tema dei mostri esposti davanti a negozi della strada, come questi pupazzi a forma di mostro davanti a una panetteria e a un negozio di fiori.

Inoltre vi si tiene il mercato delle pulci di arte chiamato MONONOKE ICHI cinque volte all’anno, in cui si vendono tante mercanzie collegate ai mostri. Lungo la strada vari negozi ispirati alla tradizione dei mostri si susseguono l’uno dopo l’altro: YOKAI KOROKKE, che vende crocchette giapponesi, YOKAI RAMEN, che vende gli spaghetti cinesi in brodo chiamati appunto “ramen”, e YOKAI TAKOYAKI, che vende i “takoyaki”, un piatto tradizionale di Osaka fatto con il polpo.

I MOSTRI GIAPPONESI

La tradizione dei mostri giapponese è molto antica.

Nello TSUKUMOGAMI EMAKI, un rotolo dipinto che raffigura storie e antiche leggende, si dice che nell’ Epoca Heian (794-1194) quando si facevano le grandi pulizie annuali si gettavano tanti oggetti vecchi. Però tali oggetti conoscevano le tecniche segrete dell'”onmyodo”, cioè della magia di origine cinese basata sullo Yin e Yang, come si addice a oggetti usati nella superstiziosissima Kyoto antica! Grazie a tale conoscenza, gli oggetti si trasformavano in mostri, riunendosi in bande per vendicarsi degli esseri umani che li avevano gettati via.

Questi mostri vengono chiamati TSUKUMOGAMI. Essi si sono potuti trasformare in mostri grazie al Dio delle trasformazioni, e quindi ogni anno fanno una festa (“matsuri” in giapponese) per ringraziarlo. La parata dei mostri chiamata HYAKKI YAGYO (la sfilata notturna dei cento mostri) è parte di questa festa.

Mostri giapponesi

Mostri giapponesi