Facciamo i dolci tradizionali giapponesi!

June 3, 2016

Vi piacerebbe provare a preparare i dolci tradizionali giapponesi?

I dolci tradizionali giapponesi (wagashi) sono i dolci cucinati secondo le ricette tradizionali giapponesi, che sono stati sviluppati soprattutto nell’ambito della cerimonia del tè, per la quale sono usati. Gli ingredienti e le forme variano a seconda della stagione, rispecchiando i ritmi della natura.

Ad Arashiyama Sagano e vicino al tempio Kiyomizudera di Higashiyama ci sono laboratori dove si può provare a cucinare i dolci giapponesi. (http://www.kanshundo.co.jp/museum/make/annai.htm Il costo dell’esperienza è 2160 yen a testa.)

Ad Arashiyama e Higashiyama inoltre ci sono tante attrazioni turistiche, percui vale senz’altro la pena passarci una giornata,  sperimentando la pasticceria tradizionale e visitando i luoghi famosi.

 

*L’esperienza della preparazione dei dolci*

 

In ogni stagione si usano ingredienti diversi.

Ad esempio:

Primavera- fiori di ciliegio, fiori di colza

Estate – imomea, iris

Autunno - acero, crisantemo

Inverno – pruno giapponase, camelia

Anche chi non ha mai fatto dolci giapponesi può provare, sotto la guida esperta di un pasticcere e con l’aiuto di un testo esplicativo.

 

Prima di tutto proviamo a fare due dolci semplici dalla forma molto carina (higashi).

dolce giapponese tradizionale

higashi

 

Poi proviamo a fare dolci di pasta di fagioli (nerikiri).

La forma si abbina alla stagione, per esprimere il mutamento della natura. Noi abbiamo fatto fiori di narciso, fiori di pruno e fiori di erba trinità (epatica).

 

docli a forma di fiore

fiori di pruno e narciso

 

Si impasta la pasta di fagioli gialli con il palmo delle mani, assotigliandola al centro.

Si mette al centro la pasta di fagioli bianchi, e si preme leggermente, in modo che guardando da dietro si intraveda il bianco dei fagioli attraverso l’impasto giallo.

In seguito si mette la pasta di fagioli neri, e si chiude delicatamente lasciando la pasta gialla all’esterno.

Infine si modella a forma di fiore, usando uno strumento apposito in legno, e si completa rifinendo i petali con la punta delle dita.

 

dolci giapponesi stagionali

fiori di narciso

 

*Fiori di pruno giapponese (haruhonoka)*

Come nel caso precedente, si mette pasta di fagioli bianca al centro di una sfoglia di pasta di fagioli rossi, poi si aggiunge pasta di fagioli neri e si chiude il tutto.

Infine si incidono leggermente dei solchi con lo strumento di legno, e, senza separare lo strumento dal solco, se ne usa il lato per dare una forma simile alla ruota di un mulino a vento.

 

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fiori di pruno

 

*Fiori di erba trinità (epatica)*

Si passa della pasta di fagioli giallo-verdi in un setaccio, e sopra vi si passa della pasta di fagioli bianchi, per ottenere dei filoncini sottili con una bella gradazione di colore.

Si attacca la pasta a filoncini intorno a un impasto di fagioli neri, usando le bacchette per mangiare.

Infine si aggiungono decorazioni in zucchero a forma di fiori e neve.

Si mangia con il tè sul posto.

 

dolci giapponesi tradizionali

fiori di epatica

lavorazione dei dolci giapponesi tradizionali

preparazione dell’impasto

 

dolci giapponesi tradizionali

istruzioni per fare i dolci, e un sacchetto che si riceve come souvenir

 

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fiori fatti con la pasta dei dolci

 

dolci giapponesi tradizionali

dolci in vendita

dolci giapponesi tradizionali

il laboratorio dove si fanno i dolci

 

 

Le caramelle alle verdure kyoyasai

October 26, 2014

Anna Watanabe, Fumika Matsushita

 

Avete mai sentito parlare di kyoyasai?
Kyoyasai sono le verdure prodotte tradizionalmente a Kyoto, che si usano sempre per kyoryori, la cucina tipica della zona di Kyoto. Ma non solo: recentemente si fanno con kyoyasai anche torte e marmellate.

Vi presentiamo un nuovo modo di mangiare kyoyasai: le caramelle.

Gion Abeya è un negozio famoso per le caramelle alle verdure kyoyasai.
In origine vendeva zucchero all’ingrosso.
Un giorno il proprietario di Abeya visitò l’orto di un amico, in cui si praticava la coltivazione con concime organico.
Vedendo molta verdura che rimaneva invenduta, pur potendo essere benissimo mangiata, pensò a come si sarebbe potuto utilizzarla. Così iniziò a produrre caramelle. Ancor oggi la sua speranza è che la gente che abita lontano da Kyoto e i bambini a cui non piacciono le verdure possano gustare kyoyasai con piacere.

IMG_2174 Oggi ci sono sette gusti:
Shogoin daikon,
Kintoki ninjin,
Kujo negi,
Shishigatani kabocha,
Kamo tomato,
Tanba kuri,
Tanba kuromame.
Provateli tutti!

 

Gion Abeya dà molta importanza agli ingredienti e alla ricetta delle caramelle. Per quanto riguarda i primi, usa ortaggi biologici e zucchero selezionato da tutto il Giappone, da cui elimina le impurità. Poi utilizza coloranti naturali delle verdure, anziché quelli alimentari artificiali. In quanto alla ricetta, è molto semplice: cuoce il pesto dell’ortaggio, aggiunge lo zucchero, lo sciroppo di amido ed erbe appena prima che bruci e mescola il tutto. La ricetta varia un po’ a seconda delle specie di ortaggio, ma la base è questa. In questo modo sono prodotte caramelle salutari che lasciano in bocca il sapore degli ortaggi.

 

Kamo tomato è il più popolare dei sette gusti. La caramella di kamo tomato ha la dolcezza dei pomodori maturi e si dice che anche molte persone a cui non piace il pomodoro possano mangiarla.

Quanto alla caramella di kujo negi, le opinioni si dividono. Ci sono quelli a cui non piace molto, e chi ne compra dieci confezioni alla volta. Fare buone caramelle con kujo negi, una specie di porro giapponese, è molto difficile, perché ha un gusto particolare, quindi ci sono voluti due anni prima di metterle in commercio.

La caramella di kintoki ninjin è stata prodotta per i bambini a cui non piacciono le carote. Per fare una buona caramella, Abeya l’ha fatta provare molte volte ai bambini delle scuole elementari e ai loro genitori, e procedendo per tentativi finalmente è riuscito a commercializzarla. Questa caramella ha un gusto fruttato, perché contiene succo di mela per attenuare il sapore della carota.

 

Le caramelle fatte con le verdure kyoyasai da Gion Abeya sono salutari e gustose. Perché non provate a mangiarle?

 

 

 

あべや 店舗image

☆Dove si trova Gion Abeya ?

INDIRIZZO : Higashiyamaku, Yasaka shinmachi,

Tominagacho 107,  Abebiru

〒605-0078    Kyoto

 

URL:   http://www.gion-abeya.jp/

GIORNI DI CHIUSURA :   lunedì , martedì , mercoledì

ORARIO DI APERTURA :   11:00-17:00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’architettura moderna di stile occidentale

October 25, 2014

Haruyuki Kambe

A Kyoto ci sono tante opere di architettura in stile occidentale, costruite nei primi decenni dell’epoca della modernizzazione del Giappone. Tuttora conservano l’aspetto di una volta, perché Kyoto non ha subito bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Ancora oggi questi edifici vengono utilizzati come banche, supermercati, biblioteche, negozi e teatri. Soprattutto lungo la strada Sanjo-dori ci sono tante opere di architettura in stile occidentale. Fin dal passato Sanjo-dori è stato un punto importante di viabilità.

Vi presento alcuni edifici tipici delle epoche Meiji, Taisho e Showa.

1. Museo culturale di Kyoto

(in precedenza sede della Banca del Giappone,  succursale di Kyoto )  1906  (Meiji 39)

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Costruzione:  Edificio in mattoni

Architetti:  Tatsuno Kingo, Nagano Uhei

È stato edificato da Tatsuno Kingo, celebre architetto giapponese che ha progettato anche la Stazione di Tokyo. Ha adottato una forma tipicamente inglese, sviluppandola in modo originale.

Tatsuno ha lasciato numerosi esempi di architettura in questo stile di mattoni rossi fasciati di bianco, tipico degli edifici all’occidentale di epoca Meiji.

2. Shimpukan

(in precedenza Società telefonica centrale di Kyoto) 1926 (Taisho 15)

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Costruzione: Cemento armato

Architetto: Yoshida Tetsuro

È stato costruito in era Taisho come edificio della Società telefonica.  Nel  periodoTaisho si utilizzava spesso il cemento, quindi questo è un esempio tipico.

Restaurato conservando il muro esterno, adesso è diventato un centro commerciale.

3. Museo civico d’arte di Kyoto

1933 (Showa 8)

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Costruzione:  Cemento armato

Architetto:  Maeda Kenjiro, sezione di Kyoto

Questo palazzo è stato costruito nella forma di una combinazione di stile tradizionale giapponese e architettura occidentale, inserendo elementi in stile giapponese, come il soffitto e l’illuminazione, e, in particolare, un tetto giapponese posto in cima alla struttura in cemento. Lo “stile corona imperiale” era popolare nei primi anni Showa. Una forma che combina l’unicità del Giappone a un modernismo che pone l’enfasi sulla funzionalità.

Come arrivarci:

Edifici 1 e 2:   Stazione Karasuma-Oike

Linea Karasuma o Tozai  (metropolitana di Kyoto)

Edificio 3:   Stazione Higashiyama

Linea Tozai  (metropolitana di Kyoto)

(Tutte le foto sono mie.)

Testo di riferimento: Rakutabi bunko, Kyoto-no kindai kenchiku, Kotokoto, 2008.

Hozugawa kudari

Maki Onishi

 Hozugawa kudari

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Hozugawa kudari significa discesa del fiume Hozu in una specie di scialuppa.
Originariamente il trasporto via acqua serviva per portare le forniture alle città che ci sono a valle, Kyoto e Osaka.
La via d’acqua lungo il fiume Hozu ha una storia molto antica e fu utilizzata per trasportare il legname utilizzato per la costruzione dei castelli di Osaka e di Fushimi.
Nel 1606, dopo che fu aperto il canale grazie a Ryoi Suminokura, ricco mercante di Kyoto soprannominato il signore del fiume, si cominciò a trasportare non solo legname, ma anche riso, grano, ceppi, eccetera.
Questa situazione è continuata fino al 1948, ma in seguito a causa dell’apertura al traffico stradale e della diffusione dell’utilizzo dei camion, l’uso del trasporto via acqua con le zattere e le chiatte è andato gradualmente scomparendo.
Tuttavia lo spettacolo naturale dello stretto corso dello Hozu in ogni stagione, con le grandi rocce che sembrano bloccare la corrente, le montagne circostanti e il flusso tumultuoso della corrente è davvero splendido.
Quindi a partire dal 1895 è cominciato il trasporto di persone a scopo turistico.
Oggi è un’attrazione famosa a livello mondiale.

Si può godere il panorama di Hozugawa kudari ascoltando i racconti dei barcaioli.

●Orario delle partenze●

10 marzo – 30 novembre

→9:00,10:00.11:00,12:00,13:00,14:00,15:30

※Irregolare sabato, domenica e festivi.

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Inizio dicembre – 9 marzo

→10:00,11:30,13:00,14:30

(Servizio sospeso 29/12 – 4/1)

Scialuppa con sedili riscaldati.

*  Durata della discesa: circa due ore

*  In caso di pioggia: il servizio opera con un telone sopra la scialuppa

*  Sospensione servizio in caso di tempesta o aumento del livello del fiume

● Tariffe●

Adulti ¥4.100

Bambini (da 4 anni a studenti di scuola elementare) ¥ 2.700

●Accesso●

 

①  JR Kyoto     →     JR Saga Arashiyama     →     JR Kameoka    →  (10 min. a piedi)   →★imbarco

②        JR Kyoto     →     JR Saga Arashiyama      → Torokko Kameoka     →   (15 min. autobus)   →★imbarco

③       JR Kyoto     →     JR Saga Arashiyama      →   Torokko Kameoka     →   (25 min. Torokko)   →★imbarco

treno Torokko

A destra la stazione Saga Arashiyama e a sinistra quella del Torokko.

 

Treno Torokko

È un treno turistico che percorre in circa 25 minuti una distanza di 7,3 km.

Ha un design nostalgico e sedili di legno. C’è anche una carrozza aperta senza finestrini, chiamata The Rich.

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★Carrozza Kyo (diminutivo di Kyoto)

Si può passare il tempo in modo calmo e rilassato in questa carrozza trainata da un cavallo.

Impiega 25 minuti per coprire la distanza che una macchina copre in 5 minuti.

Potete rilassarvi al piacevole suono degli zoccoli del cavallo.

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Kyoto Handicraft Center

November 9, 2012

Ikeda Ami, Kusano Yurika

 

A Kyoto Handicraft Center si può fare esperienza pratica delle tradizione arti decorative che sono state tramandate a Kyoto. Ci sono undici tipi di corsi: musenshippo, ginsenshippo, bambole dorin, trottole di Kyoto, incisioni su legno, nioibukuro, miscela a base di peperoncino di spezie giapponesi in polvere, ventagli di Kyoto, intarsi di Kyoto, ecc…. Nella sede di Amita ci sono solo nove tipi di corsi. L’orario  è dalle 10:00 alle 17:00, e in qualsiasi momento vi sono membri dello staff che parlano inglese. Si deve prenotare in anticipo, per telefono o su Internet, e anche se si prenota in gruppo ognuno può seguire un corso differente. Se un gruppo è composto di più di 15 persone i corsi sono tenuti in un locale apposito.

 

Musensippo (無線七宝) e ginsenshippo (銀線七宝)

Il termine shichiho significa sette tesori (oro, argento, lapislazzuli, agata, perla, corallo), e si trattta di tecniche artigianali decorative su lastre che hanno 2500 anni di storia, e sono arrivate in Giappone passando per la Cina e la Corea. Nel caso di musenshippo si può scegliere la disposizione preferita e disegnare liberamente.Ci vuole un’ora, e costa 1890 yen. Nel caso di ginsenshippo si dispongono i colori su una lastra di metallo a forma di civetta. Il tempo necessario è un’ora, e costa 2940 yen.

 

Pittura di una bambola dorin

Le bambole dorin sono usate come giocattolo artigianali e porafortuna in Giappone. Il loro fascino consiste in parte nel fatto che producono un suono di timbro semplice che non si ottiene con una normale campanella di metallo. Nel corso si possono pitturare le bambole dorin con colori ad acquarello. Ci vuole un’ora, e costa 1890 yen.

 

Trottole di Kyoto

Anticamente le trottole di Kyoto erano giocattoli fatti dalle donne di corte avvolgendo in tessuto di kimono un pezzo di bambù. Sono considerate portafortuna molto efficaci. Nel corso si crea una bambola arrotolando un tessuto a scelta attorno al centro di bambù, la si decora e ci si può anche giocare. Il tempo necessario è un’ora, e il prezzo è 1890 yen.

 

Incisioni su legno

Sono prodotte da tre diversi tipi di artigiani: pittori, scultori, stampatori. Nel corso si stampano due xilografie, sperimentando l’arte dello stampatore nel colorare sei matrici con sei colori diversi. Si usano due disegni, il torii (portale) del tempio Heian Jingu e le maiko (geisha di Kyoto). Anche in questo caso il tempo necessario è un’ora, e il prezzo è 1890 yen.

 

In tutti i piani di Kyoto Handicraft Center ci sono commessi che parlano inglese. Dal pianterreno al terzo piano si possono spedire direttamente all’estero i prodotti acquistati, e si può pagare anche in traveller’s check, carta di credito e valuta estera, anche in euro. Ma il resto è dato in yen giapponesi. Inoltre si pssono cambiare la valuta estera e i traveller’s check in yen. Gli acquisti sono duty free, ma ci sono prodotti su cui si deve pagare l’IVA. Per ottenere l’esenzione dalle tasse bisogna mostrare il passaporto.

Inoltre ci sono un ristorante, negozi di kimono e stampe Ukiyoe, ninja, manga, ceramiche e porcellane.

 

Accesso

In treno:

La stazione più vicina è Jingumarutamachi della linea Keihan. Ci vogliono circa 10 minuti a piedi. La stazione della metropolitana più vicina è Higashiyama. Ci vogliono circa 15 minuti a piedi.

In autobus:.

Dalla stazione di Kyoto la fermata più vicina è Kumanojinja mae. Ci si arriva con l’autobus numero 206 e ci vuole circa un minuto a piedi.

 

Come prenotare

Sul Internet si trova il formulario per la prenotazione. C’è un sito web in inglese.

http://www.kyotohandicraftcenter.com/jp/index.htm

Per telefono: 075-761-0142

Per prenotazioni di gruppo in gruppo: 075-751-9834

 

Kyoto Handicraft Center

Orario d’ufficio 11:00-18:00.

È aperto tutto l’anno, tranne dall’1 al 3 Gennaio.

〒606-8323 Kyotofu, Kyotoshi Sakyoku Seigoinenbimachi 21

Lo zoo comunale di Kyoto

February 28, 2010

by Shuhei Yasuda; Yuki Yoshikawa; Takuro Yoshimura

Lo Zoo comunale di Kyoto ha aperto nell’ aprile del 1903. È il secondo zoo che è stato aperto in Giappone dopo quello di Ueno a Tokyo, quindi ha una lunga storia di più di 100 anni.

Le persone che visitano questo zoo sono molto varie: famiglie, bambini con la scuola, coppie, persone anziane, e anche adulti che ci vanno da soli. Si tratta quindi di uno zoo molto popolare.

La superficie è di 34.059 metri quadrati, e ci sono 721 animali divisi in 175 specie (mammiferi, uccelli, rettili e anfibi). Rispetto a molti altri zoo, lo comunale di Kyoto è piccolo, ma ha il vantaggio che lo si può vedere tutto senza fretta.

Questo zoo è famoso perché per la prima volta in Giappone vi sono nati dei cuccioli di leone, due maschi e due femmine, e anche un cucciolo di ippopotamo femmina, due tigri femmine, nonché un fenicottero con l’ incubazione artificiale.

Nello zoo c’è un posto in cui si possono toccare gli animali, chiamato “Otogi no kuni” (il paese delle fiabe).

Dentro ci sono capre, pecore, anatre, oche, conigli, tartarughe, polli, e pinguini. È aperto dalle 10:30 alle 11:20, e al pomeriggio dalle 13:30 alle 14:30. Quindi vi consigliamo di visitare lo zoo in queste fascie orarie.

Visitare lo zoo può essere una buona idea per rilassarsi e passare qualche ora in modo diverso dal solito.

Per arrivarci dalla stazione centrale di Kyoto, prendete l’autobus municipale (Shibasu) numero 5 o 100 e scendete alla fermata “Doubutsuen mae” .

Il santuario scintoista di Yasaka

February 27, 2010

Minami Kudo

八坂神社 (Yasaka jinja)

Il santuario scintoista di Yasaka è uno dei santuari più famosi a Kyoto. Si trova nella zona di Higashiyama all’estremità orientale di via Shijo, vicino all’area di Gion. famosa per le maiko-san e geiko-san, cioè le geishe di Kyoto. La festa di questo santuario è la festa di Gion (祇園祭), una delle cerimonie più maestose e famose di tutto il Giappone.

 

L’origine del santuario

Secondo la leggenda, la creazione del santuario scintoista di Yasaka risale al 656, circa 150 anni prima che la capitale fosse trasferita a Kyoto (allora chiamata Heian-kyo). Da allora in tutto il Giappone sono stati costruiti circa 3000 santuari dedicati agli stessi dei. La festa di Gion ha una storia di più di 1000 anni.
Il santuario è dedicato a vari dei: Susanowonomikoto (素戔嗚尊) , sua moglie Kushiinadahimenomikoto (櫛稲田姫命) e i suoi otto figli, chiamati Yahashiranomikogami (八柱御子神). Susanowonomikoto è un dio potente che compare nella mitologia giapponese: secondo il mito vinse Yamatanoorochi (八岐大蛇), un serpente gigantesco che causava sciagure. In seguito salvò Kushiinadahimenomikoto, dea delle risaie, con grande gioa dei mortali. Quindi molti giapponesi hanno fede nei suoi poteri. Il santuario è stato dedicato principalmente a questi dei a partire dal periodo Meiji; prima vi si praticava una forma mista di buddismo e scintoismo, ed è per questo che vi sono venerate molte divinità. Precedentemente si chiamava Gion-sha (祇園社) o Gion Kanjin-in (祇園感神院), e ha acquisito il suo nome attuale in seguito alla separazione fra buddismo e scintoismo avvenuta nel periodo Meiji.

 

Il santuario della Bellezza 美御前社 (Utsukushi gozensha)

Il recinto sacro (keidai) è spazioso e contiene tanti piccoli santuari. Uno di essi è dedicato a tre dee. Originariamente era dedicato solo a Ichikishimahimenomikoto (市杵島比売命), che è la dea più bella, e nel periodo della mescolanza di buddismo e scintoismo le sono state associate Benzaiten (弁財天), una delle sette divinità cinesi della fortuna (七福神), e Kisshoten (吉祥天), dea del bel volto. Quindi è famoso come santuario della ricchezza, dello spettacolo e della bellezza, e molte donne, incluse le maiko-san, ci vanno a pregare. Davanti alla sala del santuario sgorga un’acqua divina chiamata “acqua di bellezza” (美容水), che ha il potere di procurare non solo la bellezza del corpo ma anche quella dello spirito. Per questo il santuario è visitato per impetrare la bellezza interiore ed esteriore.

Passeggiando nell’ampio recinto sacro di Yasaka jinja, uno dei luoghi sacri più rappresentativi di Kyoto, si possono scoprire tanti altri dei a cui il santuario è dedicato. È molto interessante anche osservare i vari amuleti e tavolette votive che i fedeli acquistano per protezione o per pregare gli dei.

 


Yasaka jinja 八坂神社
Divinità principali:
Susanowonomikoto,
Kushiinadahimenomikoto,
Yahashiranomikogami.
Acceso:
8 minuti a piedi dalla stazione Gion-Shijo di Keihan,
10 minuti a piedi dalla stazione di Kawaramachi di Hankyu,
Si può prendere l’autobus 206 e scendere a Gion.
Tel: 075-561-6615
Sito:http://web.kyoto-inet.or.jp/org/yasaka/

Caffetterie

September 28, 2009

Masaki Saito, Shohei Takaso, Risa akahashi

In Italia ci sono tre principali specie di bar o caffetterie: il bar ristorante che offre soprattutto cibi, il classico bar che offre soprattutto caffè, e il bar gelateria, che offre soprattutto gelati. Quasi tutte queste varietà si possono trovare nei bar o caffetterie giapponesi. I locali sono arredati, spesso si può consumare un pasto stando seduti su un divano in un angolo illuminato, bere qualcosa, e poi mangiare un dessert sempre sentendosi a proprio agio.
Soprattutto a Kyoto ci sono tante caffetterie bene inserite dentro vecchi quartieri.
Vorremo presentarvi qui due famose caffetterie, una in cima ad una collina, l’altra arredata con tatami.

MO-AN

Questa caffetteria si trova in cima ad una piccola collina chiamata Yoshida (“An” di “Mo-an” significa “casa modesta”).
Nel menù per il pranzo ci sono pochi piatti ma molti dessert e bevande, e non solo il caffè espresso ma anche il tè verde.
Nella foto sotto potete vedere il Pita sandwich con zuppa e legumi marinati.
Il Pita sandwich può essere con: zucca e formaggio cremoso; pollo e pesca con mostarda dolce; pomodoro e mozzarella; melanzane, zucchine e pancetta affumicata. Si possono scegliere due gusti fra questi quattro. Vorremmo consigliarvi pomodoro e mozzarellam e melanzane, zucchine e pancetta affumicata. I sapori sono naturali e si possono gustare le verdure. Anche la zuppa di patate rosse è molto saporita.


CAFFETTERIA SABON
Questa caffetteria è abbastanza difficile da raggiungere perché si trova in una strada secondaria.
Nella caffetteria c’è il bancone ma anche le stuoie tradizionali tatami che permetteno ai giapponesi di sedersi stando a proprio agio.
La cucina è asiatica ed etnica. Ci sono pasti a prezzo fisso con zuppa di miso, e altri più originali senza.
Tra quelli che abbiamo provato ci sono il riso alla cantonese con tsukemono, la pasta con il miso e le melanzane, poi per dessert la castela al caffè (la castela è un dolce giapponese d’origine portoghese simile al pan di Spagna) e lo zenzai (gnocco di farina di riso che si cuoce con i fagioli azuki e lo zucchero a fuoco lento).
Non mancate di sedervi sui tatami distendendo bene le gambe!

  • indirizzo < Fuyachō-dōri Sanjō sagaru Shirakabe-chō, 438, Nakagyō-ku, Kyoto>

Il tempio Chion-in

Masaki SAITO, Shohei TAKASO

Introduzione
Il CHION-IN è uno dei tempi principali della setta buddhista della Terra Pura (JŌDO-SHŪ)
Questo tempio è conosciuto con il nome di KACHŌ-SAN, dal nome della montagna ai cui piedi soorge il tempio.
Il CHION-IN fu costruito nel 1234, nel periodo KAMAKURA, da GENCHI, un discepolo di HŌNEN, il fondatore della scuola buddhista della Terra Pura. È stato costruito sul luogo dove HŌNEN aveva trascorso quasi metà della sua vita e dove morì.
Il tempio si trova al centro della città di KYŌTO. vicino al tempio scintoista YASAKA.
Le attuali costruzioni risalgono al periodo EDO (1600-1868)
Il CHION-IN è sempre stato molto popolare tra i giapponesi, dallo SHŌGUN alle persone comuni.

Tesori nazionali

Al CHION-IN ci sono due tesori nazionali, lo HONDŌ, che significa “edificio principale” ed è anche chiamato MIEIDŌ, e il SANMON.
Lo HONDŌ fu fatto costruire nel 1639 da TOKUGAWA IEMITSU, il terzo SHŌGUN dell’epoca EDO.
All’interno dell’edificio si trova la statua di HŌNEN. La sua architettura è tipica delle costruzioni buddiste del periodo premoderno. Questa struttura è stata dichiarata patrimonio culturale nazionale nel 2002, per il suo valore culturale.
La porta SANMON è a due piani con un’altezza di 24 metri. Al piano superiore si trova una stanza sul cui soffitto è dipinto un drago.

I sette fatti curiosi
Ai giapponesi piacciono le sorie curiose e misteriose tradizionalmente legate a un luogo, spesso chiamate “i sette misteri” o “sette fatti curiosi” (NANAFUSHIGI).
Anche nel caso del CHION-IN ci sono storie misteriose interessanti, tra cui il WASUREGASA.
WASUREGASA significa letteralmente “l’ombrello dimenticato”. Secondo la tradizione, una volta una volpe bianca lasciò un ombrello al CHION-IN. Si dice che questo ombrello protegga il tempio dagli incendi.

Scalinata degli uomini e scalinata delle donne

Al CHION-IN ci sono due scalinate.
Una è appunto chiamata OTOKOZAKA (scalinata degli uomini), perché è molto ripida, l’altra è chiamata ONNAZAKA (scalinata delle
donne) perché è relativamente dolce.

SANMON

I ramen di Kitashirakawa

September 27, 2009

Shuhei Yasuda

Ci sono tanti ristoranti di ramen (tagliolini cinesi in brodo) a Kyoto.
Questa volta vorrei presentarvi alcuni tra i migliori locali di ramen che potrete raggiungere a piedi dal Padiglione d’Argento (Ginkakuji).

Il primo negozio si chiama Masutani (ますたに)e, con i suoi 60 anni di storia è uno dei ristoranti di ramen più antichi di Kyoto.
Il locale, a prima vista, ha un aspetto modesto, ma l’abito non fa il monaco: il gusto del ramen e’ veramente raffinato. Il locale è molto piccolo e stretto,ma la sua atmosfera è molto caratteristica.
Il menù è molto semplice: ramen (600 yen) e riso (150 yen). Tutto qui.
Il ramen è FAVOLOSO! Si dice che Masutani sia il miglior ristorante di Ramen di tutto il Kansai!

Si può raggiungere a piedi in circa 10 minuti dal Padiglione d’Argento.
Ma attenzione, andateci presto perché intorno alle 12 è sempre affollatissimo.

Orario: giorni feriali: 10:00~19:00; giorni festivi: 10:00~18:00
Giorni di chiusura: il lunedì e il terzo martedì del mese.

Il secondo ristorante che voglio presentarvi si chiama Akatsuki (あかつき). Si trova proprio davanti alla libreria Gakeshobou.

Il gusto del ramen di Akatsuki non tradisce mai: è sempre eccezionale.
Anche questo locale è un po’ angusto, ma nei pomeriggi dei giorni feriali il riso è sempre gratis! Il ramen costa 600 yen.
Il locale è aperto fino a tardi: un ramen da Akatsuki è proprio l’ideale per concludere in bellezza una bella serata di bevute e di baldoria!

Orario: pranzo: 12:00~15:00; cena: 18:00~3:00
È aperto tutti i giorni dell’anno.

L’ultimo locale che vi presento si chiama Tonryuu (東龍). Si trova vicino alla Gakeshobou e al ristorante Akatsuki.
Questo locale è stato aperto soltanto pochi anni fa, nel 2000, ma nonostante ciò è molto popolare: ogni giorno c’è una coda lunghissima all’entrata!
Può ospitare un gran numero di persone.

Il padrone del Tonryuu ha visitato il Vietnam, la Thailandia, Taiwan e Hong Kong, e il suo modo di cucinare è stato influenzato molto dalla cultura gastronomica del Sud-est asiatico. In questo modo è nata la sua specialità: il “Tonryuu soba” (600 yen).

Orario: pranzo: 11:30~14:00; cena: 17:00~1:30
Giorno di chiusura: il Mercoledì

Se venite a Kitashirakawa, mi raccomando: mangiatevi un bel piatto di ramen prima o dopo aver visitato il Padiglione d’Argento. E poi andate alla libreria Gakeshobou e, perchè no? …mangiatevene un altro!
I ramen di Kyoto hanno un sapore veramente unico e fantastico!
la mappa