Kawadoko (cene estive all’aperto lungo i fiumi)

October 25, 2014

 

Kawadoko significa letteralmente ‘letto di ruscello’, ma è un’espressione che indica la tradizione estiva di passare il tempo cercando un po’ di frescura nella calda e umida estate di Kyoto.

Sopra delle piattaforme montate sulla superficie dell’acqua o lungo le rive, si gustano piatti tipici dell’estate e il sakè. È un passatempo popolare.

Kamogawa, Kibune e Takao sono tutti fiumi famosi, ognuno con kawadoko che hanno caratteristiche diverse.

In particolare la storia del kawadoko del fiume Kamogawa è antica: dopo numerose battaglie, grazie alla ricostruzione dei ponti Sanjo e Gojo da parte di Toyotomi Hideyoshi nel XVI secolo, il lungofiume del Kamogawa si popolò di visitatori e di negozi ambulanti. I ricchi sistemarono dei sedili sul guado e sui banchi di sabbia, e apparvero bancarelle e negozi di tè. Questo è stato l’inizio della tradizione dei ‘letti di ruscello’.

Nel periodo Edo, in seguito alla costruzione di muri di pietra e di argini, sono diventati centri di divertimento, particolarmente animati durante la festa di Gion.

turismo a Kyoto periodo Edo

“Giri turistici a Kyoto nel periodo Edo, scena pittoresca” disegno di Shirahata Youzaburou

 

 

Kawadoko del Kamogawakamogawa

Le piattaforme sono situate tra i ponti Nijo e Gojo.

La loro attrattiva è l’abbondanza e varietà di locali: cucina di Kyoto, cucina cinese, italiana, ristoranti di carne ai ferri e bar.

Per questo sono consigliati ai giovani e ai visitatori venuti a Kyoto per la prima volta.

Si possono gustare i cibi nella fresca brezza del fiume, a contatto con la natura.

 

 

Kawadoko del Takao

La zona di Takao, luogo famoso per gli aceri, è più fresca di 3-5 gradi rispetto al centro di Kyoto, e fin dal passato è conosciuta come un paradiso estivo.

Le passerelle, costruite in modo da sporgere sul fiume che scorre con i suoi bianchi spruzzi d’acqua, hanno il tetto, che protegge dai forti raggi del sole ma anche dalla pioggia.

Inoltre ogni anno tra la metà di giugno e l’inizio di luglio si possono vedere anche le lucciole Genji, una specie protetta.

takao

 

 

Kawadoko del Kibune

I kawadoko del Kibune hanno origine nel periodo Taisho.

Si narra che quando gli asceti si riposavano nel fiume per rinfrescarsi e lavarsi i piedi, c’erano persone che servivano loro cibo e tè.

Kibune è soprannominato “il salotto buono di Kyoto”.

Le passerelle sono montate a un’altezza quasi a sfiorare la superficie dell’acqua, proprio come se fossero dei condizionatori d’aria naturali!

La corrente fredda del fiume trasmette una piacevole sensazione di fresco.

In una natura lussureggiante ricca di alberi, anche l’animo troverà ristoro.

 

kibune

 

 

*Periodo e orario di apertura variano in base ai posti.

*Spesa indicativa:¥5000~

La libreria Gake-shobo

Shuhei Yasuda

A Kyoto ci sono tanti luoghi interessanti che spesso passano inosservati. Anche nel mio quartiere, a Kitashirakawa. I turisti che visitano Kitashirakawa, di solito, fanno una passeggiata per la famosa Via della Filosofia (Tetsugaku no Michi) e arrivano fino al Padiglione d’Argento (Ginkakuji). Ma poi se ne vanno subito.
Se venite a Kitashiarakawa, non andatevene subito! Infatti, se camminate sempre diritto verso nord lungo via Kitashirakawa potete trovare un negozio particolarissimo, unico al mondo!

E’ proprio quello che vi voglio presentare: la libreria GAKE-SHOBOU!

Già l’aspetto esteriore di questo negozio è molto particolare, e fa subito venire voglia di scattare qualche foto: c’è un muro composto da migliaia di pietre da cui fuoriesce la metà anteriore di una macchina rossa.

Al suo interno non ci sono solo libri, ma anche tante altre cose che senz’altro attireranno la vostra attenzione, ad esempio CD, oggetti e accessori fatti a mano, vecchi poster di film giapponesi, magliette originalissime, una bacheca su ui tutti possono scrivre ecc… Poiché chiunque può scrivere sulla bacheca, che ne direste di lasciare un messaggio a ricordo della vostra visita?

Vi si organizzano tantissime cose: si fanno concerti di musica dal vivo, si vendono dolci e bevande, e ci si può fare perfino predire il futuro da una cartomante!

Ci saranno sicuramente tante cose che vorrete comprare alla “GAKE-SHOBOU”, ma vi assicuro che, anche solo guardando, vi divertirete un mondo!
Mi raccomando, uno di questi giorni provate a visitarla, così potrete vedere un lato di Kyoto che non conoscete.

Orario di apertura: dalle 12:00 alle 22:00. Giorno di chiusura: variabile.

I giardini giapponesi

Nahoko Asada, Izumi Adachi, Haruka Inoue

Differenze tra i giardini italiani e i giardini giapponesi

I giardini italiani si sono sviluppati intorno alle ville. Prima erano per lo più orti e frutteti, ma in seguito sono nate forme diverse. Gli alberi sono un elemento indispensabile dei giardini italiani, perciò vi si coltivano alberi da frutta, alberate e siepi di sempreverdi. Inoltre vi è la tendenza a installare scalinate, statue, fontane e corsi d’aqua per produrre la “meraviglia”.

I giardini giapponesi si sono sviluppati in relazione ai castelli e alle stanze per la cerimonia del tè. In essi vengono espresse in forma concreta le concezioni della setta buddista
della Terra Pura (Jodoshu) e del buddismo Zen. Per esempio, lo stagno rappresenta il mare attraverso cui si arriva al mondo ideale del paradiso buddista.

Nei giardini italiani si possono ammirare gli allestimenti scenografici, mentre nei giardini giapponesi si possono contemplare le idee religiose. Ma nonostante le differenze, ambedue sono opere d’arte di grande interesse.

Le caratteristiche dei giardini giapponesi

I giardini giapponesi in generale hanno un’atmosfera più quieta e raccolta dei giardini occidentali. Non vi si usano molti colori, e le piante e le pietre sono lasciate essere nella loro forma naturale. Questa caratteristica esprime la mentalità tradizionale dei giapponesi. Come si vede chiaramente nello spirito della cerimonia del tè, i giapponesi ammirano la bellezza della natura nel suo stato originario.
Ovviamente i giardini sono pianificati cercando la bellezza ideale, ma l’intervento umano non altera la froma originaria delle piante, lasciando essere le pietre, i colori, e tutti gli elementi così come sono naturalmente.

Nel Giappone antico il giardino era un luogo sacro, e per questo i giapponesi preferivano i giardini semplici e tranquilli ai giardini sontuosi e vivaci. Anche a noi giapponesi moderni piace l’atmosfera raccolta dei giardini tradizionali. Visitandoli in diversi momenti dell’anno vi ammiriamo il mutamento delle stagioni, e contemplandoli mentre beviamo il tè possiamo percepire l’anima della cultura giapponese.

È difficile comprendere l’essenza dei giardini giapponesi guardando soltanto fotografie
o leggendo descrizioni e spiegazioni, e ogni singolo giardino è diverso dagli altri, pur presentando caratteristiche analoghe. Per questo vi raccomandiamo vivamente di visitare di persona vari giardini giapponesi, per poterne percepire l’atmosfera particolare. Quando li visitate non soffermatevi solo sulle piante, ma ammirate anche le pietre. i bambù, gli stagni e tutti gli altri elementi che costituiscono il giardino nel suo insieme.

Anche voi potrete così percepire la vera anima della cultura giapponese.

Giardini famosi a Kyoto

Ryoanji

Il giardino di pietra del tempio Ryoanji è un famosissimo giardino zen, ed è costituito da 15 rocce di varie dimensioni disposte su una superficie di 75 tsubo (circa 240 metri quadri). Questo paesaggio misterioso è stato interpretato in moltissimi modi, e non ci si stanca mai di contemplarlo.

  • Orari di visita:

    1 marzo – 30 novembre, 8:00-17:00;
    1 dicembre –28/29 febbraio, 8:00-16:30.

  • Biglietto d’ingresso al tempio:

    minori di 15 anni 300 yen;
    altri 500 yen.

  • Accesso

    • si prende l’autobus municipale numero 50 dalla stazione di Kyoto di JR,si scende alla fermata dell’università Ritsumeikan e si cammina per circa 7 minuti.
    • si prende l’autobus municipale numero 55 dalla stazione di Omiya della ferrovia Hankyu,si scende alla fermata dell’università Ritumeikan e si cammina per circa 7 minuti.
    • si prende l’autobus municipale numero 59 dalla stazione di Sanjo della ferrovia Keihan e
      si scende alla fermata del Ryoanji.

    Tofukuji

    Il Tofukuji è un tempio che ospita al suo interno numerosi templi secondari e giardini.
    Il giardino di fronte al padiglione Kaizando è costruito attorno a una sorgente e uno stagno, e le increspature della sabbia ricordano una scacchiera. È un famoso giardino del perido centrale dell’epoca Edo che armonizza lo stile del buddismo Zen con lo stile delle residenze dei samurai.
    Ci sono inoltre i quattro giardini dello Hojo, ricostruiti nel 1890. Tra di essi si segnala il giardino di pietra a sud del padiglione, le cui onde nella sabbia rappresentano il mare in tempesta.

  • Orario di visita:

    9:00-16:30 (si può entrare fino alle 16:00).

  • Biglietti d’ingresso:

    • Tsutenbashi/Kaizando
      minori di 15 anni 300 yen, altri 400 yen;
    • giardino Hojo
      minori di 15 anni 300 yen, altri 400 yen.
  • Accesso:

    • linea ferroviaria JR Nara/ linea Keihan,
      si scende alla stazione di Tofukuji, il tempio è a10 minuti di cammino in direzione sud-est;
    • autobus municipali numero 202, 207 e 208, si scende alla fermata Tofukuji.

Il santuario di Kitano Tenmangu

Minami Kudo

北野天満宮

Moltissimi studenti giapponesi visitano i santuari tenmangu (chiamati anche tenjinsha o tenjinja), un tipo di santuario scintoista dedicato al dio dello studio, Sugawarano Michizane (菅原道真), un personaggio veramente esistito nel periodo Heian, chiamato comunemente Tenjin-sama. Molte persone li visitano in febbraio, perché nel keidai, o recinto sacro, ci sono tanti pruni giapponesi, albero amato da Sugawarano Michizane, che fioriscono proprio in quel mese.

Ci sono ben dodicimila santuari tenmangu sparsi in tutto il Giappone, e gli esaminandi li visitano pregando per il successo negli esami. Uno dei più importanti e famosi è il santuario di Kitano Tenmangu a Kyoto.



L’origine del santuario di Kitano Tenmangu

Questo santuario, che si trova in Ukon-no-baba a Kitano, un’area di Kyoto, risale alla metà del periodo Heian. È dedicato allo spirito di Michizane come dio della pacificazione del paese. Michizane fu uno scrittore di talento, si applicò assiduamente agli studi e si distinse per le sue capacità, e per questo lo si venera come dio dello studio. Lo spirito di Tenjin-sama venerato a Kitano Tenmangu nel periodo Edo era venerato anche come protettore e ispiratore degli studi nelle terakoya, scuole elementari private per il popolo.
Michizane era un funzionario di alto rango del periodo Heian, ma essendo stato accusato ingiustamente fu esiliato al Dazaifu, una sorta di ministero degli esteri in un’isolata località del Kyushu, e vi morì triste e in solitudine. Dopo la sua morte si verificarono molti disastri a Kyoto, tempeste, piogge torrenziali, fulmini spaventosi, e i funzionari che lo avevano fatto esiliare morirono uno dopo l’altro. Questi eventi furono attribuiti all’ira dello spirito di Michizane, e per placarlo gli fu dedicato Kitano Tenmangu, nel luogo dove originarmente sorgeva il santuario del dio del tuono.
Sulla base delle caratteristiche che ebbe in vita e dopop la morte, Michizane è venerato come dio dell’agricoltura che fa piovere, dio della sincerità, dio che aiuta a discolparsi dalle false accuse, dio dello studio, della poesia waka, della calligrafia giapponese shodo e della letteratura.


Ume, il pruno giapponese

A Michizane piaceva il pruno giapponese, e quando lasciò la sua dimora di Kyoto per recarsi in esilio al Dazaifu compose una famosa poesia waka: 東風吹かば 匂ひおこせよ 梅の花 主なしとて 春を忘るな “Fiori dei pruni, non dimenticate la primavera senza di me, fiorite profumatamente quando arriva il vento dall’oriente.” Per questo ci sono circa duemila pruni giapponesi di cinquanta varietà diverse nel recinto sacro keidai. A febbraio il parco dei pruni è aperto al pubblico, e si possono ammirare i bellisimi fiori che fioriscono a profusione in bianco, rosso chiaro, rosso vivo e rosso scuro. In seguito le prugne degli alberi sono raccolte, seccate al sole e distribuite come oobukuume (大福梅), un portafortuna di capodanno.



Kitano Tenmangu (il santuario di Kitano Tenmangu) 北野天満宮

Divinità: Sugawarano Michizane
Acceso: autobus numero 50 o 101 dalla stazione JR di Kyoto;
51 o 203 dalla stazione della metropolitana di Imadegawa;
55 dalla stazione Hankyu di Omiya.
Si scende a Kitanotenmangu-mae.
Tel: 075-461-0005
Sito:http://www.kitanotenmangu.or.jp/

Materiale di consultazione
『週刊 京都を歩く no.31』 2004年
http://www.kitanotenmangu.or.jp/top.html

Il padiglione d’Oro

Takatomo Kaihara

Kinkakuji (Rokuonji)

La storia

A partire dall’ottavo secolo, molti nobili di Kyoto fecero edificare numerose ville a Kitayama, una zona che si trova a nord-ovest della città. Particolarmente sontuosa si dice fosse quella che il ministro Saionji no Kintsune (conosciuto anche come Fujiwara no Kintsune) costruì nel 1224. Molti anni più tardi, lo shogun Yoshimitsu Ashikaga, dopo aver rinunciato al suo incarico, entrò in possesso di Kitayama e lì fece costruire e stabilì la propria dimora. Alla sua morte, avvenuta nel 1408, il figlio di Yoshimitsu, in conformità alla volontà del padre, trasformò la sua proprietà in un tempio Zen, che prese il nome di Rokuonji. In seguito, durante la guerra di Ōnin che imperversò a Kyoto dal 1467 al 1477, fu interamente distrutto dal fuoco per poi essere successivamente ricostruito nel periodo Momoyama, e arrivare così, grazie anche a numerosi restauri, fino ai nostri giorni.

Kinkaku (Shariden)


All’interno di Rokuonji si trova il padiglione Shariden, noto a tutti con il nome di “Padiglione d’Oro” perché quasi interamente dorato. In cima al tetto è stata collocata una statua d’oro raffigurante una fenice, uccello al quale l’antica mitologia cinese attribuiva poteri straordinari. Il Padiglione ha tre piani, ciascuno dei quali costruito in uno stile architettonico diverso: il piano terra è in stile Shinden, il secondo piano è in stile Buze e il terzo è in stile Karayo. Il risultato della commistione dei tre stili è un insieme ben armonizzato. Nel 1950 il Padiglione è stato distrutto da un incendio doloso, ma cinque anni dopo è stato ricostruito in modo completamente fedele all’originale.

Il pino a forma di barca


Nell’ampio parco di Rokuonji si trova uno dei pini più belli di Kyoto, un pino a forma di barca, volto a ovest per rappresentare il viaggio delle anime verso il paradiso buddista della terra pura d’occidente.

La cascata di Ryumon


All’interno del parco di Rokuonji c’è anche una cascata, chiamata Ryumon. Ai piedi della cascata è stata posta una larga pietra per commemorare la mitica impresa di un pesce che, secondo una leggenda cinese, risalì una cascata e divenne un drago.

Anmintaku


Un’altra attrazione del parco è Anmintaku, un laghetto al cui interno si trova un isolotto su cui sorge una pagoda interamente in pietra, chiamata “la tomba del serpente bianco”.

Sekkatei

Infine, all’interno di Rokuonji, si può visitare il Sekkatei, ovvero un chiosco adibito alla cerimonia del tè, il cui nome significa letteralmente “il Kinkaku è bello al tramonto”. Davanti al chiosco c’è un piccolo giardino nel quale si trovano ancor oggi una lanterna di pietra e una scodella per raccogliere l’acqua che Yoshimasa, il nipote di Yoshimitsu, usava abitualmente.

Ryoanji

Kanako Morita


Il tempio Ryoan-ji si trova nella parte occidentale di Kyoto.

È noto per il bellissimo giardino, chiamato “Seki-tei”. Ogni giorno numerosi turisti vengono a vederlo da tutto il Giappone e anche dall’estero.

Orginariamente questo luogo era una località di villeggiatura della nobilità. Nel 1450, durante il periodo Muromachi, un daimyo (un signore feudale di alto rango) lo acquisì e lo trasformò in una tempio buddista zen. A causa della Guerra di Onin (1467-77) fu distrutto da un incendio, ma fu ricostruito nel 1488.

Il pensiero dello Zen

Lo Zen è una scuola buddista che fu introdotta in Giappone dalla Cina della dinastia Song, nel tredicesimo secolo circa. Nello Zen giapponese ci sono tre sette (setta Soto, setta Rinzai e setta Obaku). Il punto centrale dello Zen è il concetto che il corpo e l’anima sono uniti. Perciò si attribuisce grande importanza alla pratica, cioè lo zazen. Lo zazen è la meditazione zen praticata sedendosi in una posizione particolare. Secondo il pensiero del Buddismo, ogni essere vivente ha in sé la natura del Buddha. Per capirlo però è necessario praticare lo zazen e il koan (un tipo di pratica sotto forma di domande e risposte). Attraverso queste pratiche si persegue uno scopo, cioè quello di trovare e contemplare la propria natura (kensho) ed eliminare il proprio ego e il suo egocentrismo.

Il giardino “Seki-tei” (石庭)

Questo giardino è il più famoso tra i giardini “secchi” (karesansui 枯山水) giapponesi fatti di ghiaia, rocce e muschio. In questo tipo di giardini si rappresentano il mare e i fiumi con ghiaia bianca, le montagne con rocce e la vegetazione con muschio. Quando lo Zen si diffuse in Giappone, furono costruiti molti giardini secchi in vari luoghi, e si dice che sia stata una reazione contro i giardini lussosi della nobilità del precedente periodo Heian. Nell’estetica dello Zen il giardino è considerato una rappresentazione in miniatura della natura. Siccome si pensa che in natura non ci siano cose inutili, nei giardini zen si cerca di riprodurre la natura senza ornamenti artificiali. Dopo l’introduzione delo Zen dalla Cina, il giardino zen fu adattato all’estetica giapponese e assunse la sua forma tipica in circa un secolo. Il personaggio più importante nello sviluppo dei giardini zen giapponesi è il Monaco e disegnatore di giardini Muso Kokushi. I suoi giardini si trovano in varie parti del Giappone. Inoltre alla fine del quattordicesimo secolo fu introdotta dalla Cina anche la pittura paesaggistica a inchiostro di china, che pure si sviluppò secondo i canoni peculiari dell’estetica giapponese.

Per quanto riguarda il giardino del Ryoan-ji, non si sa chi l’abbia disegnato, ma secondo una famosa teoria fu progettato da Soami.

La ghiaia bianca è distribuita ad arte con un rastrello in modo da formare delle onde, e ci sono 15 rocce in 5 punti del giardino. Riguardo alla disposizione delle rocce ci sono diverse opinioni, ma nessuna è predominante. Secondo una famosa interpretazione, il giardino rapprenterebbe una tigre che sta attraversando un fiume con i suoi cuccioli. Per questo è chiamato anche “il giardino del guado dei cuccioli di tigre” (虎の子渡しの庭).

Il giardino zen del Ryoanji è quello con il disegno più astratto tra i giardini secchi di Kyoto. Contemplandolo possiamo scegliere liberamente l’interpretazione che ci sembra più adatta.

Lo stagno “Kyoyochi” (鏡容池)

Lo stagno “Kyoyochi” si trova sul lato sinistro del viale di accesso. Si dice che durante il periodo Heian i nobili proprietari del giardino facessero spesso giri in barca in questo stagno. Sulla riva che lo circonda fioriscono splendidi fiori di stagione.

La bacinella di pietra “Tsukubai” (つくばい)

“Tsukubai” è una bacinella di pietra posta in un giardino giapponese per lavarsi le mani prima di entrare nell’edificio adibito alla cerimonia del tè. Il nome “Tsukubai” si riferisce al movimento che si compie quando ci si accoscia per attingere l’acqua. Ci sono quattro caratteri cinesi incisi sulla superficie della “Tsukubai” secondo uno schema preciso. Ogni carattere presenta un elemento a forma quadrangolare, e questi quattro elementi sono uniti in un unico grande quadrato che si trova al centro del rombo formato dai caratteri. Quello in cima “吾” significa “Io”, quello a sinistra “知” significa “conoscere”, quello a destra “唯” significa “solo”, e il carattere in basso “足” significa “soddisfazione”. L’elemento comune a forma quadrangolare è il carattere di “口”, “bocca”, ed è spesso usato come elemento di caratteri composti. Nel caso della “ Tsukubai”, i quattro caratteri sono formati aggiungendo “口” a un altro elemento: per esempio 五+口=吾,矢+口=知.

Insieme questi quattro caratteri significano “Io conosco solo la soddisfazione”. Questo suggerisce un concetto dello Zen: noi dovremmo essere soddisfatti della nostra situazione presente. Sottolinea insomma l’importanza di controllare i nostri desideri.

Informazioni

Si può entrare allo Ryoan-ji dalle 8 alle 17 (da dicembre a febbraio dalle 8:30 alle 16:30). Il biglietto d’ingresso costa 500 yen. Ci si può arrivare in autobus o in tram dal centro, e c’è un parcheggio per automobili.Si può godere della bellezza e dell’atmosfera raccolta del Ryoan-ji in modo diverso nelle diverse stagioni. In primavera nel giardino i fiori di ciliegio sbocciano in grande quantità, in estate le ortensie fioriscono splendide, in autunno si può ammirare la bellezza delle foglie secche rosse e gialle. In inverno, poichè il numero di turisti è minore rispetto alle altre stagioni, il giardino ha un’atmosfera più tranquilla e solenne, in cui si può cogliere lo spirito autentico dello Zen.

Sanzen-in

Hiroyuki Hamamoto

Il Sanzen-in è un tempio della setta buddista Tendai, costruito dal fondatore della setta Saicho. Il Budda principale venerato nel tempio è Yakushirurikonyorai.
Si trova a Ohara, nelle colline a nordest del comune di Kyoto, ed era famoso nell’antichità come ritiro per la nobilità e i praticanti del buddismo.
Il Sanzen-in occupa un’area di circa 2600 metri quadrati, e comprende molti edifici: Shinden, Ojogokurakuin, Konjikifudodo, Suzakumon, ecc.

 

Shinden

Padiglione costruito nel 1926 per celebrare la cerimonia chiamata Osenboko, una cerimonia tradizionale della corte per pregare per la felicità delle anime degli imperatori defunti. Fu iniziata durante il regno dell’imperatore Goshirakawa (1155-1158).
La si celebra il 30 maggio di ogni anno, e oggi vi si prega anche per la pace del mondo e la felicità di tutti gli esseri umani, perciò non è più riservata alla sola nobiltà ma vi possono partecipare anche le persone comuni.
Nello Shinden si trovano statue di Yakushinyorai, Guzekannon e Fudomyoo.

 

Ojogokurakuin

Costruito nel 986, è un piccolo edificio in stile semplice e si può dire che è all’origine della storia del Sanzen-in. Col passare dei secoli, lo Ojogokurakuin nella sua semplice eleganza si è armonizzato con la bellezza della natura che lo circonda.
Sul soffitto e le pareti vi sono varie pitture buddiste a colori vivaci che rappresentano efficacemente il paradiso del buddismo.
Ci sono tre statue: Amidanyorai, Kanzeonbosatsu e Daiseishibosatsu.

 

Konjikifudodo

È stato construito nell’aprile 1989 come un’edificio per preghiera. Vi si svolgono annualmente la festa delle stelle il 28 febbraio e la festa del Konjikifudo dal 21 aprile al 5 maggio.
Vi si pratica il rito Goma, un rito segreto del buddismo tantrico esoterico, in cui si brucia del legno davanti a una statua di Fudomyoo e si impetra la grazia. Si crede che il fuoco del Goma bruci le passioni negative (bonno, sanscrito trishna) e controlli i demoni.
Il Konjikifudodo si erge maestoso e magnifico nello spazio silenzioso del giardino Ajisai-en.

 

Ajisai-en (giardino delle ortensie)

A fianco della strada che porta al Konjikifudodo ci sono migliaia di ortensie.
Nella zona di Ohara spesso si alza la nebbia. Le ortensie fioriscono graziose nella nebbia, che dona loro un aspetto vago e indistinto, come se vi si sciogliessero o vi dormissero.

 

Suzakumon

È un portale situato sul lato meridionale del Sanzen-in. È la porta principale del Gokurakuin.

Shimogamo jinja

Sayaka Toyota



Shimogamo jinja (Il santuario di Shimogamo)


Il santuario di Shimogamo, che si trova nella parte nord di Kyoto, è uno dei più antichi di Kyoto. Ufficialmente questo santuario si chiama “Kamomioya jinja” (Il santuario di Kamomioya). Ma è comunemente chiamato “Shimogamo jinja” (Il santuario di Shimogamo) perché si trova lungo il corso inferiore del fiume Kamo (Shimogamo). In questo santuario ci sono due opere d’arte considerate tesori nazionali e 53 monumenti di grande importanza storica, cioè quasi tutti i suoi edifici sono opere di grande valore storico e artistico. I reliquiari principali sono dedicati a Kamotaketsunominomikoto (il reliquiario principale orientale) e Tamayorihimenomikoto (il reliquiario principale occidentale).

Origine del santuario

Si dice che l’origine del santuario è legata a un episodio leggendario: mentre Tamayorihimenomikoto si lavava nel fiume Kamo, vide una freccia che andava alla deriva, la raccolse e la pose al suolo. La freccia diventò un dio maschio e Tamayorihimenomikoto lo sposò e partorì un bambino. La storia del santuario non è certa, ma forse la consacrazione risale all’era prima di Cristo. Il reliquiario principale fu costruito nel 677.

Gli dei

Gli dei venerati in questo santuario sono Kamotaketsunuminomikoto e Tamayorihimenomikoto. Kamotaketsunuminomikoto è il dio che dissodò la terra dell’antica Kyoto. Poi diffuse l’agricoltura e si dedicò al sostentamento e alla sicurezza del popolo. È venerato come divinità tutelare di Kyoto. Quando nel 794 fu edificata Heiankyo (l’antica di Kyoto, prima capitale del Giappone), i riti propiziatori per il successo della nuova capitale furono celebrati in questo santuario. Da quel momento divenne il santuario dove si prega per la pace del popolo, sia come pace nazionale, sia come pace universale. Dall’antichità il dio è venerato come protettore delle nozze e della cura dei bambini, oltre a essere il dio che protegge la vita del popolo.

La virtù degli dei

Kamotaketsunuminomikoto esaudisce tanti tipi di preghiere come divinità che guida i fedeli nei viaggi e nella vita, per esempio fa evitare le disgrazie, superare i colloqui per l’assunzione nelle aziende, garantische la sicurezza sulle strade, nei viaggi e nella guida ecc. Anche Tamayorihimenomikoto esaudisce diverse preghiere come divinità della donna, per esempio per un buon matrimonio, un parto senza complicazioni, la cura dei bambini ecc. Inoltre è la dea dell’acqua.

Monumenti di grande importanza storica

“Romon”


Il Romon è un portale presso cui si trova un albero che simboleggia le nozze. Quest’albero nasce da due tronchi distinti che poi si uniscono e crescono insieme verso l’alto.

“Maidono”


Il Maidono che si può vedere oggi è stato ricostruito nel 1628. Il giorno della festa chiamata Aoi-matsuri (5 maggio), un messaggero imperiale vi recita un Saimon (invocazione della divinità letta davanti a un santuario scintoista a imitazione dello stile cinese), e in seguito un danzatore vi esegue la danza sacra chiamata “Azuma-asobi”.

“Chumon”


Il portale Chumon è stato ricostruito nel 1628.

Tesori nazionali

“Honden”

Ci sono due Honden (gli edifici, o reliquiari, principali), chiamati “Higashi-honden” e “Nishi-honden”; tutti e due sono tesori culturali nazionali. Si pensa che siano stati ricostruiti nel 1863.

L’ingresso al santuario è gratuito.
Il giardino del santuario e aperto dalle 6 alle 18 circa, ma l’orario cambia a seconda della stagione.

Foto dell’autrice

Kamigamo jinja

Sayaka Toyota




Il santuario di Kamigamo

Il santuario di Kamigamo si trova nella parte settentrionale di Kyoto, lungo il corso superiore del fiume Kamo (Kamigamo). Vanta due tesori artistici nazionali e trentaquattro monumenti di grande importanza storica. Si dice che sia stato costruito nel 678, ed è dedicato al nume tutelare della famiglia Kamo, una potente famiglia del Giappone antico. Dopo che nel 794 la capitale fu trasferita a Heian, l’odierna Kyoto, il santuario venne nuovamente consacrato come tempio protettore della capitale, assieme al santuario di Shimogamo. Il santuario di Kamigamo è stato oggetto per generazioni sia della fede popolare sia dell’adorazione da parte della famiglia imperiale, che vi dedicava preghiere e offerte in occasione di avvenimenti importanti per la nazione.

Origine del santuario

Secondo la leggenda il dio venerato al santuario è il nipote di Kamotaketsunuminomikoto, il dio del santuario di Shimogamo. Tamayorihimenomikoto, la figlia di Kamotaketsunuminomikoto, mentre si lavava nel fiume Kamo scorse una freccia che andava alla deriva, la raccolse e la pose al suolo. La freccia diventò un dio maschio, Tamayorihimenomikoto lo sposò e partorì un bambino, Kamowakeikazuchino ookami, che salì in cielo e diventò la divinità di questo santuario. Kamowakeikazuchino ookami era temuto e riverito nei tempi antichi come divinità che domina la natura, provoca la pioggia, porta il raccolto abbondante e purifica il mondo dalle impurità. Prima che il santurio di Kamigamo fosse costruito, la potente famiglia Kamo fece un’offerta di acqua, legna da ardere e carbonella a favore della corte imperiale di Yamato (il primo stato Giapponese unificato), e costruì il santuario per venerare il monte Koyama, la montagna sulla quale si era manifestato il loro nume tutelare. In seguito il santuario fu trasferito più vicino alla capitale, e nacque così Kamigamo jinja.

La virtù del dio

Il dio del santuario previene le disgrazie ed è venerato come divinità che protegge dai fulmini e nume tutelare dell’industria elettrica.

“Koyama” (la montagna su cui si manifestò Kamowakeikazuchi)

Il monte Koyama sorge a 3km dal santuario in direzione nord-nordovest. È alto 301.5 metri ed è vietato l’accesso al pubblico.

“Tatezuna”


Tatezuna, chiamato anche Morizuna, è un ammasso conico di sabbia purificatrice. Al vertice del cono sono infilate foglie di pino, che hanno la funzione di segni che guidano il dio nella sua discesa al tempio. Si dice che questa usanza sia all’origine del Kadomatsu, la decorazione con rami di pino che i giapponesi mettono sulla porta di casa a capodanno.

“Temizusha”


Temizusha si trova sul lungofiume dietro lo Hosodono. È stato costruito nel 1984 per le abluzioni dei pellegrini, che prima si purificavano lavandosi le mani e sciacquandosi la bocca nelle acque del fiume Mitarashi.

Monumenti di grande importanza storica

“Romon”


Il portale Romon è stato ricostruito nel 1628.

“Tamabashi (il ponte Tama)”

Tamabashi è un ponte di legno ricostruito nel 1628. Il pubblico non può attraversarlo, essendo riservato al passaggio dei sacerdoti scintoisti durante le cerimonie.

“Tsuchinoya”

Durante le cerimonie un chierico, che serve la divinità ma è di rango inferiore al sacerdote scintoista, si purifica nello Tsuchinoya per entrare nel luogo sacro che si trova sull’altra riva del fiume. È stato ricostruito nel 1628.

“Hosodono”

È un edificio lungo e stretto (“Hosodono” significa appunto “edificio stretto”). Una volta solo persone di alto rango, come l’Imperatore, potevano entrarvi. È stato ricostruito nel 1628.

Tesori d’arte nazionali

“Honden” e “Gonden”

Honden è il reliquiario principale ricostruito nel 1863. Gonden è il reliquiario in cui viene posta l’anima del dio, rappresentata da oggetti sacri, ogni volta che il tempio principale viene ricostruito.

L’ingresso a Kamigamo jinja è gratuito.
Il parco del santuario è sempre aperto, ma il Romon si può vedere solo dalle 9 alle 16.

Foto dell’autrice.