Abe no Seimei

February 27, 2006

Hiroyuki Hamamoto

 

Abe no Seimei è un onmyoji (un praticante delle tecniche magiche e divinatorie cinesi dello Yin e Yang, In e Yo in giapponese) molto famoso nel periodo Heian, il periodo in cui Kyoto, allora chiamata Heian Kyo, era la capitale politica e culturale del Giappone.

Non si sa con precisione quando nacque, ma è riportato che morì a 85 anni il 31 ottobre 1005, perciò si può suppore che sia nato nel 921.

Aveva una conoscenza eccellente delle tecniche dell’onmyodo, che era considerato la scienza suprema a quell’epoca. Le sue gesta sono state narrate come atti misteriosi e hanno prodotto tanti episodi leggendari.

Secondo l’albero genealogico della famiglia Abe che è stato tramandato, Seimei sarebbe nato a Abeno in Settsu (ai giorni nostri la circoscrizione di Abeno nel comune di Osaka) come figlio di Abe no Masuki (Abe no Yasuna), un nobile di basso rango. Non c’è alcun resoconto affidabile della sua infanzia, ma si dice che abbia studiato l’onmyodo con il maestro Kamo no Tadayuki e il figlio Yasunari.

L’onmyoji


Foto del simbolo dello Yin e YangIl simbolo dello Yin e Yang 

Si dice che l’onmyoji abbia due volti.

Da un lato è uno scienziato che fa osservazioni astronomiche e stabilisce il calendario con la tecnica dello in-yo-gogyosetsu trasmessa dalla Cina. Dall’altro è un mago che legge gli auspici per divinare la buona e la cattiva sorte e sottomette i demoni shikigami alla propria volontà.

Nel testo classico Konjaku-monogatari-shu si trova la seguente descrizione:

“Una giorno in cui Seimei da piccolo uscì al seguito di Kamo no Tadayuki, si accorse di demoni orrendi che venivano verso di loro. Seimei svegliò Tadayuki che dormiva nel carro e, protetti dai suoi scongiuri, superarono quella situazione critica.”

Tadayuki, impressionato dal talento di Seimei, gli avrebbe in seguito insegnato tutte le arti dell’onmyodo.

 

I genitori di Seimei

Si tramanda che la madre di Seimei era una volpe Bianca, come risulta dal seguente brano:

“Più di mille anni fa, all’epoca dell’imperatore Suzaku, un bell’uomo chiamato Abe no Yasuna abitava ad Abeno in Settsu. Suo padre era il padrone delle terre intorno, ma i territori gli furono confiscati a causa di un inganno. Yasuna decise di andare al santuario Shinodanomori-kuzunoha-inari(Kuzunoha-inari nel bosco di Shinoda) ogni giorno a pregare per la sua promozione per riscattare il buon nome della famiglia.

Un giorno, al ritorno dalle preghiere al santuario, una volpe bianca che scappava dai cacciatori venne verso di lui. Yasuna misericordioso la nascose tra i cespugli e sedette su una pietra come se stesse riposando. I cacciatori arrivarono rumorosi e gli dissero:

“Non hai veduto la volpe bianca che stiamo inseguendo? Devi averla veduta senz’altro.”

Ma Yasuna non disse nulla, perciò lo picchiarono e cadde a terra.

Dopo che i cacciatori se ne furono andati a cercare altrove, una bella donna apparve e si prese cura di lui.

“Mi chiamo Kuzunoha e abito in questo bosco. Ti accompagna a casa tua.”

Yasuna avvertì qualcosa di strano ma non poté pensarci a causa del dolore. Da quella notte, mentre soffriva per il dolore e la febbre, non poté fare a meno di pensare a Kuzunoha.

Qualche giorno dopo, con grande gioia di Yasuna, Kuzunoha arrivò senza preavviso e cominciò a curarlo. Grazie a lei Yasuna guarì quasi completamente. Lei rimase a casa sua e, passati l’estate e l’autunno, alla fine di quell’anno diede alla luce un bambino.

Il tempo passò in fretta, e il figlio Dojimaru(il nome di Seimei da bambino) compì cinque anni. Un giorno a metà dell’autunno di quell’anno, Kuzunoha sedeva lambita da una brezza piacevole, guardando i crisantemi che fiorivano nel giardino mentre faceva addormentare Dojimaru, e non si accorse di stare rivelando la sua vera figura di volpe bianca.

“Mamma, ho paura!”

Era ormai troppo tardi quando si accorse dell’invocazione di Dojimaru, il quale cominciò a piangere.

Quella notte Kuzunoha, che aveva deciso di andarsene, raccontò la verità per filo e per segno a Dojimaru mentre lui dormiva.

“Dojimaru, ricordati quel che ti dico, originariamente non ero un essere umano, ma una volpe che tuo padre Yasuna salvò dai cacciatori. È stato per riscattare il nome della sua famiglia che mi sono trasformata in donna per ordine di Inaridaimyojin e abbiamo avuto un bambino, te. Ma l’amore di madre e di moglie è uguale anche nel mondo degli animali. Avrei voluto restare qui fino a quando tu compirai dieci anni, ma ormai è impossibile. Cresci come una persona morale, diligente e fedele al padre. Ti affido questa preziosa palla magica. Se la porterai sempre con te, ti aiuterà”

Si alzò per andarsene, ma rimase a piangere per un po’ per la tristezza dell’addio.”

La volpe è venerata come un animale che ha poteri spirituali. E Seimei, avendo come madre una volpe Bianca, diventò un grande onmyoji.

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