Il santuario di Shimogamo e il rituale scintoista

February 28, 2009

Shuhei Yasuda, Yuki Yoshikawa, Yosuke Isono

Vi presentiamo il santuario scintoista di Shimogamo, un famoso patrimonio culturale dell’umanità a Kyoto.
Il nome vero è Santuario Kamomioya, ma spesso neppure le persone del luogo lo sanno.
Quel nome appare già nel Kojiki, il più antico testo scritto giapponese.
Nel Kojiki si parla del rapporto che il santuario di Shimogamo ha con un altro famoso patrimonio culturale dell’umanità, il santuario di Kamigamo (il vero nome è Santuario Kamowakeikazuchi).
Il santuario di Shimogamo ha una lunga storia e uno stretto rapporto con la vita quotidinana degli abitanti di Kyoto, tanto che non si può parlare delle feste e delle attività religiose a Kyoto senza menzionarlo. In particolare vi si tengono la “festa della malva” e “Yabusame”, una festa in cui arceri a cavallo in costumi tradizionali tirano al bersaglio mentre galoppano.
Per arrivare agli edifici del santuario si attraversa il bosco di Tadasu, una vasta distesa alberata che fa scordare che ci si trova nel bel mezzo di una città.

Il portale (Romon) è ufficialmente riconosciuto come monumento di grande importanza storica nazionale.
Il portale (Romon)

Quando si entra nel tempio per pregare, si devono osservare le buone maniere del rituale scintoista.
Vi vogliamo descrivere le regole rituali che neppure la maggior parte dei giapponesi conoscono bene.

①Prima di passare sotto il portale (torii), ci si inchina leggermente, poi ci si riaggiustano i vestiti

②Andando dal torii al luogo per lavarsi ritualmente le mani (shusuisha) si evita di camminare al centro del sentiero, perché il centro è riservato al Dio.

③Quando si arriva al shusuisha, si fa l’abluzione rituale (misogi) per lavare via le impurità del mondo profano. Ci si deve concentrare per purificare la mente assieme al corpo.

1.Si prende il mestolo di bambù (hishaku) per il manico con la mano destra e si spruzza l’acqua sulla mano sinistra.

2.Si sposta hishaku nella mano sinistra e si spruzza l’acqua sulla mano destra

3.Si riprende hishaku con la mano destra, si versa acqua nella mano sinistra e ci si sciacqua la bocca.

4.Si purifica di nuovo la mano sinistra.

5.Si alza hishaku verticalmente, facendo colare l’acqua rimasta sul manico per purificarlo.

6.Si rimette hishaku al suo posto

④Dopo avere purificato il corpo e la mente con misogi, si accede finalmente al santuario. Anche in questo caso si evita il centro della strada. Quando si arriva davanti all’edificio principale si prega.

1.Ci si inchina leggermente.

2.Stando in piedi davanti all’edificio, si dà un piccolo obolo e poi suona la campanella.

3.Ci si inchina profondamente due volte. L’inchino deve essere a un angolo di 45°e le braccia devono essere diritte ai lati del corpo.

4.Si congiungono i palmi delle mani davanti al petto e si battono le mani due volte muovendo solo la mano destra.

5.Ci si inchina pofondamente una volta.

Questo serie rituale di movimenti si chiama nihai nihaku ippai (due inchini, due battute, un inchino).

A questo punto la preghiera è finita, e nel tempo che si rimane ci si può rilassare ammirando gli edifici antichi e i giardini tradizionali.

L’edificio principale è un tesore artistico nazionale, e i luoghi dove si tengono gli incontri di composizione poetica chiamati saiden o le sedute di cerimonia del tè chiamate chakai sono monumenti di grande importanza storica nazionale.

L’edificio principale Saiden

Quando visitate i santuari di Kyoto, non andate di fretta come fanno tanti turisti, ma provate a pregare e ad ammirare con calma la bellezza antica del Giappone.

Ciao!!

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