L’ incenso giapponese

September 28, 2009

Nahoko Asada, Izumi Adachi, Haruka Inoue

La storia dell’incenso

L’incenso (“okou” in giapponese) fu introdotto in Giappone dalla Cina della dinastia Tang, nell’epoca Asuka (538-710 d.C.), insieme al buddismo.
L’incenso fu uno degli elementi culturali più rappresentativi della cultura Tang (唐: 618 – 907 d.C.), la quale ebbe un ruolo fondamentale nel processo di evoluzione culturale del Giappone.
Verso la fine dell’epoca Nara, si diffuse tra la nobiltà l’abitudine, detta “soradaki”, di bruciare l’incenso nelle proprie case.
Si mischiavano vari tipi di profumi, che venivano poi impastati con il miele.
Questo tipo di incenso (detto “takimono” o “nerikou”) veniva confezionato in palline, e per questo si distingueva dall’incenso usato nei templi buddisti.
Questa abitudine della Cina dei Tang è stata adottata dal Giappone proprio nel periodo in cui quest’ultimo stava cominciando ad affermarsi come Stato.
Fu solo nel periodo Heian (794-1192 d.C.) che si cominciò ad usare l’incenso come in Occidente si usa il profumo: la nobiltà Heian amava infatti abbinare le varie fragranze ai kimono.
Inoltre, uno dei passatempi preferiti dei cortigiani più acculturati di Heian era il cosiddetto“takimonoawase”, una sorta di gara in cui ognuno dei vari partecipanti bruciava le proprie miscele di incenso davanti a una giuria, la quale poi dava il proprio giudizio.
Le fragranze furono spesso abbinate alle stagioni nelle poesie (“waka”) o nei racconti (“monogatari”),
ed ebbero un ruolo importante nella formazione della cultura letteraria giapponese.
Ad esempio, è possibile capire la posizione e il carattere di molti personaggi della famosa “Storia di Genji” (“Genji Monogatari”), anche solo dal modo in cui padroneggiano i più preziosi incensi:
le varie fragranze evidenziano le diverse particolarità dei personaggi, dandoci preziose informazioni su di essi.
Nel periodo Edo (1600-1868 d.C.) furono introdotti, sempre dalla Cina, i bastoncini d’incenso (detti “osenkou”).
Ma soprattutto durante la seconda metà del periodo Edo l’incenso fu introdotto negli spettacoli teatrali di “Kabuki”, la cui popolarità era in continuo aumento; fu in questo modo che l’uso dell’incenso entrò nella vita quotidiana della gente comune.
In questo periodo nacquero inoltre diversi strumenti usati per bruciare l’incenso; spesso erano a forma di bambola ed erano fatti per divertirsi. Nel periodo Edo l’incenso in Giappone gode del suo momento di massimo splendore.
In epoca Meiji (1868-1912), nelle fasi più intense dell’occidentalizzazione del Giappone, l’antica arte di bruciare l’incenso rischiò di andare perduta, perchè considerata inutile alla modernizzazione.
Ma non appena gli europei cominciarono ad apprezzare la cultura tradizionale giapponese, i giapponesi riscoprirono la bellezza e l’armonia delle antiche tradizioni.
In questo modo la cerimonia del tè (“sado”) e l’arte di bruciare l’incenso (“soudou”) diventarono arti nazionali.
Fu così che il Giappone sviluppò la cultura dell’incenso come nessun altro paese al mondo; e noi, ancora oggi, possiamo goderci l’intenso profumo di questa straordinaria e antica tradizione.

Le forme più comuni e le modalità d’uso dell’incenso giapponese.

L’incenso che si brucia a fuoco diretto è molto appropriato per chi non ha molto tempo libero e per chi vuole goderselo facilmente.
La cosa più piacevole è la scelta della forma dell’incenso, che può variare a seconda del luogo e del nostro umore.

    • Incenso a forma di bastoncino (“senko”)
      Questa è la forma più comune. Ce ne sono di varie lunghezze: la lunghezza è una caratteristica importante dell’incenso perchè è in base a essa che varia il suo tempo di combustione.
      I bastoncini bruciano uniformemente, perciò anche il profumo si diffonde nell’ambiente in maniera uniforme.

    • Incenso a forma triangolare (conica)
      Poichè in questo caso la superficie di combustione dell’incenso aumenta gradualmente (dall’alto al basso),
      anche la sua fragranza si fa a mano a mano più intensa.
      Questo incenso è adatto a chi vuole godersi il profumo in un breve periodo di tempo.
      La cenere mantiene la stessa forma conica, perciò non sporca ed è più facile da raccogliere.

    • Incenso a forma di spirale
      Siccome questo incenso ha tempi di combustione molto lunghi, è appropriato a stanze grandi o a luoghi particolarmente aerati.
      Inoltre è possibile spegnerlo quando si vuole.

  • Sacchettini profumati
    Sono sacchettini che contengono incenso.
    Si possono tenere, ad esempio, addosso, in macchina, o nella borsetta.
    Si può anche comprare solamente il contenuto, per poi metterlo in un sacchettino a parte.

 

L’incenso oggi

Anche senza particolari conoscenze e strumenti vari, potete divertirvi con l’incenso.
Il “nioi-bukuro” è un sacchettino dal profumo gradevole, spesso decorato con disegni giapponesi.
Veniva usato nel periodo Heian dalla nobiltá per profumare i vestiti.
Adesso potete metterlo nella borsetta o attaccarlo al cellulare.
Ci sono tanti tipi di “nioi-bukuro”, ed ognuno di essi è disegnato in modo diverso. Ce ne sono,
ad esempio, a forma di “kinchaku” (borsetta tradizionale giapponese) e a forma di bambola.
Ovviamente ci sono anche tantissimi profumi, tra i quali potete scegliere il vostro preferito.

Ci sono molti negozi di incenso a Kyoto, ma uno dei più famosi è certamente Matsuei-dou 【松栄堂】.
Questo negozio è stato fondato ben 300 anni fa, e da allora fabbrica l’incenso per molti templi buddisti.
In questo negozio si vendono anche tutti gli strumenti necessari per chi volesse dedicarsi alla “via dell’incenso” (“koudou”).
Ci sono numerosissimi tipi d’incenso, non c’è che l’imbarazzo della scelta!

  • 松栄堂 (Matsuei-dou)
    Orario di apertura: dalle 9:00 alle 19:00 (fine settimana e festivi: dalle 9:00 alle 17:00).
    Per arrivarci si deve prendere la metropolitana 烏丸線 (linea Karasuma)
    e scendere a 丸太町駅 (stazione di Marutamachi). Dalla stazione ci vogliono 3 minuti a piedi.

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