Museo Internazionale dei Manga di Kyoto

July 17, 2014

Ayane Okubo, Kyoko Kasami

 Il Museo Internazionale dei Manga di Kyoto è nato dalla cooperazione tra la città di Kyoto e l’Università Seika di Kyoto in cui esiste una Facoltà di Manga. Originariamente l’edificio era la sede della scuola elementare di Tatsuike, però col tempo gli scolari sono diminuiti, e la scuola ha dovuto chiudere definitivamente. Ancora oggi all’esterno si possono vedere elementi che appartenevano alla vecchia scuola elementare, come parti degli edifici e gli alberi di ciliegio.

Museo Manga Kyoto

L’esterno del museo

 

Il museo svolge tre funzioni principali: è una biblioteca dove si possono leggere liberamente i manga; è un museo nel senso stretto del termine, ossia una galleria per l’esposizione dei manga (soprattutto al primo piano); è un centro di ricerca, sede del Centro Studi Internazionale sui Manga dell’Università Seika di Kyoto e dell’ufficio della Società dei Fumetti Giapponesi.

 

P1010266P1010300

All’interno c’è la biblioteca per bambini in cui si trovano tremila libri illustrati. Si entra a piedi scalzi, e i bambini possono leggere i libri illustrati in libertà come a casa propria. (In Giappone si entra nelle case a piedi scalzi). Anche gli adulti possono entrare, e quindi tutta la famiglia può passarvi il tempo piacevolmente.

 

P1010249P1010226

Nel museo si può vedere Kamishibai, un teatrino ambulante in cui il racconto viene accompagnato da illustrazioni su carta. Kamishibai è una delle forme di intrattenimento tradizionali del Giappone, ed è l’origine dei manga e dei cartoni animati. Alcuni famosi fumettisti, come ad esempio Shigeru Mizuki, prima di diventare fumettisti disegnavano le illustrazioni di Kamishibai. Una delle opere più popolari, famosa anche all’estero, è Fantaman. Al museo il narratore di Kamishibai vende anche dagashi, merendine giapponesi di una volta.

Orari degli spettacoli:

lunedì-venerdì sabato-domenica
mattina 11:30
pomeriggio 14:00 12:00
13:3
15:00

 

tavole fumetti

Nel museo ci sono cinque sale per l’esposizione dei manga. La sala principale ospita l’esposizione permanente, mentre le altre quattro ospitano mostre speciali o a tema, e cambiano tre o quattro volte all’anno. Nelle esposizioni si possono vedere le tavole originali dei fumetti, che sono molto importanti per comprendere le intenzioni dell’autore, e  forniscono materiali di studio indispensabili per gli aspiranti fumettisti. Nelle foto sopra si vede la mostra “43 anni, 18000 tavole. Tutte le tavole originali di Tsuchida Seiki”  che era in corso quando abbiamo visitato il museo. Le tavole erano esposte sulle pareti e sul pavimento. Il contenuto delle esposizioni è vario: ad esempio, in passato ci sono state esposizioni di costumi creati imitando quelli dei personaggi dei manga.

Nel museo sono conservati circa trecentomila manga, e se ne possono leggere liberamente circa quarantamila. Nella “parete dei manga” sono raccolti manga a partire dal 1970. Il pianoterra è per i manga per ragazzi, il primo piano per quelli per ragazze. Il secondo piano è per i giovani adulti. Ad ogni piano ci sono cataloghi elettronici per la ricerca delle opere.

libreria manga

La “parete dei manga”

 

Al museo nei fine settimana si tengono corsi di disegno e colorazione dei manga. (Per i corsi di gruppo è necessaria la prenotazione.) Inoltre tutti i giorni si possono usare liberamente i computer per creare fumetti. E c’è l’angolo “bottega dei manga”, dove si possono vedere fumettisti professionisti al lavoro e fargli domande. Due o tre volte al mese si tengono anche eventi di cosplay (si veda il sito internet per i dettagli).
Inoltre c’è un angolo dove ci si può far fare il ritratto (giovedì, sabato, domenica e giorni festivi, dalle 11:00 alle 17:00; una persona 1000 yen, due 1800 yen, tre 2500 yen).

esibizione manga

La bottega dei manga

 

C’è naturalmente un negozio di souvenir dove si possono comprare tanti oggetti legati al mondo dei manga. Fra i visitatori italiani è molto popolare tenugui, un asciugamano giapponese, con motivi del manga Mazinga-Z. C’è un caffè ristorante sulle cui parete si vedono le firme di tanti fumettisti famosi, e alla ricezione c’è una signora che parla italiano!

Informazioni per la visita

• apertura: lunedì – domenica (10:00-18:00; ammissione visitatori fino alle 17:30)
• il mercoledì è chiuso
• biglietto: adulti 800 yen/ scuola media, liceo 300 yen/ scuola elementare 100yen

Indirizzo

Karasuma-Oike, Nakagyo-ku, Kyoto 604-0846 Giappone
Tel: +8175-254-7414
Fax: +8175-254-7424

Accesso
Prendete la metropolitana e scendete alla stazione di Karasumaoike. Potete prendere la metropolitana dalla stazione JR di Kyoto, dalla stazione Hankyu di Karasuma e dalla stazione Keihan di Keihansanjo.

※ Nel museo non si possono fare foto. Noi abbiamo ottenuto un permesso speciale per fotografare all’interno. ※

 

storia manga

La sala principale è molto grande, e alle pareti sono esposti i capolavori della storia dei manga. Al centro ci sono sezioni in cui il mondo dei manga è presentato da vari punti di vista: storico, economico, ecc.

 

disegni aiko

Sulle pareti dei corridoi del pianoterra e del primo piano si trova l’esposizione di cento disegni di Maiko (le giovani geisha). Ce n’è qualcuna che vi piace?

 

fumetti del momento

Scaffali con i manga popolari al momento.

 

manga internazionali

Nell’angolo “Esposizione Internazionale di Manga” ci sono fumetti stranieri

 

museo manga prato

Nelle belle giornate si possono leggere i manga sdraiati sull’erba

 

fenice tezuka osamu

©Tezuka Productions: Hi no Tori (la fenice) Riproduzione di un personaggio dei manga Osamu Tezuka, realizzata in legno con le tecniche tradizionali dell’artigianato buddista di Kyoto. Gli occhi sono di vetro.

 

Maiko e Geiko  舞妓・芸妓

Haruho Furukawa, Risa Yokouchi


Le Maiko e le Geiko sono donne che intrattengono gli ospiti ai banchetti, e che cantano, danzano e suonano lo Shamisen (tradizionale strumento giapponese a tre corde ).
La Maiko è un’apprendista minorenne (la sua età va dai 15 ai 20 anni), e superati i 20 anni diventa una Geiko. Il termine “Geiko” significa “donna che fa carriera nell’arte”.
Le Maiko e le Geiko fanno parte dell’ Okiya, la ”Casa delle ragazze”, che si trova all’interno del Kagai (letteralmente: “quartiere fiorito”, il quartiere dei divertimenti), e da lì vengono mandate a fare i loro spettacoli nelle varie Ochaya (“case da tè”), anch’esse situate all’interno del Kagai.

L’Okiya, inoltre, è la scuola in cui le ragazze imparano a ballare, a cantare e a rispettare le usanze della società.
Adesso a Kyoto ci sono cinque Kagai, che si chiamano Gionkobu, Pontochou, Kamishichiken, Miyagawachou e Gionhigashi.
In primavera in ogni Kagai si svolge uno spettacolo chiamato Miyakowodori, in cui le Maiko e le Geiko si esibiscono in canti e danze; questa è certamente una delle più rappresentative manifestazioni di Kyoto.
Le stanze dell’Ochaya si chiamano Ozashiki; è qui che si radunano i clienti che, dopo essersi messi d’accordo con i padroni dell’Ochaya, possono godersi cibo e bevande alcoliche e possono assistere agli spettacoli delle ragazze.

  • Usanze severe.

Il periodo di addestramento per le aspiranti Maiko si chiama “Shikomi”. Dall’età di circa 15 anni esse convivono nell’Okiya con le ragazze più grandi, e per circa un anno si esercitano nella danza, affinano le loro buone maniere e imparano come indossare il kimono.
Finito questo periodo di pratica, per circa un mese le ragazze lavorano come aiutanti nelle Ochaya, imparando, prima di diventare Maiko, il modo di intrattenere i clienti.
Dopo questa fase di preparazione, le ragazze dell’Okiya si fanno affiggere lo Hyousatsu (un cartello con il nome) ed entrano a far parte della corporazione, quindi possono finalmente debuttare come Maiko.
Per diventare Geiko, è necessario imparare una serie di danze, saper suonare lo Shamisen, saper cantare e conoscere il modo di intrattenere gli ospiti nell’Ozashiki, osservando le Geiko più grandi per circa 5 anni.
Quando le ragazze hanno circa 20 anni, e hanno finito il periodo di apprendistato come Maiko, fanno l’ Erikae” (che significa “cambio del bavero”), togliendosi il bavero rosso tipico della Maiko per cambiarlo con quello bianco da Geiko).
E con questo rito, la Maiko diventa Geiko.

  • Le origini

Questa tradizone è nata a Kyoto, nelle Mizuchaya dei dintorni di Higashiyama.
Le Mizuchaya erano, nel periodo Edo, dei luoghi di ristoro, in cui si serviva il tè a viaggiatori e fedeli in pellegrinaggio. Generalmente esse si trovavano lungo le strade più trafficate.
Le Chakumionna (ossia le “donne che versano il tè”) che lavoravano nelle Mizuchaya hanno cominciato ad esibirsi in canti e danze per intrattenere i viaggiatori.
Da qui sono nate le Maiko e le Geiko.

  • Il vestiario

○Il Furisode e il Dararino-obi○
Il Furisode è un kimono speciale, accorciato di proposito in modo da far sembrare la Maiko più piccola.
Poi c’è il Dararino-obi, la cintura per il kimono caratteristica delle Maiko. Questa cintura scende fino vicino alla caviglia e ondeggia quando la ragazza cammina.
Questa particolare cintura delle Maiko di Kyoto è lunga più di 5 metri ed è molto pesante.

il Dararino-obi

○Il trucco○

Ogni ragazza si trucca da sola, e durante il primo anno si mette il rossetto solo sul labbro inferiore.
Normalmente le ragazze si pitturano l’intero viso di bianco. Questo stratagemma serviva un tempo a rendere più visibile il viso delle ragazze in un ambiente semibuio, quando si usavano le candele per illuminare le stanze, e la loro luce era troppo fioca.

○Il Kanzashi (la forcina ornamentale per i capelli)○

Il Kanzashi viene cambiato ogni mese, e a seconda delle stagioni.
Per esempio in dicembre la sua decorazione è la susina, in aprile è il fiore di ciliegio, in ottobre è il crisantemo, e così via.
Poi c’è anche un Kanzashi per le occasioni particolari, con la decorazione di una spiga di riso. Esso si mette durante i primi giorni dell’anno e in occasione della cerimonia inaugurale del Kagai.