MIYAKO ODORI (La danza del ciliegio) 都をどり

October 25, 2014

Mika Yamauchi

 

Che cos’ è MIYAKO ODORI .

MIYAKO ODORI è una danza tradizionale molto raffianata delle maiko e geiko di Kyoto. Le geiko sono le geishe di Kyoto, e le maiko sono le apprendiste geishe. Miyako odori significa letteralmente “danza della capitale”, cioè danza di Kyoto, in quanto Kyoto era l’antica capitale imperiale del Giappone.  La tradizione è nata nel 1872, le danze sono composte da otto scene, e una rappresentazione dura un ora. I temi principali sono la storia e i racconti tradizionali giapponesi, oppure eventi famosi recenti, e sono basati sul motivo tradizionale delle quattro stagioni. Assistendo a una rappresentazione di miyako odori si possono apprezzare la tradizione e la cultura giapponesi.

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Kimono

Elementi della danza

  • La danza

Maiko e geiko esprimono i sentimenti con i movimenti del corpo, senza usare le espressione facciali. Usano tutto il corpo, dalle dita delle mani alle dita dei piedi, e danzano in modo a volte raffinatamente elegante e avolte in modo vivace. Il fatto che si vestano anche da uomo è molto interessante. I costumi sono kimono tradizionali, i cui disegni sono considerati portafortuna. Usano come attrezzi di scenacome oggetti tradizionali come sensu (ventagli) e cho-chin (lanterne giapponesi in carta) che vui consiglio di ossarvare con attenzione.

  • Le canzoni e la musica

Le canzoni e la musica sono eseguite dal vivo. Le canzoni hanno uin carattere solenne, e sono chiamate nagauta (letteralmente canzone lunga). La musica ritmica è suonata con strumenti a tre corde (shamisen), percussioni (taiko) e flauto traverso (shinobue). Forse suona un po’ monotona alle orecchie degli occidentali, ma è  tipica musica giapponese tradizionale. Per apprezzarla occorre stare attenti ai delicati mutamenti che accompagnano i cambiamenti di scena, e che sono capaci di far risaltare la bellezza della danza, comunicando l’atmosfera graziosa ed elegante della Kyoto tradizionale.

  • Il fondale

Sul fondale sono dipinti luoghi famosi che tutti i giapponesi conoscono. Anche il fondale ha un carattere stagionale, in quanto vi sono dipinte piante come i ciliegi (simbolo della primavera) e gli aceri (simbolo dell’autunno). Il cambiamento di scena  è molto veloce, come si addice a uno stile moderno.

Quando e dove si possono vedere le MIYAKO ODORI?

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Il teatro

  • Quando?

Dal 1 al 31 aprile sono rappresentate quattro volte al giorno (12:30; 14:00; 15:30; 16:50).

  • Dove?

Al teatro Kyoto Gionkobu Kaburenjo. INDIRIZZO: 570-2 Gionmachiminamigawa Higashiyama-ku, Kyoto 605-0074

  • Il prezzo dei biglietti:
  1. biglietto speciale con tè giapponese : ¥4500
  2. biglietto  di prima classe: ¥4000
  3. biglietto di seconda classe:  ¥2,000

 

Se si compra il biglietto speciale…

si può partecipare alla cerimonia del tè giapponese prima della rappresentazione. Le geiko preparano il tè e le maiko lo servono agli ospiti. Si dice una maiko che serve il tè è come un’ “opera d’arte in movimento”, ed è un’occasione per vederle da vicino. Si mangia un dolce giapponese con il tè , e alla fine si riceve un piatto come souvenir.

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Il tè e il dolce

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La cerimonia del tè giapponese

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INFORMAZIONI (in inglese) http://www.miyako-odori.jp/english/index.html

YouTube http://www.youtube.com/watch?v=jm–yxNLMFU

Il kabuki

Hiroyuki Hamamoto, Ryohei Hirose


Il più famoso attore di kabuki, Danjuro Ichikawa. Foto di pubblico dominio per scadenza dei diritti d’autore, tratta da Wikipedia Commons.

Il kabuki

Il kabuki è nato come danza accompagnata da strumenti musicali, ma nel corso della storia ha subito diverse trasformazioni per arrivare ai giorni nostri nella sua forma attuale.

Le sue origini risalgono al sedicesimo secolo, e precisamente al 1603, quando Izumono Okuni, una danzatrice e sacerdotessa del santuario di Izumo Taisha, dapprima introdusse nella tradizionale danza sacra alcuni elementi innovativi e profani, come ad esempio gli abiti esotici e le scenografie suggestive, e successivamente realizzò delle vere e proprie rappresentazioni teatrali, portando in scena le storie e le passioni amorose di personaggi allora popolari.

In seguito al successo di questa prima forma di kabuki, gruppi di prostitute, per attirare su di sé l’attenzione del pubblico e incrementare i propri affari, allestirono spettacoli a sfondo più marcatamente sessuale che ottennero un successo altrettanto eclatante fino al 1629, anno in cui a tutte le cortigiane fu proibito di recitare per l’accusa di corrompere i costumi. La forma di kabuki da loro sperimentata fu chiamata “Yujokabuki”, ovvero il kabuki delle prostitute, o anche “onna kabuki”, il kabuki delle donne, per distinguerla dalle sue successive elaborazioni.

Fu allora che, a causa dell’espulsione delle donne dalla scena, i ragazzi adolescenti dagli undici ai quindici anni, i “wakashu”, iniziarono a interpretare i ruoli femminili. Anche il “Wakashukabuki” ebbe larga diffusione, ma come il precedente si legò alla prostituzione e fu bandito nel 1652.

Da quel momento in poi solo ai ragazzi maggiorenni fu consentito di salire sul palcoscenico e per farlo furono costretti a radersi i capelli sopra la fronte, com’era allora tradizione per tutti i maschi al compimento della maggiore età. Iniziò quindi a svilupparsi il kabuki degli adulti, o “Yarokabuki”, che con vari aggiustamenti è giunto fino ai giorni nostri, insieme alla consuetudine, chiamata “shumei”, che l’allievo prenda il nome del suo Maestro. In seguito vi presentiamo la trama di uno dei più famosi drammi del kabuki, scritto da uno dei più grandi autori del teatro giapponese, Chikamatsu Monzaemon (1653-1725).

Sonezaki shinju

Questa tragedia fu scritta da Chikamatsu ispirandosi a un fatto veramente accaduto. I personaggi principali sono Tokubei, un ragazzo che lavora in un negozio di salsa di soia e Ohatsu, una cortigiana. I due si amano profondamente, ma lo zio di Tokubei vuole che lui sposi la nipote della moglie, e la matrigna del ragazzo, senza consultarlo, dà immediatamente il suo consenso per intascare la cospicua dote. In seguito al rifiuto di Tokubei di convolare a nozze, perché fermamente innamorato di Ohatsu, lo zio chiede la restituzione della somma data ma Tokubei, recuperatala dalla matrigna, la consegna temporaneamente in prestito al suo caro amico Kuheiji, il quale successivamente negherà di averla ricevuta, lo picchierà e lo accuserà in pubblico di essere un bugiardo e un truffatore.

E così, di fronte all’impossibilità di restituire i soldi allo zio e di recuperare il proprio onore infangato dall’amico, Tokubei sceglie la soluzione del suicidio insieme all’amata Ohatsu che preferisce darsi la morte piuttosto che separarsi dall’amato. Nel bosco di Sonezaki, pregando il Budda e invocando il perdono delle persone care, Tokubei pugnala Ohatsu e poi se stesso.