Katsura -rikyu (Villa imperiale di Katsura)

September 27, 2007

Hiroyuki Hamamoto, Ryohei Hirose


Foto tratta da Wikipedia commons (Raphael Azevedoo Franca)

Katsura-Rikyu è la villa imperiale costruita a Katsura, nella circoscrizione di Nishikyo a Kyoto. Rikyu è il termine usato per una dimora della famiglia imperiale diversa dal palazzo imperiale. A Kyoto oltre a Katsura-Rikyu c’è anche la villa Shugakuin-Rikyu.

Katsura era conosciuto in passato come luogo di villeggiatura dell’aristocrazia e come un posto da cui ammirare la luna piena d’autunno, seconda l’antica tradizione estetica giapponese.
Katsura-Rikyu è stata costruita nella prima metà del periodo Edo, e anche oggi il giardino e gli edifici sono conservati nello stile di quel periodo.

Le ville imperiali di Kyoto erano chiamate in vari modi nel periodo Edo, ma nell’ambito delle misure per preservare i monumenti di Kyoto proposte da Iwakura Tomomi dopo la riforma Meiji — la riforma che diede il via alla modernizzazione del Giappone — le ville e il palazzo imperiale sono stati posti sotto la giurisdizione del ministero della corte (Kunaicho) e il termine Rikyu è stato adottato ufficialmente.
Rinascita della cultura di corte
Nel periodo in cui furono costruite le ville di Katsura e Shugakuin, tra la fine del sedicesimo e la prima metà del diciasettesimo secolo, a Kyoto stava crescendo l’interesse per l’antica cultura di corte del periodo Heian, apprezzata perché più semplice ed elegante dell’arte dal gusto lussuoso del periodo Momoyama.
Ambedue le rikyu a Kyoto sono state costruite in posti vicino a monti e fiumi, ed erano quindi luoghi ideali per i passatempi estetizzanti della corte, come comporre poesie tradizionali waka andando in barca in un laghetto artificiale, suonare strumenti, banchettare ecc.

Due famosi architetti tedeschi hanno lodato Katsura-Rikyu per l’armonia del giardino e dell’architettura, qualificandola come un “miracolo mondiale dell’architettura giapponese” (Bruno Taut), e “lo stile più moderno grazie alla semplicità e all’equilibrio infiniti” (Walter Gropius).

Prenotazione

Per visitare le dimore imperiali è necessario prenotare. Ci sono due possibilità per prenotare la visita alla villa imperiale di Katsura:
1.la prenotazione on-line
2.la prenotazione allo sportello dell’Agenzia della Casa Imperiale presso il palazzo imperiale di Kyoto, telefonando o andando direttamente all’ufficio per la Villa Imperiale di Katsura.
Noi raccomandiamo la seconda opzione, perché Katsura Rikyu è molto visitata e il numero di prenotazioni possibili on-line è limitato, perciò la prenotazione on-line è molto difficile. Quindi è meglio la visita diretta o la telefonata all’Agenzia.

Si deve telefonare all’ufficio dell’Agenzia della Casa Imperiale di Kyoto per la Villa Imperiale di Katsura (075-381-2029), comunicando il numero di visitatori.
Dopo si seguono le indicazioni.

Si devono osservare le seguenti regole:
1.i visitatori devono avere più di 18 anni;
2.non è possibile cambiare la prenotazione dopo l’accettazione;
3.in caso che il numero massimo di prenotazioni per il giorno richiesto sia già stato raggiunto, non si accettano nuove prenotazioni;
4.i visitatori non possono entrare negli edifici all’interno delle ville;
5.i gruppi superiori a quattro persone non possono entrare;
6.si deve portare il passaporto.

Dalla Stazione di Kyoto alla villa imperiale di Katsura si prende l’autobus numero 33 fino alla fermata “Katsurarikyu mae”. E poi ci vogliono circa 8 minuti a piedi.
Oppure si può andare fino al centro di Kyoto con la linea per Kokusaikaikan della metropolitana e cambiare alla stazione di Karasuma, prendendo la linea Hankyu per Osaka e scendendo alla stazione di Katsura.
Dalla stazione di Katsura si prende l’autobus numero 33 fino alla fermata “Katurarikyu mae”, e si cammina fino alla villa.

MAPPA: http://sankan.kunaicho.go.jp/guide/access_map_katsura.html

Il sito ufficiale della villa imperiale di Katsura (in inglese e giapponese):http://sankan.kunaicho.go.jp/guide/access_map_katsura.html

Kamigamo jinja

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Il santuario di Kamigamo

Il santuario di Kamigamo si trova nella parte settentrionale di Kyoto, lungo il corso superiore del fiume Kamo (Kamigamo). Vanta due tesori artistici nazionali e trentaquattro monumenti di grande importanza storica. Si dice che sia stato costruito nel 678, ed è dedicato al nume tutelare della famiglia Kamo, una potente famiglia del Giappone antico. Dopo che nel 794 la capitale fu trasferita a Heian, l’odierna Kyoto, il santuario venne nuovamente consacrato come tempio protettore della capitale, assieme al santuario di Shimogamo. Il santuario di Kamigamo è stato oggetto per generazioni sia della fede popolare sia dell’adorazione da parte della famiglia imperiale, che vi dedicava preghiere e offerte in occasione di avvenimenti importanti per la nazione.

Origine del santuario

Secondo la leggenda il dio venerato al santuario è il nipote di Kamotaketsunuminomikoto, il dio del santuario di Shimogamo. Tamayorihimenomikoto, la figlia di Kamotaketsunuminomikoto, mentre si lavava nel fiume Kamo scorse una freccia che andava alla deriva, la raccolse e la pose al suolo. La freccia diventò un dio maschio, Tamayorihimenomikoto lo sposò e partorì un bambino, Kamowakeikazuchino ookami, che salì in cielo e diventò la divinità di questo santuario. Kamowakeikazuchino ookami era temuto e riverito nei tempi antichi come divinità che domina la natura, provoca la pioggia, porta il raccolto abbondante e purifica il mondo dalle impurità. Prima che il santurio di Kamigamo fosse costruito, la potente famiglia Kamo fece un’offerta di acqua, legna da ardere e carbonella a favore della corte imperiale di Yamato (il primo stato Giapponese unificato), e costruì il santuario per venerare il monte Koyama, la montagna sulla quale si era manifestato il loro nume tutelare. In seguito il santuario fu trasferito più vicino alla capitale, e nacque così Kamigamo jinja.

La virtù del dio

Il dio del santuario previene le disgrazie ed è venerato come divinità che protegge dai fulmini e nume tutelare dell’industria elettrica.

“Koyama” (la montagna su cui si manifestò Kamowakeikazuchi)

Il monte Koyama sorge a 3km dal santuario in direzione nord-nordovest. È alto 301.5 metri ed è vietato l’accesso al pubblico.

“Tatezuna”


Tatezuna, chiamato anche Morizuna, è un ammasso conico di sabbia purificatrice. Al vertice del cono sono infilate foglie di pino, che hanno la funzione di segni che guidano il dio nella sua discesa al tempio. Si dice che questa usanza sia all’origine del Kadomatsu, la decorazione con rami di pino che i giapponesi mettono sulla porta di casa a capodanno.

“Temizusha”


Temizusha si trova sul lungofiume dietro lo Hosodono. È stato costruito nel 1984 per le abluzioni dei pellegrini, che prima si purificavano lavandosi le mani e sciacquandosi la bocca nelle acque del fiume Mitarashi.

Monumenti di grande importanza storica

“Romon”


Il portale Romon è stato ricostruito nel 1628.

“Tamabashi (il ponte Tama)”

Tamabashi è un ponte di legno ricostruito nel 1628. Il pubblico non può attraversarlo, essendo riservato al passaggio dei sacerdoti scintoisti durante le cerimonie.

“Tsuchinoya”

Durante le cerimonie un chierico, che serve la divinità ma è di rango inferiore al sacerdote scintoista, si purifica nello Tsuchinoya per entrare nel luogo sacro che si trova sull’altra riva del fiume. È stato ricostruito nel 1628.

“Hosodono”

È un edificio lungo e stretto (“Hosodono” significa appunto “edificio stretto”). Una volta solo persone di alto rango, come l’Imperatore, potevano entrarvi. È stato ricostruito nel 1628.

Tesori d’arte nazionali

“Honden” e “Gonden”

Honden è il reliquiario principale ricostruito nel 1863. Gonden è il reliquiario in cui viene posta l’anima del dio, rappresentata da oggetti sacri, ogni volta che il tempio principale viene ricostruito.

L’ingresso a Kamigamo jinja è gratuito.
Il parco del santuario è sempre aperto, ma il Romon si può vedere solo dalle 9 alle 16.

Foto dell’autrice.