I tessuti di Nishijin

November 14, 2018

Abbiamo fatto una ricerca sui tessuti di Nishijin, uno dei prodotti artigianali tradizionali di Kyoto.
Nishijin ha una lunga storia, e la produzione di tessuti tradizionali giapponesi si può fare risalire al periodo Kofun.

A Kyoto non esiste un’area ufficialmente chiamata Nishijn. Nishijin è il nome informale di un’area di circa tre chilometri quadrati, delimitata a nord da via Kitaooji, a sud da via Marutamachi, a est da via Karasuma, e a ovest da via Nishioji. In questa zona sono riunite le ditte artigianali che producono i tessuti noti come Nishijin, e vi si producevano tessuti sin dal periodo Heian. Furono i funzionari del periodo Heian chiamati Oribe no Tsukasa, responsabili dei tessuti usati a corte, a fare radunare gli artigiani tessili più capaci, dando originane alla tradizione di Nishijin.

II tessuti di Nishijin sono tessuti broccati ottenuti intrecciando fili tinti multicolori, e il loro fascino sta nel fatto che i fili policromi permettono la realizzazione di bei motivi ornamentali. La loro produzione richiede una tecnica estremamente raffinata ed è molto lunga e laboriosa, ed è  per questo e per la loro lunga storia che godono di grande fama.
I tessuti di Nishijin sono utilizzati per adornare i carri che si utilizzano al festival di Gion, il più importante festival religioso tradizionale di Kyoto, che è un elemento importantissimo della cultura tradizionale della città,  e questo ha contribuito a renderli una delle arti tradizionali più famose di Kyoto.

Ci sono 12 tecniche fondamentali di tessitura Nishijin, ma ve ne presentiamo tre esempi rappresentativi.

1. Tsudzuri (legatura)
Per delineare il motivo ornamentale con i fili, si intrecciano i fili dell’ordito con un filo della trama da tre a cinque volte più denso dei fili dell’ordito.

2. Tatenishiki (broccato ordito)
Sia il motivo sia lo sfondo broccato sono ottenuti letteralmente usando solo i fili dell’ordito. Se, per esempio, si tratta di un tessuto in tre colori si intrecciano insieme tre fili dell’ordito di tre colori per ottenere un filo multicolore, e in seguito si intrecciano tali fili multicolori per creare il disegno del tessuto.

3. Mojiriori (tessitura intrecciata)
Normalmente i tessuti broccati si ottengono intrecciando i fili dell’ordito paralleli tra loro ad angolo retto con i fili della trama, ma nella tecnica mojiriori si varia la posizione dei fili o dell’ordito a destra e a sinistra rispetto ai fili della trama, in modo da creare degli spazi fra i fili della trama..

Anche se questi e altri tessuti sono chiamati collettivamente tessuti di Nishiki, il modo di produzione è diverso, e questo permette la creazione di una gran varietà di motivi ornamentali.
Ai turisti stranieri che vogliono vedere i tessuti di Nishiki per conscere ed esperire la cultura tradizionale del Giappone e di Kyoto raccomandiamo di visitare Nishijin Ori Kaikan (Nishijin Textile Center).

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Il santuario scintoista di Yasaka

Minami Kudo

八坂神社 (Yasaka jinja)

Il santuario scintoista di Yasaka è uno dei santuari più famosi a Kyoto. Si trova nella zona di Higashiyama all’estremità orientale di via Shijo, vicino all’area di Gion. famosa per le maiko-san e geiko-san, cioè le geishe di Kyoto. La festa di questo santuario è la festa di Gion (祇園祭), una delle cerimonie più maestose e famose di tutto il Giappone.

 

L’origine del santuario

Secondo la leggenda, la creazione del santuario scintoista di Yasaka risale al 656, circa 150 anni prima che la capitale fosse trasferita a Kyoto (allora chiamata Heian-kyo). Da allora in tutto il Giappone sono stati costruiti circa 3000 santuari dedicati agli stessi dei. La festa di Gion ha una storia di più di 1000 anni.
Il santuario è dedicato a vari dei: Susanowonomikoto (素戔嗚尊) , sua moglie Kushiinadahimenomikoto (櫛稲田姫命) e i suoi otto figli, chiamati Yahashiranomikogami (八柱御子神). Susanowonomikoto è un dio potente che compare nella mitologia giapponese: secondo il mito vinse Yamatanoorochi (八岐大蛇), un serpente gigantesco che causava sciagure. In seguito salvò Kushiinadahimenomikoto, dea delle risaie, con grande gioa dei mortali. Quindi molti giapponesi hanno fede nei suoi poteri. Il santuario è stato dedicato principalmente a questi dei a partire dal periodo Meiji; prima vi si praticava una forma mista di buddismo e scintoismo, ed è per questo che vi sono venerate molte divinità. Precedentemente si chiamava Gion-sha (祇園社) o Gion Kanjin-in (祇園感神院), e ha acquisito il suo nome attuale in seguito alla separazione fra buddismo e scintoismo avvenuta nel periodo Meiji.

 

Il santuario della Bellezza 美御前社 (Utsukushi gozensha)

Il recinto sacro (keidai) è spazioso e contiene tanti piccoli santuari. Uno di essi è dedicato a tre dee. Originariamente era dedicato solo a Ichikishimahimenomikoto (市杵島比売命), che è la dea più bella, e nel periodo della mescolanza di buddismo e scintoismo le sono state associate Benzaiten (弁財天), una delle sette divinità cinesi della fortuna (七福神), e Kisshoten (吉祥天), dea del bel volto. Quindi è famoso come santuario della ricchezza, dello spettacolo e della bellezza, e molte donne, incluse le maiko-san, ci vanno a pregare. Davanti alla sala del santuario sgorga un’acqua divina chiamata “acqua di bellezza” (美容水), che ha il potere di procurare non solo la bellezza del corpo ma anche quella dello spirito. Per questo il santuario è visitato per impetrare la bellezza interiore ed esteriore.

Passeggiando nell’ampio recinto sacro di Yasaka jinja, uno dei luoghi sacri più rappresentativi di Kyoto, si possono scoprire tanti altri dei a cui il santuario è dedicato. È molto interessante anche osservare i vari amuleti e tavolette votive che i fedeli acquistano per protezione o per pregare gli dei.

 


Yasaka jinja 八坂神社
Divinità principali:
Susanowonomikoto,
Kushiinadahimenomikoto,
Yahashiranomikogami.
Acceso:
8 minuti a piedi dalla stazione Gion-Shijo di Keihan,
10 minuti a piedi dalla stazione di Kawaramachi di Hankyu,
Si può prendere l’autobus 206 e scendere a Gion.
Tel: 075-561-6615
Sito:http://web.kyoto-inet.or.jp/org/yasaka/

Il fiume Kamo

Mitoki Nakamura

 

La storia e le caratteristiche del fiume

 

Il nome del fiume Kamo deriva dalla famiglia Kamo, una famiglia molto potente nell’antichità, la cui roccaforte era sui monti del fiume Kamo.
Il fiume fluisce tranquillamente nel centro di Kyoto per circa 23 kilometri.
La fonte è a Kumogahata, a nord della città, e il fiume scorre verso sud ricevendo alcuni affluenti.
Vicino a Demachiyanagi, nell’area a nord-est di Kyoto, si congiunge con il fiume Takano.
Il nome Kamo è scritto con i caratteri cinesi 賀茂 a nord del punto dove il fiume confluisce con il Takano, mentre a sud della confluenza è scritto 鴨.
Quindi il nome del Kamo è scritto in due modi differenti, anche se nei documenti ufficiali si usa solo la seconda forma.

 

La strada principale di Kyoto

Il ponte di Shijo

Ci sono molti ponti sul fiume Kamo. Il ponte di Shijo è quello della strada principale del centro di Kyoto.
Attraversandolo verso est si arriva nel quartiere tradizionale di Gion, dove si possono vedere le maiko, ossia le geisha di Kyoto.
Attraversandolo in direzione opposta si arriva a Kawaramachi, un quartiere molto animato e frequentato dai giovani.

 

Le terrazze

I ristoranti Le terrazze

Durante l’estate (dal primo maggio al 30 settembre), i ristoranti allineati lungo il fiume Kamo allestiscono terrazze lungo la riva del fiume.
Chiunque può godersi un buon pasto ascoltando l’acqua che scorre e la brezza.
Queste terrazze sono chiamate in giapponese noryo-yuka: noryo significa “godersi il fresco”, e yuka significa “pavimento”.
Le terrazze si estendono da via Nijo a via Gojo.

La storia delle terrazze risale al periodo Edo. Si dice che alcuni ricchi mercanti abbiano cominciato a mettere tavoli sui bassofondi e banchi di sabbia del fiume per accogliere i visitatori che venivano da lontano.

 

La festa di Gion e il fiume

Mikoshi Arai

Il fiume ha uno stretto rapporto con la festa di Gion. Oggi la festa di Gion è la festa sacra del santuario di Yasaka, tuttavia originariamente era un rito per allontanare le epidemie che si diffondevano a Kyoto. Una delle cause principali delle epidemie era lo straripamento del Kamo, nei tempi antichi assai frequente.
Ancora oggi nella festa di Gion c’è un rito chiamato Mikoshi-Arai, in cui i partecipanti purificano il palanchino sacro mikoshi con l’acqua del fiume sul ponte di Shijo.
Si dice che il Dio del santuario di Yasaka salga sul mikoshi dopo il rito.

 

Lungo la riva del fiume

Lungo la riva del fiume cè un sentiero in cui si può andare in bicicletta, e ci sono panchine e posti dove si può sedere. Molte persone passano il tempo dedicandosi ai propri hobby sul lungofiume.
Alcuni suonano strumenti musicali sulle panchine o leggono un libro sdraiati sull’erba, mentre altri giocano a tennis o fanno un picnic.
Insomma, il fiume Kamo è il posto dove la gente di Kyoto va a rilassarsi stando all’aria aperta.

 

Il posto degli innamorati

La riva del fiume è famosa come luogo per appuntamenti amorosi.
Specialmente di notte si vedono tante coppie di innamorati sedute sulla riva a intervalli regolari, che si sussurrano dolci parole d’amore sullo sfondo del mormorio del fiume.
Questa è forse la scena più interessante del fiume Kamo.