La Machiya

February 26, 2008

Sayaka Morishita

La Machiya è un edificio tradizionale che unisce la bottega e l’abitazione.La sua struttura è molto particolare e il suo aspetto è molto bello, per questo le Machiya affascinano tanta giapponesi ancora oggi.Ancora oggi molte Machiya rimangono nel centro di Kyoto, ma stanno diminuendo man mano che la città si modernizza.

La storia della Machiya

La Machiya è nata nel Periodo Heian, e la sua forma è cambiata nel tempo con il mutare delle condizioni di vita degli abitanti.
La maggior parte delle Machiya che esistono attualmente sono state ricostruite tra la fine del Periodo Edo e il Periodo Taisho.

Una volta la parola “Machiya” indicava gli edifici nel mercato comunale a Kyoto. Quando il centro del mercato è stato trasferito a via Machi-koji (il nome attuale è via Shinmachi-dori) anche molti negozi si sono trasferiti, allineandosi lungo la strada. Il negozio aveva anche il ruolo di abitazione della famiglia dei negozianti, e questo tipo di edificio è stato chiamato “Machiya”.
Con il passare del tempo la via si è sviluppata in un centro commerciale, e negozi di uno stesso tipo si sono radunati lungo la stessa contrada. Ecco perché nel centro di Kyoto ci sono strade che hanno nomi di attività commerciali: per esempio Hanaya-machi-dori, la via dei fiorai, Shio-koji, la via dei negozi che vendono condimenti, Hari-koji, la via delle sartorie, ecc. Le strade commerciali hanno uno stretto rapporto con la Machiya. Una volta c’erano gabinetti pubblici, pozzi e luoghi per il bucato nelle strade di Kyoto. La strada era un luogo pubblico per lo scambio d’informazioni e la comunicazione, più che una semplice zona di passaggio.
Le Machiya erano allineate lungo le vie, e lo spazio racchiuso dagli edifici era il centro della comunità che viveva e lavorava insieme.
La stessa idea è il principio organizzativo anche della struttura interna della Machiya.

La struttura interna della Machiya


La Machiya è lunga e stretta, quindi è chiamata “casa a forma di anguilla”.
All’interno c’è un passaggio, chiamato Tori-niwa, ossia “il cortile per il passaggio”, che conduce dalla porta principale all’ingresso posteriore attraverso l’interno dell’edificio. Il passaggio comunica con tutti gli ambienti al pianterreno della Machiya, la bottega, la cucina e le stanze d’abitazione, quindi si può dire che il passaggio è in parte un luogo pubblico all’interno dell’edificio. Esso è considerato come esterno dai giapponesi, che distinguono rigorosamente tra interno ed esterno, e hanno l’abitudine di togliersi le scarpe quando entrano dentro alle case. Il passaggio è diviso in due parti, la parte pubblica vera e propria e una parte privata con una porta interna tra la bottega e la cucina.Insomma, nella Machiya pubblico e privato, esterno e interno si mescolano.

Le caratteristiche architettoniche della Machiya


Lungo la parete esterna che dà sulla strada c’è un recinto a forma di arco fatto di
bambù, legno e metallo. Esso non solo protegge il muro dall’urina di cani e gatti, ma protegge anche dai ladri.
La caratteristica principale della Machiya sono le finestre e le porte a grata. Ce ne sono diversi tipi, e ogni grata ha forma e struttura particolari.
Le differenze indicano le diverse professioni. Per esempio, ci sono le grate tipiche delle bottiglierie, quelle dei negozi di riso, delle tintorie e delle sartorie.

La Machiya oggi

Le Machiya sono un tipo di abitazione antico e affascinante, ma è anche vero che la maggior parte delle persone che vi hanno abitato a lungo desiderano demolirle perché sono ormai diventate vecchie e scomode. Perciò ogni anno tante Machiya vengono distrutte, ma per fortuna esiste anche un movimento per la protezione delle Machiya.Vi sono in particolare giovani che rinnovano vecchie Machiya trasformandole in ristoranti, caffè o negozi. Essi riescono ad armonizzare la bellezza tradizionale delle Machiya con la sensibilità di oggi, creando un’atmosfera accogliente e simpatica.
Speriamo che queste Machiya rinnovate aumentino e siano amate dai giapponesi di oggi e di domani!

Il tempio Tōji

Risa Takahashi, Natsumi Yamamoto, Yumi Yoshida
Tutti lo chiamano Tōji, ovvero “il tempio dell’Est”, ma il suo vero nome è Kyōgokokuji. Fu costruito nel 796 a est della porta principale della nuova capitale, che due anni prima era stata trasferita da Nagaoka-kyō a Heian-kyō, l’odierna Kyoto. Ad ovest, in posizione simmetrica rispetto alla porta, fu costruito invece il tempio Saiji (il cui nome significa “il tempio dell’Ovest”) che ora non esiste più perché nel 1233 fu distrutto da un incendio. Nell’823 il Tōji fu donato dall’Imperatore Saga a Kōbō Daishi (Kūkai), il fondatore della setta Shingon.

Kōbō Daishi Gojū-no-tō

Kōbōsan (il mercato)

 

Il ventuno di ogni mese, l’anniversario della morte di Kōbō Daishi, si tiene all’interno del Tempio il mercato chiamato Kōbōsan. Ci sono sempre almeno mille bancarelle e più di duecentomila visitatori, tra cui anche molti stranieri. In questo mercato si possono trovare molti oggetti interessanti e a buon prezzo, come ad esempio kimono, vasellame, bonsai, bambole, vestiti e generi alimentari. Per i visitatori il divertimento è assicurato.



 

Gojū-no-tō (la pagoda a cinque piani)

La pagoda a cinque piani è il simbolo del Tempio, ed è considerata un tesoro artistico nazionale. Fu costruita da Kōbō Daishi nell’826, ma è stata successivamente distrutta dal fuoco quattro volte. L’edificio che si vede attualmente è del diciassettesimo secolo (periodo Edo). La pagoda è alta cinquantacinque metri ed è l’edificio antico più alto del Giappone.

 

Kondō (la sala dorata per i riti buddisti)

Kondō significa letteralmente “la sala dorata per i riti buddisti”, ma a dispetto del nome non è veramente dorata. Il suo appellativo si collega invece al fatto che al suo interno si trova una sontuosa statua dorata del Buddha. L’edificio, costruito in stile tradizionale giapponese, è considerato un tesoro artistico nazionale. Nella sala si trova anche la statua di Yakushinyorai a cui è dedicato il Tempio. Il Buddha Yakushinyorai viene venerato come un santo e si crede che possa guarire dalle sofferenze e dalle malattie gravi. La sua statua fu costruita nel 1630 ed è considerata un importante bene culturale.


Kondō Kōdō

 

Kōdō (la sala per i riti buddisti)

La costruzione di questa sala, progettata da Kōbō Daishi, fu completata solo dopo la sua morte.
Al suo interno si trovano ventuno antiche statue del Buddha, disposte come un mandala (diagramma sacro) in modo da rappresentare il cosmo ideale del buddismo che Kōbō Daishi aveva concepito.


 

Toji

Kanako Morita


Il tempio buddista Toji si trova nella parte meridionale di Kyoto, vicino alla stazione ferroviaria principale. Venendo a Kyoto con lo Shinkansen (il treno ad alta velocità), si può vedere la pagoda a cinque piani dal finestrino. Essa è stata il simbolo del Toji dal Periodo Heian fino a oggi. Nella zona del Toji c’è molto traffico e le strade sono molto frequentate. Ma entrando nel giardino del tempio si può percepire un’atmosfera grandiosa e tranquilla. Il tempio conserva l’aspetto originario dell’antica capitale del Giappone.

 

Il fondatore

Kukai (noto in Giappone anche come Kobodaishi) nacque da una potente famiglia di Sanuki (oggi nella prefettura di Kagawa) nel 774. Da bambino dimostrò una grande intelligenza, tanto da essere considerato un bambino prodigio, e cominciò a interessarsi al buddismo. A diciotto anni entrò all’università, ma abbandonò gli studi a metà strada, dedicandosi per sette anni alle pratiche ascetiche sulle montagne. Si pensa che durante questo periodo abbia approfondito la conoscenza dei sutra buddisti studiando il cinese e il sanscrito presso un tempio, ma non è una notizia sicura. Probabilmente venne a conoscenza del canone del mikkyo (il buddismo tantrico esoterico) e ne subì il fascino.
Nell’804 si recò in Cina, durante il regno della dinastia Tang, con una missione di studiosi e diplomatici inviata dal governo giapponese. In Cina incontrò una figura di primo piano della setta Shingon, la setta del buddismo tantrico, e divenne suo allievo. Dopo solo due mesi di pratica ottenne il titolo conferito al potenziale successore del maestro, e dopo due anni ritornò in Giappone. Nell’809 decise di iniziare la diffusione della dottrina della setta Shingon e chiese il permesso alla corte imperiale. Fortunatamente l’imperatore Saga, che lo stimava molto, glielo concesse assieme a un supporto finanziario.
Nell’823 Kukai fu incaricato di costruire il Toji, e chiese e ottenne il permesso di farne il tempio principale della setta Shingon.



Il giardino del tempio

 

Oggi nel giardino del Toji ci sono edifici costruiti per l’esercizio di pratiche ascetiche che si dice consentano di vivere più di cento anni. Cinque di essi sono tesori artistici nazionali e nove sono importanti beni culturali. Poiché in passato si sono verificati incendi, terremoti e guerre, adesso non ci sono più le costruzioni originarie. Tuttavia l’estensione, la grandezza e la disposizione delle costruzioni principali preserva l’atmosfera di allora: si dice infatti che il Toji sia il tempio che meglio preserva l’aspetto dell’antica capitale del Giappone.

 

La pagoda a cinque piani


È il simbolo del Toji. Si trova nell’angolo sud-est del giardino. Nell’826 Kukai cominciò a costruirla, e fu completata dopo circa 50 anni. In seguito ci furono molti incendi, ed è stata ricostruita molte volte.
Con 57 metri di altezza, oggi è la costruzione in legno più alta del Giappone.

 

La sala per conferenze




In origine era la sala per ascoltare i sermoni. Contiene undici statue di Budda, la cui disposizione disegna un mandala tridimensionale. Il mandala è un diagramma sacro buddista che di solito viene rappresentato in due dimensioni.

 

Il mercato KOBO







Una volta al mese nel giardino del tempio si tiene un mercato che si chiama “Kobo-ichi” (mercato Kobo). In occasione dell’ anniversario della morte del fondatore Kobodaishi (22 aprile 835), il 21 di ogni mese si dispongono tante bancarelle. Le persone di Kyoto chiamano affettuosamente il mercato “Kobo-san”. Quello che si tiene il 21 dicembre è il più grande dell’anno, ed è chiamato “Shimai-Kobo” (Shimai significa fine). Ci sono più di 1200 bancarelle, ed è sempre affollato.
Di recente i turisti stranieri che visitano il mercato stanno aumentando.
Si vendono kimono, servizi da tavola, vari articoli d’uso, piante, fiori ecc. In genere li si può comprare a buon mercato.
Se ci andate vi consiglio di assaggiare i cibi: si vendono pasti leggeri e dolci tipici che i giapponesi mangiano abitualmente.

 

Informazioni

Si può entrare tutti i giorni. L’ingresso costa 500 yen.
Nel periodo primaverile ed estivo (dal 20-3 al 19-9) è aperto dalle 8:30 alle 17:30; invece nel periodo autunnale e invernale (dal 20-9 al 19-3) è aperto dalle 8:30 alle 16:30. Dalla stazione JR di Kyoto si può prendere un autobus che ci arriva direttamente in soli 5 minuti.
Se visitate il Toji, vi consiglio di guardare con calma i suoi tantissimi tesori. Sarà come viaggiare nel tempo per tornare all’antica capitale del Giappone.