Nishijin

November 20, 2018

Nishijin è il nome con cui sono comunemente conosciuti diversi tipi di tessuti tradizionali di Kyoto. È il nome di una zona della città a ovest del palazzo imperiale, nel quartiere di Kamigyoku. Sebbene non sia un’area amministrativa designata, fin dai tempi antichi in questa zona si sono radunati i tessitori della città. In particolare, i laboratori tessili si sono diffusi a Nishijin dopo la Guerra di Onin (1467-1477), durante la ricostruzione successiva alla devastazione della città causata dalla guerra. Anche il nome Nishin ha origine nel periodo della Guerra di Onin

I nomi “Nishijin” e “tessuti Nishijin” sono marchi registrati presso l’Associazione degli Artigiani Tessili di Nishijin (陣織工業組合Nishijin Textile IndustryAssociation).

 

La produzione dei tessuti Nishijin

Si tratta di tessuti fantasia tinti in cui i disegni sono ottenuti intrecciando fili colorati. Prima della tessitura sono sottoposti a vari processi di lavorazione, la maggior parte dei quali sono affidati a specialisti di ogni singolo processo. La produzione si suddivide nelle fasi di pianificazione, preparazione delle materie prime, preparazione dei macchinari, tessitura e finitura. Con i tessuti Nishijin vengono prodotti vari articoli: kimono, cravatte, ombrelli, ecc.

I tessuti Nishijin sono definiti come prodotti tessili tinti ottenuti con metodi di lavorazione graduali. Sono prodotti vari tipi di tessuti di seta, quali spelling (legatura), broccato, castagna (dente di leone), Zhu Shin (Shuchin), kasuri, pongee, ecc. Questi tessuti che utilizzano filati multicolori di alta qualità sono estremamente raffinati e decorati con splendidi motivi.

 

Al giorno d’oggi ci sono molte iniziative per fare conoscere e diffondere i tessuti di Nishijin

L’Associazione degli Artigiani Tessili di Nishijin è impegnata in varie attività di pubbliche relazioni che coinvolgono sia i produttori sia i consumatori. Le iniziative principale sono la composizione e pubblicazioni di vari materiali informativi, quali grafici, opuscoli, mappe, annuari.

A Nishijin si possono visitare Nishjinkaikan Orinasukan, un museo dei tessuti Nishijin dove sono esposti tanti tessuti e capi di abbigliamento antichi e moderni, e si può vedere come vengono prodotti, nonché fare esperienza diretta del processo di produzione. Nishijinkaikan è specializzato nei tessuti Nishijin, ma a Orinasukaikan si possono vedere anche altri tipi di tessuti giapponesi.

http://nishijin.or.jp/eng/ (in inglese)

http://orinasukan.com/ (in giapponese)

 

Le mie scarpe sportive in tessuto di Nishijin

 

 

Borse in tessuto di Nishijin

 

 

 

Nishijinkaikan

Verdure e sottaceti di Kyoto

 

Ortaggi vari, tra cui le carote dorate

verdure Kyoto

Peperoncini

 

 

L’espressione giapponese kyoyasai (京野菜), verdure di Kyoto, indica le verdure prodotte tradizionalmente a Kyoto. Le verdure di Kyoto sono vendute con il marchio di origine controllata dei prodotti di Kyoto (Kyomaku 京マーク), riservato a prodotti agricoli, forestali e ittici di alta qualità. Le verdure di Kyoto sono particolari, grazie alle particolari condizioni orografiche e climatiche della zona, e in ogni stagione ci sono prodotti tipici diversi: in estate sono famosi i germogli di bambù, i peperoni rossi e le melanzane; in inverno sono famose le rape e le caratteristiche “carote dorate”. Quando venite a Kyoto cercate le verdure locali di stagione e provate a mangiarle.
Kyoto è famosa per la produzione di sottaceti tradizionali, chiamati kyotsukemono (京漬物), spesso preparati con le verdure di Kyoto.

verdure Kyoto

Carote e rape

I sottaceti (tsukemono 漬物, cibi in salamoia) sono un elemento importantissimo della cucina tradizionale giapponese, al punto che si dice che anche un pasto succulento viene rovinato se i sottaceti non sono buoni. Non esiste una definizione precisa dei sottaceti di Kyoto, ma in generale hanno un’immagine positiva di prodotti raffinati dal gusto prelibato. Le ragioni principali per cui a Kyoto si è sviluppata una rinomata tradizione di produzione di sottaceti sono le eccelenti tecniche di preparazione sviluppate e tramandate, e la qualità del terreno e le caratteristiche orografiche che permettono la coltivazione di verdure di ottima qualità, quali appunto le kyoyasai.

 

A Kyoto si producono diverse varietà tradizionali di sottaceti, tra cui ad esempio senmaidzuke e shibadzuke (千枚漬,しば漬). Ma oltre ai tipi tradizionali, a Kyoto sono studiati e sviluppati anche nuovi tipi di sottaceti, in uno sforzo costante di migliorare la qualità al di là della tradizione. I metodi di preparazione variano a seconda delle verdure utilizzate e delle caratteristiche climatiche e culutrali delle diverse zone in cui si producono. In alcuni tipi è il processo di fermentazione che determina il gusto finale. Le verdure sono messe in salamoia o in crusca di riso (nukadzuke 糠漬け) e fermentano grazie all’azione di microorganismi come i lattobacilli. Ci sono invece tipi in cuoil gusto finale è dato dal condimento: il gusto degli ingredienti viene assorbito dalleverdure durante il processo di produzione, la cui lunghezza può variare moltissimo, da un solo giorno a cinque anni, a seconda del risultato desiderato.

I sottaceti di Kyoto si possono acquistare facilmente e in qualsiasi stagione, e si possono anche mangiare in molti ristoranti di cucina tradizionale, percui se venite a Kyoto non mancate di assaggiarli.

Tsukemono

Sottaceti di Kyoto

I turisti stranieri a Kyoto

Yuko Hoshide, Reno Mitani, Yuta Morioka

Turisti stranieri ad Arashiyama

Turisti stranieri in treno

Turisti stranieri che ammirano le foglie osse d’acero (momiji)

Grafico che mostra l’aumento nel numero di turisti stranieri dal 2005 al 2015. I diversi colori rappresentano turisti provenienti da diverse aree geografiche. グラフは京都観光総合調査(2015年)から頂戴致しました。

Vogliamo parlarvi dei cambiamenti che ci sono stati nel turismo internazionale a Kyoto negli ultimi anni.

Molti pensano che Kyoto e i suoi dintorni siano la zona del Giappone più visitata dagli stranieri, essendo quella più ricca di storia e arte del paese. Anche noi lo credevamo, ma consultando i dati ufficiali abbiamo scoperto che in realtà Kyoto è al quarto posto nella classifica, dopo Tokyo, Chiba e Osaka, secondo un sondaggio condotto nel 2015. Il fatto che Chiba sia più visitata dagli stranieri di Kyoto può sorprendere, ma probabilmente è perché a Chiba si trovano Tokyo Disneyland e l’aeroporto internazionale di Narita da cui si accede a Tokyo.

Il numero di stranieri che visitano il Giappone sta aumentando di anno in anno, e a Kyoto è raddoppiato dal 2013 al 2015. Circa l’80% degli stranieri che visitano il Giappone sono turisti, anche se fra gli europei e gli americani ci sono, in proporzione, più persone che vengono in Giappone per affari rispetto agli asiatici. Tra i turisti stranieri che visitano il Giappone i più numerosi vengono dai paesi vicini dell’asia Orientale: i coreani sono stati i più numerosi nel 2013, i taiwanesi nel 2014 e i cinesi provenienti dalla Cina continentale nel 2015. Oggi si calcola che circa il 30% degli stranieri che visitano siano cinesi.
Anche se in altre zone del Giappone si trovano più stranieri, Kyoto è una meta obbligatoria per gli stranieri che vengono in Giappone per turismo. A Kyoto si trovano infatti alcuni dei siti più visitati nel paese: il santuario shintoista di Fushimi Inari, nella zona meridionale della città, è stato quello più visitato in assoluto. È uno dei santuari shintoisti più antichi e famosi del Giappone, dedicato al dio del riso, dell’abbondanza dei raccolti e della prosperità negli affari. Il santuario è famoso anche per “i mille portali” (Senbon torii), un sentiero coperto da più di tremila torii, portali arancioni caratteristici dei santuari shintoisti. Su Instagram si trovano tantissime foto di Fushimi Inari e di Senbon torii. Altre attrazioni turistiche di Kyoto visitate da tantissimi stranieri sono il Kinkakuji (Padiglione d’oro), il tempio Kiyomizudera, e il quartiere tradizionale di Gion.

La ragione per cui a Kyoto ci sono tante attrazioni turistiche risiede nel fatto che Kyoto, essendo stata fondata come capitale imperiale nel 794 d.C., è stata una delle principali città del Giappone sin dai tempi antichi. Kyoto è stata la sede degli imperatori del Giappone per più di mille anni, e in vari periodi durante la sua lunga storia è stata anche la sede del governo e la città più importante politicamente e culturalmente. Oltre a essere piena di templi, santuari, e quartieri tradizionali, Kyoto è anche una città molto verde, essendo circondata da montagne boscose e avendo molti parchi. Grazie alla natura il paesaggio di Kyoto cambia con il cambiare delle stagioni, e ci sono molti luoghi famosi per ammirare i fiori di ciliegio in primavera e le foglie rosse d’acero in autunno, in conformità alla tradizione estetica giapponese. Per farla breve, si può dire che Kyoto è la città che più conserva l’immagine tradizionale del Giappone che interessa ai turisti stranieri.
Si aggiunga a tutto questo il fatto che Kyoto non solo ha molte strutture di accoglienza per turisti, ma, essendo anche una città universitaria, ci sono molti studenti che possono parlare inglese e altre lingue straniere. Gli studenti che vivono a Kyoto spesso lavorano a tempo parziale nei negozi e locali frequentati dai turisti stranieri. Si capisce dunque perché Kyoto, anche se non molto visitata dagli uomini d’affari, è la meta principale dei turisti stranieri in Giappone.

Facciamo i dolci tradizionali giapponesi!

Vi piacerebbe provare a preparare i dolci tradizionali giapponesi?

I dolci tradizionali giapponesi (wagashi) sono i dolci cucinati secondo le ricette tradizionali giapponesi, che sono stati sviluppati soprattutto nell’ambito della cerimonia del tè, per la quale sono usati. Gli ingredienti e le forme variano a seconda della stagione, rispecchiando i ritmi della natura.

Ad Arashiyama Sagano e vicino al tempio Kiyomizudera di Higashiyama ci sono laboratori dove si può provare a cucinare i dolci giapponesi. (http://www.kanshundo.co.jp/museum/make/annai.htm Il costo dell’esperienza è 2160 yen a testa.)

Ad Arashiyama e Higashiyama inoltre ci sono tante attrazioni turistiche, percui vale senz’altro la pena passarci una giornata,  sperimentando la pasticceria tradizionale e visitando i luoghi famosi.

 

*L’esperienza della preparazione dei dolci*

 

In ogni stagione si usano ingredienti diversi.

Ad esempio:

Primavera- fiori di ciliegio, fiori di colza

Estate – imomea, iris

Autunno – acero, crisantemo

Inverno – pruno giapponase, camelia

Anche chi non ha mai fatto dolci giapponesi può provare, sotto la guida esperta di un pasticcere e con l’aiuto di un testo esplicativo.

 

Prima di tutto proviamo a fare due dolci semplici dalla forma molto carina (higashi).

dolce giapponese tradizionale

higashi

 

Poi proviamo a fare dolci di pasta di fagioli (nerikiri).

La forma si abbina alla stagione, per esprimere il mutamento della natura. Noi abbiamo fatto fiori di narciso, fiori di pruno e fiori di erba trinità (epatica).

 

docli a forma di fiore

fiori di pruno e narciso

 

Si impasta la pasta di fagioli gialli con il palmo delle mani, assotigliandola al centro.

Si mette al centro la pasta di fagioli bianchi, e si preme leggermente, in modo che guardando da dietro si intraveda il bianco dei fagioli attraverso l’impasto giallo.

In seguito si mette la pasta di fagioli neri, e si chiude delicatamente lasciando la pasta gialla all’esterno.

Infine si modella a forma di fiore, usando uno strumento apposito in legno, e si completa rifinendo i petali con la punta delle dita.

 

dolci giapponesi stagionali

fiori di narciso

 

*Fiori di pruno giapponese (haruhonoka)*

Come nel caso precedente, si mette pasta di fagioli bianca al centro di una sfoglia di pasta di fagioli rossi, poi si aggiunge pasta di fagioli neri e si chiude il tutto.

Infine si incidono leggermente dei solchi con lo strumento di legno, e, senza separare lo strumento dal solco, se ne usa il lato per dare una forma simile alla ruota di un mulino a vento.

 

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fiori di pruno

 

*Fiori di erba trinità (epatica)*

Si passa della pasta di fagioli giallo-verdi in un setaccio, e sopra vi si passa della pasta di fagioli bianchi, per ottenere dei filoncini sottili con una bella gradazione di colore.

Si attacca la pasta a filoncini intorno a un impasto di fagioli neri, usando le bacchette per mangiare.

Infine si aggiungono decorazioni in zucchero a forma di fiori e neve.

Si mangia con il tè sul posto.

 

dolci giapponesi tradizionali

fiori di epatica

lavorazione dei dolci giapponesi tradizionali

preparazione dell’impasto

 

dolci giapponesi tradizionali

istruzioni per fare i dolci, e un sacchetto che si riceve come souvenir

 

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fiori fatti con la pasta dei dolci

 

dolci giapponesi tradizionali

dolci in vendita

dolci giapponesi tradizionali

il laboratorio dove si fanno i dolci

 

 

Ricette per cucinare OBANZAI

Yuna Yahara, Ayano Tanaka

 

Obanzai è il nome della cucina casalinga tradizionale di Kyoto. Vi vogliamo insegnare due ricette che potete cucinare a casa vostra in Italia, usando le verdure italiane. Se avete in progetto di venire a Kyoto, vi consigliamo comunque di aggiungere qualche ristorante di obanzai alla vostra lista di posti da visitare e cose da fare. Se invece avete già mangiato obanzai a Kyoto, leggendo le nostre ricette potrete ricordarvi del tempo passato in Giappone.

 

condimenti obanzai

Condimenti necessari:
salsa di soia, sakè oppure vino bianco, zucchero, aceto, basilico

 

1. NASUNO NIBITASHI

Uno dei piatti tipici della cucina obanzai. Preparate due melanzane per due persone.

tagliare melanzane

1. Tagliate

 

Tagliate le melanzane trasversalmente e fate delle tacche sulla superficie. Fate friggere dell’olio, aggiungete le melanzane e cuocete. In un’altra pentola mettete ① salsa di soia, 15ml (un cucchiaio) ② sakè o vino bianco, 15ml (un cucchiaio) ③ un po’ di zucchero ④ acqua, 30ml (due cucchiai). Alla fine aggiungete le melanzane. Cuocete a fuoco lento, e quando comincia a bollire fermate il fuoco.  Aggiungete un po’ di aceto balsamico ed è pronto! È più buono mangiato il giorno dopo. Siccome le melanzane assorbono i liquidi, regolate la quantità di succo.

friggere melanzane

2. Mettete in padella

 

 

 

 

 

 

completamento melanzane

3. È pronto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2, KABOCHANOTAITAN

tagliate la zucca

1. Tagliate

Preparate un quarto di zucca tagliandola a pezzetti. Metteteli in una pentola, poi versate acqua fino allo stesso livello della zucca, cuocete e aggiungete i condimenti, lessate. I condimenti sono ① salsa di soia, 15ml (un cucchiaio) ② vino bianco, 15ml (un cucchiaio) ③ un po’ di zucchero ④ un po’ di aceto balsamico. È pronto!

completamento della zucca

2. Completamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3, JAKOPIMAN

Jako è novellame di pesce seccato, e piman significa peperone. Se volete preparare questo piatto in Italia potete sostituire i pesci con le nocciole. In Giappone i peperoni si usano verdi, ma potete usare anche paprica. Vi consigliamo di usare peperoni rossi e gialli. Tagliate i peperoni verticalmente, tritate le nocciole, friggete i peperoni in padella con un po’ di olio. Aggiungete i condimenti: ① un po’ di salsa di soia ② un po’ di vino bianco ③ un po’ di zucchero. Alla fine aggiungete le nocciole e fate soffriggere. È pronto!

 

tagliare peperoni

1. Tagliate

completamento

In alto a sinistra JAKO,                                    in in alto a destra le nocciole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adesso che è tutto pronto, non ci resta che augurarvi buon appetito! E anche se cucinate obanzai in Italia, appena potete venite a Kyoto per gustare l’autentica cucina obanzai.

cucina kyoto

OBANZAI