Ricette per cucinare OBANZAI

October 26, 2015

Yuna Yahara, Ayano Tanaka

 

Obanzai è il nome della cucina casalinga tradizionale di Kyoto. Vi vogliamo insegnare due ricette che potete cucinare a casa vostra in Italia, usando le verdure italiane. Se avete in progetto di venire a Kyoto, vi consigliamo comunque di aggiungere qualche ristorante di obanzai alla vostra lista di posti da visitare e cose da fare. Se invece avete già mangiato obanzai a Kyoto, leggendo le nostre ricette potrete ricordarvi del tempo passato in Giappone.

 

condimenti obanzai

Condimenti necessari:
salsa di soia, sakè oppure vino bianco, zucchero, aceto, basilico

 

1. NASUNO NIBITASHI

Uno dei piatti tipici della cucina obanzai. Preparate due melanzane per due persone.

tagliare melanzane

1. Tagliate

 

Tagliate le melanzane trasversalmente e fate delle tacche sulla superficie. Fate friggere dell’olio, aggiungete le melanzane e cuocete. In un’altra pentola mettete ① salsa di soia, 15ml (un cucchiaio) ② sakè o vino bianco, 15ml (un cucchiaio) ③ un po’ di zucchero ④ acqua, 30ml (due cucchiai). Alla fine aggiungete le melanzane. Cuocete a fuoco lento, e quando comincia a bollire fermate il fuoco.  Aggiungete un po’ di aceto balsamico ed è pronto! È più buono mangiato il giorno dopo. Siccome le melanzane assorbono i liquidi, regolate la quantità di succo.

friggere melanzane

2. Mettete in padella

 

 

 

 

 

 

completamento melanzane

3. È pronto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2, KABOCHANOTAITAN

tagliate la zucca

1. Tagliate

Preparate un quarto di zucca tagliandola a pezzetti. Metteteli in una pentola, poi versate acqua fino allo stesso livello della zucca, cuocete e aggiungete i condimenti, lessate. I condimenti sono ① salsa di soia, 15ml (un cucchiaio) ② vino bianco, 15ml (un cucchiaio) ③ un po’ di zucchero ④ un po’ di aceto balsamico. È pronto!

completamento della zucca

2. Completamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3, JAKOPIMAN

Jako è novellame di pesce seccato, e piman significa peperone. Se volete preparare questo piatto in Italia potete sostituire i pesci con le nocciole. In Giappone i peperoni si usano verdi, ma potete usare anche paprica. Vi consigliamo di usare peperoni rossi e gialli. Tagliate i peperoni verticalmente, tritate le nocciole, friggete i peperoni in padella con un po’ di olio. Aggiungete i condimenti: ① un po’ di salsa di soia ② un po’ di vino bianco ③ un po’ di zucchero. Alla fine aggiungete le nocciole e fate soffriggere. È pronto!

 

tagliare peperoni

1. Tagliate

completamento

In alto a sinistra JAKO,                                    in in alto a destra le nocciole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adesso che è tutto pronto, non ci resta che augurarvi buon appetito! E anche se cucinate obanzai in Italia, appena potete venite a Kyoto per gustare l’autentica cucina obanzai.

cucina kyoto

OBANZAI

 

 

 

Le caramelle alle verdure kyoyasai

Anna Watanabe, Fumika Matsushita

 

Avete mai sentito parlare di kyoyasai?
Kyoyasai sono le verdure prodotte tradizionalmente a Kyoto, che si usano sempre per kyoryori, la cucina tipica della zona di Kyoto. Ma non solo: recentemente si fanno con kyoyasai anche torte e marmellate.

Vi presentiamo un nuovo modo di mangiare kyoyasai: le caramelle.

Gion Abeya è un negozio famoso per le caramelle alle verdure kyoyasai.
In origine vendeva zucchero all’ingrosso.
Un giorno il proprietario di Abeya visitò l’orto di un amico, in cui si praticava la coltivazione con concime organico.
Vedendo molta verdura che rimaneva invenduta, pur potendo essere benissimo mangiata, pensò a come si sarebbe potuto utilizzarla. Così iniziò a produrre caramelle. Ancor oggi la sua speranza è che la gente che abita lontano da Kyoto e i bambini a cui non piacciono le verdure possano gustare kyoyasai con piacere.

IMG_2174 Oggi ci sono sette gusti:
Shogoin daikon,
Kintoki ninjin,
Kujo negi,
Shishigatani kabocha,
Kamo tomato,
Tanba kuri,
Tanba kuromame.
Provateli tutti!

 

Gion Abeya dà molta importanza agli ingredienti e alla ricetta delle caramelle. Per quanto riguarda i primi, usa ortaggi biologici e zucchero selezionato da tutto il Giappone, da cui elimina le impurità. Poi utilizza coloranti naturali delle verdure, anziché quelli alimentari artificiali. In quanto alla ricetta, è molto semplice: cuoce il pesto dell’ortaggio, aggiunge lo zucchero, lo sciroppo di amido ed erbe appena prima che bruci e mescola il tutto. La ricetta varia un po’ a seconda delle specie di ortaggio, ma la base è questa. In questo modo sono prodotte caramelle salutari che lasciano in bocca il sapore degli ortaggi.

 

Kamo tomato è il più popolare dei sette gusti. La caramella di kamo tomato ha la dolcezza dei pomodori maturi e si dice che anche molte persone a cui non piace il pomodoro possano mangiarla.

Quanto alla caramella di kujo negi, le opinioni si dividono. Ci sono quelli a cui non piace molto, e chi ne compra dieci confezioni alla volta. Fare buone caramelle con kujo negi, una specie di porro giapponese, è molto difficile, perché ha un gusto particolare, quindi ci sono voluti due anni prima di metterle in commercio.

La caramella di kintoki ninjin è stata prodotta per i bambini a cui non piacciono le carote. Per fare una buona caramella, Abeya l’ha fatta provare molte volte ai bambini delle scuole elementari e ai loro genitori, e procedendo per tentativi finalmente è riuscito a commercializzarla. Questa caramella ha un gusto fruttato, perché contiene succo di mela per attenuare il sapore della carota.

 

Le caramelle fatte con le verdure kyoyasai da Gion Abeya sono salutari e gustose. Perché non provate a mangiarle?

 

 

 

あべや 店舗image

☆Dove si trova Gion Abeya ?

INDIRIZZO : Higashiyamaku, Yasaka shinmachi,

Tominagacho 107,  Abebiru

〒605-0078    Kyoto

 

URL:   http://www.gion-abeya.jp/

GIORNI DI CHIUSURA :   lunedì , martedì , mercoledì

ORARIO DI APERTURA :   11:00-17:00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Shojin ryori

Isono Yosuke, Akichika Taniguchi, Matsumoto Tatsunobu

Shojin ryori, ovvero la cucina vegetariana buddista, è ben conosciuta in Giappone,
ma probabilmente non lo è nel resto del mondo.
La cucina shojin ryori si mangia nei templi buddisti o in alcuni ristoranti specializzati. In questo articolo vi vogliamo presentare la sua storia, una semplice ricetta e un ristorante dove poterla provare.

STORIA

La storia della shojin ryori comincia con la diffusione del buddismo. Uno dei principali comandamenti del
buddismo vieta l’uccisione di qualsiasi essere vivente (sesshou). Questa regola venne applicata anche nella
preparazione del cibo dei monaci e in questo modo si sviluppò un tipo di alimentazione a base di verdure.

Più tardi, durante l’epoca Heian, questo tipo di alimentazione si diffuse nella zona di Kyoto, città in cui
il buddismo, in particolare lo zen, godeva di un largo seguito.

Si pensa addirittura che i più famosi ingredienti della cucina giapponese a base di soia come la salsa (shoyu) e il tofu abbiano avuto origine proprio in quel periodo. I tenzo, ossia gli addetti alla preparazione
dei manicaretti che avrebbero allietato i palati dei nobili e dei monaci più importanti, facevano
tutti gli sforzi possibili per rendere i loro piatti sempre più prelibati.

Vogliamo presentarvi la ricetta di un piatto a base di tofu,
che è uno degli ingredienti piú importanti della shojin ryori.

Si può mangiare il tofu davanti al negozio.

RICETTA

[Ingredienti:]

  • melanzana
  • un po’ di sale
  • brodo di alghe (50ml)
  • sakè giapponese (30ml)
  • mirin (sakè dolce da cucina, 15ml)
  • salsa di soia (15ml)
  • senape nell’intingolo


① Pelate le melanzane a fondo per il lungo con un pelapatate.

② Strofinate le bucce con un po’ di sale e lasciatele riposare per circa 5 minuti.

③ Cuocete le melanzane a vapore per 5-10 minuti finché non si ammorbidiscono.

④ Preparate la salsa chiamata Karashi-shoyu: fate bollire il brodo di alghe e versate nella pentola il sakè giapponese, il mirin e la salsa di soia, e infine fate sciogliere la senape nell’intingolo.

⑤ Dopo che le bucce si sono ammorbidite, lavate via il sale e mettetele in un piatto insieme alle melanzane cotte a vapore. Versateci sopra la karashi-shoyu, poi guarnite il tutto con un po’ di zenzero grattugiato.

La cosa più importante è non buttare via niente!
Nemmeno le bucce delle melanzane, perché, sarebbe
uno spreco! (in giapponese si dice mottainai).

In conclusione, la shojin ryori, la famosa cucina vegetariana buddista, ha contribuito in maniera rilevante alla formazione della cultura culinaria giapponese, grazie al largo uso di innumerevoli tipi di verdure e all’impegno dei cuochi che, nell’arco di alcune centinaia di anni hanno fatto ogni sforzo possibile per migliorare le loro ricette. I condimenti giapponesi più famosi come la salsa di soia e il miso, il tofu e diversi tipi di verdure particolarissime, sono stati sviluppati proprio a Kyoto. Infine possiamo dire che la nobiltà e i monaci buddhisti hanno avuto un ruolo importantissimo nella formazione della cucina giapponese.

Ristorante TOFU-CAFE FUJINO




((ACCESSO))
《dalla stazione di Kyoto》

  • in taxi (circa 20 min.)
  • in autobus ⇒ fermata B-2, numero 50 ⇒

scendete a Kitanotenmangumae 「北野天満宮前」 (circa 35 min.) ⇒ camminate per circa 2 min.

Il mercato di Nishiki

Akane Miyoshi, Ayako Yanagi

 

錦市場


Il mercato di Nishiki è un quartiere commerciale che si estende da via Teramachi a via Takakura, nel centro di Kyoto. È una strada pedonale coperta lunga 390 metri e larga circa 3 metri, sui due lati della quale si trovano circa 150 negozi di alimentari uno accanto all’altro. In questo mercato si vendono derrate fresche e prodotti alimentari preparati. Il mercato di Nishiki è chiamato familiarmente “Nishiki” dagli abitanti di Kyoto, e poiché vi si vendono molti cibi, è soprannominato “la cucina di Kyoto”. È visitato non solo dalla gente del luogo, ma anche da turisti e studenti in gita scolastica, ed è perciò molto animato. A differenza dei supermercati e dei grandi magazzini, rispecchia le abitudini alimentari e lo stile di vita tradizionale degli abitanti di Kyoto. Vi si vendono le rinomate verdure di Kyoto, gli ortaggi in salamoia, il tofu, la sfoglia di caseina di soia, il pane di grano glutinato, le anguille, il pesce secco ecc. Vi si possono trovare tutti gli ingredienti della cucina tradizionale di Kyoto.


Dal 1965 Kyoto e Firenze sono città gemelle. Il 3 Novembre 2006 l’associazione commerciale di quartiere del mercato di Nishiki si è associata col mercato centrale di Firenze che si trova accanto al campo di San Lorenzo. Si tratta di un raro caso di cooperazione tra due mercati alimentari tradizionali, il cui scopo principale è promuovere la conoscenza reciproca e incrementare il flusso dei turisti stranieri.L’Italia è il paese dove è nato il movimento dello slow food, in opposizione alla diffusione del fast food in stile americano. Per i commercianti di Nishiki, la collaborazione con il mercato centrale di Firenze è un’occasione unica per conoscere e adottare la filosofia dello slow food, che ben si adatta alla cucina e allo stile di vita tradizionale del Giappone e di Kyoto. A tale proposito sono già stati tenuti diversi eventi per fare conoscere la cucina italiana, e in particolare fiorentina, agli abitanti di Kyoto: vendita di prodotti alimentari di Firenze al mercato di Nishiki, offerta di piatti italiani nei ristoranti della zona, degustazione gratuita di vini e piatti tradizioni. Questi eventi, assieme a quelli analoghi tenuti a Firenze, sono un grande contributo per la conoscenza reciproca dell’Italia e del Giappone.