Kennin-ji

September 28, 2008

Shota Komegaw,a Shohei Takaso, Masaki Saito

建仁寺

Kennin-ji è il tempio zen più antico a Kyoto, costruito circa 800 anni fa, durante il periodo Kamakura.

Vi vogliamo parlare di tre opere interessanti che si trovano a Kennin-ji e meritano di essere viste.

≪Paravento del Dio del vento e del Dio del tuono≫

Il pittore Tawaraya Sotatsu ha dipinto questo paravento nel 17esimo secolo (periodo Edo in Giappone). Era un pittore della scuola Rin, e questa è la sua opera più importante, considerata tesoro nazionale. Misura 169.8×154.5 cm., ed è una delle opere più famose nella storia dell’arte giapponese. Quando i giapponesi immaginano gli Dei del vento e del tuono, anche oggi li immaginano sempre come sono raffigurati in questo paravento. Purtroppo non è rimasto alcun documento antico relativo all’opera. Quello che colpisce maggiormente chi la guarda è l’espressione al tempo stesso felice e minacciosa degli Dei.

≪Giardino di ○△□≫

Che cosa significa ○△□??

Queste figure significano le forme che danno origine al cosmo e simbolizzano i quattro elementi (terra, acqua, fuoco, vento) del buddismo Zen.

○ rappresenta l’acqua. Al centro del giardino c’è un circolo con una camelia.

△ rappresenta il fuoco. Il giardino è coperto di sabbia bianca ammucchiata in forma di triangolo.

□ rappresenta la terra. Nel giardino c’è un pozzo con un coperchio di bambù quadrato.

In questo momento il lettore si starà probabilmente chiedendo dov’è il vento.

Il vento è l’aria nel giardino. Il vento non si può vedere, e quindi neppure rappresentare con una figura geometrica. Nel giardino di ○△□ si può avvertire l’energia che vibra nello spazio cosmico.



≪Soryu‐zu≫

Nell’anno 2002, per celebrare gli 8oo anni dalla fondazione del tempio, il pittore Junsaku Koizumi ha dipinto su un soffitto un’opera chiamata Soryu-zu. Le dimensioni sono 11.4×15.7 m., ed è dipinto su robusta carta giapponese con un’inchiostro chiamato teikunbo.

A volta un drago è dipinto sui soffitti dei templi Zen come protettore della pratica del buddismo. Viene inoltre coniderato un dio d’acqua, e siccome si pensa che faccia piovere, si paragona la pioggia che arricchisce la terra all’insegnamento del buddismo che arricchisce la mente dei novizi. Ma fino a pochi anni fa non era stato dipinto niente sul soffitto del Kennin-ji. Perciò Soryu-zu è il primo soffitto dipinto nella storia del tempio dalla sua fondaziojne.

Di solito viene dipinto un solo drago, ma qui si vede l’immagine dinamica di due draghi aggrovigliati che occupano l’intero soffitto. Non rappresenta di una lotta fra due draghi, bensì la loro armoniosa unione.

Il padiglione d’Oro

Takatomo Kaihara

Kinkakuji (Rokuonji)


La storia

A partire dall’ottavo secolo, molti nobili di Kyoto fecero edificare numerose ville a Kitayama, una zona che si trova a nord-ovest della città. Particolarmente sontuosa si dice fosse quella che il ministro Saionji no Kintsune (conosciuto anche come Fujiwara no Kintsune) costruì nel 1224. Molti anni più tardi, lo shogun Yoshimitsu Ashikaga, dopo aver rinunciato al suo incarico, entrò in possesso di Kitayama e lì fece costruire e stabilì la propria dimora. Alla sua morte, avvenuta nel 1408, il figlio di Yoshimitsu, in conformità alla volontà del padre, trasformò la sua proprietà in un tempio Zen, che prese il nome di Rokuonji. In seguito, durante la guerra di Ōnin che imperversò a Kyoto dal 1467 al 1477, fu interamente distrutto dal fuoco per poi essere successivamente ricostruito nel periodo Momoyama, e arrivare così, grazie anche a numerosi restauri, fino ai nostri giorni.

Kinkaku (Shariden)



All’interno di Rokuonji si trova il padiglione Shariden, noto a tutti con il nome di “Padiglione d’Oro” perché quasi interamente dorato. In cima al tetto è stata collocata una statua d’oro raffigurante una fenice, uccello al quale l’antica mitologia cinese attribuiva poteri straordinari. Il Padiglione ha tre piani, ciascuno dei quali costruito in uno stile architettonico diverso: il piano terra è in stile Shinden, il secondo piano è in stile Buze e il terzo è in stile Karayo. Il risultato della commistione dei tre stili è un insieme ben armonizzato. Nel 1950 il Padiglione è stato distrutto da un incendio doloso, ma cinque anni dopo è stato ricostruito in modo completamente fedele all’originale.

Il pino a forma di barca



Nell’ampio parco di Rokuonji si trova uno dei pini più belli di Kyoto, un pino a forma di barca, volto a ovest per rappresentare il viaggio delle anime verso il paradiso buddista della terra pura d’occidente.

La cascata di Ryumon



All’interno del parco di Rokuonji c’è anche una cascata, chiamata Ryumon. Ai piedi della cascata è stata posta una larga pietra per commemorare la mitica impresa di un pesce che, secondo una leggenda cinese, risalì una cascata e divenne un drago.

Anmintaku



Un’altra attrazione del parco è Anmintaku, un laghetto al cui interno si trova un isolotto su cui sorge una pagoda interamente in pietra, chiamata “la tomba del serpente bianco”.

Sekkatei

Infine, all’interno di Rokuonji, si può visitare il Sekkatei, ovvero un chiosco adibito alla cerimonia del tè, il cui nome significa letteralmente “il Kinkaku è bello al tramonto”. Davanti al chiosco c’è un piccolo giardino nel quale si trovano ancor oggi una lanterna di pietra e una scodella per raccogliere l’acqua che Yoshimasa, il nipote di Yoshimitsu, usava abitualmente.

Murin-an

Mami Tanaka, Junko Morimoto



Murin-an è il nome di una villa che originariamente il Principe Aritomo Yamagata aveva fatto costruire a Kiyamachi, tra il 1894 e il 1896. La villa che vediamo ora e che ha lo stesso nome fu fatta costruire successivamente e fu completata solo dopo la guerra russo-giapponese(1904-1905). Il nome deriva in parte da quello di un’altra abitazione che il Principe Aritomo aveva precedentemente fatto edificare nel Choshu e che si chiamava “So-an”, ovvero “la casa semplice e piccola”.



Dopo aver attraversato la porta del muro di recinzione che circonda Murin-an, si possono vedere a sinistra un palazzo in stile occidentale a due piani, costruito nel 1990, e a destra la casa principale in stile giapponese e interamente di legno, nella quale i visitatori possono bere il tè. In mezzo ai due edifici c’è un ampio giardino, che fu particolarmente amato dal Principe Aritomo e che fu realizzato sotto la sua supervisione dal maestro Tihei Ogawa, nello stile tradizionale dei giardini Meiji.





La sala adibita alla cerimonia del tè è stata costruita nello stile della scuola Yabunouci. Al primo piano del palazzo in stile occidentale c’è una pittura in stile Karino.

Nella villa ebbe lungo un episodio famoso nella storia del Giappone moderno. Il 21 aprile 1903 il Principe Aritomo Yamagata, il Primo Ministro Hirobumi Ito, Taro Katura e Jutaro Kobayashi vi si riunirono per stabilire le linee guida della strategia diplomatica del Giappone alla vigilia del conflitto con la Russia.

Nijo-jo

Risa Takahashi, Natsumi Yamamoto, Yoshida Yumi

Il castello di Nijo

Il castello di Nijo è stato costruito nel 1603 come dimora a Kyoto del primo shogun Ieyasu Tokugawa, che normalmente risiedeva a Edo, l’odierna Tokyo. In seguito è stato completato da Iemitsu Tokugawa, il terzo shogun. Iemitsu vi ha fatto trasportare alcuni edifici dal castello di Fushimi nel 1626. Perciò al castello di Nijo si può ammirare tutta la storia della cultura Momoyama. Il periodo Momoyama costituisce gli ultimi 20 anni del sedicesimo secolo, ed è molto importante nella storia della cultura giapponese. Nel 1867, Yoshinobu Tokugawa, il quindicesimo shogun, ha restituito il potere politico all’imperatore, trasferendo alla famiglia imperiale anche Nijo-jo. Il castello ha una superficie di 275.000 mq, ed è stato dichiarato patrimonio culturale dell’umanità. Nel 2003 sono stati celebrati i 400 anni dalla sua costruzione.

“Ninomaru-Goten”(Palazzo Ninomaru)

Ninomaru Goten è l’edificio principale e più noto di Nijo-jo, costruito in uno stile tipico dei palazzi giaponesi. È orientato da sud-est a nord-ovest, ed è composto da sei edifici. Si chiamano “Tozamurai”, “Shikidai”, “Oohiroma”, “Sotetsunoma”, “Kuroshoin” e “Shiroshoin”. Inoltre c’è un vestibolo che si chiama “Kurumayose”. Ninomaru-Goten ha una superficie di 3,300 mq, e contiene 33 stanze, con più di 800 tatami, le stuoie di paglia di riso che coprono i pavimenti nelle case giapponesi tradizionali. In ogni stanza vi sono dipinti adatti alla sua particolare funzione, e tutte le stanze sono lussuossime.





Mappa e guida di Ninomaru-Goten



1. Kurumayose

Il vestibolo di Ninomaru-goten. È costruito in modo da potervi entrare con un carro trainato da buoi.

2. Tozamurai

È un’anticamera per i signori feudali dell’epoca, chiamati “daimyo”.

3. Yamaginoma・Wakamatsunoma

Qui si trovavano i guardiani che ricevevano gli ospiti.

4. Shikidainoma

Qui i daimyo incontravano i roju, funzionari di alto rango al servizio dello shogun, che ricevevano i regali per lo shogun.

5. Oohiroma-Sannoma

Anticamera per i daimyo che non erano vassalli diretti o membri del clan dello shogun.

6. Oohiroma-Ninoma

Shogun e daimyo si sono incontrati in qui.

7. Oohiroma-Ichinoma

Shogun e daimyo si sono incontrati in qui.

8. Kuroshoin

Il luogo in cui si incontravano lo shogun e i daimyo membri del suo clan.

9. Shiroshoin

Armeria.

10. Oohiroma-Yannoma

Le armi erano messe qui

“Ninomaru-teien”(Giardino Ninomaru)

Questo giardino è stato fabbricato in conformità alle regole dell’antica arte dei giardini giapponesi.

È bellissimo, ed è stato ufficialmente dichiarato panorama famoso dal governo giapponese.

“Seiryu-en”

Il giardino Seiryuen ha una superficie di circa 16,500mq. È stato costruito come compromesso fra lo

stile giapponese e quello occidentale. Vi si trova una stanza abita alla cerimonia del tè.





Ninomaru-teien              Seiryu-en

Nanzen-ji

Risa Takahashi Natsumi, Yamamoto, Yumi Yoshida

Il Tempio Nanzen








1. La Storia

La storia del Nanzen-ji ha origine nel 1291, anno in cui l’imperatore Kameyama decise di trasformare la sua villa in un tempio Zen, affidandolo alle cure di Mukan Fumon che ne divenne l’Abate fondatore. Nel 1385 il Nanzen-ji fu proclamato dal generale Yoshimitsu Ashikaga il più importante tra i cosiddetti “gozan” (letteralmente “cinque montagne”), ossia i templi Zen principali di Kyoto: Tenryu, Shokoku, Kennin, Tofuku e Manju. Nel corso della sua storia è stato distrutto dal fuoco per ben tre volte (nel 1393, nel 1447 e nel 1467). Gli edifici che vediamo oggi sono stati costruiti nel periodo Edo.

2. San Mon (i tre cancelli)



Il monumentale portale d’ingresso, alto circa ventidue metri, fu fatto costruire nel 1628 dal generale Todo Takatora per commemorare i soldati caduti nella battaglia del Castello di Osaka. Il portale è famoso per una scena di un’opera del teatro kabuki in cui un personaggio storico di nome Ishikawa Goemon lo guarda ammirato ripetendo: “Che magnifico panorama!” (Zekkei kana! Zekkei kana!)

3. Hojo



La residenza è composta da due edifici, il Piccolo e il Grande Hojo, considerati tesori artistici nazionali. Nel Grande Hoijo (Dai-Hoijo) si possono ammirare alcuni meravigliosi fusuma (pannelli di legno scorrevoli rivestiti di carta) decorati nello stile dei seguaci di Karino.

4. Toranoko-watashi no Niwa (il Giardino del Guado del Cucciolo di Tigre)



Davanti alla residenza dell’Abate si trova un giardino chiamato “delle tigri che attraversano il fiume” perché al suo interno sono state collocate due pietre, una grande e una più piccola, che simboleggiano una tigre adulta che sta aiutando un cucciolo ad attraversare il fiume, rappresentato dalla ghiaia.

5. Nyoshin Tei (il giardino del cuore)



Davanti a Hojo si trova anche un altro giardino secco (karesansui), chiamato “del cuore” perché al suo interno ci sono alcune pietre disposte in modo da formare il carattere cinese che significa “cuore”, “anima” (心). Il carattere esprime la pace dello spirito che si può ottenere contemplando il giardino.

4. Suiro Kaku (l’acquedotto)



È un ponte di mattoni rossi, costruito nel periodo Meiji, che assomiglia a un acquedotto romano e che porta a Kyoto l’acqua che proviene dal lago Biwa, attraversando il Nanzen-ji.

Katsura -rikyu (Villa imperiale di Katsura)

Hiroyuki Hamamoto, Ryohei Hirose



Foto tratta da Wikipedia commons (Raphael Azevedoo Franca)

Katsura-Rikyu è la villa imperiale costruita a Katsura, nella circoscrizione di Nishikyo a Kyoto. Rikyu è il termine usato per una dimora della famiglia imperiale diversa dal palazzo imperiale. A Kyoto oltre a Katsura-Rikyu c’è anche la villa Shugakuin-Rikyu.

Katsura era conosciuto in passato come luogo di villeggiatura dell’aristocrazia e come un posto da cui ammirare la luna piena d’autunno, seconda l’antica tradizione estetica giapponese.

Katsura-Rikyu è stata costruita nella prima metà del periodo Edo, e anche oggi il giardino e gli edifici sono conservati nello stile di quel periodo.

Le ville imperiali di Kyoto erano chiamate in vari modi nel periodo Edo, ma nell’ambito delle misure per preservare i monumenti di Kyoto proposte da Iwakura Tomomi dopo la riforma Meiji — la riforma che diede il via alla modernizzazione del Giappone — le ville e il palazzo imperiale sono stati posti sotto la giurisdizione del ministero della corte (Kunaicho) e il termine Rikyu è stato adottato ufficialmente.

Rinascita della cultura di corte

Nel periodo in cui furono costruite le ville di Katsura e Shugakuin, tra la fine del sedicesimo e la prima metà del diciasettesimo secolo, a Kyoto stava crescendo l’interesse per l’antica cultura di corte del periodo Heian, apprezzata perché più semplice ed elegante dell’arte dal gusto lussuoso del periodo Momoyama.

Ambedue le rikyu a Kyoto sono state costruite in posti vicino a monti e fiumi, ed erano quindi luoghi ideali per i passatempi estetizzanti della corte, come comporre poesie tradizionali waka andando in barca in un laghetto artificiale, suonare strumenti, banchettare ecc.

Due famosi architetti tedeschi hanno lodato Katsura-Rikyu per l’armonia del giardino e dell’architettura, qualificandola come un “miracolo mondiale dell’architettura giapponese” (Bruno Taut), e “lo stile più moderno grazie alla semplicità e all’equilibrio infiniti” (Walter Gropius).

Prenotazione

Per visitare le dimore imperiali è necessario prenotare. Ci sono due possibilità per prenotare la visita alla villa imperiale di Katsura:

1.la prenotazione on-line

2.la prenotazione allo sportello dell’Agenzia della Casa Imperiale presso il palazzo imperiale di Kyoto, telefonando o andando direttamente all’ufficio per la Villa Imperiale di Katsura.

Noi raccomandiamo la seconda opzione, perché Katsura Rikyu è molto visitata e il numero di prenotazioni possibili on-line è limitato, perciò la prenotazione on-line è molto difficile. Quindi è meglio la visita diretta o la telefonata all’Agenzia.

Si deve telefonare all’ufficio dell’Agenzia della Casa Imperiale di Kyoto per la Villa Imperiale di Katsura (075-381-2029), comunicando il numero di visitatori.

Dopo si seguono le indicazioni.

Si devono osservare le seguenti regole:

1.i visitatori devono avere più di 18 anni;

2.non è possibile cambiare la prenotazione dopo l’accettazione;

3.in caso che il numero massimo di prenotazioni per il giorno richiesto sia già stato raggiunto, non si accettano nuove prenotazioni;

4.i visitatori non possono entrare negli edifici all’interno delle ville;

5.i gruppi superiori a quattro persone non possono entrare;

6.si deve portare il passaporto.

Dalla Stazione di Kyoto alla villa imperiale di Katsura si prende l’autobus numero 33 fino alla fermata “Katsurarikyu mae”. E poi ci vogliono circa 8 minuti a piedi.

Oppure si può andare fino al centro di Kyoto con la linea per Kokusaikaikan della metropolitana e cambiare alla stazione di Karasuma, prendendo la linea Hankyu per Osaka e scendendo alla stazione di Katsura.

Dalla stazione di Katsura si prende l’autobus numero 33 fino alla fermata “Katurarikyu mae”, e si cammina fino alla villa.

MAPPA: http://sankan.kunaicho.go.jp/guide/access_map_katsura.html

Il sito ufficiale della villa imperiale di Katsura (in inglese e giapponese):http://sankan.kunaicho.go.jp/guide/access_map_katsura.html

Ninna ji

Sayaka Toyota



Ninna ji

(Il tempio Ninna)
Il tempio Ninna si trova nella parte occidentale di Kyoto. Fu costruito nell’888, e prosperò a lungo essendo sotto la protezione della nobiltà e della famiglia imperiale dalla metà del periodo Heian (794-1183) fino al periodo Kamakura (1183-1333). Ma in seguito cadde in disgrazia e fu distrutto dal fuoco durante la n“Onin no ran” (la guerra di Onin, combattuta a Kyoto dal 1467 al 1477). La popolazione si mobilitò per ricostruirlo, ma la ricostruzione avvenne solo nel 1634, circa 100 anni dopo la guerra di Onin. Nel 1994 è stato dichiarato patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO. Al suo interno ci sono numerosi tesori nazionali e monumenti di grande importanza storica.

Omurozakura (i fiori di ciliegio di Omuro)

“Omuro” è il nome della località dove si trova il tempio Ninna. Ci sono circa 200 ciliegi di Omuro nel giardino del tempio. L’altezza dei ciliegi è di appena 2 o 3 metri, e i fiori sbocciano a poche decine di centimetri da terra. Il suolo è formato da un basamento roccioso, perciò le radici dei ciliegi non possono penetrare a fondo e per mantenere l’equilibrio l’altezza degli alberi è proporzionale alla profondità delle radici. La piena fioritura dei ciliegi di Omuro dura dalla metà all’ultima decade di aprile. È una fioritura tardiva, e per questo Omurozakura è il ciliegio che annuncia la fine della stagione della fioritura. Nel 1925 il giardino dei ciliegi del tempio è stato ufficialmente dichiarato paesaggio protetto.

Reiho kan

È aperto al pubblico ogni primavera e autunno, e vi si possono vedere i tesori del tempio, come per esempio sculture considerate tesori nazionali.

Tesori nazionali

Kindo

Quest’edificio fu originariamente costruito nel palazzo imperiale di Kyoto nel periodo Momoyama (nella seconda metà del sedicesimo secolo), e fu trasferito e ricostruito nel Ninna ji nei primi anni del periodo Edo (1603-1867).

Monumenti di grande importanza storica

Goju no to

(La pagoda a cinque piani)



Questa pagoda fu costruita nel 1644. È alta 36 metri, e le dimensioni di ogni tetto sono quasi uguali. Normalmente non è aperta al pubblico.

Kannon do



È un edificio costruito nei primi anni del periodo Edo. Vi sono numerose statue di Budda all’interno. Normalmente non è aperto al pubblico.

Shoro (Il campanile)

Fu costruito nel periodo Edo.







Niomon

È un portale ricostruito fra il 1637 e il 1644. Ai lati, come spesso nei portali dei templi buddisti, sono poste a guardia del tempio due grandi statue di divinità protettrici (Nio, re Deva).





Chumon

Portale costruito nel periodo Edo, anche ai suoi lati vi sono due statue di divinità protettrici.

L’ingresso al giardino è solitamente gratuito, ma a pagamento durante la fioritura dei ciliegi. I prezzi variano a seconda dello stadio di fioritura.

Il giardino del tempio è aperto dalle 7:30 alle 16:30.

L’ingresso all’edificio chiamato Goten costa 500 yen per gli adulti e 300 yen per i minori tra 6 e 15 anni.

Il “Goten” è aperto dalle 9 alle 16:30, e vi si può entrare fino alle 16.

L’ingresso al Reiho kan costa 500 yen per gli adulti e 300 yen per i minori tra 6 e 18 anni.

È aperto al pubblico ogni primavera e autunno, dal 1 aprile alla fine di maggio e dal 1 ottobre al 23 novembre.

Foto dell’autrice.

Honen-in

by Kanako Morita











Lo Honen-in si trova a Sakyo-ku, la parte orientale di Kyoto, ai piedi del monte Zenki. Salendo per il viale d’accesso lastricato in lenta perdenza, si può vedere il grande portale del tempio con un caratteristico tetto in rami di bambù in stile semplice ed elegante. Molti alberi e varie piante circondano il tempio, conferendogli un’atmosfera tranquilla. In autunno vi si può ammirare la belezza delle foglie secche d’acero rosse e gialle.

Il giardino del tempio


白砂壇 Byakusadan (le terrazze di sabbia bianca)

Entrando dal portale, su entrambe i lati si vedono due terrazze di sabbia bianca. Esse rappresentano l’acqua, e passarvi in mezzo significa purificare il corpo e la mente per entrare nel luogo sacro.

Sulle terrazze sono disegnate figure stilizzate che esprimono il movimento dell’acqua, onde e vortici, oppure piante stagionali.

Stando in piedi davanti alle terrazze e volgendosi verso il portale d’ingresso, ci si accorge che il portale è più in alto rispetto al punto in cui ci si trova. Questa differenza di altezza simboleggia la linea di demarcazione tra il mondo profano e il luogo sacro.

Una volta c’erano cinque terrazze, ma nel periodo Taisho ne sono state disfatte tre per allargare lo stagno.

講堂 Kodo (la sala per le lezioni)

Originariamente era una grande stanza da bagno costruita nel 1694. Nel 1977 l’interno è stato rinnovato, e ora è usata per conferenze, mostre o concerti.

 Foto: Katsuhiko Mizuno
方丈 Hojo (il padiglione per gli ospiti)

Questo edificio è stato trasportato da Fushimi, dove originariamente si trovava. Nel diciasettesimo secolo era la dimora dell’Imperatore Gosai. Sulle porte scorrevoli di carta ci sono dipinti di Mitsunobu Karino, un famoso pittore del periodo Azuchi-Momoyama.

方丈庭園 Hojo teien (il giardino Hojo)

Questo giardino è tipico dello stile della setta Jodo. Ci sono uno stagno e un ponte che rappresentano l’aldilà e questo mondo. Nel giardino c’è una pietra che simbolizza la statua di Amida.

本堂Hondo (il padiglione principale)

Nella sala si trovano le statue di Amida, il Budda della misericordia, del fondatore della setta Honen e del fondatore del tempio Manmuosho.

La storia 

Honen, il fondatore della setta buddista Jodo-shu, costruì un eremo in questo luogo, e vi eseguì la cerimonia chiamata “rokuji-raisan” (六時礼賛, la cerimonia delle sei) con i suoi allievi Juren e Anraku. È un rito in cui si invoca il Budda Amida recitando il “Namu Amidabutsu” alle sei di ogni mattina e di ogni sera. All’inizio del tredicesimo secolo (periodo Kamakura), la dottrina di Honen si diffuse ampiamente fra il popolo, essendo basata sul semplice principio che “è sufficiente rispettare la propria natura e invocare il Budda Amida per fare una morte serena”, facile da capire anche per le persone incolte.

Ma nel dicembre 1206 le principesse Matsumushi e Suzumushi, due dame di corte dell’ex imperatore Goshirakawa influenzate dalla dottrina di Honen, si fecero monache buddiste. I due discepoli di Honen che gli avevano insegnato la dottrina furono condannati a morte, e lo stesso Honen fu mandato al confino a Oki (oggi nella prefettura di Shimane). Questo avvenimento è noto come “Kenei no honan” (建永の法難), dove “Kenei” è il nome di un’era all’inizio del periodo Kamakura, e “honan” significa persecuzione per proselitismo. L’eremo perse il suo fondatore e cadde in rovina.

Nel 1680 un bonzo del Chion-in, oggi il tempio principale della setta Jodo-shu, Manmu-osho, decise di costruire un tempio nel luogo scelto da Honen per l’eremo. Lo Honen-in che esiste ai giorni nostri fu costruito da un suo discepolo.

Il fondatore



Honen (Honenshonin, 法然上人) nacque a Mimasaka (oggi prefettura di Okayama). A nove anni abbandonò il mondo per diventare monaco buddista nel prestigioso tempio del monte Hiei, in conformità al testamento del padre. A 43 anni formulò la dottrina del “senju-nenbutsu” (専修念仏), secondo la quale se si invoca il Budda Amida recitando il “Namu Amidabutsu” con sincerità e purezza di cuore è possible raggiungere il paradiso della Terra Pura dopo la morte. Nel 1175 Honen fondò la setta Jodo-shu a Higashiyama-Yoshimizu (oggi la sede del Chion-in). All’inizio del 1200 cominciò la pratica religiosa a Shishigatani (oggi la sede dello Honen-in). A quell’epoca la sua dottrina era molto originale rispetto a quelle delle sette precedenti, ragione per cui subì molte persecuzioni. Honen lasciò il tempio del monte Hiei per diffondere tra il popolo il buddismo, che fino ad allora in Giappone era stato una dottrina oscura e cerimoniosa riservata agli aristocratici.

Il cimitero

Accanto al giardino c’è il cimitero in cui si trovano le tombe di famosi scrittori e letterati. Per esempio c’è la tomba di Jun-ichiro Tanizaki, il famosissimo scrittore del periodo Taisho. Nella sua opera “Diario di un vecchio pazzo” (“Futen-rojin Nikki”) ha celebrato la tranquillità perfetta. Anche Hajime Kawakami, illustre economista e letterato, riposa qui.

Informazioni 

Si può entrare allo Honen-in dalle 6 fino alle 16. Ogni anno in aprile e novembre c’è un periodo in cui viene aperto al pubblico l’interno di un edificio che non è normalmente visibile. A parte questi periodi, l’ingresso è gratuito.

Per arrivare allo Honen-in ci vogliono solo 10 minuti a piedi dalla zona centrale di Kyoto. Vale senz’altro la pena visitarlo anche per godere della tranquillità celebrata da Tanizaki e per ammirare la belleza della natura nelle varie stagioni.

Toji

Kanako Morita



Il tempio buddista Toji si trova nella parte meridionale di Kyoto, vicino alla stazione ferroviaria principale. Venendo a Kyoto con lo Shinkansen (il treno ad alta velocità), si può vedere la pagoda a cinque piani dal finestrino. Essa è stata il simbolo del Toji dal Periodo Heian fino a oggi. Nella zona del Toji c’è molto traffico e le strade sono molto frequentate. Ma entrando nel giardino del tempio si può percepire un’atmosfera grandiosa e tranquilla. Il tempio conserva l’aspetto originario dell’antica capitale del Giappone.

 

Il fondatore

Kukai (noto in Giappone anche come Kobodaishi) nacque da una potente famiglia di Sanuki (oggi nella prefettura di Kagawa) nel 774. Da bambino dimostrò una grande intelligenza, tanto da essere considerato un bambino prodigio, e cominciò a interessarsi al buddismo. A diciotto anni entrò all’università, ma abbandonò gli studi a metà strada, dedicandosi per sette anni alle pratiche ascetiche sulle montagne. Si pensa che durante questo periodo abbia approfondito la conoscenza dei sutra buddisti studiando il cinese e il sanscrito presso un tempio, ma non è una notizia sicura. Probabilmente venne a conoscenza del canone del mikkyo (il buddismo tantrico esoterico) e ne subì il fascino.

Nell’804 si recò in Cina, durante il regno della dinastia Tang, con una missione di studiosi e diplomatici inviata dal governo giapponese. In Cina incontrò una figura di primo piano della setta Shingon, la setta del buddismo tantrico, e divenne suo allievo. Dopo solo due mesi di pratica ottenne il titolo conferito al potenziale successore del maestro, e dopo due anni ritornò in Giappone. Nell’809 decise di iniziare la diffusione della dottrina della setta Shingon e chiese il permesso alla corte imperiale. Fortunatamente l’imperatore Saga, che lo stimava molto, glielo concesse assieme a un supporto finanziario.

Nell’823 Kukai fu incaricato di costruire il Toji, e chiese e ottenne il permesso di farne il tempio principale della setta Shingon.







Il giardino del tempio

 

Oggi nel giardino del Toji ci sono edifici costruiti per l’esercizio di pratiche ascetiche che si dice consentano di vivere più di cento anni. Cinque di essi sono tesori artistici nazionali e nove sono importanti beni culturali. Poiché in passato si sono verificati incendi, terremoti e guerre, adesso non ci sono più le costruzioni originarie. Tuttavia l’estensione, la grandezza e la disposizione delle costruzioni principali preserva l’atmosfera di allora: si dice infatti che il Toji sia il tempio che meglio preserva l’aspetto dell’antica capitale del Giappone.

 

La pagoda a cinque piani



È il simbolo del Toji. Si trova nell’angolo sud-est del giardino. Nell’826 Kukai cominciò a costruirla, e fu completata dopo circa 50 anni. In seguito ci furono molti incendi, ed è stata ricostruita molte volte.

Con 57 metri di altezza, oggi è la costruzione in legno più alta del Giappone.

 

La sala per conferenze







In origine era la sala per ascoltare i sermoni. Contiene undici statue di Budda, la cui disposizione disegna un mandala tridimensionale. Il mandala è un diagramma sacro buddista che di solito viene rappresentato in due dimensioni.

 

Il mercato KOBO













Una volta al mese nel giardino del tempio si tiene un mercato che si chiama “Kobo-ichi” (mercato Kobo). In occasione dell’ anniversario della morte del fondatore Kobodaishi (22 aprile 835), il 21 di ogni mese si dispongono tante bancarelle. Le persone di Kyoto chiamano affettuosamente il mercato “Kobo-san”. Quello che si tiene il 21 dicembre è il più grande dell’anno, ed è chiamato “Shimai-Kobo” (Shimai significa fine). Ci sono più di 1200 bancarelle, ed è sempre affollato.

Di recente i turisti stranieri che visitano il mercato stanno aumentando.

Si vendono kimono, servizi da tavola, vari articoli d’uso, piante, fiori ecc. In genere li si può comprare a buon mercato.

Se ci andate vi consiglio di assaggiare i cibi: si vendono pasti leggeri e dolci tipici che i giapponesi mangiano abitualmente.

 

Informazioni

Si può entrare tutti i giorni. L’ingresso costa 500 yen.

Nel periodo primaverile ed estivo (dal 20-3 al 19-9) è aperto dalle 8:30 alle 17:30; invece nel periodo autunnale e invernale (dal 20-9 al 19-3) è aperto dalle 8:30 alle 16:30. Dalla stazione JR di Kyoto si può prendere un autobus che ci arriva direttamente in soli 5 minuti.

Se visitate il Toji, vi consiglio di guardare con calma i suoi tantissimi tesori. Sarà come viaggiare nel tempo per tornare all’antica capitale del Giappone.

Ryoanji

Kanako Morita



Il tempio Ryoan-ji si trova nella parte occidentale di Kyoto.

È noto per il bellissimo giardino, chiamato “Seki-tei”. Ogni giorno numerosi turisti vengono a vederlo da tutto il Giappone e anche dall’estero.

Orginariamente questo luogo era una località di villeggiatura della nobilità. Nel 1450, durante il periodo Muromachi, un daimyo (un signore feudale di alto rango) lo acquisì e lo trasformò in una tempio buddista zen. A causa della Guerra di Onin (1467-77) fu distrutto da un incendio, ma fu ricostruito nel 1488.

Il pensiero dello Zen

Lo Zen è una scuola buddista che fu introdotta in Giappone dalla Cina della dinastia Song, nel tredicesimo secolo circa. Nello Zen giapponese ci sono tre sette (setta Soto, setta Rinzai e setta Obaku). Il punto centrale dello Zen è il concetto che il corpo e l’anima sono uniti. Perciò si attribuisce grande importanza alla pratica, cioè lo zazen. Lo zazen è la meditazione zen praticata sedendosi in una posizione particolare. Secondo il pensiero del Buddismo, ogni essere vivente ha in sé la natura del Buddha. Per capirlo però è necessario praticare lo zazen e il koan (un tipo di pratica sotto forma di domande e risposte). Attraverso queste pratiche si persegue uno scopo, cioè quello di trovare e contemplare la propria natura (kensho) ed eliminare il proprio ego e il suo egocentrismo.

Il giardino “Seki-tei” (石庭)

Questo giardino è il più famoso tra i giardini “secchi” (karesansui 枯山水) giapponesi fatti di ghiaia, rocce e muschio. In questo tipo di giardini si rappresentano il mare e i fiumi con ghiaia bianca, le montagne con rocce e la vegetazione con muschio. Quando lo Zen si diffuse in Giappone, furono costruiti molti giardini secchi in vari luoghi, e si dice che sia stata una reazione contro i giardini lussosi della nobilità del precedente periodo Heian. Nell’estetica dello Zen il giardino è considerato una rappresentazione in miniatura della natura. Siccome si pensa che in natura non ci siano cose inutili, nei giardini zen si cerca di riprodurre la natura senza ornamenti artificiali. Dopo l’introduzione delo Zen dalla Cina, il giardino zen fu adattato all’estetica giapponese e assunse la sua forma tipica in circa un secolo. Il personaggio più importante nello sviluppo dei giardini zen giapponesi è il Monaco e disegnatore di giardini Muso Kokushi. I suoi giardini si trovano in varie parti del Giappone. Inoltre alla fine del quattordicesimo secolo fu introdotta dalla Cina anche la pittura paesaggistica a inchiostro di china, che pure si sviluppò secondo i canoni peculiari dell’estetica giapponese.

Per quanto riguarda il giardino del Ryoan-ji, non si sa chi l’abbia disegnato, ma secondo una famosa teoria fu progettato da Soami.

La ghiaia bianca è distribuita ad arte con un rastrello in modo da formare delle onde, e ci sono 15 rocce in 5 punti del giardino. Riguardo alla disposizione delle rocce ci sono diverse opinioni, ma nessuna è predominante. Secondo una famosa interpretazione, il giardino rapprenterebbe una tigre che sta attraversando un fiume con i suoi cuccioli. Per questo è chiamato anche “il giardino del guado dei cuccioli di tigre” (虎の子渡しの庭).

Il giardino zen del Ryoanji è quello con il disegno più astratto tra i giardini secchi di Kyoto. Contemplandolo possiamo scegliere liberamente l’interpretazione che ci sembra più adatta.

Lo stagno “Kyoyochi” (鏡容池)

Lo stagno “Kyoyochi” si trova sul lato sinistro del viale di accesso. Si dice che durante il periodo Heian i nobili proprietari del giardino facessero spesso giri in barca in questo stagno. Sulla riva che lo circonda fioriscono splendidi fiori di stagione.

La bacinella di pietra “Tsukubai” (つくばい)

“Tsukubai” è una bacinella di pietra posta in un giardino giapponese per lavarsi le mani prima di entrare nell’edificio adibito alla cerimonia del tè. Il nome “Tsukubai” si riferisce al movimento che si compie quando ci si accoscia per attingere l’acqua. Ci sono quattro caratteri cinesi incisi sulla superficie della “Tsukubai” secondo uno schema preciso. Ogni carattere presenta un elemento a forma quadrangolare, e questi quattro elementi sono uniti in un unico grande quadrato che si trova al centro del rombo formato dai caratteri. Quello in cima “吾” significa “Io”, quello a sinistra “知” significa “conoscere”, quello a destra “唯” significa “solo”, e il carattere in basso “足” significa “soddisfazione”. L’elemento comune a forma quadrangolare è il carattere di “口”, “bocca”, ed è spesso usato come elemento di caratteri composti. Nel caso della “ Tsukubai”, i quattro caratteri sono formati aggiungendo “口” a un altro elemento: per esempio 五+口=吾,矢+口=知.

Insieme questi quattro caratteri significano “Io conosco solo la soddisfazione”. Questo suggerisce un concetto dello Zen: noi dovremmo essere soddisfatti della nostra situazione presente. Sottolinea insomma l’importanza di controllare i nostri desideri.

Informazioni

Si può entrare allo Ryoan-ji dalle 8 alle 17 (da dicembre a febbraio dalle 8:30 alle 16:30). Il biglietto d’ingresso costa 500 yen. Ci si può arrivare in autobus o in tram dal centro, e c’è un parcheggio per automobili.Si può godere della bellezza e dell’atmosfera raccolta del Ryoan-ji in modo diverso nelle diverse stagioni. In primavera nel giardino i fiori di ciliegio sbocciano in grande quantità, in estate le ortensie fioriscono splendide, in autunno si può ammirare la bellezza delle foglie secche rosse e gialle. In inverno, poichè il numero di turisti è minore rispetto alle altre stagioni, il giardino ha un’atmosfera più tranquilla e solenne, in cui si può cogliere lo spirito autentico dello Zen.